Attiki Assýrtiko 2015 Domaine Papagiannakos

L’assýrtiko (ασύρτικο) è un vitigno bianco originario delle isole Cicladi, dove si vinifica da 6.500 anni. Nell’isola più meridionale di questo arcipelago, Santorini, è coltivato nel 65% dei vigneti che si estendono su terreni vulcanici neri e ricchi di ceneri che conferiscono ai vini una grande mineralità e una bella acidità anche con la piena maturazione delle uve. L’isola è sempre battuta dal vento, soprattutto dal tremendo Meltemi che soffia da Nord, perciò le viti sono coltivate in modo da radicare a grande profondità (arrivano addirittura fino a 18 metri).

Nei terreni più esposti vengono coltivate rasoterra e sono perfino sagomate a canestro intrecciato per ridurre i danni delle più violente folate di vento, improvvise e sferzanti durante la fioritura, oltre che per evitare possibili bruciature al sole.
L’umidità che sale dal mare e le nebbie contribuiscono a lenire il clima siccitoso e integrano una piovosità annuale che qui è in media di soli 350 mm. L’assýrtiko è tra i ceppi più resistenti all’aridità, alla peronospora, alle malattie fungine e in particolare alla botrytis cinerea. Non è mai stato attaccato nemmeno dalla fillossera, ecco perché a Santorini è coltivato a piede franco, senza dover ricorrere a portainnesti.
Quest’uva si ossida però più facilmente di tutte le altre e per questo necessita di una raccolta veloce e protetta dal sole, nelle ore più fresche o di notte, ma anche di una vinificazione con il controllo della temperatura. Quelli della tipologia “niktery” possono essere vinificati in acciaio o in legno, ma devono comunque maturare in rovere per un minimo di tre mesi, anche se, per mia fortuna, gran parte dei produttori preferisce proporre gli Assýrtiko minerali e fragranti di uva, non di legno, che in gioventù, però, sono un po’ spigolosi e necessitano di due o tre anni ancora di affinamento in bottiglia per esprimere il meglio. Nelle annate migliori possono anche sfidare il tempo per un decennio. Il vino è di un colore giallo paglierino molto chiaro, al limite della trasparenza. Acquisterà maggiore colorazione solare con l’età fino al giallo dorato.
Santorini è la terra d’elezione dell’assýrtiko, il posto in cui si adatta meglio, ma negli ultimi 25 anni è stato piantato sempre più anche in altre isole (in particolare quelle di Paros e Naxos) e sulla terraferma greca, dov’è coltivato in Macedonia, Peloponneso, Grecia Centrale, penisola Calcidica e nell’Attica. In continente, però, il sistema di coltivazione prevalente è a spalliera e le rese risultano più elevate. I vini continentali perdono un po’ di corposità e di mineralità, sono più leggeri, aromatici e rotondi, evolvono più velocemente, anche se il giudizio per ora è limitato a vigne ancora giovani (a Santorini se ne trovano di età tra i 60 e i 250 anni!). Sulla penisola l’assýrtiko entra anche in uvaggio con altre uve come malagousia e sémillon ed è diventato di moda, di successo commerciale, addirittura con il sauvignon blanc. In Attica piacciono gli aromi prepotenti, tanto che è tradizione aromatizzare i vini con la resina (è questa la patria dei vari Retsina, in particolare nel distretto di Mesogaia), perciò bisognerà fare più attenzione all’etichetta delle bottiglie, anche perché possono essere sia secchi che dolci. L’Attiki Assýrtiko in purezza, non aromatizzato, è corposo e fresco, per via dell’acidità, con aromi agrumati leggeri e fruttati, note di miele e d’incenso con un finale persistente.
L’Attica è una penisola circondata dal mare, dove gli inverni sono miti e senza gelo per via delle brezze marine, dove la neve, la grandine e le tempeste d’acqua sono rarissime e l’esposizione alla luce solare è la più lunga dell’intera Grecia. Rispetto a Santorini le estati sono più fresche (la temperatura media annuale è di 18 °C) e i venti, anche il Meltemi, non sono così violenti.
Wines of Athens è un’iniziativa fondata da 5 produttori di vino dell’Attica (Papagiannakos, Mylonas, Anastasia Frangos, Markou Vineyards, Kokotou Estate, ma ne stanno arrivando altri), una piccola alternativa al Consorzio che ha invece qualche decina di soci. Lo scopo è quello di collegare le cantine con i vari siti archeologici sparsi e le attrazioni naturali della zona. Il pittoresco paesaggio dell’Attica orientale è molto variegato fra colline ondulate e ruscelli nascosti ed è percorso da una rete di strade e sentieri che danno ai visitatori la possibilità di visitare anche i luoghi e le attrazioni di questa regione spesso trascurata mentre vengono accolti calorosamente nelle cantine per degustare i vini locali, frutto di una rinascita enologica cominciata negli anni ’60 con i primi investimenti e gli sforzi per ristabilire i vigneti. Il passo più grande per produrre vini di qualità è stato fatto negli anni ’90 con il ritorno alla coltivazione di molte varietà autoctone, alcune delle quali erano in estinzione.
L’Attiki Assýrtiko 2015 del Domaine Papagiannakos mi è piaciuto molto. Mi era stato raccomandato da amici che avevano partecipato al Decanter’s Greek Assyrtiko Expert’s Choice tasting del 13 aprile 2017, in cui è risultato fra i primi 4 (gli altri 3 erano di Santorini). Forse anche perché la posizione costiera della cantina sulla penisola di Attica dona al vino la stessa salinità e acidità di Santorini. E poi ho scoperto che è stato compreso anche fra i primi 100 vini dell’annata 2015 del The Wine Merchant Top 100 del 2018.

Il Domaine Papagiannakos è stato fondato nel 1919 nel cuore della pianura di Mesόgaia in Attica, a soli 30 km dall’Acropoli di Atene. L’attuale proprietario, l’enologo Vassilis Papagiannakos (coadiuvato dalla moglie Antonia e dalla figlia Angeliki), è nato qui a Markopoulo ed è cresciuto nella cantina di famiglia costruita in località Pousi Kalogeri, dove anticamente sorgeva il grande monastero. Sono 10 ettari di vigneto in proprio e altri 20 in affitto a lungo termine, con viti in media di 50-60 anni. Cento anni fa si faceva il vino da uve savatiano e in seguito anche da malagousia, cabernet sauvignon, merlot e altri vitigni. Il terriccio roccioso, sabbioso e argilloso consente un ideale deflusso dell’acqua piovana che riesce così a dissetare a sufficienza le viti dalle rese molto basse, infatti l’irrigazione di soccorso (permessa in quest’angolo d’Europa) è estremamente limitata e l’Attiki Assýrtiko 2015 non ne ha usufruito, perché proviene da una vecchia vigna che non ha l’impianto.
La Mesόgaia (”terra di mezzo”) si trova all’interno della costa di Maratona e qui per secoli è stato mantenuto l’antico metodo di coltivazione dell’uva e di produzione del vino, infatti è famosa per il ”ritrovo di Dioniso”, cioè l’antico tempio di Artemide in Vravrona che oggi è ben custodito in una piccola zona archeologica ristrutturata di recente e da cui, grazie a un’incantevole passeggiata tra gli alberi, si accede al museo. Il paesaggio è tranquillo e incontaminato, si trova nella zona umida presso la foce del rio Erasinós con il suo antico ponte in pietra, ed è ben difeso da eventuali allagamenti con pompe che sono sempre in funzione.
Domaine Papagiannakos si trova proprio in questa regione, in una zona particolarmente adatta alla vitivinicoltura, a circa 700 metri di altitudine media sul livello del mare, ed è situata infatti tra splendide vigne ad alberello e magnifici oliveti. È stata la prima cantina della Grecia progettata per essere compatibile completamente con l’ambiente secondo metodi innovativi di architettura e d’ingegneria bioclimatica, un’impresa moderna che ha aperto una nuova epoca nell’enologia ellenica ed è perciò sempre aperta al pubblico e a vari eventi di natura culturale o commerciale, matrimoni o altre cerimonie private, per avvicinare un numero sempre più alto di visitatori alla conoscenza del processo di produzione del vino.
L’Attiki Assýrtiko 2015 è derivato in purezza dalle uve di una vigna con ceppi di 60 anni che produce in media da 4.000 a 5.000 bottiglie l’anno da parcelle esposte a nord e a sud a un’altitudine media di 100 metri. I grappoli sono stati selezionati e raccolti a mano alla fine di agosto con una resa di 14,8 quintali per ettaro e consegnati velocemente alla cantina, dove hanno proseguito tutta la vinificazione soltanto in acciaio inossidabile a controllo di temperatura. Il mosto è stato sottoposto a breve macerazione sulle bucce e a una fermentazione con lieviti selezionati a temperature fresche tra i 16 e i 18 °C. Questo vino è stato poi imbottigliato per un affinamento di almeno 1 anno in vetro prima di essere messo in commercio. Tenore alcolico: 12,5%.
Di colore paglierino con riflessi verdi, il vino all’attacco si presenta subito vispo ed esprime una freschezza incomparabile. Aromi complessi di erbe fresche, ginestra, camomilla, grano disteso al sole, geranio, con un po’ di pompelmo e di frutta seccata al sole (mele, pere, albicocche, ananas), comunque è più minerale, sassoso, che fruttato. In bocca prevale subito un sapore molto secco, corposo e acidulo, poi si avverte la sapidità e la salinità del mare e infine si gusta la grassezza di un frullato addolcito con un pizzico di miele in sottofondo verso un finale liscio, equilibrato, rinfrescante. È molto piacevole, non insipido come altri Assýrtiko continentali. Anche se nasce fuori da Santorini, mostra un fondo minerale, sabbioso, marino che è una meraviglia.
È un vino eccellente da abbinare alle pietanze di veloce preparazione, anche le insalate ricche con il formaggio Feta e gli spaghetti cacio e pepe. Accompagna perfettamente i piatti di pesce, i risotti saporiti e le carni bianche, insomma le ricette leggere della cucina mediterranea. Va servito a una temperatura di 8-10 °C.
Mario Crosta
Domaine Papagiannakos
Pousi Kalogeri, 19003 Markopoulo, Mesόgaia, Attica, GRECIA
coord. GPS: lat. 37.90425 N, long. 23.983739 E
tel. +30.22990.25206, fax +30.22990.23554
sito www.papagiannakos.gr, e-mail info@papagiannakos.gr




