Graziana Grassini è la nuova enologa di Giusti Wine: l’Asolo Prosecco Superiore e la tutela della Recantina

Il 27 ottobre scorso si è tenuta una webinar dedicata all’azienda Giusti Wine di Nervesa della Battaglia (TV), ridente località inserita nel contesto vitivinicolo delle colline di Asolo e del Montello. Sono stato invitato a presenziare, assieme ad altri autori e giornalisti, dalla nota agenzia di comunicazione Gheusis di Treviso. Silvia Baratta ha moderato l’incontro, che aveva come tema centrale l’ingaggio da parte di Giusti Wine della famosa enologa toscana Graziana Grassini, consulente di una quindicina di aziende vitivinicole, tra cui Tenuta San Guido. Graziana è considerata a tutti gli effetti l’erede del grande Giacomo Tachis.

Ermenegildo Giusti, imprenditore italo canadese originario dell’area in cui si sviluppa Giusti Wine, è al timone dell’azienda dal 2000. È senza ombra di dubbio uno tra gli imprenditori vinicoli che più ha investito nel Prosecco Superiore: “Far parlare all’Asolo Prosecco Superiore e ai vini rossi del Montello la lingua del mondo”, queste le sue parole che corrispondo all’obiettivo primario. Già Napoleone aveva intuito che le colline di Asolo e del Montello fossero una grande area per fare vino.

È la prima volta che Graziana accetta una consulenza nell’area del trevigiano, il suo obiettivo sarà produrre vini che rispecchino la grande personalità di Ermenegildo Giusti e in linea di massima le sue peculiarità: immediatezza, tradizione, fascino e originalità. Vini destinati a fare parlare di sé non solo nel territorio nazionale ma anche in tutto il resto del mondo, l’esperienza di Graziana Grassini non potrà che giovare. Ermenegildo inoltre afferma: “Ho scelto Graziana perché unisce grazia femminile, determinazione toscana e sensibilità internazionale”. Sono tornato nel mio paese di origine per restituire un po’ di quella fortuna che ho avuto nella vita, frutto di tanto impegno e sacrificio. Il mio sogno è che questo angolo di paradiso, il Montello, diventi un riferimento mondiale.”

Questo nuovo passo completa un’importate traguardo di marketing territoriale, attuato dall’imprenditore trevigiano e raggiunto grazie all’apertura della cantina ipogea dal valore enorme. Un piano che ha previsto anche il restauro, con fondi privati, della famosa Abbazia di Sant’Eustachio dove, nel 1500, solo per citare un esempio, Monsignor Della Casa scrisse il Galateo; la famiglia Giusti è molto legata a questo storico edificio, ha acquistato, inoltre, 100 ettari di vigneto circostante. Un territorio noto nella Grande Guerra per la caduta di Francesco Baracca, il cui simbolo, il cavallino rampante, fu donato a Enzo Ferrari, che lo fece conoscere nel mondo.

Inaugurata nel luglio 2020, la nuova cantina Giusti Wine è in gran parte ipogea e si sviluppa su 5 piani che si spingono fino a 8 metri sotto terra. Perfettamente inserita nel paesaggio di Nervesa della Battaglia (TV), la sua struttura ricorda l’andamento delle colline del Montello; dal belvedere si gode di una vista impareggiabile sui vigneti e sulla vicina Abbazia di Sant’Eustachio.
Veniamo dunque ai due vini proposti dall’azienda, come sempre ho avuto il piacere di degustarli durante la diretta web, di seguito le mie impressioni.

Asolo Prosecco Superiore Extra Brut
L’Asolo Prosecco Superiore è stata la prima denominazione dell’area omonima a introdurre la categoria extra brut nelle bottiglie facenti parte della DOCG. Le colline di Asolo e del Montello sorgono su terreni rossi ricchi di argilla e ferro, naturalmente predisposti alla produzione di vini dotati di stoffa e buona struttura. Le peculiarità del territorio e l’altitudine, le forti escursioni termiche tra giorno e notte e la grande mineralità del terreno, caratteristiche che si esprimono meglio in un vino che contiene un basso tenore zuccherino. Nella versione extra brut arriva a 3 g/l. Vigneti ubicati a Nervesa della Battaglia (TV) nella tenuta denominata “Aria Valentina” nel versante sud del Montello. Presa di spuma a bassa temperatura in autoclave, prodotto con l’impiego di uve glera 100%, 11,5% vol. Paglierino algido, chiaro, elegante. Bollicine da manuale, molto fini, scorrono copiose disegnando archetti fitti e regolari. Intense note floreali ed erbacee di tiglio, gelsomino e fieno appena falciato. Il frutto è definito, croccante: pera Kaiser, nespola e mela Golden, tocchi agrumati di litchi su uno sfondo di calcare e iodio. Eleganza e freschezza conquistano il palato, sorso teso e slanciato, media sapidità; la categoria extra brut a mio avviso premia lo sforzo compiuto in vigna, regalando una beva davvero incredibile e a tratti compulsiva, necessaria per contrastare ad esempio l’untuosità della vera focaccia ligure con cipolle.

Montello e Colli Asolani Recantina Augusto 2017
La Recantina, da Re della cantina, è un’uva autoctona presente sin dai tempi antichi esclusivamente nel Montello e nei Colli Asolani; nonostante ciò è soltanto nel periodo rinascimentale che vengono prodotti i primi documenti scritti. Fino a qualche anno fa questa cultivar era a rischio d’estinzione, appena dieci gli ettari vitati, ma col passare del tempo l’impegno della famiglia Giusti, unito a quello di altre importanti realtà del territorio, hanno permesso un lento recupero che oggi vede la produzione di vini interessanti e caratterizzati. “Augusto” 2017 deriva da vigneti ubicati a Nervesa della Battaglia (TV) nelle tenute denominate “Aria Valentina” ed “Emily”, su terreni rossi ricchi di argilla e ferro. La fermentazione avviene in acciaio con macerazione di 15 giorni, la malolattica e il conseguente affinamento in botti di rovere di Slavonia da 2,5 t per 12-14 mesi, più un periodo in bottiglia prima della vendita. 13% Vol., un lungo respiro intenso e penetrante, quadro complesso e sfaccettato: frutti neri in primo piano, mora, mirtillo, prugna disidratata a uno stadio di piena maturità. Tocchi balsamici profondi richiamano fortemente il mentolo e l’eucalipto, continua su ginepro, liquirizia, caucciù e pepe nero; originale la punta piccante di tabasco e legni nobili ancora non perfettamente fusi alla materia, del resto il vino è ancora molto giovane e figlio di un’annata calda, siccitosa, necessita di tempo per equilibrarsi naturalmente.
In bocca il frutto è maturo e il tannino protagonista, bilanciato da una freschezza invidiabile; coerenti le note speziate e tostate che mostrano uno stadio di piena gioventù. La vera essenza del varietale in questa fase fatica a palesarsi, è altrettanto insindacabile una stoffa da vero fuoriclasse per profondità e allungo sapido, finale leggermente asciutto e ammandorlato, un vino in divenire e un varietale da tenere certamente sott’occhio. Circa l’abbinamento gastronomico: salsiccia sicula con finocchietto cotta al forno con patate novelle e cipolline borettane.
Andrea Li Calzi



