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Novara Jazz 2017 e “Origini” 2014, Cantine del Castello Conti

Novara Jazz 2017

Giunto alla quattordicesima edizione, il Novara Jazz 2017, ha segnato culturalmente alcune tra le giornate più intense e divertenti dell’anno. Una totale fusione tra la musica che amo di più in assoluto e i vini dell’Alto Piemonte.
Cosa chiedere di più? Magari un vino in abbinamento, tra i più particolari che si possano raccontare? Perché no, ce l’abbiamo: vino rosso Origini 2014, Cantine del Castello Conti, sede a Maggiora (No), proprietà delle sorelle Elena, Paola e Anna Conti.

Vino rosso Origini Cantine del Castello Conti

Stiamo parlando di una delle tre aziende storiche del comprensorio, che con grande sacrificio ha continuato a produrre vino di qualità, anche nel periodo di magra, epoca in cui uno tra i comprensori più vitati d’Italia, appunto quello di Boca, fu vittima di un totale abbandono. L’avvento dell’industria ridusse ad appena 25 gli ettari vitati ad oggi disponibili. Negli anni ’90, grazie al costante impegno di queste aziende e grazie alla passione di un personaggio ormai mitico in zona, lo svizzero Christoph Künzli, proprietario dell’azienda Le Piane, il Boca sta vivendo una vera e propria rinascita. Assieme al Ghemme Docg, Fara Doc e Sizzano Doc rappresenta i vini simbolo della mia provincia, Novara.

Paola Conti con Andrea Li Calzi
Paola Conti con Andrea Li Calzi

Il Boca però, a mio avviso, è la denominazione più particolare delle quattro. Presente nell’intero territorio del comune omonimo e in parte di quello di Maggiora, Cavallirio, Prato Sesia e Grignasco, gode di un suolo di origine vulcanica, venato da scaglie porfiriche di colore rosa, da sabbie drenanti, risulta arido e acido (Ph 4.7). Il Boca si può produrre solo con uve quali: nebbiolo, chiamato spanna localmente, 70-90%; vespolina e uva rara (chiamata bonarda novarese), da sole o congiuntamente dal 10% al 30%. Il vino che ne deriva può essere messo in commercio dopo un invecchiamento minimo di 34 mesi, di cui minimo 18 mesi in botte di rovere o castagno (46 per la riserva, di cui almeno 24 in legno).
La matrice di questo terreno e le favorevoli condizioni microclimatiche date dalla vicinanza del Monte Rosa, simbolo indiscusso dell’Alto Piemonte vitivinicolo, donano ai vini una particolare eleganza e un pregevole equilibrio. Note minerali/speziate e agrumate, soprattutto arancia rossa e pompelmo rosa, fondendosi assieme creano un naso molto fine, elegante e caratterizzato. Tannino percettibile ma di estrema eleganza, corrispondenza giocata tutta su note speziate/agrumate. Insomma, un grande vino piemontese che di certo non avrà paura di invecchiare. Ma oggi vi parlerò di qualcosa di ancor più antico e particolare, ma ancora un attimo di pazienza, torniamo al Novara Jazz 2017.
Questo festival attira musicisti e appassionati da tutto il mondo. Passeggiando per le vie del centro storico si respira un’aria internazionale, come a Locarno durante lo svolgimento del celebre festival del cinema, da grande appassionato cinefilo quale sono ho colto questa similitudine. Alcune manifestazioni sono state estese a comuni limitrofi, come ad esempio Oleggio, la stessa Locarno e Magenta, con inaugurazione ufficiale il 17 maggio al Botanical club di Milano.
Ho partecipato a diversi eventi, ma quello che mi ha maggiormente colpito è stato il concerto del duo londinese di Binker Goldin (sax) e Moses Boyd (batteria) in arte Binker & Moses, in anteprima italiana per il lancio del nuovo album “Journey to the Mountain of Forever“.

Binker & Moses

Lo stile di questi due giovani musicisti trova le sue radici nel jazz, ma è stato influenzato fortemente anche da nuove contaminazioni e suoni variegati della metropoli londinese: grime, house, dubstep, broken beats, hip hop, il suono che ne deriva risulta estremamente attuale, stilisticamente contemporaneo, oserei dire persino ballabile. Riporto una frase significativa di Federico Bolza che li ha descritti magnificamente: “Ricorda il liricismo urlante dei grandi tenori, condito con furiosi poliritmi costruiti con swing“.
Con Roberto Giuliani, durante un appassionante scambio di mail, abbiamo “scherzato” parecchio sull’idea di abbinamento “vino-musica”. Lui ha scherzato un po’ meno in passato, considerato il fatto che ha dedicato a questo concetto sperimentale una tre giorni incentrata sull’idea di abbinamento vino/musica/letteratura. Se ripenso dunque a Binker & Moses, è proprio il vino rosso “Origini” 2014 delle Cantine del Castello Conti il più adatto a questo suono.
Al Novara Jazz è ormai consuetudine abbinare, al termine delle performance live degli artisti, una degustazione di vini di aziende dell’Alto Piemonte, per raccontare ai visitatori di tutto il mondo il territorio che li ospita. Un buon bicchiere di vino a mio avviso è quanto di più rappresentativo possa esistere, perché racconta soprattutto storie fatte di persone, luoghi e passioni.

Origini, Foto di Stefano Butturini
Foto di Stefano Butturini

Quest’anno per me è stata la volta delle sorelle Conti di Maggiora. Elena mi ha invitato ufficialmente, e Paola, presente all’evento tenutosi il 10 giugno nel cortile interno della biblioteca civica Carlo Negroni di Novara, mi ha ospitato. Il concerto che ha preceduto la degustazione, ha visto come interpreti un trio di musicisti capeggiati da Chris Kelly, un esponente della musica libera e sperimentale di Vancouver, JP Carter trombettista “elettronicamente” contaminato, e il clarienettista François Houle. Una performance di tutto rispetto, sperimentale quanto riuscita, ostica se vogliamo ma ricca di fascino, che merita sicuramente un mio approfondimento futuro.
“Origini” 2014 è un vino molto particolare, prodotto con uve presenti nelle vecchie vigne allevate secondo il sistema detto “maggiorina“. Questa forma di allevamento esistente da secoli in Alto Piemonte, è costituita da tre viti sostenute da otto pali di castagno, che si sviluppano ai quattro punti cardinali. L’architetto Alessandro Antonelli ne perfezionò la campanatura dei pali di sostegno, ottenendo una struttura autoportante molto più resistente ai carichi di uva. Antonelli è tutt’ora nel cuore dei novaresi un personaggio e un’artista icona del territorio, sua la celebre basilica di San Gaudenzio simbolo della città di Novara, il santuario di Boca oltre alla ben più celebre mole Antonelliana di Torino.
Vorrei fare i miei complimenti all’azienda Conti, perché il recupero di tale sistema di allevamento preserva una parte significativa del patrimonio storico viticolo dell’Alto Piemonte, e per aver mantenuto la coltivazione di varietà completamente abbandonate quali la slarina, la durasa e il dolcetto di Boca.
Ma parliamo del vino nel bicchiere.
Origini nel caliceVino rosso “Origini” 2014, da uve nebbiolo, croatina, vespolina, uva rara, barbera, slarina, durasa, dolcetto di Boca e altre varietà autoctone. 12 % vol. Vinificazione in acciaio e parte in legno per un anno, a fine estate imbottigliamento. Agricoltura biologica.
Il vino, che ha subito un ulteriore affinamento di quasi un anno in cantina, presenta un manto rubino di pregevole intensità e media trasparenza, buona consistenza e vivacità di colore. Il naso è incentrato inizialmente su note esuberanti di frutta: la ciliegia fresca si alterna ai frutti di bosco, mirtilli e lampone su tutti. Una speziatura fine ed elegante ricorda il pepe nero, il floreale di viola ne impreziosisce l’insieme, fino all’arrivo della vera protagonista: la mineralità, sottile e continua. Non vorrei sembrare retorico, ma non saprei in che altro modo descriverla più fedelmente. La nota minerale di cui parlo, ricorda proprio i profumi che si avvertono passeggiando in una calda giornata di Giugno, tra le vigne di Maggiora, sensazioni minerali di ferro caldo, pietra (porfido) arsa al sole.
Il palato, inizialmente morbido e fruttato, si distingue da subito per freschezza ed equilibrio. Sapidità importante, tannino pregevole e percettibile dal primo istante, ben levigato e godibile, perfetto in abbinamento a un tipico risotto all’onda del novarese. Il sorso è lungo e appagante, coerente il retronasale di spezia e frutti descritti, ciò che convince maggiormente è la bevibilità e la “golosità” di questo vino, caratteristica che amo tanto nei vini, soprattutto dell’Alto Piemonte.
Non mi resta che ringraziare nuovamente le sorelle Conti per l’invito e per la piacevole chiacchierata. Mi preme inoltre fare i complimenti all’organizzazione del Novara Jazz 2017, citando simbolicamente i fondatori Corrado Beldì e Riccardo Cigolotti. Ringrazio nuovamente tutti coloro che hanno lavorato con grande impegno allo scopo di realizzare anche quest’anno un grandissimo evento del novarese. Arrivederci al prossimo anno.

Andrea Li Calzi

Andrea Li Calzi

È nato a Novara, sin da giovanissimo è stato preso da mille passioni, ma la cucina è quella che lo ha man mano coinvolto maggiormente, fino a quando ha sentito che il vino non poteva essere escluso o marginale. Così ha prima frequentato i corsi AIS, diplomandosi, poi un master sullo Champagne e, finalmente, nel giugno del 2014 ha dato vita con la sua compagna Danila al blog "Fresco e Sapido". Da giugno 2017 è entrato a far parte del team di Lavinium.

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