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L’azienda Provveditore si rifà il look e parte dalle etichette

Cristina Bargagli
Cristina Bargagli

Con Cristina Bargagli un racconto lungo quattro generazioni, etichette nuove e tappo a vite per i bianchi. I rossi confermano qualità.
Provveditore si fa sentire, gioca in casa una partita che vince con qualsiasi colore, dal bianco al rosso e passando per il rosato. Da Scansano, precisamente località Salaiolo, Cristina Bargagli ci ha raggiunto a Roma per parlarci dei suoi vini, quelli della sua azienda Provveditore, nell’entroterra toscano in provincia di Grosseto, pilastro della locale Morellino di Scansano Docg. L’azienda prende il nome dal vecchio fabbricato situato lungo la strada dei Salaioli, chiamata così perché vi passava il commercio del sale. La contrada già in tempi remoti era vocata alla viticoltura. Il vecchio fabbricato che ivi sorgeva passò nel 1840 al Cav. Giacomo Grandoni, a cui fu riservato il titolo di Provveditore. Anni dopo la sua morte, la proprietà fu venduta ma nella memoria collettiva continuerà a essere il podere Provveditore.

Vigneto azienda Provveditore

La località vanta scorci paesaggistici incantevoli per ospitare vigneti e varietà dalle specifiche caratteristiche. Non solo il Sangiovese, ma anche i bianchi, dal Vermentino all’Ansonica, passando per Chardonnay e Sauvignon, varietà per eccellenza che hanno insegnato a casa Bargagli a vinificare in bianco. La famiglia è il filo conduttore forte che lega questa terra ai suoi vini, ai primi del ‘900 prima con il bisnonno e poi il nonno Irio, l’azienda prende il via per arrivare agli anni ’70 a imbottigliare, grazie alla visione del papà di Cristina, Alessandro Bargagli, pioniere della denominazione. Da allora l’azienda è cresciuta e vanta 40 ettari e una produzione di 2mila quintali di vino, 1300 rosso e 700 bianco.

Piperino, Maremma Toscana doc Trebbiano 2023

I bianchi sono i primi protagonisti della giornata e partiamo proprio dal Piperino, Maremma Toscana doc Trebbiano 2023, dall’etichetta rinnovata che vediamo in anteprima, come quelle degli altri vini bianchi. L’idea di un’etichetta che stravolga in parte la tradizione è frutto della vivacità che si respira in questa azienda. L’immagine è la foglia del vitigno che cade e dona una sorta di leggerezza, per bianchi di bella struttura e caparbi, come Cristina che, mente e braccio di casa, decide, dispone e coordina, affiancata da un enologo di eccellenza, Daniele di Mambro. Il piperino è un tipo di tufo, molto adatto alla viticoltura, da cui il nome del vino che è molto minerale, dalle note verdi, fiori secchi, in bocca decisamente lungo.

Il secondo vino è il Bargaglino, Maremma Toscana doc Vermentino 2023, ha una percentuale del 15% di Viognier. Questo Vermentino viene definito da Cristina una comfort zone, la macchia mediterranea è evidente, le erbe, i fiori bianchi, un finale lungo sapido e ottima l’acidità. Cristina ha una notevole visione di insieme, ha fatto il suo primo Vinitaly ancora adolescente come spettatrice e poi, appena maggiorenne, ne è diventata protagonista. Nel 2017 entra in azienda il tappo a vite, sempre per la sua intraprendenza, la Bargagli ne coglie subito i benefici, nonostante all’inizio i costi siano alti e impegnativi.

Bargaglino, Maremma Toscana doc Vermentino 2023

Passiamo al Purosole, Maremma Toscana doc Chardonnay 2023, chiamato così perché le uve si trovano su un terreno acquistato 12 anni fa, 4 ettari esposti al sole che guardano verso l’Argentario. Molto piacevole, minerale, profumato, con spiccate note di erbe aromatiche fresche.

Con La Madda, Maremma Toscana doc Ansonica 2023, arriviamo nel meraviglioso mondo dell’Ansonica, vitigno autoctono, di cui si hanno memorie fin dall’antichità, parliamo di una Grecia arcaica che esportava il suo vino dall’isola di Chio, in anfore di terracotta che sono state ricopiate dagli abitanti dell’isola d’Elba, dove quest’uva normalmente si trova (oltre all’isola del Giglio e nella zona dell’Argentario). Anche in questo caso l’etichetta si rinnova, il gusto è molto complesso, si avvicina a un Riesling dai profumi intensi, in bocca si destreggia tra frutta secca e fiori di camomilla, tendenzialmente lungo e la struttura importante. Come per il Trebbiano, anche in questo caso si usano lieviti indigeni.

Casaiolo, Maremma Toscana Doc Syrah Rosato 2023

Passiamo ai rossi, con il Casaiolo, Maremma Toscana Doc Syrah Rosato 2023, per l’etichetta è stata scelta l’immagine dell’azienda in un giorno di neve. Al naso è molto profumato, si percepiscono fiori freschi e rosa. A seguire le spezie e frutti rossi poco maturi. Un bel bere fresco e dinamico. Il nome, vogliamo ricordarlo, viene dalla crasi di casa e Salaiolo, che la figlia di Cristina ha fatto da piccola, quando le chiedevano di dove fosse.

Con Irio, Morellino di Scansano Doc 2023, con 85% di Sangiovese e 15% di Ciliegiolo, tocchiamo la tradizione in ricordo del nonno Irio, e l’etichetta ne è l’espressione figurativa. Il gusto è autentico, il corpo morbido, grazie alla complementarità del Ciliegiolo, beverino e immediato, un vino fresco grazie al passaggio in acciaio che ne esalta le note agili.

Provveditore, Morellino di Scansano Docg 2020

Il Provveditore, Morellino di Scansano Docg 2020, Sangiovese al 100%, fa barrique di primo e secondo passaggio, di legno italiano e francese. Siamo sulle 60mila bottiglie, molto elegante, armonico, equilibrato, rotondo, di buona acidità. Espressione storica dell’azienda, lascia dietro di sé un memorabile strascico di sensuale morbidezza e pienezza al sorso.

Chiudiamo con una perla rara, un assaggio di Appassito di Tufo 2007, Trebbiano in purezza, fa un appassimento in pianta, poi barrique per 5 anni e mantiene sempre una vivace acidità. Un finale sapido gli dona equilibrio, al gusto fico secco, uva passa e crema pasticcera. Un vero regalo per concludere il pranzo presso il ristorante romano “Al Ceppo”.

Grazie a Federica Schir che ha organizzato l’evento e ci ha gentilmente invitato, e a Massimo Casali che ha curato la parte tecnica della degustazione.

Susanna Schivardi

Susanna Schivardi

Amante della letteratura classica, consegue la Laurea in Lettere, indirizzo filologico, con una tesi sperimentale sull’uso degli avverbi nei testi arcaici della tradizione classica. Appassionata di viaggi e culture nel mondo, dai suoi studi impara che la tradizione è fondamentale per puntare all’innovazione, e si avvicina al mondo del vino dopo vari percorsi, facendone un motivo conduttore di tante esperienze. Conoscere le aziende da vicino, i territori e la visione da cui nasce una bottiglia, rimane una ricerca alimentata da una curiosità che si rinvigorisce viaggio dopo viaggio. Affianca al vino la pratica di uno sport come l’arrampicata, che richiede concentrazione, forza di volontà e perseguimento di obiettivi sempre più alti. In questo riconosce un’affinità forte con i produttori di vino, che investono vite intere per conseguire risultati appaganti, attraverso ricerca e impegno. Da quattro anni cura la rubrica Sulla Strada Del Vino finora online sulla testata giornalistica gliscomunicati.it, grazie alla collaborazione di Massimo Casali, sommelier da anni e studioso del vino. Attualmente lavora in Rai, ed è giornalista pubblicista dal 2005.

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