Ronco Margherita: quando Cupido lancia i suoi strali fra le vigne

È sempre un grande piacere per me constatare che i vini delle migliori zone vitivinicole del mondo affascinano e incantano tanti forestieri e perfino stranieri al punto da cambiargli completamente la vita. L’ho scoperto anche in Friuli Venezia Giulia e ne avevo già parlato in un articolo precedente.
Alessandro Bellio, classe 1975, è nato a Treviso e fin da ragazzino si era appassionato così tanto alla palla ovale da giocare come pilone nel Benetton Rugby di Treviso, giocando come pilone in questo sport duro, dove il sacrificio del singolo è sempre determinante per la vittoria della squadra. La fatica fisica non lo ha mai spaventato ed è così che Alessandro è cresciuto tra fango, sudore, fatica, scontri, botte, ma soprattutto grandi soddisfazioni. Con lo stesso cipiglio e nessun timore di sporcarsi ancora le mani si era iscritto alla Scuola Enologica di Conegliano e nel 1995 vi si è meritatamente diplomato. Appena diventato enologo ha cominciato a lavorare nella sua terra, in Veneto. Nel 1998, però, gli è successo ciò che ha ben raccontato Fabrizio De André (”Non sei tu, è la terra che ti sceglie. I silenzi, i colori, i profumi che ti senti addosso. Ti senti sempre osservato da qualcuno”). È stato così travolto da un altro amore, quello per una terra selvaggia, aspra, generosa e incontaminata e ha voluto perciò trasferirsi in Friuli Venezia Giulia, la sua nuova tana, là dove i vigneti formano un panorama straordinario a perdita d’occhio sulle colline ai piedi delle Alpi Giulie che contribuiscono a creare un microclima davvero vocato alla vitivinicoltura.

Ha fatto per 7 anni l’enologo, l’agronomo e il responsabile commerciale di un’importante cantina friulana finché nel 2006 ha deciso di aprire un’azienda di servizi per la gestione in conto terzi dei vigneti di alcune delle più importanti aziende vitivinicole italiane che ben presto si è estesa dal Friuli al Veneto, dalla Lombardia alla Toscana, collaborando con aziende leader nel settore del vino. La principale attività di Alessandro, infatti, era il cosiddetto contoterzismo con una squadra di circa 80 persone da guidare, un lavoro immane che solo uno come Alessandro poteva affrontare con una sempre apparente serenità.
È in questa attività che ha conosciuto Małgorzata (in italiano Margherita) Katarzyna Wieczorek che, dopo la laurea all’Akademia Świętokrzyska im. Jana Kochanowskiego, si è ficcata per passione tra i filari delle amate viti e ha cominciato a lavorare con lui per poi diventare anche la sua compagna nella vita. Margherita è una ragazza polacca dolce e riservata che nutre per la terra e per il vino la sua stessa passione di Alessandro. Ed è stato così che è sbocciato un amore tanto solido e profondo da generare nel 2009 un fantastico progetto in comune, quello di realizzare una propria azienda vitivinicola: Ronco Margherita. La loro azienda si è concretizzata ancora meglio nel 2015 con il trasferimento della sede a Pinzano al Tagliamento, nell’antica tenuta appartenuta al veneziano Ruggero Forti, uno dei pionieri dell’enologia di qualità a livello internazionale, per 25 anni direttore dei Vivai cooperativi di Rauscedo e considerato il padre della moderna viticoltura friulana, scomparso a 82 anni proprio nel 2015.

Ronco Margherita ha i suoi vigneti qui e in altre due zone ben distinte del Friuli Venezia Giulia. Sono 10 ettari a Pinzano al Tagliamento dov’è situata anche la sede di accoglienza, 18 ettari nel cuore dei Magredi (nella zona di Dandolo, nel comune di Maniago) e 8 ettari nella zona dei Colli Orientali del Friuli. La sede di Ronco Margherita è nell’antica Tenuta di Pinzano al Tagliamento, nella fascia pedemontana, in Provincia di Pordenone, ma al confine con quella di Udine, tra Sequals e San Daniele del Friuli, ed è collocata ai piedi di uno dei promontori che caratterizzano questo territorio: il Col Colàt, di grande valenza storica. Nel percorso della Grande Guerra, questo colle è stato teatro di una batteria difensiva con il suo corpo di guardia su terrazzamenti fatti di pietra locale. È qui che si sono poi sviluppate le vigne con quei vitigni che si prestavano nel modo migliore all’esposizione al sole, bloccando il bosco incolto che stava prendendo possesso del colle.
Sono tante le cose da vedere in zona, testimonianze più o meno antiche che dal Medioevo arrivano alle due Grandi Guerre, ma la natura qui è la vera protagonista. I vigneti, divisi in piccoli appezzamenti, si intervallano tra zone pianeggianti e dolci pendii compresi fra il colle e il fiume Tagliamento, il principale corso d’acqua che si trova a meno di un chilometro in linea d’aria dall’azienda. Gli altri corsi d’acqua di una certa rilevanza che scorrono a Pinzano sono il torrente Arzino, il torrente Gerchia, il rio Rugo (roggia di Valeriano), il torrente Pontaiba e il torrente Cosa. L’altitudine del comune varia da un minimo di 119 m s.l.m. nel punto più meridionale del greto del fiume fino a un massimo di 454 m s.l.m. e il suolo è prevalentemente composto da argille e conglomerati che assicurano ai vini una qualità molto elevata.

A Dandolo, in comune di Maniago, i vigneti si trovano a circa 200 m s.l.m. e il paesaggio è coronato dalle montagne che costituiscono il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. In questa zona, dopo la seconda guerra Mondiale, gli esuli istriani ottennero dall’Ente delle Tre Venezie una casa, alcuni animali e 10 ettari da coltivare per ciascuna famiglia. Siamo a monte della “V” formata dai torrenti Cellina e Meduna dove le loro acque sprofondano in una falda acquifera. I Magredi, cioè le ”terre magre”, sono terreni alluvionali fatti di sassi calcareo-dolomitici, un paesaggio ”lunare” più adatto ai vini bianchi e aromatici grazie anche al fatto che la distesa pietrosa ai piedi delle viti durante il giorno riflette il calore e la luce che sono necessari per la maturazione delle uve e durante la notte restituisce il calore accumulato nelle ore più assolate.
Nell’area dei Colli Orientali del Friuli, invece, il suolo è costituito da una stratificazione avvenuta in epoca eocenica di argilla calcarea e di arenaria (ovvero sabbie calcificate ricche di silice) che prende il nome di ”ponca”. In tutt’e tre queste località Ronco Margherita è stata in conversione biologica e i suoi primi vini Bio sono già sugli scaffali delle enoteche, ma quello che vorrei sottolineare è la particolare cura che Alessandro e la sua dolce ”Gosia” (si pronuncia ”Goscia”) dedicano nel valorizzare quei vitigni autoctoni salvati, studiati e diffusi da Ruggero Forti.
Tante etichette (23 credo) tra le quali abbondano le ”bollicine” che, dove c’è un trevigiano, non possono mai mancare. Questa biodiversità proposta agli enoappassionati è la ricchezza più importante dell’azienda perché significa impreziosire i propri vini con le caratteristiche e le tipicità di ben tre aree dai suoli così diversi e tutti così importanti per la tradizione vitivinicola friulana, tanto che ne nascono vini di diverso pregio, tutti consigliabili: quelli della Linea Classica come quelli delle tre collezioni Tenuta Col Colàt, Rieppi e Pastelli.

L’emergenza Covid-19 non ha fermato Ronco Margherita che, anzi, per certi aspetti è anche riuscita a crescere soprattutto nel suo territorio, rifornendo in particolare tutti quei negozi di prossimità che non hanno mai smesso di lavorare anche con i formati bag-in-box che durante questa pandemia sono addirittura arrivati a quintuplicare le vendite. Sul tema del successo locale di questa confezione spero di scrivere un articolo a parte perché tutte le aziende di cui ho parlato, anche quelle più piccole (come Le Crede), hanno deciso di sviluppare proprio questa tipologia, a grande richiesta. A ulteriore dimostrazione di come siano pericolose le demagogie nel mondo del vino e quanto sia sbagliato arricciare il naso e snobbare alcune produzioni che possono rappresentare un ottimo servizio per i clienti e anche una straordinaria opportunità per molti vitivinicoltori.
Lo spirito innovatore di Ronco Margherita si esprime ancora meglio in quella serata di metà luglio che è ”Calici sotto il Col Colàt tra le golosità del Friuli” (dal nome appunto del rilievo più alto del territorio legato anche alla storia della Prima Guerra Mondiale) che accoglie una trentina tra ristoratori e produttori di ottime specialità locali e le allinea nel verde, sotto bianchi gazebo che si allungano tra vigna e cantina e che si amplia anche a momenti di carattere benefico, in favore di associazioni locali a cui assegnare un ”gesto di felicità”. Tra i tanti assaggi si possono gustare crostini con prosciutto crudo e tartufo, lo storico salume pitina, la zuppa di fieno con ciccioli e pesto di radicchio di montagna, risotto con capesante, cjarsons (i classici ravioli friulani alle erbe spontanee) con burro fuso, pizze gourmet, cono di calamari e gamberi, filetto di maiale cotto a bassa temperatura, costate di Pezzata Rossa, frico e formaggio Montasio, gelato al Picolit.
Ma con tanta acquolina in bocca credo che sia meglio passare subito ai vini che ho degustato (del Prosecco Brut avevo già parlato in un articolo precedente grazie agli amici Lucia e Lorenzo).

Collezione Pastelli
Questa collezione nasce dagli antichi vitigni autoctoni originari del territorio intorno alla sede di Pinzano al Tagliamento in Val d’Arzino per valorizzarli come freschi, vivaci e diretti come i bambini che crescono genuini fra il verde della collina e proprio per questo ogni anno è indetto un concorso tra bambini per disegnarne l’etichetta, in occasione della festa della vendemmia.
Pastello Bianco Vino Frizzante sur lie 4° Concorso
È un IGT Venezia Giulia che deriva da un taglio di sciaglin e ucelut. Dopo una pressatura soffice e la prima fermentazione in vasca di acciaio inox termoregolata, il vino viene imbottigliato e a distanza di alcune settimane subisce un processo naturale di rifermentazione sui propri lieviti che porta alla presa di spuma secondo il metodo sur lie con frequenti rimescolamenti delle fecce nobili per migliorargli quel carattere, quei profumi e la sua caratteristica acida che fa si che duri più anni anche se è un vino a bassa gradazione, ottenendo un vino frizzante secco illimpidito dai freddi invernali con un leggero deposito di lieviti sul fondo della bottiglia, che è la caratteristica principale dei vini ”Col Fondo”. Se la bottiglia viene scossa, può apparire torbido a causa della presenza dei lieviti sul fondo (l’ultimo bicchiere è comunque appannato, sembra una limonata siciliana). Di colore giallo paglierino chiaro, sono appena accennati gli aromi di cedronella e zagare e in bocca si avvertono morbide note di cedro, pera pirȗs e mela calvilla bianca. L’acidità è ben bilanciata. Il tenore alcolico di questa bottiglia è dell’11%. Consiglierei di servirlo e di mantenerlo a una temperatura tra 6 e 8 °C .
Pastello Rosso Vino Spumante Extra Dry 1° Concorso Vendemmia 2015
Da uve forgiarin in purezza pressate a grappolo intero. Dopo la prima fermentazione alcolica in serbatoi in acciaio inox a temperatura controllata è avvenuta la presa di spuma con il metodo Charmat-Martinotti in autoclave per circa 2 mesi, quindi l’imbottigliamento e l’affinamento in vetro. Di colore rosso sanguigno scuro, all’attacco profuma subito di piccoli frutti rossi molto maturi del sottobosco, aprendo un bouquet vinoso con sfumature di amarena e lampone. In bocca è un vino di facile beva, con un gradevole tannino molto fresco in armonia con una marcata acidità. Il finale è vinoso, con una sfumatura di peperone dolce e un non so che di macis. Tenore alcolico dell’11,5%. Tappo a vite. Consiglierei di servirlo e di mantenerlo a una temperatura tra 8 e 10 °C.

Linea Classica
Questi vini sono concepiti per mantenere la freschezza e le caratteristiche organolettiche originarie delle uve coltivate tipicamente in Friuli per l’aperitivo, il tradizionale tajùt e la buona tavola quotidiana, perciò maturano e affinano soltanto in acciaio inox e vetro, non toccano legno.
Friuli Colli Orientali Friulano 2019
Da uve di (tocai) friulano in purezza provenienti da viti allevate a Guyot con densità di 4.500 viti per ettaro e vendemmiate a partire dalla metà di settembre con la verifica della maturazione in diversi vigneti e un’ulteriore selezione di qualità in cantina. Dopo una delicata diraspatura le uve sono state sottoposte a una leggera criomacerazione per un breve periodo e poi sofficemente pressate per la fermentazione del mosto in recipienti di acciaio inox dove il vino è stato lasciato maturare per circa 5 mesi per poi affinarsi in bottiglia. Tenore alcolico del 13%. Di colore giallo paglierino chiaro e brillante, all’attacco è un vino piuttosto verde che si apre con un bouquet di aromi di fiori d’acacia, bergamotto, pompelmo, susina mirabella e un finale di mandorla amara. In bocca è ben equilibrato e sapido con una buona acidità. Consiglierei di servirlo e di mantenerlo a una temperatura tra 10 e 12 °C.
Friuli Colli Orientali Ribolla Gialla 2019
Da uve di ribolla gialla in purezza provenienti da viti allevate a doppio capovolto con densità di 4.500 viti per ettaro e vendemmiate dopo circa 15/20 giorni di appassimento intorno alla prima metà di ottobre, con la verifica della maturazione in diversi vigneti e un’ulteriore selezione di qualità in cantina. Anche per quest’altro vino bianco, dopo una delicata diraspatura, le uve sono state sottoposte a una leggera criomacerazione per un breve periodo e poi pressate in modo soffice per la fermentazione del mosto in recipienti di acciaio inox dove il vino è maturato per circa 5 mesi per poi affinarsi in bottiglia. Tenore alcolico del 13%. Di colore giallo paglierino con luminosi lievi riflessi verde chiaro, all’attacco sviluppa profumi intensi di fiori d’acacia e bergamotto, che aprono un bouquet fragrante di aromi di pompelmo e susina mirabella. In bocca conferma il floreale e il fruttato, è asciutto, sapido e mostra una buona acidità. Consiglierei di servirlo e di mantenerlo a una temperatura tra 8 e 10 °C.
Friuli Venezia Giulia Refosco 2018
Da uve di refosco dal peduncolo rosso in purezza provenienti da viti allevate a Guyot con densità di 4.500 viti per ettaro e vendemmiate dopo circa 15/20 giorni di appassimento intorno alla prima metà di ottobre, con la verifica della maturazione al miglior grado di maturazione zuccherina e fenolica in diversi vigneti e un’ulteriore selezione di qualità in cantina. Dopo la diraspatura e una pigiatura delicata è stata avviata la fermentazione con macerazione in vinificatori di acciaio inox a temperatura controllata, con frequenti svuotamenti e rimontaggi (delestage) per circa 7 giorni allo scopo di favorire l’estrazione della componente aromatica e fenolica dalle bucce. Dopo la svinatura si completa la malolattica e il vino è maturato per circa 5 mesi per poi affinarsi in bottiglia. Tenore alcolico del 12,5%. Di colore rosso rubino trasparente con riflessi purpurei, ha un bouquet ricco e intenso, con note di fragoline di bosco mature, marasche e prugne tra sfumature di pepe verde e petali di rose nere. In bocca si ritrovano gli stessi aromi fruttati piacevolmente fusi con un tannino leggero. Nel finale è leggermente confettato e boisé. Consiglierei di servirlo a una temperatura tra 16 e 18 °C.
Friuli Venezia Giulia Merlot 2018
Da uve di merlot in purezza provenienti da viti allevate a Guyot con densità di 6.000 viti per ettaro e vendemmiate verso fine settembre, inizi ottobre, con la verifica della maturazione al miglior grado di maturazione zuccherina e fenolica e un’ulteriore selezione di qualità in cantina. Anche per quest’altro vino rosso, dopo la diraspatura e una pigiatura delicata, è stata avviata la fermentazione con macerazione in vinificatori di acciaio inox a temperatura controllata, con frequenti svuotamenti e rimontaggi (delestage) per circa 7 giorni allo scopo di favorire l’estrazione della componente aromatica e fenolica dalle bucce. Dopo la svinatura si completa la malolattica e il vino è maturato per circa 5 mesi per poi affinarsi in bottiglia. Tenore alcolico del 13%. Di colore rosso rubino luminoso, ha un bouquet che richiama ciliegia e amarena, i piccoli frutti rossi e le spezie dolci. In bocca è morbido e corposo. Nel finale si avverte appena un po’ di vaniglia con una sfumatura di cioccolato bianco. Consiglierei di servirlo a una temperatura tra 16 e 18 °C.

Spumanti Superiori
L’uva viene sempre raccolta prima della maturità tecnologica per poterne mantenere una buona acidità e viene pressata a grappolo intero per la prima fermentazione del mosto in serbatoi in acciaio inox a temperatura controllata. Al vino base s’innesca la presa di spuma attraverso il metodo Charmat-Martinotti.
Ribolla Gialla vino spumante Brut
Da uve di ribolla gialla in purezza provenienti da viti allevate a Guyot con densità di 4.500 viti per ettaro e vendemmiate a partire dalla metà di settembre con la verifica della maturazione in diversi vigneti e un’ulteriore selezione di qualità in cantina, quindi pressate a grappolo intero per la prima fermentazione del mosto in serbatoi in acciaio inox a temperatura controllata. Dopo l’innesco della presa di spuma il vino base viene lasciato maturare in autoclave per circa 6 mesi secondo la tecnica dello Charmat lungo, quindi viene imbottigliato per l’affinamento in vetro. Tenore alcolico del 12%. Di colore giallo paglierino scarico con lievi note verdoline, in coppa sviluppa una spuma molto evanescente e un perlage fine e persistente. Si apre come la versione tranquilla con un bouquet delicato di fiori d’acacia e bergamotto, pompelmo e susina mirabella, a cui in bocca si aggiungono anche pesca bianca, mela renetta e pera ruggine. Il finale è vispo, con una bella sensazione dissetante donata dalla vena sapida e da una sfumatura piacevole di confetto da sposa. Consiglierei di servirlo e mantenerlo a una temperatura sui 6°C.
Prosecco Rosé Brut 2020
Questo è un vino recentemente autorizzato alla stessa denominazione DOC che nobilita il bianco tradizionale da una decisione del Consorzio molto chiacchierata e che ancora proprio non capisco se non a fini puramente commerciali, quando poteva invece distinguersi in una sua tipologia, in quanto non può accampare tipicità. Da uve di prosecco e pinot nero provenienti da viti allevate a doppio capovolto con densità di 4.000 viti per ettaro e vendemmiate a partire dalla metà di settembre fino all’inizio di ottobre con la verifica della maturazione in diversi vigneti e un’ulteriore selezione di qualità in cantina, quindi pressate a grappolo intero per la prima fermentazione del mosto in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata. Dopo l’innesco della presa di spuma il vino base viene lasciato maturare in autoclave per circa 40 giorni con il metodo Charmat-Martinotti, quindi viene imbottigliato per l’affinamento in vetro. Tenore alcolico dell’11,5%. Zuccheri naturali residui 10 g/l. Di colore rosa tenue, con perlage fine e persistente. Un bouquet floreale e fruttato con aromi di petali di rosa e sfumature di fragola e marasca. In bocca è asciutto e piacevolmente acidulo, più morbido del Brut bianco. Consiglierei di servirlo e di mantenerlo a una temperatura tra 8 e 10 °C.

Tenuta Col Colàt
Questa linea comprende le Riserve maturate in barriques di rovere francese nella barricaia interrata e poi affinate in bottiglia e posso dire che mi piacciono proprio per un sapiente e paziente uso calibrato dei legni che non copre, ma esalta, le caratteristiche organolettiche originarie delle uve.
Tiliae IGT Venezia Giulia 2017
Da uve di ribolla gialla, (tocai) friulano e sciaglin provenienti da viti allevate a Guyot con densità di 4.500 viti per ettaro e vendemmiate a fine settembre dopo circa 15/20 giorni dall’opera di schiacciamento manuale del picciolo allo scopo di avviare il periodo di appassimento sulla pianta, infine raccolte al miglior grado di maturazione zuccherina e fenolica e sottoposte a un’ulteriore selezione qualitativa in cantina. Tiliae è dedicato ai due Tigli che sono ritratti in etichetta e che si vedono anche nella foto delle tre bottiglie, due grandi piante che da secoli proteggono con le loro fronde maestose e accoglienti la Tenuta Col Colàt. Dopo la diraspatura e una pigiatura delicata, il mosto viene fatto fermentare in barriques nuove di rovere francese. Qui si operano frequenti rimontaggi e svuotamenti (delestage) per un periodo di circa 6 mesi per favorire l’estrazione della componente aromatica e fenolica. Dopo la svinatura si fa il travaso in acciaio inox del vino, si realizza l’assemblaggio, si continua la maturazione ancora per circa 8 mesi, si filtra e si procede con l’affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi. Tenore alcolico del 13%. Di colore paglierino chiaro e luminoso con riflessi d’oro, all’attacco si avverte il profumo della macchia mediterranea che introduce un bouquet di aromi maturi e delicati di mela, susina, uva spina e pesca gialla. In bocca rivela una grande struttura e un’eccellente armonia. Il finale è morbido e sapido con una nota mandorlata, Consiglierei di servirlo e di mantenerlo a una temperatura sui 12 °C.
Ovalis IGT Venezia Giulia 2017
Da uve di merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc e refosco dal peduncolo rosso provenienti da viti allevate a Guyot con densità di 4.500 viti per ettaro e vendemmiate soltanto dopo circa 15/20 giorni dall’opera di schiacciamento manuale del picciolo allo scopo di avviare il periodo di appassimento sulla pianta (tra la metà di settembre e i primi giorni di ottobre), infine raccolte al miglior grado di maturazione zuccherina e fenolica intorno alla prima metà di ottobre e sottoposte a un’ulteriore selezione qualitativa in cantina. Dopo la diraspatura e una pigiatura delicata, è stata avviata la fermentazione con macerazione in vinificatori di acciaio inox a temperatura controllata effettuando frequenti svuotamenti e rimontaggi (delestage) per circa 10 giorni allo scopo di favorire l’estrazione della componente aromatica e fenolica dalle bucce. Dopo la svinatura si completa la malolattica in barriques di rovere francese per 18 mesi, si realizza l’assemblaggio e si procede con l’affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi. Tenore alcolico del 13,5%. Di colore rosso rubino scuro e luminoso dai riflessi granati, attacca con un bel profumo di prugna e amarena tra sfumature di goudron e di una leggerissima vaniglia che si avverte appena. Ha un bouquet di aromi di marasche e fragole mature, in bocca è morbido e corposo, con un finale dalle sfumature di buon cuoio, spezie dolci e cioccolato che preannuncia un grande potenziale di ulteriore affinamento in bottiglia. Consiglierei di servirlo a una temperatura di tra 15 e 17 °C.
Parvus IGT delle Venezie 2018
Questo vino è una vera chicca da uve del tipico vitigno piculit neri in purezza provenienti da viti allevate a Guyot con densità di 4.500 viti per ettaro e vendemmiate anch’esse soltanto dopo circa 15/20 giorni dall’opera di schiacciamento manuale del picciolo allo scopo di avviare il periodo di appassimento sulla pianta (tra la metà di settembre e i primi giorni di ottobre), infine raccolte al miglior grado di maturazione zuccherina e fenolica intorno alla prima metà di ottobre e sottoposte a un’ulteriore selezione qualitativa in cantina. Dopo la diraspatura e una pigiatura delicata, è stata avviata la fermentazione con macerazione in vinificatori di acciaio inox a temperatura controllata effettuando frequenti svuotamenti e rimontaggi (delestage) per circa 10 giorni allo scopo di favorire l’estrazione della componente aromatica e fenolica dalle bucce. Dopo la svinatura si completa la malolattica in barriques di rovere francese per 12 mesi, si realizza l’assemblaggio e si procede con l’affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi. Tenore alcolico del 13%. Di colore rosso rubino luminoso, mostra tutta la tipicità della piccola bacca di quest’uva mitica che all’attacco sprigiona un profumo unico e fine di piccoli frutti rossi e un bouquet ricco di aromi di marasca, corniola e sambuco nero. In bocca rilascia una piacevole sensazione di calore, è corposo, dai tannini ben domati e affascina per le sue doti di finezza e intensità. Nel finale si sente la ciliegia nera e una sfumatura amaricante. Consiglierei di servirlo e di mantenerlo a una temperatura tra 15 e 17 °C.
Mario Crosta
Ronco Margherita
Tenuta di Pinzano al Tagliamento
Via XX Settembre 106, 33094 Pinzano al Tagliamento (PN)
coordinate GPS: lat. 46.182148 N, long. 12.940521 E
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