Viaggio nel tempo con Arale e un incantesimo dolce: le degustazioni di Pomario

Nel cuore dell’Umbria, tra le colline di Piegaro che si affacciano sul Lago Trasimeno, l’azienda Pomario rappresenta un’espressione autentica di dedizione al vino. “Pomario è una storia di passione, più che un’avventura commerciale”, mi confida Giangiacomo Spalletti Trivelli, proprietario dell’azienda, durante una conversazione che ha il sapore di un incontro tra amici. Questa filosofia permea ogni bottiglia prodotta da questa realtà biologica, che coltiva i suoi vigneti a un’altitudine compresa tra i 350 e i 500 metri, su terreni argilloso-calcarei che donano ai vini una vibrante mineralità e un carattere unico. Con una produzione limitata e un approccio artigianale, Pomario si distingue per la capacità di interpretare vitigni autoctoni e internazionali con eleganza e personalità.

Alcune settimane orsono ho avuto il privilegio di partecipare ad una degustazione verticale di Arale, un Umbria Bianco Igt a base di Trebbiano e Malvasia, e di assaporare una singola annata del Muffato delle Streghe, un Umbria bianco passito Igt che incanta per la sua raffinatezza. La verticale di Arale mi ha permesso di viaggiare attraverso cinque annate (2023, 2019, 2017, 2016, 2015), scoprendo l’evoluzione di un vino che unisce freschezza, struttura e complessità. Il Muffato delle Streghe 2021, invece, mi ha offerto un momento di pura magia gustativa, confermando la capacità di Pomario di creare vini che parlano al cuore e al palato.
Degustazione Verticale: Arale, l’Essenza del Terroir Umbro
L’Arale è il frutto di un vigneto di circa un ettaro e mezzo, situato accanto alla cantina, coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica. Prodotto in sole 2500-3500 bottiglie per annata, questo bianco a base di Trebbiano e Malvasia è un esempio di artigianalità: una macerazione di un paio di settimane a bassa temperatura, una parte di fermentazione in acciaio e un’altra in barrique di secondo o terzo passaggio, seguita da sei mesi di affinamento in bottiglia. Il risultato è un vino che, pur mantenendo una coerenza stilistica, si esprime in modo diverso a seconda dell’annata, riflettendo le peculiarità climatiche e le scelte enologiche.

Arale 2023
Titolo alcolometrico: 14%
Si presenta con un colore oro, vivacizzato da lievi riflessi verdolini, limpido e luminoso, che invita all’assaggio. Al naso, si apre con un bouquet intenso di zagara e agrumi, dove il cedro e l’arancia bionda dominano, accompagnati da una lieve speziatura di noce moscata. In bocca, il vino è secco, con una discreta sensazione di calore e una morbidezza ben bilanciata. Si percepisce una materia vellutata, quasi tannica, che dona struttura, mentre una vibrante sapidità chiude il sorso con eleganza. Un’annata giovane, fresca e promettente, che si esprime con immediatezza ma lascia intravedere un buon potenziale di evoluzione.
Abbinamento suggerito: un’insalata di mare con gamberi e agrumi, per esaltare le note fresche e floreali.
Valutazione: @@@+

Arale 2019
Titolo alcolometrico: 13%
Con il passare degli anni l’Arale si arricchisce di complessità: il 2019 si presenta con un colore oro antico, intenso e consistente, segno di una maturità ben gestita. Al naso, i profumi di zagara si intrecciano con il gelsomino, mentre gli agrumi si fanno più dolci, con note di cedro e mandarino. In bocca, il vino è secco, con una sensazione di calore più marcata e una morbidezza che si avvicina alla setosità. L’acidità rimane ben presente, accompagnata da una sapidità che dona equilibrio. Questo millesimo mostra una personalità più rotonda rispetto al 2023, con un’eleganza che invita a un bere riflessivo.
Abbinamento suggerito: un risotto al tartufo bianco, che valorizza la ricchezza aromatica e la struttura del vino.
Valutazione: @@@@

Arale 2017
Titolo alcolometrico: 13,5%
L’annata 2017, caratterizzata da un clima molto freddo, si distingue per la sua intensità. Il colore è un affascinante ottone con riflessi ambrati, segno di un’evoluzione avanzata. Al naso, emergono agrumi canditi, accompagnati da un intrigante ventaglio di erbe aromatiche come timo e rosmarino, con sfumature di uva passa e una delicata nota di noce moscata. In bocca, il vino è secco, con un calore più evidente e una morbidezza che avvolge il palato. La freschezza, pur presente, si intreccia con una sapidità che dona lunghezza al sorso. Un’annata di grande carattere, che riflette le difficoltà climatiche ma le trasforma in un’espressione unica.
Abbinamento suggerito: un filetto di pesce persico con salsa alle erbe, per esaltare le note aromatiche.
Valutazione: @@@+

Arale 2016
Titolo alcolometrico: 12,5%
Con il 2016, entriamo in un territorio completamente diverso: “tutto un altro vino”, o quantomeno un’annata sui generis. Il colore è un intenso ottone con riflessi ambrati, consistente e avvolgente. Al naso, si percepisce un impatto iniziale che richiama un Marsala secco, con note ossidative che si fondono a sentori di arancia e albicocca candite, mandorla e miele di agrumi. In bocca, il vino esprime calore ben integrato a una morbidezza vellutata. La freschezza ben bilancia il sorso, e la sapidità chiude un finale lungo e complesso. Questo millesimo si distingue per la sua unicità, un’espressione che sfida le aspettative e cattura l’attenzione.
Abbinamento suggerito: formaggi erborinati o un paté di fegato, per valorizzare le note ossidative e la ricchezza aromatica.
Valutazione: @@@@

Arale 2015
Titolo alcolometrico: 13%
Il capolavoro della verticale. L’Arale 2015 si presenta cristallino, con un colore oro antico lucente che incanta lo sguardo. La consistenza è evidente, segno di un vino di grande struttura. Al naso, si apre con un bouquet di rara eleganza: arancia candita, frutta esotica candita e un raffinato mix di erbe aromatiche come timo e rosmarino, arricchite da una lieve e intrigante nota empireumatica. In bocca, il vino in perfetta armonia: secco, con un calore ben bilanciato, una morbidezza setosa e una materia vellutata che richiama una leggera tannicità. La sapidità e la freschezza completano un sorso di straordinaria classe. Un vino che rappresenta l’apice dell’espressione di Pomario, un vero capolavoro.
Abbinamento suggerito: un piatto di capesante gratinate o un risotto con zafferano e tartufo, per celebrare l’eleganza e la complessità di questo millesimo.
Valutazione: @@@@@
Riflessioni sulla Verticale
La verticale di Arale è un viaggio affascinante, che rivela la capacità di questo vino di evolvere mantenendo una coerenza stilistica. Le annate più giovani (2023 e 2019) si distinguono per freschezza e vivacità, mentre le annate più mature (2017, 2016, 2015) mostrano una complessità crescente, con note ossidative e aromatiche che si sviluppano nel tempo. Il 2016 si distingue per la sua unicità, mentre il 2015 rappresenta un vertice di equilibrio e raffinatezza. Questo percorso dimostra come il terroir di Pomario, unito a una vinificazione attenta, possa dare vita a vini capaci di raccontare storie diverse, pur rimanendo fedeli alla loro identità.

Dulcis in fundo: Muffato delle Streghe 2021
Titolo alcolometrico: 14%
Passiamo ora a un vino che sembra uscito da una fiaba: il Muffato delle Streghe 2021, prodotto in circa 2000 bottiglie da mezzo litro, realizzato da un blend di Riesling e Sauvignon Blanc, con un residuo zuccherino di 130-140 g/l, questo vino matura in caratelli di rovere, acquisendo una complessità che lo rende un’esperienza unica.
Nel calice, il Muffato delle Streghe 2021 si presenta con un colore verde oro vivace, che cattura la luce con riflessi brillanti. Al naso si apre con un bouquet floreale e fruttato, dove dominano note di frutta candita, con accenni di fiori bianchi e miele. In bocca il vino è dolce ma non stucchevole, con un equilibrio magistrale tra il calore, la morbidezza vellutata e una freschezza che dona vivacità. Una quasi sapidità chiude il sorso, lasciando una sensazione di pulizia e armonia.
Un altro capolavoro di Pomario, che dimostra la capacità dell’azienda di eccellere anche nei vini dolci.
Abbinamento suggerito: un dessert a base di crema pasticcera e frutta candita, o un formaggio stagionato, per esaltare la dolcezza equilibrata e le note aromatiche.
Valutazione: @@@@@

Conclusioni
La degustazione dei vini di Pomario è un’esperienza che conferma la vocazione di questa azienda a creare vini di carattere, capaci di riflettere il territorio umbro con autenticità e raffinatezza. L’Arale, con la sua evoluzione attraverso le annate, racconta la storia di un vigneto e di un approccio enologico che valorizza il tempo e il terroir. Il Muffato delle Streghe, con la sua dolcezza equilibrata, è un incantesimo che cattura i sensi e invita a sognare. Prossimo step: visitare Pomario, magari sorseggiando un calice di Arale o Muffato tra le colline di Piegaro.
Maurizio Taglioni



