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Assaggio a Nord Ovest 2017: i vini delle Colline Biellesi

Assaggio a Nord Ovest 2017

Giunto alla terza edizione, Assaggio a Nord Ovest 2017 è stato un evento dedicato al vino che mi ha permesso di approfondire un territorio molto interessante e particolare, quello delle colline biellesi. Mea culpa, negli anni è quello che ho approfondito meno all’interno del comprensorio dell’Alto Piemonte, di cui lo stesso fa parte.
Assaggio a Nord OvestC’è sempre tempo per rimediare agli errori, il momento per mia fortuna è arrivato. Dal 17 al 19 Novembre, alcuni tra i siti più belli della città di Biella, sono stati letteralmente invasi da eventi dedicati all’enogastronomia, con particolare attenzione ai vini del territorio.
Dallo storico Palazzo Ferrero al celebre Palazzo La Marmora, oltre ad eventi sparsi un po’ in tutta la provincia di Biella, la kermesse di Assaggio a Nord Ovest è stata ricca di appuntamenti interessanti e variegati. L’evento ha coinvolto anche il mondo della birra, grazie alla collaborazione di quattro birrifici artigianali (Beer In, Un terzo, Birra Elvo e Jeb), quello della musica con il concerto di violino di Olivia Jacobson e della gastronomia attraverso cene a tema e banchetti di prodotti tipici del territorio.

Il primo appuntamento si è tenuto venerdì 17 novembre con la cena inaugurale a Cavaglià, all’UNA Golf Hotel Cavaglià, il 18 Novembre è stata la volta del Masterclass di approfondimento relativo ai vini dell’Alto Piemonte condotto da Kerin O’Keefe, italian editor di Wine Enthusiast, seguito da una verticale di nebbioli di annate storiche dell’azienda Villa Era a Vigliano Biellese. Nel pomeriggio a Palazzo Ferrero si è tenuto il seminario: “Biella VS Etna: similitudini e differenze tra vini nati su suolo vulcanico” a cura dei relatori Andrea Franchetti, titolare di una delle aziende siciliane presenti alla manifestazione, ovvero Passopisciaro, e Kerin O’Keefe.

Palazzo FerreroMa veniamo ai banchi d’assaggio dedicati alle aziende partecipanti. Il tutto è stato possibile grazie all’impeccabile servizio dell’ Associazione Italiana Sommelier della delegazione di Biella, e grazie all’adesione all’evento da parte dell’Associazione Vignaioli Colline Biellesi. La degustazione si è tenuta a Palazzo Ferrero, sabato 18 Novembre dalle 16 alle 19,30, e domenica 19 dalle 10,30 alle 19,30.

Produttori piemontesi presenti: Azienda Vitivinicola Eusebio di Stroppiana Marilena, Azienda Agricola La Badina di Di Betta Linda, Villa Era S.S. Agricola, Azienda Vitivinicola Rolej di A. Vallotto, Tenute Sella, Centovigne Società Agricola, Donnalia S.S.A., Azienda Vitivinicola Pietro Cassina, Azienda Vitivinicola Castello di Montecavallo, Azienda Vitivinicola Massimo Clerico, Azienda Agricola Giuseppe Filippo Barni.

Produttori siciliani presenti: Az. Agr. Calcagno, Vigneti Vecchio di La Guzza Rosa, I Custodi, Vini Franchetti Passopisciaro.

Andrea Li Calzi
Andrea Li Calzi

Ricevuto l’accredito stampa ho scelto la giornata del 18 Novembre e, in compagnia di Danila Atzeni, ormai fotoreporter ufficiale dei miei articoli, dalle 16 alle 20 abbiamo letteralmente dato inizio alle danze.
L’evento comprendeva la possibilità di assaggiare anche i vini di quattro aziende del comprensorio vitivinicolo etneo, questo perché esistono alcune similitudini con la matrice vulcanica del territorio biellese, ma a parte un bianco secco a base Carricante che troverete descritto più avanti, mi sono voluto concentrare maggiormente sul tema principale dell’evento, ovvero i vini del biellese.

Parliamo dunque del vero protagonista di queste colline, e di Assaggio a Nord Ovest 2017: il Lessona Doc.
Rappresenta una delle denominazione dell’Alto Piemonte che mi ha sempre affascinato, perché in grado di elevare il nebbiolo, qui chiamato spanna, a livelli di eleganza e finezza davvero incredibili. Il merito è derivato dal microclima ideale, grazie anche alla vicinanza delle Prealpi Biellesi e dal tipo di terreno. Costituito da sabbie plioceniche di deposito marino miste a loess argilloso, varia molto a fondo valle perché composto da giacimenti di sabbie marine e fossili di conchiglie. Il pH di questi suoli lo fa classificare tra i terreni più acidi dedicati alla viticoltura del mondo intero, dunque provate ad immaginare la longevità che possiede un vino come questo, se fatto sotto la giurisdizione di Bacco, ovvero, “come Dio comanda”.
La DOC Lessona è stata riconosciuta nel 1976. I vitigni utilizzati sono il nebbiolo (spanna) minimo 85%; vespolina e/o uva rara max. 15%. la zona di produzione è limitata al solo comune di Lessona in provincia di Biella.
Il disciplinare prevede un invecchiamento di 22 mesi, 12 dei quali in legno. Il Lessona Riserva invece invecchia 46 mesi, 30 dei quali in legno.
Le altre DOC presenti al banco di degustazione, sono state rappresentate fondamentalmente dal Coste della Sesia, Canavese e dal Bramaterra, prodotte anche in provincia di Vercelli, oltre che a Biella.

La media qualitativa dei prodotti degustati si è rivelata indubbiamente alta, con punte di grande eccellenza. Il comune denominatore dei vini della provincia di Biella, soprattutto nella DOC Lessona, è rappresento dall’eleganza e dalla finezza, queste caratteristiche si percepiscono tanto al naso quanto al palato, dove incontriamo forse la più grande bevibilità dell’Alto Piemonte.
Trovo stupendo talvolta lasciarsi andare alle curiosità enologiche non previste, ricordo di aver impiegato una giornata intera nell’intento di stilare una sorta di classifica ideale dei vini da degustare, avendo poche ore a disposizione durante il banco d’assaggio, ma cambiare idea al momento opportuno è sintomo di grande intelligenza, nonostante mille buoni propositi, iniziamo dai ” Vini che mi hanno maggiormente colpito “, proseguiamo con quelli ” Non previsti: spumanti, vini bianchi e rosati. ” e terminiamo con i “Vini con margini di miglioramento”.

Lessona Tenute Sella

Vini che mi hanno maggiormente colpito

Lessona – La Badina
Dal 1999 la famiglia Di Betta, in quel di Lessona, crede fortemente in questo vino ed in questo territorio, propone al banco di degustazione quattro annate:
2013: veste granato classico, incentrato principalmente su toni speziati molto eleganti intervallati da effluvi minerali, è già dotato di buon equilibrio gustativo oltre ad una lunga scia sapida, coadiuvata da freschezza notevole che richiama i frutti rossi percepiti al naso. 90
2012: granato meno profondo, si differenzia per sentori fortemente agrumati che richiamano la scorza di arancia rossa, il pepe bianco e le note balsamiche di mentolo che completano il quadro. Palato fresco, teso e davvero lungo, piacevole la sensazione di pulizia finale che richiama la nota balsamica. 88
2011: granato particolarmente vivace, al naso note di tamarindo e lampone anticipano un floreale acre di viola che si alterna ad eleganti note minerali che rimandano al territorio. Più maturo in bocca rispetto ai precedenti, possiede comunque doti di buon equilibrio e persistenza. 86
2010 Riserva, a mio avviso il fuori classe della batteria per via della grande finezza olfattiva. Granato con note aranciate sul bordo, il naso spazia dall’agrume dolce di mandarino alla violetta, note pungenti di pepe nero, una vena minerale impreziosisce l’insieme. Il palato è ancora giovanissimo per via del tannino e della sensazione di agrume che risulta davvero rinfrescante, sapidità in linea con la freschezza. 91

Coste della Sesia Villa EraCoste della Sesia 2015 – Villa Era
La piccola e storica realtà di Vigliano Biellese, con sede in una delle più eleganti residenze di fine ‘800 ad opera dell’ingegnere Petitti di Torino, propone due annate: la 2014 e la 2015, quest’ultima è quella che mi ha colpito di più. Il vino si presenta granato vivace attraversato da lampi rubino, il naso è floreale, ricorda un pot-pourri composto da piccoli boccioli di rosa e violette, tanto agrume ed una spezia fine e delicata. Sorso già godibile grazie ad una perfetta sinergia tra durezze e morbidezze, risulta sapido, lungo il finale che riporta alle note agrumate. 89

Lessona Tanzo 2011 – Pietro Cassina
Uno degli autori della rinascita di questa denominazione, anno dopo anno propone vini che hanno carattere e dimostrano appartenenza al territorio. Questo 2011 non fa eccezione. Il colore è incantevole, granato di buona trasparenza con unghia lievemente aranciata. Il naso rivela note freschissime di lampone, pepe nero, una nota dolce che ricorda il cuore del sedano, un floreale leggermente appassito di viola. Vino che ha carattere anche al palato, tannino ruvido ma bene legato, lunga persistenza e coerenza di note percepite al naso, soprattutto la spezia. 91

Tre Lessona

Lessona San Sebastiano allo Zoppo Tenute SellaLessona “San Sebastiano allo Zoppo” 2007 e Bramaterra “I Porfidi” 2010 – Tenute Sella
Azienda storica del biellese che non ha certo bisogno di presentazioni, produce vino dal 1671, è tra le più antiche in Piemonte ed a livello nazionale.
L’azienda propone sei vini in degustazione, il Lessona “San Sebastiano allo Zoppo” 2007 mi ha colpito maggiormente rispetto all’Omaggio a Quintino Sella 2009 e al Lessona 2011. Si presenta in veste granato con bordo aranciato, grande luminosità. Il naso è intenso, ricco di sfumature complesse che ricordano i frutti rossi sotto spirito, un floreale acre di viola, note di cuoio e tabacco ed un finale minerale che riporta alla sabbia bagnata. Vino lunghissimo, sapido, tannino cesellato. Ha doti di grande freschezza e bevibilità. 92

Bramaterra I PorfidiSul versante Bramaterra DOC, altra specialità dell’azienda: “I Porfidi” 2010, complice a mio avviso un’ottima annata, entra di diritto tra i migliori assaggi dell’evento. Un vino austero, complesso, stratificato. Veste granato classico, si respira un’aria “Alto Piemontese” davvero interessante, analizzandone il timbro olfattivo risulta la più fedele al territorio fino ad ora riscontrata. Vero e proprio centrifugato di mineralità, si percepisce un sentore di metallo caldo, oltre a piccole pietre sminuzzate ingentilite da piccoli frutti rossi e pepe nero.
Sapidità notevole, freschezza ai massimi, il tannino è giustamente ruvido ma ben legato, grandi potenzialità di invecchiamento, a mio avviso da “dimenticare in cantina”. 94

Bramaterra Belvedere Filippo BarniBramaterra Belvedere 2010 – Filippo Barni
Personaggio storico quanto emblematico del versante biellese di questa storica DOC, a Brusnengo, Filippo Barni è un vignaiolo autentico, innamorato della sua terra e dei suoi vini.
Il campione dimostra classe e stoffa sin dal colore, nuances tra il rubino ed il granato, notevole profondità di colore. Naso intenso, timbro marcatamente fruttato, ma trattasi di un frutto di rovo fresco, vivace, ravvivato ulteriormente da note minerali pietrose ed effluvi balsamici. Il sorso è pieno e succoso, teso, ma al contempo avvolgente per via del frutto, coerente nelle note minerali grazie ad una lunga scia sapida. Molto persistente. 92

Centovigne CastellengoCoste della Sesia Nebbiolo 2012 “Castellengo” – Centovigne
L’azienda Centovigne si trova a Cossato, sempre in provincia di Biella, più precisamente Frazione Castellengo, da cui prende il nome in vino che vi illustrerò, è un’azienda relativamente giovane, 1999, ma con radici antichissime in vigna, e ancor più storiche in cantina dove si produceva vino sin dal ‘700.
Ci troviamo davanti ad un calice granato classico, assenza di sfumature significative, timbro vivace e media trasparenza. Il naso esordisce dapprima su sentori balsamici e floreali dove l’eleganza è il comune denominatore, successivamente si percepiscono note di liquirizia e tabacco in foglia. Sorso pieno, avvolgente e succoso ma aggraziato, buon corpo, freschezza notevole e tannino già godibile, buon equilibrio d’insieme. 89

Non previsti: spumanti, vini bianchi e rosati

Spumante ClementinaVino Spumante Metodo Charmat Brut Rosè “Clementina” – Tenute Sella
Calice brillante, tra il tenue ed il cerasuolo, un naso che rappresenta in pieno l’idea di freschezza e pulizia di aromi, il vino è ravvivato a 360° da un perlage che amplifica i sentori di scorza di mandarino, lampone e violetta, una punta speziata dolce risulta molto intrigante ed impreziosisce l’insieme. In bocca si avverte una vibrante acidità, sorretta da un corpo medio ed una buona persistenza, ciò che convince è la bevibilità e le sensazione di freschezza che regala questo vino, grazie all’impiego di uve nebbiolo coltivate nel comprensorio di Bramaterra, davvero una bella sorpresa. 86

Piemonte Rosato “La Mezza” 2016 – Donna Lia
Rosato a base nebbiolo, cattura l’attenzione grazie ad una verve cromatica particolarmente accattivante, chiaretto, vira su note vivaci che ricordano La Giasera e La Mezzavagamente il color fucsia. Il naso esordisce con note di fragolina di bosco e pepe nero, sentori floreali di acqua di rose impreziosiscono l’insieme, il palato risulta equilibrato grazie ad un frutto maturo ravvivato da buona freschezza e media sapidità. 83

Vino Bianco “La Giasera” 2016 – Donna Lia
Vitigno erbaluce in purezza, paglierino algido, rivela buona consistenza, sentori di mela golden e fiori bianchi si alternano ad effluvi balsamici che regalano una sensazione di freschezza e pulizia. Il palato è succoso, la materia è interessante e ben coesa tra durezze e morbidezze, lunga la scia sapida. 87

Canavese RolejCanavese Bianco 2016 – Roley
Vitigno Erbaluce in purezza, paglierino vivace nonostante la tonalità fredda e nordica, l’eleganza delle note floreali fa pensare a piccoli fiori di campo, a cui si alternano sensazioni dolci di miele d’acacia ed erbe aromatiche quali salvia e maggiorana. Interessante la progressione gustativa in virtù di una lunga scia sapida, ravvivata da una notevole freschezza che regala un finale pulito che invoglia la beva. 86

Sciare Viv e Bianco 2016 Vigneti VecchioSicilia Sciare Vive Bianco Carricante 2016 – Vigneti Vecchio
L’unico campione che mi ha realmente colpito, considerando le quattro aziende siciliane presenti al banco di degustazione. Il motivo lo si intuisce già solo analizzando il colore di questo carricante in purezza, paglierino vivace, luminoso, solare. Il naso non eccede in nulla, non stanca, afferma la sua eleganza con note lievemente iodate su un frutto maturo a polpa bianca, il floreale lievemente acre ne afferma la complessità. Il palato convince, la sapidità, talvolta eccessiva in questa tipologia di vino a mio avviso è in linea con la freschezza, non stanca, ed è proprio quest’ultima sensazione a rimanere impressa nella mente di che lo degusta. 87

Vini con margini di miglioramento

Lessona Riserva 2012 - Massimo ClericoLessona Riserva 2012 – Massimo Clerico
“Il vino, espressione del territorio, segno chiaro di una cultura del lavoro dell’uomo e di una terra da sempre vocata alla viticoltura”. Questa la frase che Massimo indica a chiare lettere sulla pagina iniziale del sito della sua azienda, una realtà storica di Biella, una delle tre che vengono inizialmente iscritte al relativo albo Lessona Denominazione di Origine Controllata.
Il suo vino, granato trasparente, è lento a concedersi. Il naso, nonostante l’interessante nota di erbe officinali e scorza di agrume rosso, non riesce a liberarsi del tutto di una nota leggermente eterea che appesantisce il bouquet, probabilmente trattasi di bottiglia non in forma, lo riassaggerò. Il palato, al contrario, risulta abbastanza equilibrato, freschissimo, teso, chiude leggermente amarognolo, mediamente intenso e persistente. 83

Preli EusebioVino Rosso “Preli” 2016 – Eusebio di Stroppiana Marilena
Piccola realtà ubicata nella frazione Prelle del paese di Salussola, in provincia di Biella, nella parte terminale della collina morenica detta “serra d’Ivrea”.
Il “Preli” è una barbera in purezza dai toni caldi e profondi che si percepiscono già dal colore che risulta sgargiante, rubino con riflessi violacei, il naso è un tripudio di frutta matura, la mora e l’amarena, note floreali di geranio e viola. Il palato è avvolgente, una sensazione pseudo calorica importante lo rende goloso, ma a mio avvisto solo perché sorretto da una buona acidità. 82

Concludendo, non posso che augurare a tutto lo staff di “Assaggio a Nord Ovest” un grosso in bocca al lupo per eventi futuri che possano coinvolgere sempre più appassionati da tutto il mondo, allo scopo di valorizzazione sempre di più questo importante comprensorio vitivinicolo italiano.

Andrea Li Calzi

Andrea Li Calzi

È nato a Novara, sin da giovanissimo è stato preso da mille passioni, ma la cucina è quella che lo ha man mano coinvolto maggiormente, fino a quando ha sentito che il vino non poteva essere escluso o marginale. Così ha prima frequentato i corsi AIS, diplomandosi, poi un master sullo Champagne e, finalmente, nel giugno del 2014 ha dato vita con la sua compagna Danila al blog "Fresco e Sapido". Da giugno 2017 è entrato a far parte del team di Lavinium.

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