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Doc e DocgLe regole del vino

Le DOC della Campania: Vesuvio

mappa vino doc Vesuvio


❂ Vesuvio D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 13/1/1983 – G.U. 167 del  20/6/1083; ultima modifica Reg. U.E. 2025/1903 – G.U.U.E. serie L del 22/9/2025, pubblicato su G.U. n.229 del 2/10/2025)


zona di produzione
● in provincia di Napoli: comprende tutto il territorio amministrativo dei comuni di Boscotrecase, San Sebastiano al Vesuvio e Trecase e parte del territorio dei comuni di Boscoreale, Cercola, Ercolano, Ottaviano, Pollena Trocchia, Portici, San Giuseppe Vesuviano, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata e Torre del Greco;

base ampelografica
● bianco: caprettone e/o coda di volpe min. 45%, falanghina e/o greco max. 35%, possono concorrere altri vitigni di analogo colore, idonei alla coltivazione nella provincia di Napoli, max. 20%;
● Lacryma Christi bianco (anche superiore, liquoroso, passito): caprettone e/o coda di volpe min. 45%, falanghina e/o greco max. 35%, possono concorrere altri vitigni di analogo colore, idonei alla coltivazione nella provincia di Napoli, max. 20%;
● bianco spumante, Lacryma Christi bianco spumante VS e VSQ: caprettone e/o coda di volpe min. 45%, falanghina e/o greco max. 35%, possono concorrere altri vitigni idonei alla coltivazione nella provincia di Napoli, vinificati in bianco, max. 20%;
● rosato (anche spumante VS e VSQ), rosso: piedirosso min. 50%, sciascinoso olivella e/o aglianico max. 30%, possono concorrere altri vitigni di analogo colore, idonei alla coltivazione nella provincia di Napoli, max. 20%;
● Lacryma Christi rosato, rosato o rosé spumante VS e VSQ, rosso (anche superiore, riserva): piedirosso min. 50%, sciascinoso olivella e/o aglianico max. 30%, possono concorrere altri vitigni di analogo colore, idonei alla coltivazione nella provincia di Napoli, max. 20%;
● con menzione del vitigno bianchi: falanghina (anche spumante VS e VSQ) min. 85%, possono concorrere altri vitigni a bacca bianca, idonei per la provincia di Napoli, max. 15%; caprettone (anche spumante VS e VSQ) min. 85%, possono concorrere altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei per la provincia di Napoli, max. 15%;
● con menzione del vitigno rosati o rosé: piedirosso, aglianico minimo 85%; possono concorrere altri vitigni di analogo colore, idonei per la provincia di Napoli, max. 15%;

norme per la viticoltura
la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale devono essere i seguenti:

  • bianco (anche spumante VS e VSQ), rosato o rosé, rosato spumante VS e VSQ: 10 t/Ha e 11% vol.
  • Caprettone (anche spumante VS e VSQ), Falanghina (anche spumante VS e VSQ), Piedirosso, Piedirosso rosato o rosé (anche spumante VS e VSQ), Aglianico rosato o rosé (anche spumante VS e VSQ): 10 t/Ha e 11,5% vol.
  • Lacryma Christi bianco (anche spumante VS e VSQ), Lacryma Christi bianco liquoroso, Lacryma Christi rosato, Lacryma Christi rosato o rosé spumante VS e VSQ, Lacryma Christi rosso, Aglianico: 10 t/Ha e 12% vol.
  • Lacryma Christi bianco superiore, Lacryma Christi rosso superiore, Lacryma Christi rosso riserva: 8,5 t/Ha e 13% vol.
  • Lacryma Christi bianco passito (il valore del titolo alcolometrico naturale è riferito al momento della raccolta): 105 t/Ha e 15% vol.

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, di elaborazione e di invecchiamento obbligatorio devono essere effettuate nell’ambito dell’intero territorio dei comuni compresi, anche se solo parzialmente nella zona di produzione delle uve delimitata. Tuttavia, tenuto conto dei diritti acquisiti, potranno continuare a svolgere le suddette operazioni le aziende che già̀ dispongono della relativa autorizzazione in deroga ad effettuare le operazioni di vinificazione e invecchiamento obbligatorio fuori della zona di produzione, prima dell’entrata in vigore del presente disciplinare di produzione;
le operazioni di imbottigliamento dei vini a denominazione di origine controllata “Vesuvio” devono essere effettuate all’interno del territorio delimitato. Tuttavia, in conformità alla vigente normativa europea e alla specifica normativa nazionale, a salvaguardia dei diritti precostituiti, sono previste autorizzazioni individuali ai soggetti che tradizionalmente hanno effettuato l’imbottigliamento al di fuori dell’area di produzione delimitata per continuare tale pratica di imbottigliamento;
l’aumento del titolo alcolometrico e le eventuali pratiche correttive sono consentiti ai sensi delle norme vigenti.
È vietato l’arricchimento per il Lacryma Christi bianco passito;

i vini a denominazione di origine controllata “Vesuvio” categoria spumante metodo charmat e spumante di qualità metodo charmat, devono essere ottenuti da uve elaborate secondo la specifica vigente normativa. Per vini a denominazione di origine controllata “Vesuvio” categoria Spumante di Qualità metodo classico la durata del processo di elaborazione dei vini, compreso l’invecchiamento nell’azienda di produzione, calcolata dall’inizio della fermentazione destinata a renderli spumanti, non può essere inferiore a dodici mesi;
per le tipologie spumante le operazioni di spumantizzazione, elaborazione e imbottigliamento possono essere effettuate anche fuori dall’ambito della zona di produzione descritta nel presente articolo, purché nell’ambito del territorio amministrativo della Regione Campania;
la durata del processo di elaborazione dei vini a denominazione di origine controllata “Vesuvio“, categoria spumante di qualità metodo classico, compreso l’invecchiamento nell’azienda di produzione, calcolata dall’inizio della fermentazione destinata a renderli spumanti, non può essere inferiore a dodici mesi;
i vini a denominazione di origine controllata “Lacryma Christi rosso riserva“, devono essere sottoposti a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno 2 anni, a decorrere dal 1 novembre dell’annata di produzione
delle uve con affinamento in botti di legno;

la denominazione di origine controllata “Lacryma Christi del Vesuvio bianco“, può essere utilizzata per designare il tipo passito, ottenute dalle uve sottoposte del tutto o in parte, sulle piante o dopo la raccolta, al conveniente appassimento;

norme per l’etichettatura e il confezionamento
nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata “Vesuvio” di cui all’art.1 può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell’apposito elenco regionale ai sensi dell’art. 6 comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010;
sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino “Vesuvio” deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve purché veritiera e documentabile;
per tutte le tipologie di vino è consentita l’immissione al consumo soltanto in recipienti di vetro aventi volume nominale fino a 12 litri;

legame con l’ambiente geografico
A) Specificità della zona geografica
Fattori storici
La coltivazione della vite e la produzione di vino hanno da sempre caratterizzato la storia dell’area vesuviana, a partire dai primi insediamenti greci dell’VIII secolo a.C. di Ischia e Cuma. Tra il I e II sec a.C. l’area vesuviana è inserita nella regio più ricca dell’impero romano, in questa area si producevano la maggior quantità dei vini dell’Impero e alcuni tra i vini più pregiati del tempo. Gli scavi archeologici presso i numerosi siti e in particolare della Villa Augustea di Somma Vesuviana, costruita attorno al II secolo d. C. e ricoperta dall’eruzione nel 472 d. C., hanno portato alla luce una tra le più importanti “villae rusticae” dalla zona vesuviana, il più grande sito di vinificazione dell’antichità a oggi conosciuto, che rappresenta una fondamentale testimonianza storica della centralità della cultura e del commercio del vino del Vesuvio.
Fattori naturali
Il Somma-Vesuvio costituisce un sistema di eccezionale valenza ambientale, paesaggistica, storico-culturale, naturale ed agricola. Esso comprende suoli con grado di differenziazione iniziale, laddove il processo pedogenetico più evidente è rappresentato dalla formazione di orizzonti di superficie più o meno sottili, ricchi in sostanza organica umidificata, che sovrastano direttamente il substrato pedogenetico, oppure un orizzonte di alterazione debolmente differenziato. I suoli mostrano, negli strati superficiali, una debole alterazione del vetro primario. Si sono formati a partire da depositi piroclastici da caduta o da flusso, oppure da depositi vulcanoclastici risedimentati localmente ad opera di acque di scorrimento superficiale non organizzate e dal deflusso incanalato. La porzione meridionale del complesso comprende essenzialmente il cono vesuviano e rappresenta l’area di più recente formazione e morfogenesi. Le frequenti eruzioni di epoca medievale e storica recente hanno operato un continuo rinnovamento della superficie topografica non permettendo, tra l’altro, lo sviluppo di un suolo completo. Questi suoli presentano un profilo con proprietà andiche moderatamente espresse, legate all’attività dei materiali vetrosi vulcanici primari; suoli calcarei, su depositi piroclastici contenenti carbonato di calcio; suoli minerali grezzi su depositi di lapilli e ceneri dell’eruzione del 1944.
L’area è interessata da un clima mediterraneo di tipo temperato, con inverni non troppo freddi, precipitazioni dell’ordine di 550 mm annui, concentrate in primavera ed in autunno, con la presenza di periodi estivi con prolungata siccità. Le precipitazioni a carattere nevoso sono limitate, in genere, alle altitudini superiori ai 1.000 metri ed hanno breve durata.
Il sistema di circolazione delle acque superficiali è molto scarso e limitato a qualche sorgiva sul versante settentrionale del Monte Somma; suoli lavici estremamente permeabili assorbono infatti tutte le precipitazioni e inoltre i versanti a maggiore pendenza consentono la raccolta delle acque solo nei profondi valloni scavati sui fianchi del vulcano.
Un’elevata umidità relativa, che nei mesi estivi può superare il 65%, compensa il deficit idrico provocando la formazione di abbondanti rugiade. Alle pendici del complesso non sono rare piccole variazioni del microclima, che hanno favorito la formazione di diverse aree fitoclimatiche.
Fattori umani
La vitivinicoltura del Vesuvio ha preservato le sue particolari caratteristiche e i suoi tratti distintivi di antiche origini. Le viti, che affondano le radici nei suoli vulcanici, non hanno subito gli effetti nefasti della fillossera e sono coltivate a piede franco. Non è difficile imbattersi in viti centenarie e le viti improduttive sono rimpiazzate mediante l’antico metodo della propaggine, interrando un tralcio per dare vita una nuova pianta.
La conoscenza e la tradizione dei vitivinicoltori locali si è tramandata alle nuove generazioni in ragione delle specificità ambientali, consentendo anche di preservare la biodiversità e la ricchezza ampelografica dell’area.
Le viti sono coltivate in terreni ricchi di declivi naturali e ben esposti al sole.
L’influenza del mare, la quale brezza marina attraversa le vigne costantemente cosi limitando l’accumularsi di umidita evitando lo sviluppo di muffe o agenti che possono provocare la formazione di malattie che vanno a danno delle produzioni e della stessa pianta.
Sul territorio vesuviano data l’incidenza delle correnti che arrivano dalle montagne limitrofe come il Matese, le montagne irpine porta una buona escursione termica tra il giorno e la notte permettendo una buona acidità nei vini rendendoli longevi freschi e sapidi.
 B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
L’orografia del territorio di produzione e l’esposizione prevalente dei vigneti, localizzati in zone particolarmente vocate alla coltivazione della vite, concorrono a determinare un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso, favorevole all’espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive della pianta.
Le 4 categorie dei vini inserite nel disciplinare trovano esistenza grazie al bellissimo clima mite che consente la maturazione omogenea e graduale delle uve donando alle stesse le caratteristiche idonee alla produzione delle categorie sopra citate.
La categoria Vino Spumante prevede la produzione con metodo charmat e la raccolta delle uve anticipata rispetto alla maturazione tecnologica, quindi, rapportata tra zuccheri e parte acida, a discapito degli zuccheri e con aumento della parte acida consentendoci di avere dei vini di partenza per la rifermentazione freschi, acidi e poco alcolici, queste caratteristiche ci sono permesse grazie all’esposizione delle vigne e al suolo sabbioso vulcanico.
La categoria Vino Spumane di Qualità prevede la produzione con metodo charmat oppure con metodo classico e la durata del processo di elaborazione dei vini, compreso l’invecchiamento nell’azienda di produzione, calcolata dall’inizio della fermentazione destinata a renderli spumanti, non può essere inferiore a dodici mesi.
Prevede la raccolta delle uve anticipate rispetto alla maturazione tecnologica, quindi, rapporta tra zuccheri e parte acida, a discapito degli zuccheri e aumento della parte acida consentendoci di avere dei vini di partenza per la rifermentazione freschi acidi e poco alcolici, queste caratteristiche ci sono permesse grazie all’esposizione delle vigne e al suolo sabbioso vulcanico.
La categoria vino comporta la raccolta delle uve nel momento in cui si raggiunge l’equilibrio della maturazione tecnologica e fenologica consentendoci di avere dei vini che hanno un rapporto gustativo equilibrato un grado alcolico sostenuta da una grade struttura ottenendo dei vini sapidi freschi intesi al naso, con dei colori paglierini tenuti accompagnati sempre dai riflessi verdolini questo ci è consentito sempre grazie ai fattori climatici che influenzano la maturazione delle uve, come la ventilazione che non consente il ristagno sia di umidità che di aria troppo calda che potrebbero alterare la maturazione delle uve.
La categoria vino passito è consentita dall’andamento climatico costante, fino alla fine di ottobre, consentendo la concentrazione degli zuccheri sia parzialmente sulla pianta o nei locali per appassimento delle uve in carenza di umidità, che impedisce lo svilupparsi di muffe.
La categoria vino liquoroso, antica tradizione di fortificare i dell’area vesuviana, è possibile grazie all’andamento climatico favorevole per la maturazione delle uve, che dura fino alla fine di ottobre consentendo la concentrazione degli zuccheri sulla pianta delle uve, in carenza di umidità che evita lo svilupparsi di muffe.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Tutti i fattori sopra citati ci danno la possibilità di avere dei vini con delle caratteristiche uniche, in qualche modo irripetibili in quanto sono intrinseche al territorio, avendo un territorio dalla grande storia abbiamo la possibilità di raccontare l’evoluzione del territorio e con esso la crescita qualitativa dei vini e l’evoluzione del mercato.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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