Statistiche web
Cibo e Cultura

MasterChef…India!

Una danza indiana durante MasterChef IndiaIeri sera, con mia somma goduria e crescente entusiasmo, mi sono potuta godere su ►Babel Tv, canale 141 di Sky, ben due puntate del famoso format televisivo ►MasterChef edizione India. In realtà è dal 17 marzo, che questo programma viene ospitato, in esclusiva, su questo canale televisivo dedicato ai “nuovi Italiani” e alle storie delle principali comunità di stranieri che vivono nel nostro paese, ma solo ieri sera ne ho scoperto l’esistenza.
Avevo avuto modo di vedere qualche puntata di MasterChef USA e quasi tutta la seconda stagione dell’edizione italiana, ma proprio non sapevo che il talent show culinario più famoso del mondo fosse sbarcato anche in India (in realtà scopro, approfondendo il discorso, che gli indiani sono arrivati già alla 3 stagione!).
Ma cambia qualcosa? Si differenza dalle altre edizioni questa indiana? O MasterChef è come McDonald, simile in tutto il mondo, ma con quei minimi accorgimenti cultural-gastronomici creati per essere accettato lì dove intende stabilirsi?

Il logo di MasterChef IndiaBeh, MasterChef India – nonostante le inevitabili coerenze editoriali – sicuramente si differenzia. A colpire sono subito i partecipanti, pochissimi quelli vestiti all’occidentale, i più indossano tranquillamente gli abiti tradizionali, nelle peculiarità di casta e regione di appartenenza, se a noi può sembrare esotico, va tenuto conto che lì è la normalità, il vestito veicola la propria identità etnica. MasterChef trasuda di puro stile Bollywood, è teatrale, ma senza conformarsi ai diktat occidentali, ma ricco di tutte le caratteristiche del cinema popolare hindi e urdu: colori, musica, atteggiamenti. MasterChef India è occidentale… ma non tradisce la sua cultura, anzi la esalta. Così la cucina, di volta in volta, si declina in modalità peculiari, dove il gesto e la ritualità riescono ad affascinare.
Sono i concorrenti qui i veri protagonisti, insieme alla cucina indiana (se mai ne esistesse una), poco spazio viene lasciato alle velleità da star dei grandi chef indiani chiamati a condurre il programma. Tre nomi importanti: Ajay Chopa, Kunal Kapoor e l’istrionico e vamp Akshay Kumar, l’unico tra i tre che riesce a riunire, in una sola persona, l’antipatia fighetta di Cracco, la supponenza di Bastianich e l’eleganza (english-hindi) di Barbieri.

Ajay Chopa, Akshay Kumar e Kunal KapoorLe differenze si colgono in due ambiti, qui gli chef prima di far iniziare qualsiasi prova, dalla più facile alla più difficile, illustrano a tutti come si esegue il compito o la ricetta da portare a termine. E lo fanno a modo loro (specialmente Kumar), certo, tutto il contesto è un po’ enfatico e plateale negli atteggiamenti, ma questa è Bollywood baby!
In secondo luogo, mentre passano tra i tavoli degli stressatissimi concorrenti, nessuno degli chef si fa prendere da quegli eccessi di isterismo gourmet che caratterizzano l’edizione USA e italiana. C’è poco disprezzo insomma, anche verso il più disgraziato dei potenziali cuochini indiani. Una cosa apprezzabile visto che, nonostante la palese aurea da telenovela che condisce MasterChef Italia, mi infastidiva oltremodo il messaggio di maleducazione verso il prossimo che ne trapelava.
…E poi si impara tantissimo guardando MasterChef India, non solo a cucinare, e a cucinare indiano, ma si impara ad apprezzare il diverso, proprio perché, assurdamente, ci viene posto attraverso un contenitore a noi noto. La diversità all’interno della diversità, perché alcuni dei partecipanti non conoscevano tutti i piatti “tradizionali” proposti (è come se un siciliano dicesse di non conoscere i tortellini insomma!).
Questo si spiega proprio con il semplice fatto che l’India è un paese costituito da tante e diverse regioni, in cui si parlano molti dialetti, si praticano svariate religioni e di conseguenza la cucina riflette questa varietà di approcci attraverso una profusione di stili culinari.
Se proprio vogliamo trovare un filo conduttore possiamo rifarci all’uso trasversale e onnipresente delle spezie, che fanno della cucina indiana un gioco di colori, odori e sapori. Mi piace questo MasterChef India, finalmente fuori dagli schemi occidentalizzanti, fossi un’insegnate la lezione di antropologia la proporrei così: oggi vediamo una puntata di MasterChef India, poi discussione e infine tema: trova similarità e differenze. W lo spirito critico!

Articoli Correlati

Check Also
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio