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Doc e DocgLe regole del vino

Le DOC del Piemonte: Sizzano

mappa vino doc Sizzano


❂ Sizzano D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 18/7/1969 – G.U. n.225 del 4/9/1969; ultima modifica D.M. 9/2/2026, pubblicato sul Sito ufficiale del Mipaaf, Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)


zona di produzione
● in provincia di Novara: comprende l’intero territorio amministrativo comunale di Sizzano;


base ampelografica
anche riserva: nebbiolo (Spanna) min. 60%, è consentito l’utilizzo dei vitigni vespolina e uva rara (bonarda novarese) da sole o congiuntamente max. 40%;


norme per la viticoltura
le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai punti che seguono:
terreni: argillosi, limosi, sabbiosi e loro eventuali combinazioni;
▪ giacitura: collinare. Sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi, e non sufficientemente soleggiati;
▪ altitudine: non inferiore a metri 200 s.l.m. e non superiore a 350 metri s.l.m.;
▪ esposizione: adatta ad assicurare un’idonea maturazione delle uve;
▪ densità d’impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari delle uve e del vino. I vigneti oggetto di nuova iscrizione o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto d’impianto, non inferiore a 3.000;
▪ forme di allevamento e sistemi di potatura: devono essere quelli generalmente usati e comunque atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini;
la resa massima di uva di vigneto in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle relative uve destinate alla vinificazione devono essere di 9 t/Ha e 12% vol. per il “Sizzano”, 8,10 t/Ha e 12% vol. per il “Sizzano” Riserva, Vigna e Riserva Vigna;
il vino a denominazione di origine controllata «Sizzano» può essere prodotto da vigneti che abbiano un’età d’impianto di almeno tre anni. Le tipologie «Sizzano» riserva, «Sizzano» vigna e «Sizzano» riserva vigna possono essere prodotte solo da vigneti che abbiano raggiunto il settimo anno dall’impianto;


norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, invecchiamento obbligatorio e imbottigliamento per i vini “Sizzano” e “Sizzano” Riserva, devono essere effettuate nell’intero territorio dei seguenti comuni:
Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Cavaglietto, Cavaglio d’Agogna, Cavallirio, Cressa, Cureggio, Sizzano Novarese, Fontaneto d’Agogna, Gattico, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Marano Ticino, Mezzomerico, Oleggio, Prato Sesia, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vaprio d’Agogna, Veruno e Agrate Conturbia, tutti in provincia di Novara;
Gattinara, Roasio, Lozzolo, Serravalle Sesia tutti in provincia di Vercelli;
Lessona, Masserano, Brusnengo, Curino, Villa del Bosco, Sostegno, Cossato, Mottalciata, Candelo, Quaregna, Cerreto Castello, Valdengo e Vigliano Biellese tutti in provincia di Biella;
è previsto un periodo di invecchiamento obbligatorio pari a 22 mesi (34 per la riserva), di cui 16 in legno (24 per la riserva), a partire dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve;
è ammessa la colmatura con uguale vino conservato anche in altre tipologie di recipienti, fino al raggiungimento della percentuale indicata;
per il vino “Sizzano” l’immissione al consumo è consentita soltanto a partire dal 1° settembre del secondo anno successivo a quello della vendemmia. Per il vino “Sizzano” Riserva, l’immissione al consumo è consentita soltanto a partire dal 1° settembre del terzo anno successivo a quello della vendemmia;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
nella designazione del vino “Sizzano”, e “Sizzano” Riserva la denominazione di origine può essere accompagnata dalla menzione “vigna” seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, purché la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell’apposito elenco regionale secondo la normativa vigente;
l’indicazione dell’annata di produzione delle uve in etichetta è obbligatoria;
le bottiglie in cui sono confezionati i vini a denominazione di origine controllata “Sizzano” e “Sizzano” Riserva, devono essere di forma tradizionale, di vetro scuro, munite di tappo raso bocca. La capacità delle bottiglie deve essere quella consentita dalle vigenti leggi, ma comunque non inferiore a litri 0,187 cl, con l’esclusione del contenitore da litri 2,000 e della dama da litri 5,000;


legame con l’ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
La collocazione del Sizzano DOC si trova ai confini con la Valsesia, nelle vicinanze del Monte Rosa, con il Monte Fenera a Nord e i laghi Maggiore e Cusio a nord ovest.
Sizzano, anticamente chiamato Sitianum o anche Siccianum sorge ai piedi di dodici colline degradanti verso il fiume Sesia; il borgo si trova lungo la strada che conduce in Valsesia, a 22 chilometri da Novara.
L’origine del nome non è del tutto sicura, si ipotizza una derivazione dal nome Sittius: i sistemi adottati nella coltura della vite mutarono gradualmente, perfezionando nei secoli la coltivazione e la qualità dei vitigni. L’esperienza maturata negli anni ha affinato la tecnica di coltivazione, ottimizzando le rese produttive dei vitigni della zona della doc, ottenendo buoni tenori zuccherini, grandi profumi e ottime evoluzioni nel tempo.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
La viticoltura di Sizzano si sviluppa sul versante orientale della valle del Sesia, una lunga collina morenica che si sviluppa su un asse nord-sud : un altopiano prevalentemente argilloso diviso in due strisce collinari..
Terreni più profondi e argillosi nella parte alta della collina, più ciottolosi e più sciolti lungo i versanti più occidentali che scendono verso il fondo valle.
Dal punto di vista geologico si tratta di depositi fluvioglaciali che si originano nelle fasi di fusione dei fronti e sono costituiti da materiali inizialmente trasportati dai ghiacciai e successivamente ripresi e risedimentati da corsi d’acqua alimentati dallo scioglimento dei ghiacciai stessi.
Per queste ragioni hanno le caratteristiche tipiche dei depositi alluvionali (selezione granulometrica, arrotondamento dei clasti e un grado di alterazione che dipende dall’età del deposito).
Nello specifico il deposito di Sizzano è costituito da ghiaie e ciottoli rosso-bruni ricoperti da un paleosuolo argilloso rosso-bruno talora con inclusioni di ciottoli silicatici alterati. I ciottoli provengono dall’edificio alpino che costituisce il massiccio del Monte Rosa e i rilievi della Valle del Sesia in generale, che sono stati erosi e trascinati durante le centinaia di migliaia di anni dall’impetuosità delle acque del fiume Sesia.
Peculiarità dei territori della denominazione è di possedere suoli a reazione da sub-acida a molto acida, per la scarsissima presenza di calcare.
I venti freddi che scendono dal Monte Rosa e dalle Alpi determinano inoltre forti escursioni termiche tra il giorno e la notte favorendo lo sviluppo di profili aromatici singolari, che spaziano dalle erbe officinali alle spezie, conferendo ai vini della denominazione una struttura complessa e molto minerale. Le caratteristiche sensoriali descritte sono ben riconoscibili e riconducibili esclusivamente a questa zona di produzione.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
La fama del vino sizzanese nei tempi moderni, si deve al grande statista piemontese Camillo Benso conte di Cavour, proprietario di vaste estensioni terriere e di aziende agricole, ma il vino era già apprezzato nel periodo rinascimentale e considerato di grande qualità.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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