Napoli: Krug, Gennaro Esposito e il ristorante-pizzeria Gorizia 1916 insieme per Open Onlus

Serate che fanno bene al cuore, nella pluricentenaria Gorizia 1916 di Salvatore Grasso: vi raccontiamo i nostri assaggi “firmati” e una corale di solidarietà nella Napoli che ci piace.

“Rice here, right now”. L’ispirazione di Krug, maison fondata nel 1843 da Joseph Krug, oggi si chiama riso e si traduce in un invito, agli chef Krug Ambassador, a realizzare un vero e proprio ricettario griffato. Da qui, l’idea di trasformare tutto in una serata a scopo benefico. Krug chiama e Napoli risponde. Nella persona di Salvatore Grasso, formidabile patron del ristorante-pizzeria Gorizia 1916, nel quartiere Vomero. Formidabile perché, con naturalezza, mette insieme le pedine giuste, a favore di una causa importante: la raccolta fondi per Open Onlus, associazione oncologica pediatrica e neuroblastoma.

Dunque, riso, ovviamente Krug ed una serata che ci dà l’occasione di raccontare assaggi, spunti di riflessione, ma anche una corale di solidarietà partenopea. Ai fornelli del Gorizia 1916, chef d’eccezione, Gennaro Esposito del ristorante Torre del Saracino di Vico Equense, due stelle Michelin.

I nostri assaggi
Ci accomodiamo e il benvenuto è un incalzare di piccoli amuse-bouche, ovvero l’arte di rendere esplosivi i famosi bocconi one shot. La giostra di Gennaro Esposito, insomma. Assaggiamo la Focaccia al lievito madre con pomodoro alla brace, Crostino di segale con sugarello marinato e crema acidula, Tonno e mango, per concludere Mozzarella in carrozza.

Morso dopo morso, scopriamo il talento di chi riesce ad essere raffinato e rassicurante, centrato e materico, con la sicurezza di avere, dalla sua, tecnica ed uno smisurato senso del gusto. Ci lecchiamo letteralmente le dita, prima di assaggiare il nostro calice in abbinamento.

Champagne Brut Grande Cuvée 170ème édition Krug, metodo classico e sette anni sui lieviti. Si apre con note floreali e, subito dopo, pasticceria che ricorda pan di zenzero e marzapane. Chardonnay, pinot nero e pinot meunier a favore di una bollicina carezzevole e persistente. Il sorso è teso, agrumato, di grande eleganza.

Aspettiamo il primo piatto e invece sorpresa: trancio di pizza in tutta la sua tradizione pluricentenaria, oggi sigillata a fuoco da una modernità che, Salvatore Grasso, più che nella vacua forma, dipana in solidi annessi e connessi. Ottima la digeribilità dell’impasto e pazzeschi gli ingredienti del topping: ricotta, fior di latte, fiori di zucca, carciofi, salame e Provolone del monaco. Se la cercate in menu, si chiama proprio così: la Gorizia 1916.
E poi arriva il Risotto. Mantecato al burro di acciughe, con salsa di broccoli e tartufo bianco. Umami di casa nostra, piatto dall’impatto deciso, esattamente come il suo calice di Champagne Brut 2002 Magnum Krug. Stavolta l’eleganza diventa sfrontata, con gli agrumi che si mescolano ai sentori di cioccolato e liquirizia. Berlo è come immergersi senza voler risalire.

Metabolizziamo e già Gennaro Esposito sfodera l’ennesimo asso nella manica, con una magistrale interpretazione dell’agnello laticauda. Presidio “Slow Food” allevato, allo stato semi-brado, nelle province di Benevento, Avellino e Caserta, il nome deriva dalla sua coda grassa e larga: “latis” significa larga, “cauda” è, appunto, la coda. Servito con sedano rapa, cicoriette selvatiche e pera caramellata. Nel calice, Champagne Brut Rosé 26ème édition Krug. Perlage fine, profumi armoniosi che sanno fluttuare tra pasta sfoglia, miele e frutta secca. Profondo e complesso, un vino voluttuoso e pieno di fascino.

Ancora sorprese. Dalla cucina, un assaggio di candele al ragù, giusto per stappare Champagne Brut Grande Cuvée 169ème édition Krug. Miscellanea di annate, dalla 2013 alla 2000. Un nettare brioso che non teme il confronto nemmeno con il pluripremiato ragù partenopeo. Ragù che all’ombra del Vesuvio, si sa, diventa confettura.

Dulcis in fundo, Torta caprese, più partenopea che mai. Umida, pastosa e friabile al tempo stesso, impreziosita da sferzate di vaniglia e menta. Il menu di Gennaro Esposito racconta talento, quel talento placido e che non ha mai bisogno di strafare.
A proposito di Maison Krug
Nel 1834, Joseph Krug parte dalla sua Germania e arriva in Francia. Personaggio naif, inizia a lavorare nelle cantine di Jacquesson, costruendo negli anni la sua idea netta di Champagne: più tardi, come è noto, fonderà la sua omonima maison per offrire qualità, ma soprattutto riconoscibilità. Il marchio di fabbrica Krug.
Nadia Taglialatela
Info utili:
Gorizia 1916
Via Bernini 29/31 – 80127 Napoli
+39 081 5782248
info@gorizia1916.com




