Un’esperienza sensoriale unica: il tartufo “Puro” de La Perla di Torino

Tempi cupi, clima sempre più bizzarro e violento, esodi di massa, risvegli mai sopiti di xenofobia e razzismo, politici collusi con i malavitosi, TV spazzatura, multinazionali sempre più potenti che decidono cosa dobbiamo mangiare e come, incidenti mortali in aumento per l’uso dissennato dei cellulari, cellulari con i quali oggi ci si “diverte” a riprendere scene di violenza e abusi per poi mostrarle sui social, lavoro che odora sempre più di schiavismo, popoli disillusi e rinunciatari oppure aggrappati a questo o quel falso guru, insomma ce ne sono di cose che ti spingerebbero a cambiare galassia…
Per fortuna che c’è il theobroma… sì, volevo dire il cacao, che suona anche meglio. E per fortuna che ci sono tanti “maestri cioccolatieri”, che in barba a questo mondo decadente sanno come tirarci su il morale!
Proprio quest’estate, durante un mio breve soggiorno a Torino, dove fra le altre cose ho finalmente visitato la →Venaria Reale e il →Museo dell’Automobile, non ho potuto fare a meno di approfittare di farmi un giro alla ricerca di qualcosa che fosse prodotto con il cacao. Certo faceva caldo, non era il momento migliore, ma quando mi scatta il desiderio di kakawa non posso proprio resistere, e poi perché farlo, visto il piacere che è in grado di suscitarmi?
Così, visto che mi trovo in Corso Regio Parco, decido di fare un salto a La Perla di Torino, in Via Catania, reduce di piacevoli esperienze avute in passato, e approfitto per prendermi la crema spalmabile “Extreme”, chiedo venia ai Nutella-dipendenti, ma dato che amo il cioccolato fondente preferisco orientarmi altrove. Inutile dirvi che non ho resistito e un paio di cucchiaini “puri” me li sono goduti prima di portarla con me fino a casa (dove è durata sì e no un paio di settimane). Mi sarei portato via tutto il negozio, ma per ragioni di spazio ho dovuto rinunciare…

Consapevole, quindi, della bontà dei prodotti della casa fondata dal pasticcere Sergio Arzilli (mai cognome più appropriato!), ho accettato di buon cuore la proposta di una “degustazione” di una sua recente creazione, il “Puro” – tartufo senza zuccheri aggiunti, ovvero un tartufo di cioccolato farcito con granella di nocciole; al posto dello zucchero viene utilizzato il maltitolo e, come unico aroma naturale aggiunto, c’è la vaniglia. Da sottolineare che è un prodotto “gluten free”, quindi perfetto anche per celiaci e intolleranti al glutine.
Ricevo quindi una elegante confezione contenente 25 tartufi, perfettamente incartati, che al negozio dovrebbe costare 25 euro, quindi un euro a pezzo, direi correttissimo.
Ne scarto uno, osservo il piccolo parallelepipedo a forma di tartufo, misura più o meno 3x2x2 cm., è ricoperto di polvere di cacao e ha un profumo davvero invogliante. Lo taglio a metà con il coltello per ammirarne l’interno, compatto e uniforme, i frammenti di nocciola sono numerosi ed evidenti. Si sentono perfettamente i tre aromi fondamentali, cacao, nocciola e vaniglia, la qualità è evidente, soprattutto nel cacao che ha un aroma molto fine ed equilibrato, segno di una tostatura ben dosata, si percepisce anche un delicato sentore terroso, niente male.

È ora di passare all’assaggio: beh, fa un notevole effetto percepire il contrasto fra la morbidezza dell’impasto e la croccantezza della nocciola, l’effetto “nocciolato” è perfetto, la polvere di cacao che si mescola alla farcitura eleva la sensazione del cioccolato; a mio gusto vorrei sentire maggiormente la tostatura della nocciola, che è un po’ “nascosta”, ma debbo dire che il prodotto è davvero piacevolissimo, fra l’altro il maltitolo (presente al 26%) non lo rende particolarmente dolce, cosa che lascia in bocca una sensazione più equilibrata, senza strascichi o stucchevolezze, la persistenza è buona e conferma una qualità più che convincente.
Il mio umore è decisamente migliorato…
Roberto Giuliani



