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Wapo Natural Food: “Non è quanto si possiede ma quanto si assapora a fare la felicità”

Ingresso Wapo Natural Food Restaurant
Ingresso Wapo Natural Food Restaurant

Nato da un’esigenza personale della proprietà, l’originale ristorante Wapo Natural Food di Napoli, racconta il suo spirito e la sua filosofia già dall’arredo e dalla sua conformazione architettonica.
Materiali naturali, attenzione e sensibilità all’espressività e all’ascolto dei sensi, una scelta gastronomica focalizzata su una cucina senza glutine “hand made” di alta fascia, ne delineano la forma e la sostanza.
Ci troviamo nel cuore del quartiere Vomero, in quel che fu il Palazzo Avena – proprio di fronte la Funicolare Centrale che collega la centralissima via Toledo nel centro storico di Napoli con Piazza Fuga – in elegante stile liberty; il ristorante Wapo gioca su una proposta diversa da quella più usuale nel contesto del quartiere di inizio novecento, cercando di far dialogare la forte impronta gastronomica campana, con tecniche di cottura e metodi di preparazione ripresi da culture di impronta asiatica e di antiche origini.

Il soffitto
Il soffitto

Mario Rubino, ideatore di tale concept, non ha lasciato nulla al caso e insieme ai suoi soci Paola Gravina, Ciro Cacciola, Simone Cavallo e Alessandro Castellano, Architetto e autore del progetto, ha dato vita a questo curato locale.
Atmosfera intima e rilassante derivante dall’uso di ben 13 essenze di legni, tutti naturali, dal cedro all’arancio, passando per il gelso e il mandarino, che donano luce e calore all’ambiente. Non si può non notare lo studio accurato avuto nella progettazione della controsoffittatura, fatta interamente da doghe di legno sagomate, che danno l’idea di un’onda sinuosa, vaporosa e ipnotica che contribuisce al relax e al benessere dei fruitori, oltre alla sua funzione fonoassorbente, che permette agli ospiti di dialogare senza essere disturbati da rumori di sottofondo.

La sala
La sala

Una trentina i posti a sedere, distribuiti in tavoli anch’essi appositamente disegnati e realizzati in legno massello, su cui sono riprodotti, attraverso la simbologia dell’I Ching, usando gli otto trigrammi (cielo, terra, tuono, acqua, monte, vento, fuoco, lago). Simboli che combinati tra loro generano uno dei sessantaquattro esagrammi, che in questa antica cultura orientale hanno funzione divinatoria, quasi una sorta di parallelismo orientale con la cabala napoletana.

La cucina vaporosa
La cucina vaporosa

Analogia filosofica che vuole unire anche in cucina queste due culture con piatti cotti prevalentemente a vapore, come il pane realizzato con diversi gusti attraverso verdure e/o semi disidratati da loro o i ravioli che vogliono riportare l’idea dei più noti ravioli cinesi, ma le cui farce riprendono i capisaldi della cucina partenopea, come il ragù o la genovese, proposti anche in versione vegetariana.

Le essenze
Le essenze

Ampio spazio viene quindi dato alla pasta fresca senza glutine, realizzata dallo chef Giovanni Gentile, che dopo diversi momenti di studio e numerose prove è riuscito a trovare la consistenza ricercata; ne è da esempio la Tagliatella afrodisiaca con tartufo nero senese e burro di Normandia.
Giovanni Gentile, dopo una formazione alla grande scuola di Vico Equense ed esperienza alberghiera anche internazionale, si è cimentato con questa nuova sfida del senza glutine, con grande impegno e curiosità, senza interventi industriali o chimici.

Gluten Free, la Tagliatella afrodisiaca con tartufo nero senese e burro di Normandia
Gluten Free, la Tagliatella afrodisiaca con tartufo nero senese e burro di Normandia

La carta vivande propone una quindicina di piatti connotati dai nomi ironici e stravaganti, tutti assolutamente senza glutine, mentre la carta dei Vini è il risultato di una ricerca sul territorio, dove dalle bollicine ai fine pasto si toccano i diversi areali della Campania. Nota doverosa riguarda la scelta delle acque, dove è possibile scegliere tra quella purificata – offerta gratuitamente o optare anche per la classica acqua imbottigliata o finanche per la salutare Acqua di Telese.
Anche il caffè ha una sua dignità e consapevoli dell’attesa, ma come conseguenziale contributo al benessere del cliente, viene realizzato con il metodo della cuccuma Napoletana, usando blend Kimbo esclusivo.

Il caffè con la cuccuma napoletana
Il caffè con la cuccuma napoletana

Il ristorante è aperto a pranzo e cena, da martedì a domenica, con il lunedì di riposo, e con l’interessante proposta Take Away per chi, seppur con i minuti contati, non vuole rinunciare a piatti sani, da ordinare presso il dirimpettaio Bar Centrale 4.0, oltre al WAPranzo, un piatto unico al prezzo speciale di 13 euro.
Un viaggio vaporoso, che incarna una cucina curata e attenta al benessere psicofisico dell’ospite, senza essere pretenziosa, ma che vuole soddisfare anche i palati più esigenti.

Fosca Tortorelli

Wapo Natural Food
Piazza Ferdinando Fuga, 9, Napoli.
www.waponaturalfood.com

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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