Statistiche web
AnteprimeIl vino nel bicchiere

Anteprima Chianti Rùfina 2007: alla ricerca della differenza

Villa Poggio RealeTanti, tantissimi operatori del settore e giornalisti, hanno partecipato alla prima due giorni dedicata al Chianti Rùfina, dal 16 al 17 novembre, dislocata tra Firenze e Rùfina, per l’appunto, dove si sono svolte le degustazioni in anteprima dei Chianti 2006 e delle riserve 2005.
Due momenti che hanno scandito l’agenda di chi voleva saperne di più di una delle sette sottodenominazioni (le altre sono i Colli Pisani, Montalbano, Colli Fiorentini, Colli Aretini, Colli Senesi e Montespertoli ndr) appartenenti alla ampia, complessa denominazione nota a tutti come Chianti che racchiude in sé territori, vigneron e microclimi alquanto diversi tra loro: in questo caso, siamo anche all’interno della più piccola delle sette, che coinvolge i comuni di Dicomano, Londa, Pelago, Pontassieve e Rùfina e che occupa una superficie di 12.483 ettari, dei quali 750 iscritti all’Albo, ma soprattutto anche nella più alta, leitmotiv scelto dal Consorzio per comunicare una delle tante differenze che rendono unico, o quanto meno dovrebbero, questo piccolo lembo a est di Firenze.

I banchi d'assaggioAll’altitudine, uniamoci anche la conformazione geologica dei terreni, composta per lo più da pietre calcaree, galestro e alberese, l’esposizione a Sud ed il microclima con ottime escursioni termiche l’estate tra il giorno e la notte ed otteniamo, in effetti, un quadro di sicuro interesse e dalle notevoli potenzialità.
Nella terra sulla quale affonda le radici una delle aziende più note al grande pubblico, Frescobaldi, si è, per di più, concluso da poco un interessante, come sempre in questi casi, lavoro di zonazione, durato quattro anni, ad opera della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano e del Prof. Scienza che, tra le tante indicazioni che ha raccolto e fornito ai produttori della zona, ha praticamente mappato il Chianti Rùfina in diverse “unità vocazionali” (Pelago, Grignano, Sieci, Selvapiana, Nipozzano, S. Brigida, Rùfina, Colognole, Pomino, Contea e Frascole), utili a quei consumatori che in modo quasi maniacale ed “alla francese” ricercano questo o quel cru per scovare differenze ed unicità (un po’ come avviene in Langa tra le vigne di Barolo e Barbaresco), ma soprattutto per le aziende vitivinicole della zona, che a breve avranno a disposizione una sorta di vero e proprio “Manuale d’Uso del Territorio” in grado di fornire loro tutte le indicazioni circa strategie e scelte nella conduzione dei loro vigneti al fine di far risaltare nei loro vini il terroir di provenienza.

Logo Chianti RùfinaPrima di addentrarci tra le note che abbiamo raccolto sui campioni messici a disposizione, partiamo proprio da due affermazioni che si leggono sull’abstract che l’Università di Milano ha redatto circa il lavoro di zonazione:

“…i prodotti alimentari made in Italy, e il vino in particolare, riscuotono l’odierno successo sul mercato internazionale, grazie al legame che questi hanno con il loro territorio di produzione nell’accezione più ampia che questo può avere. Pertanto il potenziamento d questo connubio unico, prodotto-territorio, rappresenta il cardine su cui, anche nei prossimi anni, dovrà imperniarsi la valorizzazione delle produzioni enologiche italiane”.

“La capacità di esprimere i caratteri distintivi e l’identità di un territorio è oggi sempre più apprezzata e le produzioni di qualità che sono in grado di trasmettere questo legame con il territorio e la cultura che in esso si è sviluppata saranno quelle che riusciranno a migliorare la competitività del prodotto vino”.

Due auspici, più che certezze, che è impossibile non condividere, ma che lasciano aperti molti interrogativi, soprattutto dopo aver degustato i 27 campioni nella giornata del 17 novembre a Rùfina, presso la Villa Poggioreale: chi e come è in grado di valorizzare realmente l’identità del territorio? Chi ha un approccio disinvolto delle tante tecniche di cantina che la moderna tecnologia mette a disposizione o chi interpreta il proprio terroir con rispetto ed eleganza? Chi ancora cerca nell’impenetrabile concentrazione del colore e nella muscolarità la chiave di lettura di un sangiovese da bersi subito e con facilità o chi guarda al futuro, alle possibilità che questo vino sa donare con un po’ di anni sulle spalle? Sulla longevità del Chianti di Rùfina, i dati sono più che positivi: a dimostrazione di questo l’interessante degustazione del 16 novembre, a Firenze, dove alcuni campioni degli anni ’80, ’70, ma soprattutto degli anni ’60 e persino ’50 hanno saputo, non tanto e solo regalare emozioni e ricordi, come capita spesso quando si aprono bottiglie con svariati lustri sulle spalle, ma confermare come l’equilibrio, la sorprendente integrità del frutto e la splendida integrazione con le note terziarie, nonché la fresca bevibilità, possono essere un timbro di riconoscibilità e fascino che il sangiovese di queste vallate può donare tranquillamente.

I vini in degustazionePassiamo quindi alle note di degustazione: 27, come detto sopra, i campioni degustati, in alcuni casi prelevati dalla botte, perché non ancora disponibili in bottiglia, a conferma che gli oramai imprescindibili momenti di confronto durante questi meeting devono purtroppo fare i conti con vini che non sono ancora, in molti casi, pronti. Spicca l’assenza dei campioni di un’azienda di riferimento nel Rùfina come Selvapiana. La ricerca della concentrazione e l’uso a volte invasivo del legno connotano molte delle versioni riserva, che ovviamente, hanno bisogno di molto tempo per dare il meglio di sé.

Azienda Agricola Colognole
Rùfina (FI) – www.colognole.it
Ci viene presentato il Chianti 2006, ancora in fase di chiusura olfattiva, dove le riduzioni lasciano percepire alcune note di piccoli frutti rossi e spezie. Bocca con tannini preponderanti ed asciuganti.

Azienda Agricola Frascole
Dicomano (FI) – www.frascole.it
Entrambi i campioni, il Chianti 2006 e la Riserva 2005, sono prelevati da botte, ma già molto interessanti. Eleganza, frutto rosso vivo e fresco, con piacevolissimi accenni di menta ed un tannino già ben integrato per il campione più giovane. Spezie, tabacco, zenzero e note di macchia mediterranea, di alloro, con un tannino ancora in divenire ed una bella freschezza a supporto per la riserva.

Azienda Agricola Travignoli
Pelago (FI) – www.travignoli.com
Il Chianti 2006 profuma di lamponi ed ha un profilo gustativo segnato da tannini verdi e graffianti. Di buona complessità la riserva 2005, dove ai lamponi aggiunge note di rabarbaro, china e radici, con una bocca lievemente troppo asciugante, ma una bella freschezza unita ad una persistenza di bella fattura.

Azienda Vinicola Le Coste
Rùfina (FI) – www.chiantilecoste.it
Colore fittissimo e quasi impenetrabile nel Chianti 2006, con una forte componente fruttuosa al naso, molto potente e quasi immobile nelle sue sfumature di ribes maturo con accenni vegetali. Tannino molto astringente. Sempre impenetrabile, ancor più che nel vino più giovane, la riserva 2005, con note di cioccolato e ciliegia che dominano il quadro olfattivo ed una bocca con tannino asciugante e non di grande freschezza.

Cantina Sociale VI.C.A.S.
Pontassieve (FI)
L’unico campione in degustazione, il Chianti Montulico 2006, è in questo momento di difficile interpretazione: ridotto, chiuso, con alcuni sentori non franchi e vegetali ed una bocca molto scontrosa, verde e non equilibrata.

Casa Vinicola Dreolino
Rùfina (FI) – www.dreolino.it
Pan pepato, noce moscata, zenzero ed sfumature vegetali per il campione del 2006, l’unico presentato. Dal colore ancora tendente al viola, in bocca mostra un tannino giovane, vivo e non asciugante.

Castello di Nipozzano – Marchesi de’ Frescobaldi
Pelago (FI) – www.frescobaldi.it
Profumi lattici, di buccia di banana e vaniglia ed un frutto rosso dolcissimo, di grande maturità, quasi in confettura nel Chianti Nipozzano Riserva 2005, con un finale lievemente amarognolo ed un tannino fitto e polveroso. Profumi eterei, di smalto ed ancora di tostatura, vaniglia e cioccolato per il Chianti Montesodi Riserva 2005. In bocca predominano i sentori legati all’affinamento in legno piccolo.

Fattoria Castello del Trebbio
Pontassieve (FI) – www.vinoturismo.it
Il Chianti Lastricato 2005 non era, secondo l’azienda, pronto, o meglio, non poteva essere messo nelle condizioni di essere degustato al meglio in questo momento, sicchè, non ci è stato presentato, anche se previsto dal programma. Corre il dovere però di una citazione, avendo degustato la sera precedente, a tavola, durante la cena organizzata a cura dell’Associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe, il millesimo 2003, che nonostante l’annata calda e siccitosa, ma proprio per merito di quella altitudine che contraddistingue il comprensorio di Rùfina, è riuscito a colpire per freschezza, un frutto maturo ma vivo e fragrante e dei lievi cenni di grafite che hanno donato un bouquet di tutto rispetto.

Altri vini in degustazioneFattoria di Basciano
Rùfina (FI)
Sia nel Chianti 2006, che nella Riserva 2005, dominano i sentori legati alla tostatura ed al legno: tostatura, caramello dolce, buccia di banana e vaniglia. Il frutto è presente in forma marmellatosa e con un’intensità potente e prorompente. In entrambi i casi in bocca la fanno da padrone i tannini asciuganti ed un finale di bocca amarognolo che richiama i sentori già percepiti al naso. Infine il colore: una trama colorante, fitta, impenetrabile, la più impressionante, da questo punto di vista, rispetto a tutti gli altri campioni in degustazione.

Fattorie Caliga e Vetrice
Pontassieve (FI) – www.grati.it
Buona persistenza, con tannini giovani ed ancora un po’ scorbutici per il Chianti 2006, che al naso si mostra di buona finezza con riconoscimenti floreali di viola, ma anche di spezie e ribes ed una trama colorante scarica e trasparente. Si cambia invece registro per la Riserva 2005, di color rubino molto concentrato che gioca su riconoscimenti di frutta matura che deve integrarsi ancora con le componenti legate al legno, quindi vaniglia e tostatura. In bocca la freschezza, così come per il 2006, dona già ora un buon equilibrio, anche se il riposo in bottiglia è d’obbligo per questo campione giovanissimo.

Fattoria di Grignano
Pontassieve (FI) – www.fattoriadigrignano.com
Profumi vinosi, quasi di fragola dolce ed una bocca con tannini freschi a connotare la gioventù del millesimo 2006. Frutta invece matura, quasi in forma di confettura per la Riserva 2006, che sfoderà un bella sapidità all’esame gustativo.

Fattoria I Veroni
Pontassieve (FI) – www.iveroni.it
Due millesimi molto convincenti, ancora in divenire la Riserva 2005, presentata con un campione prelevato da botte, mentre decisamente in gran spolvero il Chianti 2006. Dalla trama rubina leggermente scarica, presenta un mix di sentori di macchia mediterranea, di rosmarino e alloro, una mineralità viva, mirtilli, ma soprattutto un profilo floreale netto, di rosa, che rende il bouquet fine e complesso. In bocca un tannino pulito, vivo ed una persistenza di bella lunghezza. La Riserva 2005, nonostante la sua gioventù ed il legno ancora coprente in chiesta fase, in bocca ha buona scorrevolezza ed equilibrio già ora.

Fattoria Lavacchio
Pontassieve (FI) – www.fattorialavacchio.com
Un solo campione, il Chianti Cedro 2006, da rivedere: chiuso, sentori caseari ed un tannino amaro, astringente e verde che rendono il bicchiere di scarsa piacevolezza in questo momento.

Marchesi Gondi – Tenuta Bossi
Pontassieve (FI) – www.gondi.com
Due campioni, il San Giuliano del 2006 e la Riserva Pian dei Sorbi 2005, che hanno bisogno ancora di tempo, per mettere in luce le loro peculiarità, ben dimostrate dal millesimo 2004 riserva, che abbiamo invece assaggiato a tavola e che si è dimostrato di bella fattura. Entrambi hanno un colore rubino molto concentrato con le note di frutta dolce e matura e le note di legno ancora maggiormente in evidenza.

Podere Il Pozzo
Pontassieve (Fi) – www.bellinicantine.it
Giovanissimo, con un colore quasi integralmente viola il millesimo 2006, dalla buona florealità ed ed una beva semplice, ma fresca e con persistenza discreta. Balsamico, dalle sfumature granate, ma meno fresco e lineare la Riserva 2005.

Scopetani
Rufina (FI) – www.scopetani.it
Mirtilli, fragole e lamponi connotano il Chianti Risasso 2006, giovane ed ancora in fase di assestamento. Il Chianti 813 Riserva 2005 ha struttura e potenza, frutti in confettura e tostatura al naso, con un finale amarognolo.

Alessandro Franceschini

Alessandro Franceschini

Giornalista free-lance, milanese, scrive di vino, grande distribuzione e ortofrutta, non in quest'ordine. Dirige il sito e la rivista dell'Associazione Italiana Sommelier della Lombardia, è docente in vari Master della Scuola di Comunicazione dell’università Iulm di Milano, è uno dei curatori della fiera Autochtona e collabora con testate come Myfruit, l'Informatore Agrario e le pagine GazzaGolosa della Gazzetta dello Sport. In passato, oltre ad aver diretto la redazione di Lavinium.com, ha collaborato con la guida ai ristoranti del Touring Club e con la guida ai vini de L'Espresso. È stato uno degli autori dell'Enciclopedia del Vino di Dalai Editore, del volume "Vini e Vignaioli d'Italia" del Corriere della Sera e del libro "Il vino naturale. I numeri, gli intenti e altri racconti" edito dalla cooperativa Versanti.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio