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Assyrtiko de Mylos 2016 Hatzidakis

Assyrtiko de Mylos 2016 Hatzidakis

In questa bottiglia si può trovare tutta una storia d’amore per la terra, la moglie e i figli da parte di Haridimos Hatzidakis, il mago del vino dell’isola greca di Santorini.
Nel 1996 Konstantina Chryssoú gli aveva mostrato il vigneto della sua famiglia nell’agro del villaggio di Pyrgos Kallistis, sulla strada per il monastero del profeta Elia a un’altitudine di 330 metri sul livello del mare, che era ormai in uno stato pietoso di abbandono da quarant’anni, da quando i suoi genitori avevano lasciato l’isola dopo il terremoto del1956 e si erano stabiliti ad Atene, come gran parte delle famiglie di Santorini. Nessuno lo aveva più coltivato e Haridimos, nato a Creta, diventato enologo ad Atene e che aveva già vinificato molti vini prima a Creta e poi a Santorini per 7 anni da Boutari, aveva deciso di restaurarlo con ceppi di aidani coltivati a regime biologico.
In una grotta scavata nella pomice sul fondo della tenuta i nostri due pionieri hanno realizzato nel 1997 la piccola cantina che aveva iniziato a produrre il Vinsanto da uve assyrtiko e aidani e un rosso da uve mavrotragano. Oggi la Hatzidakis Winery coltiva a vite circa 10 ettari di proprietà più altri 3 in gestione e nella maggior parte di essi applica l’agricoltura biologica. I vigneti si trovano tutti a Santorini, la maggior parte intorno a Pyrgos Kallistis a un’altitudine da 150 a 300 metri sul livello del mare con esposizione a nord e nord-est, mentre gli altri si trovano intorno a Megalochori, Emporio e Akrotiri, anche più in basso, già dai 70 metri, con esposizione in prevalenza a sud e sud-est.

Assyrtiko de Mylos 2016 Hatzidakis

Le rese sono molto basse, vanno dai 30 ai 35 quintali di uva per ettaro, cioè circa 20 ettolitri di vino per ettaro, con una produzione intorno alle 140.000 bottiglie l’anno. La fermentazione è innescata spontaneamente da lieviti selvatici, l’aggiunta di solforosa è ridotta al minimo, il vino rosso matura in botti austriache e non viene filtrato.
Ma è il bianco da uve assyrtiko che ha uno stile molto fine che esalta piacevolmente il carattere del terroir, specie quello che proviene da viti di oltre 100 anni di età, come l’Assyrtiko de Mylos 2016 che mi ha conquistato il cuore. Al momento di scrivere non so se di questo vino ne faranno ancora e che destino avrà questa bella azienda oggi in mano alla vedova Konstantina Chryssoú Hatzidakis e ai figli dopo la prematura scomparsa di Haridimos Hatzidakis l’11 agosto 2017, che ha lasciato in disperazione la famiglia, gli amici e tutti coloro che hanno creduto in lui e nei suoi vini di eccellente finezza aromatica, sontuosi, di carattere e con un elevato potenziale di ulteriore invecchiamento.
L’Assyrtiko de Mylos 2016 è un vino bianco dalla struttura cristallina, impeccabile, inizialmente macerato sulle bucce per 12 ore, fermentato sui lieviti selvatici alla temperatura controllata di 18 °C e poi maturato sui suoi lieviti per 8 mesi in vasche di acciaio inossidabile. Ha un colore paglierino con riflessi dorati. All’attacco sbocciano profumi delicati di zagare e cedronella. Il bouquet è fine, con belle note di agrumi e una sfumatura di miele. In bocca è pieno, aromatico, sapido, lussureggiante, con una piacevole acidità croccante e una sfumatura di pietra focaia. Il finale è agrumato e iodato, lungo e di grande freschezza. Suggerisco di servirlo a una temperatura da 10 a 12 °C con carpacci di pesce e ceviche (marinate a crudo) di orata, ricciola e branzino, aragoste alla griglia, pesce azzurro arrostito, polpa di granchio in salse nobili, cocktail di gamberetti, frutti di mare, insalate ricche, asparagi in besciamella, carni bianche in gelatina.

Mario Crosta

Tipologia: PDO Santorini
Vitigni: 100% assyrtiko
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: HATZIDAKIS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 40 a 60 euro

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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