Il burro di arachidi: storia, virtù e miti da sfatare

Non molto tempo fa ho avuto modo di notare, tra gli scaffali di un negozio dedicato a cibi etnici, un ripiano completamente riempito di barattoli di burro di arachidi. Ho letto l’etichetta di qualche confezione ma, a parte la diversa marca, forma e zona di produzione, non ho trovato alcuna informazione utile a parte, ovviamente, gli ingredienti.
Mi sono quindi promessa di approfondire le origini, la modalità di produzione e l’utilizzo di questo alimento, che non è riuscito ancora a decollare in Italia diversamente che negli Stati Uniti, dove è molto diffuso e, ovviamente, ampiamente consumato da quasi tutte le fasce di popolazione.
Le ragioni della sua scarsa diffusione in Italia, e più in generale in Europa, derivano probabilmente dal fatto che, essendo un prodotto di origine americana, si pensa che contenga chissà quali ingredienti dannosi o che faccia ingrassare anche solo guardandolo. Ma questa idea non è del tutto vera.
Iniziamo con l’approfondire qualche cenno storico: pare che il burro di arachidi sia stato inventato da un farmacista di St. Louis, nel Missouri, tale dott. George A. Bayle jr. nel lontano 1890. Egli, con l’intenzione di escogitare per le famiglie meno abbienti un prodotto che potesse sostituire la carne, che all’epoca era molto costosa, si accorse che la percentuale proteica delle arachidi era altissima e quindi inventò la ricetta di una crema spalmabile che potesse essere, a livello economico, accessibile a tutti. Nel corso dei decenni questo prodotto si diffuse ampiamente e ora, nel Nord America, la maggior parte delle piantagioni di arachidi viene sfruttata per produrre questa crema.

Il burro di arachidi deriva, appunto, dall’omonimo frutto dell’arachide, chiamata anche nocciolina americana. Essa è molto ricca di proteine (circa il 20% – 30%) e di grassi prevalentemente monoinsaturi (40% – 50%). Solo i frutti più piccoli vengono utilizzati per dare origine a questo prodotto (gli altri vengono tostati e venduti interi). Le arachidi, dopo essere state tostate, vengono cosparse con poco sale, macinate e impastate. È proprio in questa fase che si crea la vera differenza tra un burro di arachidi da considerare non dannoso per la salute, e uno che invece lo è. L’industria alimentare più accanita infatti, per contenere i costi e aumentare la produzione, spesso utilizza oli vegetali idrogenati o additivi per miscelare la crema e renderla, così, più spalmabile e appetibile per il palato dei consumatori. Ovviamente in commercio esistono diversi tipi di marche, tra le quali è possibile trovare anche quelle che producono il burro di arachidi “puro” (composto da arachidi e una minima parte di zucchero e di sale). Naturalmente in questo caso sarà meno spalmabile, e la parte oleosa con il tempo tenderà a separarsi da quella solida, ma il trucco è semplicemente rimescolare e aggiungere, ad esempio, una piccola quantità di miele per miscelare con più facilità.
Il consumo di questo prodotto non è dannoso per la salute, anzi. Esso ha un’alta concentrazione di amminoacidi essenziali, i quali concorrono alla formazione della sintesi proteica e, quindi, alla costruzione dei muscoli (ecco perché viene molto utilizzato tra gli atleti e gli sportivi). È ricco di alcune vitamine dei gruppi B ed E e totalmente privo di glutine. Per quanto riguarda il contenuto lipidico, esso è piuttosto alto, ma bisogna notare che, in ogni caso, si tratta di grassi monoinsaturi e polinsaturi, i quali contribuisco all’abbassamento del livello di colesterolo nel sangue.
Ovviamente, la chiave per poter trarre beneficio da questo ricco alimento è la quantità che si consuma: la cattiva abitudine nelle cucine degli statunitensi è quella di usarlo spesso come ingrediente nella preparazione di biscotti, spalmato sul pane per colazione o merenda e, in generale, come sfizio in ogni parte della giornata. Non dimentichiamo quindi che si tratta pur sempre di un alimento molto calorico il cui consumo non è affatto sconsigliato – a parte i casi di intolleranza all’arachide, che è un allergene di vasta diffusione – ma deve essere limitato.

Se vi state chiedendo se è possibile prepararlo in casa la risposta è sì: la ricetta è facile ed è reperibile sul web, io ve ne propongo una che presto sperimenterò:
Gli ingredienti:
500 grammi di arachidi senza guscio
1 pizzico di sale
25 grammi di olio di semi di arachidi
5 grammi di zucchero di canna
Un cucchiaino di miele di acacia o millefiori
Potete acquistare anche gli arachidi con il guscio; in questo caso dovranno essere 600 grammi.
La preparazione:
Rivestite la placca con carta da forno e posizionate sopra le noccioline in un unico strato.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 170 gradi e lasciate tostare per un quarto d’ora.
Trascorso il tempo, estraete la placca dal forno, mettete le noccioline in una terrina e lasciatele riposare fin quando non si saranno raffreddate del tutto.
Una volta freddate, trasferitele nel frullatore.
Aggiungete lo zucchero di canna, l’olio di semi di arachidi e il miele.
Frullate il tutto fino ad ottenere un impasto cremoso.
A questo punto, aggiungete il sale e continuate a frullare: durante questa operazione fermate il frullatore ogni tanto per evitare che il composto si surriscaldi troppo ed i principi attivi vengano alterati.
Trasferite il burro di arachidi in un barattolo di vetro con chiusura ermetica e conservatelo in frigorifero.
(la ricetta è tratta da ideegreen.it)
