Pinot Noir Whole Cluster 2018 Willamette Valley Vineyards

La Willamette Valley è una valle lunga 240 chilometri, situata nello Stato dell’Oregon e attraversata interamente dal fiume Willamette. Che sia un luogo sorprendente si può capire proprio dalla sua collocazione geografica: è circondata su tre lati da montagne e foreste (a Est la Cascade Range, che si sviluppa per ben 1100 km con il monte Rainier che sfiora i 4.400 metri, a Ovest la Orange Coast Range che separa la valle dall’Oceano Pacifico e ha un’estensione di 320 km, a Sud le Calapooya Mountains che si estendono per circa 97 km). Di fatto il 70% della popolazione dell’Oregon risiede in valle, dove si trovano le più grandi città dello Stato: Portland, Eugene, Salem, Gresham, Hillsboro e Beaverton.
La presenza del fiume Willamette e di numerosi corsi d’acqua favorisce il deposito di suoli alluvionali che li rendono particolarmente fertili, non a caso nel 1820 era stata definita “terra promessa”, diventando una delle destinazioni preferite degli emigranti.
Prima o poi doveva svilupparsi anche il settore del vino, cosa che è prontamente avvenuta, tanto che oggi vi risiedono oltre 10mila ettari vitati e vi operano circa 8mila aziende vinicole.
La Willamette Valley ha conquistato negli anni un sempre maggiore interesse, tanto che anche la famiglia Frescobaldi ha recentemente acquistato il prestigioso Domaine Roy & Fils con i suoi 16 ettari coltivati a pinot nero e chardonnay, rigorosamente in biologico. Già, perché un altro aspetto non secondario di questo territorio è la forte attenzione all’ambiente, elemento che ha sempre fatto parte della visione di Jim Bernau, fondatore della Willamette Valley Vineyards nel 1983. C’è da dire che, inizialmente, il destino di Jim sembrava quello di dover diventare avvocato come il padre, che lo voleva nel suo studio, ma in realtà il vino lo aveva segnato sin da piccolo, quando a soli 10 anni prese il succo d’uva Concord che sua madre conservava nel congelatore e, studiando l’enciclopedia di famiglia, tentò di farlo fermentare. Ma la molla che fece definitivamente cambiare strada a Jim, fu l’enologo californiano Richard Sommer, che negli anni ’60 assunse suo padre come avvocato per aiutarlo ad ottenere una delle prime licenze vinicole in Oregon dai tempi del proibizionismo. Così Jim ebbe modo di utilizzare l’uva da vino di Richard per fare le sue sperimentazioni di nascosto, continuando comunque gli studi presso la Willamette Law School, che in seguito si riveleranno fondamentali nella sua vita. Infatti, agli inizi degli anni ’80, si occupò di rappresentare i viticoltori dell’Oregon per ottenere le leggi che consentissero la ricerca e promozione del settore attraverso l’istituzione dell’Oregon Wine Board. Nel frattempo (1981) riuscì a rilevare un vecchio frutteto abbandonato sulle colline di Salem e impiantare le prime barbatelle di pinot nero, innaffiando le viti con tubi da giardino non potendosi permettere l’irrigazione a goccia; era l’inizio di quella che diventerà l’attuale Willamette Valley Vineyard, oggi società per azioni suddivisa tra oltre 19mila appassionati di vino.

Questo Pinot Noir Whole Cluster (che credo significhi “grappolo intero”), classe 2018, è la testimonianza vivente che Jim sapeva quello che faceva e che questa valle è un sicuro approdo per chi vuole fare vino di qualità. Personalmente l’ho trovato sorprendente, condizionato da passati assaggi di pinot noir californiano, temevo di trovarmi di fronte un vino un po’ costruito, magari legnoso… niente di tutto questo, al contrario ritrovo quella freschezza che lo caratterizza nei luoghi d’elezione, note di mirtillo, cedro, arancia candita, ciliegia, tabacco da pipa, cenni di tè e cola, sensazioni estremamente piacevoli e ben amalgamate.
Il sorso rispecchia alla perfezione quanto percepito in precedenza, regalando un’atmosfera dove la freschezza porta più spinta del tannino, già ben integrato nella polpa, mentre il finale sapido e iodato ci ricorda che l’oceano non è poi così lontano…
Roberto Giuliani




