Bombino bianco
Origini:
Il Bombino bianco è una delle varietà più diffuse in Italia meridionale, in particolare in Puglia, ma anche in Emilia Romagna, Lazio, Marche e Abruzzo, dove viene chiamata Trebbiano d’Abruzzo. Fra i suoi sinonimi, Pagadebit e Straccia Cambiale utilizzati in Emilia Romagna, alludono alla sua convenienza, in quanto è un vitigno di elevata produttività. Nel Lazio è chiamata Bonvino. Se utilizzata con alte produzioni, dà vini neutri e poco interessanti, ma con basse rese e vinificazioni accurate, può dare vini di spessore e lunga durata, come il Trebbiano d’Abruzzo di Edoardo Valentini. L’Acerbi nel 1825 lo cita fra i vitigni coltivati nella campagna romana, ma anche nei vari Bollettini Ampelografici, pur essendo citato, non ne viene stabilita l’origine.
Caratteristiche e esigenze ambientali e colturali: ha foglia di media grandezza, tri-pentalobata, grappolo medio-grande, conico o cilindrico-conico, spesso alato, semi spargolo; l’acino è medio-grande, rotondo, con buccia spessa e consistente, di colore giallo-verdolino, con macchie marroni. Predilige terreno leggeri, di tipo siliceo-calcareo, ricchi di scheletro, ben esposti, la potatura corta ne riduce l’alternanza produttiva, comunque abbondante.
Malattie e avversità: resiste bene alle gelate primaverili e alla siccità. Teme invece l’attacco delle malattie parassitarie, soprattutto della →peronospora.

