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Marchesi Frescobaldi presenta Gorgona 2025 e, a Nipozzano, il meglio della produzione

Isola di Gorgona

Abbiamo accolto con piacere l’invito di Marchesi Frescobaldi a partecipare a un incontro sul territorio. Il programma ha visto come protagonista la presentazione ufficiale della quattordicesima vendemmia del vino Gorgona, tenutasi sull’isola omonima, e una sequenza di etichette prodotte dalla storica cantina toscana, illustrate presso il Castello di Nipozzano il giorno prima. Il Presidente di Marchesi Frescobaldi, Lamberto Frescobaldi, ha stappato lo scorso 11 giugno la prima bottiglia relativa all’annata 2025, inaugurando il nuovo millesimo di un vino che nasce in uno dei luoghi più straordinari al mondo: l’Isola di Gorgona, la stessa che rende omaggio al mito dell’Arcipelago Toscano e alla forza trasformativa della natura. È un’esperienza che difficilmente dimenticheremo, e per molteplici motivi.

Isola di Gorgona

Qui, dal 2012, è attivo il progetto nato dalla collaborazione tra Marchesi Frescobaldi e l’Istituto Penitenziario di Gorgona, ultima colonia penale attiva in Europa; un percorso di formazione e reinserimento sociale attraverso la viticoltura. I detenuti, impegnati nell’ultima fase della pena, lavorano a stretto contatto con la natura, acquisendo competenze professionali nel vigneto e in cantina, affiancati dagli agronomi ed enologi di Marchesi Frescobaldi – Quando entri in carcere il concetto di tempo cambia completamente: le giornate diventano tutte uguali, si perde il ritmo delle stagioni e quasi il senso dell’attesa e del futuro. In vigna accade l’opposto. La vite cambia ogni giorno dell’anno, chiede attenzione costante, cura e presenza. È un lavoro che riporta i detenuti dentro un tempo autentico, più umano. Per questo il progetto di Gorgona, arrivato quest’anno alla quattordicesima vendemmia, continua a renderci ogni anno profondamente orgogliosi: offriamo a queste persone non solo un’occupazione e un salario, ma la concreta possibilità di ritrovare equilibrio, dignità e una nuova prospettiva per il futuro – ha dichiarato Lamberto Frescobaldi.

Isola di Gorgona

Abbiamo avuto la possibilità di visitare gli angoli più affascinanti dell’isola e di apprezzarne l’autenticità, cogliendo gli aspetti che la rendono unica e a tratti incontaminata. A questo si aggiunge l’importante progetto di valorizzazione dell’intero corpo vitato, attuato da Marchesi Frescobaldi: oggi la tenuta si estende per 2,3 ettari su suoli ricchi di ferro, protetti dai venti e costantemente accarezzati dalla brezza marina. A Gorgona il tempo segue dunque il ritmo delle stagioni e il ciclo vegetativo della vite. Durante tutto l’anno i detenuti partecipano attivamente alla produzione del vino, vivendo un’esperienza professionale e umana che mette al centro il valore del tempo, della responsabilità e della relazione con la terra.

Lamberto Frescobaldi
Lamberto Frescobaldi

Parlando con loro abbiamo avuto l’impressione che questa filosofia sia reale e determini in gran parte il successo del progetto, che per l’appunto si ripete ormai da quattordici anni. Gli “ospiti” – così chiamati dal marchese Lamberto Frescobaldi – hanno riportato a produzione un ettaro di vigneto sull’isola, a cui si è aggiunto negli anni 1,3 Ha, piantato dalla nota azienda vitivinicola toscana. Nel 2014 Andrea Bocelli definisce Gorgona “la perla di Afrodite più selvaggia e luminescente”; di fatto è un anfiteatro naturale sospeso sul mare dov’è possibile godere di una luce straordinaria e di colori spesso “surreali”. Le varietà vermentino e ansonica trovano espressioni intense e identitarie, dando vita a vini capaci di racchiudere l’energia, la salinità e l’anima stessa dell’isola. È proprio il valore del cru a rendere Gorgona un vino sospendente: la combinazione estrema di suolo, clima e persone che ci lavorano crea condizioni irripetibili, in grado di trasformare ogni difficoltà in grande carattere e profondità espressiva.

Nicolò D'Afflitto e Francesco Duranti a Gorgona
Nicolò D’Afflitto e Francesco Duranti a Gorgona

È lo stesso sforzo che compie la vite per cercare nutrimento e sopravvivere, resistendo alle mille difficoltà e ai capricci imposti da madre natura. Una metafora che accompagna il nostro ricordo.
A maggio 2013 la prima vendemmia di Gorgona (2012) è stata presentata al DAP di Roma e a settembre dello stesso anno anche il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano ha ricevuto la magnum numero “0” in omaggio dallo stesso Lamberto Frescobaldi. A giugno 2014 Marchesi Frescobaldi ha firmato un contratto di collaborazione con l’amministrazione penitenziaria per 15 anni, e ha assunto due detenuti che lavorano in vigna a Gorgona e che sono stipendiati direttamente dall’azienda. A febbraio 2015 i detenuti, coordinati dagli enologi di Marchesi Frescobaldi, hanno impiantato un altro ettaro di vermentino sull’isola con l’obiettivo di coinvolgere nel lavoro in vigna più persone ed ottenere un vino di qualità migliore.

Il mare di Gorgona
Il mare di Gorgona

Realizzata, come ogni anno, da Simonetta Doni dello Studio Doni & Associati, specializzato nel design di etichette per il vino, anche l’etichetta di Gorgona 2025 racconta una storia inedita. Per questo nuovo millesimo, l’ispirazione affonda le radici nel mito e le leggende del Mar Tirreno.  Secondo un’antica leggenda, Venere, dea dell’amore e della bellezza, emerse dalle acque portando al collo una collana di perle. Attraversando il Tirreno, il filo si spezzò e sette perle caddero nel mare trasformandosi nelle isole dell’Arcipelago Toscano. Una leggenda che restituisce poeticamente l’identità di queste terre: ogni isola custodisce un carattere diverso, come se ogni perla avesse trattenuto, cadendo in mare, un frammento distinto della bellezza della dea.

Gorgona azienda

Circa l’andamento dell’annata 2025, è possibile asserire che dopo un autunno poco piovoso e con temperature nella norma, l’inverno è stato leggermente più freddo rispetto agli anni precedenti, caratterizzato da piogge frequenti e ben distribuite e da intensi temporali a marzo. Il germogliamento del vermentino è avvenuto a inizio aprile, seguito dall’ansonica a metà mese. La primavera mite e il caldo improvviso di giugno, mitigato dall’influenza del mare, hanno favorito uno sviluppo regolare delle viti e un ottimo stato sanitario. L’estate, più fresca e ventilata, con qualche pioggia isolata, ha accompagnato la corretta maturazione dei grappoli. La vendemmia si è svolta a settembre, in condizioni ideali grazie a giornate fresche e soleggiate che hanno permesso di raggiungere la piena maturazione delle uve.

Gorgona 2025

Gorgona 2025, si presenta in veste giallo paglierino luminoso e solare. Al naso ritrovo alcuni sentori tipici della macchia mediterranea – tra i quali timo limone, salvia ed elicriso – ma anche toni fruttati e floreali che ricordano camomilla, acacia, gelsomino, pesca nettarina e melone bianco; in chiusura, una ricca nota salmastra/iodata. Ne assaggio un sorso e vengo travolto da un’ondata di freschezza, quest’ultima ben allineata ad una scia sapida che lo rende lungo e penetrante, pur tuttavia dotato di grazia e, soprattutto, di grande “facilità” di beva. Bottiglie prodotte: 9.000. Francesco Duranti è l’agronomo ed enologo qui sull’isola.

Gorgona Rosso 2023

Gorgona Rosso vede la luce con la vendemmia 2015, da alcuni filari di sangiovese e vermentino nero, coltivati in agricoltura biologica e affinati poi in orcio in terracotta. Lo abbiamo assaggiato la sera prima di approdare sull’isola, trattasi dell’annata 2023. Un vino che irradia il calice con una tinta rubino molto luminosa. Naso che esprime tutti i sentori della macchia mediterranea, un accento lievemente speziato con richiami agrumati e di terriccio bagnato; in bocca è ancora piuttosto nervoso, l’acidità scalpita inserita in un contesto di struttura non debordante, così come il tannino: dolce, coeso; un gran bel vino insomma.

Castello di Nipozzano
Castello di Nipozzano

La famiglia Frescobaldi produce vino in Toscana da oltre 700 anni, è una delle principali realtà vitivinicole in Italia. L’azienda, che coniuga tradizione e innovazione, crede nel rispetto del territorio e nella valorizzazione delle uve dei propri vigneti, ed è conosciuta nel mondo per i suoi vini provenienti dalle nove tenute: Castello Pomino (Pomino), Castello Nipozzano (Nipozzano), Tenuta Perano (Gaiole in Chianti), Tenuta Castiglioni (Montespertoli), Tenuta CastelGiocondo (Montalcino), Tenuta Ammiraglia (Magliano in Toscana), Remole (Sieci), Tenuta Calimaia (Cervognano) e Gorgona.

Castello di Nipozzano la cantina

La filosofia aziendale – afferma Lamberto Frescobaldi – si riassume nella frase “Cultivating Toscana diversity” che sancisce il legame della famiglia con la varietà del territorio toscano. La gioia dei piccoli momenti, il piacere dei sapori e del gusto: queste sono le sensazioni che offre la Toscana e che Frescobaldi vuole dedicare a tutti coloro che vedono nel vino una cultura al di là della vigna e dell’uva. Il mio sogno, e quello della mia famiglia, è condividere lavoro, emozioni e passione attraverso i nostri vini. Una vita dedicata a capire e a valorizzare i diversi terroir rendendoli parte dello spirito della Toscana come arte del bello e del buono. Mille anni di storia di questa famiglia sono per me un tesoro unico e irripetibile di conoscenze e tradizioni; il mio dovere è condividere e trasmettere alle generazioni future rispetto, passione e amore per questi luoghi e per queste colline eterne. Il nostro stile è fare parlare la terra e la diversità dei territori – continua il marchese – I differenti terreni, le cui caratteristiche variano da tenuta a tenuta, e perfino all’interno di ognuna di esse, vengono scelti sulla base della loro vocazione. Abbiamo profondo rispetto per la storia delle differenti zone di produzione che vogliamo rappresentare fedelmente. L’obiettivo è il raggiungimento del più alto livello di qualità nell’assoluto rispetto della tipicità delle nostre uve, che sono l’espressione del territorio. Questo impegno è la nostra sfida quotidiana – conclude.

La degustazione a Castello di Nipozzano
La degustazione a Castello di Nipozzano

Lo scorso 10 giugno, presso un’elegante sala del Castello di Nipozzano, abbiamo avuto la possibilità di degustare i vini più importanti delle maggior parte delle tenute sopracitate. L’enologo responsabile e consulente storico di Marchesi Frescobaldi, Nicolò d’Afflitto, ha illustrato ancor più nel dettaglio la filosofia aziendale – applicata in vigna e in cantina – invitandoci, successivamente, ad iniziare le degustazioni presso gli appositi banchi, dove è stato possibile confrontarsi con i rispettivi colleghi di ogni tenuta. Di seguito il nostro punto di vista sui vini degustati.

Metodo Classico Leonia Pomino Brut 2022

LEONIA POMINO
Metodo Classico Leonia Pomino Brut 2022: sboccatura 2025, uve pinot nero, almeno 30 mesi sui lieviti. Perlage fine, minuto, trama paglierino chiaro. Naso di agrumi freschi, calcare, biancospino e tracce balsamiche. Un sorso diretto, fresco, verticale e dalla beva irresistibile, dotato di una sapidità di prim’ordine.

Metodo Classico Leonia Pomino Brut Rosé 2021

Metodo Classico Leonia Pomino Brut Rosé 2021: sboccatura 2025, uve chardonnay e pinot nero, almeno 36 mesi sui lieviti. Rosa cerasuolo, presa si spuma eseguita magistralmente. Naso non troppo intenso, pur tuttavia ricco di sentori floreali e di agrumi rossi, ivi compresa una lieve speziatura che rende il bouquet accattivante. In bocca scivola con disinvoltura non privo della consueta sapidità e freschezza. Buono.

Metodo Classico Leonia Éternelle Brut 2015

Metodo Classico Leonia Éternelle Brut 2015: sboccatura 2024, uve chardonnay, almeno 8-10 anni sui lieviti. Tinta paglierino con riflessi oro, bollicine fini, durano a lungo all’interno del calice. Timbro olfattivo intenso e ricco di suggestioni speziate, lievemente tostate; il frutto è pieno, dolce, carnoso, richiama l’ananas e la pesca sciroppata; anche liquirizia e smalto, miele d’acacia e sbuffi mentolati. In bocca ritrovo complessità da vendere, per via di un’intensa scia sapida ben affiancata ad un’acidità protagonista; quest’ultima rende il sorso piacevole ed al contempo ricco di contrasti. Ancora giovanissimo.

Pomino Bianco Riserva Benefizio 2024

CASTELLO POMINO
Pomino Bianco Riserva Benefizio 2024: uve chardonnay in purezza. Giallo paglierino luminoso e solare. Nonostante la consistenza notevole, in bocca e al naso mostra un assetto arioso, fresco, oserei dire “gioviale”. Il respiro è sobrio: avverto una lieve speziatura e ricordi di mimosa, yogurt, calcare, mentre una nota balsamica rinfresca ulteriormente l’insieme. Apprezzo soprattutto la gestione dell’alcol e la verticalità gustativa; insomma, questo Chardonnay ha una mano gentile ed è al contempo profondo. Il vino che mi ha sorpreso di più dell’intera degustazione.

Toscana Rosato Aurea Gran Rosé 2024

TENUTE AMMIRAGLIA
Toscana Rosato Aurea Gran Rosé 2024: uve vermentino e syrah. Color cipria con riflessi salmone, estratto medio. Un bel naso dolce e agrumato, con la fragolina di bosco in prima linea, litchi ed il melone gialletto; cosmesi in chiusura e un ricordo salmastro. È un sorso soprattutto succoso; la bevibilità è la sua arma vincente. Manca un po’ di profondità pur tuttavia l’alcol è gestito benissimo e il finale risulta appagante.

Chianti Classico Gran Selezione Rialzi 2022

TENUTA PERANO
Chianti Classico Gran Selezione Rialzi 2022: sangiovese in purezza allevato all’interno di un unico vigneto di cinque ettari, ubicato a Gaiole in Chianti, a 550 metri sul livello del mare. Rubino intenso, profondo, estratto medio. La speziatura al naso risulta molto fine, resa ancor più ricca da una lieve tostatura derivata del legno in cui il vino ha riposato. Con lenta ossigenazione affiorano sentori di amaretto, soffi balsamici – financo silvestri – e di macchia mediterranea; soprattutto il ginepro. In bocca sconta il peso dell’annata torrida, pur tuttavia avverto che la materia è nobile poiché la freschezza non latita assolutamente ed invoglia la beva. Anche il centro bocca mostra spessore e il finale è appannaggio del frutto ancora pieno. Da attendere.

Toscana Giramonte 2023

TENUTA CASTIGLIONI
Toscana Giramonte 2023: uve merlot 90% e sangiovese 10%. Tonalità rubino con riflessi porpora, molto luminoso e di medio estratto. È un vino soave: non alludo alla doc veneta, ma al timbro olfattivo che non restituisce la classica esuberanza fruttata, semmai una fine speziatura e rintocchi balsamici, con effluvi minerali derivati in parte dai terreni del Pliocene dove la vite affonda le radici. Anche in bocca segue la stessa linea d’onda, e appaga per sobrietà, garbo e una lunghezza commisurata al peso del vino. Buono.

Chianti Rufina Riserva Montesodi 2023

CASTELLO NIPOZZANO
Chianti Rufina Riserva Montesodi 2023: uve sangiovese in purezza, allevate all’interno di quello che viene considerato da tutti il primo cru della Tenuta (1974). Rubino-granata, tonalità calda, media trasparenza. Naso stupendo, tra pennellate floreali di violetta e amarena, ma anche alloro, pino silvestre e terriccio bagnato. In bocca convince per verticalità gustativa ben supportata da un tannino percettibile e grazie ad un centro bocca di medio spessore; coerente il frutto che in chiusura diviene quasi “masticabile”. Molto buono, ancora giovanissimo.

Toscana Mormoreto 2023

Toscana Mormoreto 2023: uve cabernet sauvignon, petit verdot e sangiovese, prodotto per la prima volta nel 1983. Rubino-porpora, tonalità profonda, buon estratto. Respiro intenso di amarena, polvere di caffè, pepe nero, grafite e rintocchi floreali in chiusura ad alleggerire il bouquet. Ritrovo un vino dotato di rotondità, un bel tannino dolce – tuttavia percettibile – e un allungo salino che mostra il potenziale dei vigneti. Alcol gestito molto bene.

Brunello di Montalcino Riserva Ripe al Convento 2020

TENUTE CASTELGIOCONDO
Brunello di Montalcino Riserva Ripe al Convento 2020: le uve sangiovese derivano da un piccolo vigneto situato a 450 metri sul livello del mare, dove la vite affonda le proprie radici all’interno di suoli galestrosi. Di tonalità rubino-granata, ritrovo un naso estremamente complesso, austero e marcatamente minerale, con soffi balsamici, richiami terrosi di radice, ma anche frutti di bosco intensi, alloro e una speziatura fine in chiusura ad elevare ancor più l’insieme. Un sorso di grande piacevolezza, grazie a una gestione ottimale dell’alcol; convincono la profondità, la coerenza e un’acidità spinta che richiama il frutto. Un vino eterno. Il migliore, al momento, dell’intera degustazione.

Vino Nobile di Montepulciano Viacroce Pieve Cervognano 2022

TENUTA CALIMAIA
Vino Nobile di Montepulciano Viacroce Pieve Cervognano 2022: rubino caldo e vivace, consistenza notevole. Questa volta è il frutto maturo a prendere il sopravvento, pare quasi di morderlo tant’è carnoso: amarena, susina nera, ma anche cacao e spezie dolci, legni nobili e infine bastoncino di liquirizia. Il tannino risulta elegante, la morbidezza è vivacizzata qua e là da lampi di freschezza che risollevano l’insieme. Lungo, sapido. Un ricordo di macchia mediterranea lo caratterizza enormemente in chiusura.

Andrea Li Calzi

Andrea Li Calzi

È nato a Novara, sin da giovanissimo è stato preso da mille passioni, ma la cucina è quella che lo ha man mano coinvolto maggiormente, fino a quando ha sentito che il vino non poteva essere escluso o marginale. Così ha prima frequentato i corsi AIS, diplomandosi, poi un master sullo Champagne e, finalmente, nel giugno del 2014 ha dato vita con la sua compagna Danila al blog "Fresco e Sapido". Da giugno 2017 è entrato a far parte del team di Lavinium.

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