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Breve viaggio nel Barolo…e non solo

vigneti in Langa

Assenza, che diventa più acuta presenza. Di ineguagliabile bellezza, le Langhe si presentano solitarie dove l’uomo-turista è praticamente assente. Varie tonalità di verde, in piena intensità dopo piogge e temporali, siamo a luglio, le colline paiono “ferme” in un periodo di legami probabilmente perduti…
In questa strana atmosfera surreale, visitiamo “riservati” alcune cantine produttrici di Barolo, curiosi di sentire l’annata 2016, che in generale è considerata molto buona; infatti ne troviamo ben presto conferma. A Castiglione Falletto degustiamo i vini dell’Azienda Agricola Monchiero; dopo 40 anni di mezzadria, negli anni ’80 Vittorio Monchiero, con la moglie Daniela conducono la tenuta con passione e voglia di affermarsi, e dall’impeccabile accoglienza. Caratteristiche che ritrovi nei loro vini. I vigneti del Rocche di Castiglione si trovano a sud-est del Comune; nell’annata 2016 ritrovi tutta la nobiltà del nebbiolo, raffinato e già piacevole da bere, frutto netto profumato di viola, spezia dolce, e lungo al gusto. Il 2015 è riservato al naso, declina poi in ciliegia, mirtillo, in bocca è avvolgente, e di bella persistenza; mentre il 2014 non “nebbiolizza” ma ha una bella piacevolezza alla beva, qualche scia del legno copre leggermente il frutto che non rimane lungo.

vigneti in Langa

Il Barolo Roere di Santa Maria con vigneti esposti a sud-ovest di La Morra, qui ritrovi la territorialità espressiva di eleganza, e raffinatezza, una certa aromaticità ed una pronta beva che non finisce di stupire. Barolo del Comune di Castiglione Falletto 2016 presenta un naso austero, di radice, terroso, in bocca è fine lungo, ottimo. Merita una menzione una chicca voluta dal figlio Luca: il Moscato Secco 4 Filari, bella l’aromaticità della salvia, brillantezza del paglierino, freschezza, sapidità ed eleganza, piacevolissimo. Proseguiamo con la visita all’Azienda Porro Guido a Serralunga d’Alba, vigne conosciute nel mondo, dal territorio caratterizzante di vini austeri e longevi, esposizioni al miglior sole, con i cru Vigna Rionda, Lazzarito e le sue parcelle Santa Caterina e Lazzairasco. Qui troviamo le massime espressioni del territorio. Assaggiamo il Gianetto 2016, vigneti a sud-est, terre dalla trama argillo-calcarea, sosta in botte grande di Slavonia, di notevole fattura, tensione espressiva, masticabile, si innerva di erbe aromatiche, persistente; poi il Santa Caterina, Barolo che va decisamente aspettato a lungo, è graffiante e opulento, chiuso, materico, declina in frutti scuri, da tenere in cantina.

Barolo Vigna Rionda 2016 Guido Porro

Gioca un altro campionato il Vigna Rionda 2016, di una profondità ed espressività superiori, molto complesso e persistente, ci vorrebbe un’intera pagina per descriverlo, il migliore assaggio della giornata. Il Dolcetto d’Alba 2019, invece continueresti a berlo, è fresco, fragrante, dal frutto pieno e invitante, e poi un Nebbiolo 2019 in acciaio, succoso, franco, azzardiamo una beva dall’aperitivo a fine pasto.
Ci dirigiamo verso Monforte d’Alba in Località Bussia per far visita all’azienda Giacomo Fenocchio, dove ci attende Nicoletta, moglie di Claudio Fenocchio, attuale proprietario. I Fenocchio viticoltori da diverse generazioni, la loro storia inizia dal 1864, posseggono terreni in diverse MGA; Bussia Sottana e Munie a Monforte d’Alba; Cannubi Boschis e Castellero a Barolo; Villero a Castiglione Falletto.

vigneti in Langa

La splendida terrazza che domina le vigne del Bussia è lo speciale luogo dove ci vengono proposti i vini in degustazione. Si percepisce già dal primo vino l’amore dei proprietari per la propria terra e per la tradizione, iniziamo dal Langhe Nebbiolo 2018 con le sue note di ciliegia e liquirizia con un buon corpo e una deliziosa trama tannica. Passando ai Barolo 2016, il Castellero ha frutta e fiori rossi, liquirizia, con una nota terrosa e speziata, buona la trama tannica, in questo momento, è quello che avrà bisogno di più tempo per esprimersi. Il Villero con note di rosa e nuance di viola, prugna, sottobosco e un pot-pourri di spezie, buona eleganza con una bella struttura e fine trama tannica. Per finire il Bussia, il nostro preferito, fine, elegante, sentori di rosa, ciliegia, melograno, pepe nero, chiodo di garofano e liquirizia, perfetto al gusto con una precisa trama tannica e lunga persistenza. Da comprare assolutamente. Un appunto; per nostra sfortuna il Cannubi 2016 non era più disponibile.
Piacevole sorpresa la particolarità dell’Anima Arancio, un orange wine da arneis con 30 giorni di macerazione, solo acciaio e fermentazione spontanea. Sentori di albicocca disidratata, arancia candita e mela cotogna in primis, al sorso è minerale, verticale, leggermente tannico. Non lascia indifferenti.
Lasciamo Monforte per dirigerci a Barolo, a pochi passi dal centro c’è l’azienda agricola Brezza, proprietaria di vigneti già dal 1885, da tempo è condotta in agricoltura biologica certificata, la vinificazione è tradizionale con uso di grandi botti di rovere di Slavonia non tostate. Un innovativo tappo di vetro è utilizzato per la tappatura del Nebbiolo d’Alba, Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Langhe Freisa, Langhe Chardonnay. Tra le degustazioni citiamo il Langhe Rosato 2019, da uve nebbiolo, con sentori di rosa e pesca bianca, sorso succoso e invitante, lievemente tannico, è un buon vino da aperitivo. La Barbera d’Alba Vigna Santa Rosalia 2018, vinificata in acciaio e chiusura con tappo a vetro, con sentori di violetta, fragola, ribes rossi, ciliegia e cannella.

Barolo 2016

Il Barolo Sarmassa 2016 è complesso con note di viola, rose in macerazione, ciliegia, menta, liquirizia, ritorni balsamici, un vino di grande struttura ed eleganza, i tannini ben presenti ma serici.
Chiudiamo in bellezza con il Barolo Cannubi 2016, all’olfatto violetta, fragolina, ciliegia rossa, pepe bianco, anice, menta, tabacco White Burley, in bocca è elegante con buona energia e tannini setosi. Lunga persistenza con ritorni balsamici. Due Barolo di pregio.
Cambiamo Comune e ci dirigiamo verso La Morra dove incontriamo Caterina Burzi, responsabile vendite e comunicazione dell’Azienda Alberto Burzi. Alberto, il fratello, è l’enologo, i ragazzi si danno da fare e i loro vini sono fantastici, i due giovani preparati e appassionati hanno ereditato i vigneti dai nonni, con umiltà hanno tratto insegnamento da loro e dai ritmi dettati dalla natura comprendendo il valore dell’attesa. È una piccola realtà e in cantina bisogna darsi da fare, quindi, i ruoli spesso si intrecciano, e i due si supportano dalla vigna alla cantina. I prodotti fini ed eleganti sono frutto di una ricerca coniugata alla tradizione, ci convincono la rotondità e bevibilità della Barbera Plaustra 2018, la cui fermentazione malolattica e l’affinamento sono stati effettuati in vasche d’acciaio con un lavoro costante di sospensione delle fecce fini e i Barolo Capalot Vecchie Viti 2015 e 2016, con l’uso di macerazioni tra i 30 e 50 giorni in vasche di acciaio inox tramite la tecnica della steccatura e l’affinamento in botti grandi di rovere austriaco da 30 HL non tostate. Le uve provengono da un singolo longevo vigneto nella zona di La Morra, precisamente in località Cappallotti sotto la menzione “Gasprina”.
Il Capalot 2015 è più austero, teso, frutto di un’annata calda, dimostra grande carattere, da lasciare ancora in cantina, è però il Capalot 2016 che ci fa innamorare per la maggiore profondità con sfumature invitanti di rosa, amarena nera del Piemonte, sanguinella, tabacco Virginia e note speziate di cannella e cardamomo, al sorso è invitante, tannini ancora ben presenti, di lunga persistenza.

Gabriella Grassullo ed Ezio Gallesi

Gabriella Grassullo e Ezio Gallesi

Ha conseguito il diploma di Sommelier AIS nel 2001. È Degustatore per la regione Lombardia e giudice per le guide Vitae e Viniplus. Ha partecipato a diversi corsi di approfondimento AIS, collabora con Ais Lombardia. È Maestro assaggiatore per ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi) e ha partecipato ai corsi per degustatore birre di Unionbirrai e Fermento Birra. Dal 2015 contribuisce a Lavinium con articoli interviste insieme a Gabriella Grassullo.

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