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Nautilus CruStorico Agricola Vallecamonica: il Metodo Classico che affina sui fondali del Lago d’Iseo

Monte Isola
Monte Isola

Lo ammetto: il 3 giugno scorso, giorno in cui il giornalista e conduttore Riccardo Lagorio mi ha invitato a presenziare alla cerimonia dell’estrazione dai fondali del Lago d’Iseo del Metodo Classico Nautilus CruStorico dell’Azienda Agricola Vallecamonica, inizialmente sono rimasto un po’ perplesso. Ho assaggiato in altre occasioni prodotti simili, nello specifico nobili bollicine nazionali e internazionali affinate nei fondali marini, prodotti che ormai non sono più una novità. Tuttavia lo scenario del lago in effetti, a 360°, è una dimensione a cui sono particolarmente legato per ragioni geografiche di residenza, origini, e non solo.
Dunque perché affinare un vino nei fondali di un luogo tanto meraviglioso come il Lago d’Iseo, nello specifico nei pressi di Monte Isola (BS)? Quest’isolotto lacustre è il più grande dell’Europa meridionale. Com’è giusto che sia i quesiti vanno posti ai diretti interessati, ai protagonisti delle storie: mai supporre le risposte o peggio fidarsi di qualche luogo comune o critica negativa, spesso mossa dall’invidia più che dall’approfondimento.

Nautilus CruStorico 2016
Nautilus CruStorico 2016

Cedo subito la parola al titolare dell’Azienda Agricola Vallecamonica, situata ad Artogne (BS) che dal Monte Isola dista circa 30 chilometri: “Sono Alex Belingheri e faccio vino dal 2003 in un terroir che non ha eguali: la Valle Camonica, terra Patrimonio dell’Unesco, abitata dai popoli Camuni fin dalla preistoria, dove hanno dato vita a un museo diffuso, segnando il territorio con incisioni rupestri; lungo un arco di tempo che si misura in millenni. Siamo in media montagna e i miei vini nascono da vecchie e nuove vigne poste tra i 250 e i quasi 800 m. s.l.m. perlopiù abbarbicate su pendenze importanti e in alcuni casi molto impegnative da lavorare. Da sempre il mio impegno, volge al recupero e valorizzazione di antichi vitigni a bacca rossa presenti in Vallecamonica da secoli, accettando nuove sfide come per i vitigni a bacca bianca di recente introduzione. Pensando al futuro con le varietà Piwi, resistenti alle malattie fungine che producono uve libere da trattamenti, uve che regalano vini puri, puliti e rispettosi della materia. Sono figlio di una famiglia di imprenditori camuni, sono arrivato al vino con il passare del tempo, scoprendone piano piano il fascino e le necessità. Un percorso piuttosto lungo che prende origine dall’esperienza decennale nella gestione del ristorante di famiglia con la quale ho avuto occasione di assaggiare, riflettere e appassionarmi a un mondo nuovo.

Nautilus bancale in emersione

La risposta non poteva essere più esauriente, davanti a me, lo scorso 12 giungo ho trovato una persona innamorata del proprio mestiere ma soprattutto un vignaiolo che ha le idee chiare, non insegue mode del momento e tira dritto per una strada faticosa, incerta, talvolta piena d’insidie, ma capace in ogni circostanza di restituire quella soddisfazione insita nel proprio mestiere che permette di andare avanti. Tutto ciò l’ho riscontrato soprattutto durante la degustazione dei suoi vini: prodotti che riflettono un rigore, un attaccamento al varietale e un equilibrio ricercato nel tempo, spesso frutto di centinaia di errori ma altrettante migliaia di soddisfazioni, che oggi portano l’Azienda Agricola Vallecamonica ad essere annoverata come la realtà vitivinicola di riferimento del comprensorio.

Emersione del Nautilus CruStorico 2016

Ma veniamo al tema principale del mio articolo il Nautilus CruStorico, lascio nuovamente la parola ad Alex: “Dal 2010 per necessità data da una cantina non adatta allo stoccaggio di Metodo Classico, è stata intrapresa con lo spumante Nautilus CruStorico una sperimentazione subacquea unica e prima al mondo in acque lacustri. Cantina naturale posta a 40 m. di profondità, nel buio totale delle acque del Lago d’Iseo con temperatura (5/6 gradi) e pressione costanti. A Giugno 2011 le prime 4 casse contenenti 1550 bottiglie e 30 magnum vengono inabissate cominciando la storia di Nautilus CruStorico. In questi anni ho sempre spostato avanti la sperimentazione partendo da 12 mesi di affinamento sul fondale, per arrivare ai 48 mesi dell’ultimo recupero effettuato nel 2019. Colgo l’occasione per ringraziare i due presidenti dei gruppi sub che mi hanno sostenuto, Simone Franzoni per l’Iseo e Massimo Ziliani per Monte Isola. Il nulla osta da parte del consorzio laghi arriva, manca la chiatta per il trasporto bottiglie che trovo alla ditta Ziliani capitanata da Angelo. Da questa esperienza positiva, è nella mia indole non accontentarmi mai dei successi e continuare a inseguire i sogni, nel 2016 è iniziato un nuovo progetto d’affinamento in quota con lo spumante Metodo Classico Estremo Adamadus, che viene fatto riposare a 10 m. di profondità nel lago alpino Aviolo posto a 1930 m. s.l.m. all’interno del Parco Naturale Adamello.”

Nautilus bancale emerso

Ecco dunque spiegato il motivo di tanta originalità legata a quest’etichetta: non certo inseguire un target modaiolo o fare scalpore, anche perché trattasi di blanc de noirs millesimato pas dosé; da grande appassionato di nobili bollicine quale sono, posso fermamente asserire che non è certo la tipologia più semplice da realizzare. Indubbiamente è la meno modaiola di tutte assieme al rosé, soprattutto considerando il fatto che la cuvée e composta da 10 vitigni a bacca rossa, molti da biotipi o varietà locali praticamente dimenticate e quasi scomparsi dalla terra. Un progetto ambizioso, dimostra ampiamente che Alex vuole realizzare il vino dei suoi sogni non quello più richiesto dal mercato, un prodotto per palati esigenti e non certo per neofiti, ma al contempo un vino in grado di mostrare il proprio equilibrio grazie al prolungato affinamento sui lieviti, dunque chi può dirlo. Per la prima volta, causa Covid, lo scorso anno la cerimonia non si è tenuta, ergo, lo spumante estratto dai fondali, lo scorso 12 giungo (figlio dell’annata 2016) ha riposato per 5 anni; storicamente il Nautilus Crustorico affina 48 mesi sui propri lieviti nei fondali e infatti il campione che ho degustato per l’occasione è frutto della vendemmia 2014.

Alex Belingheri
Alex Belingheri

Per Alex il destino ha voluto che il suo vino simbolo dell’Azienda sfidasse ulteriormente il tempo, sarò curioso di assaggiarlo quando sarà pronto, perché ovviamente il campione che ho avuto il privilegio di assaggiare, estratto dal lago e sboccato alla volée, nonostante la grande profondità di beva e gli aromi intensi era viziato e tecnicamente non valutabile, ci mancherebbe altro visto il trambusto. Detto questo veniamo al campione “tecnicamente pronto”, il Nautilus Crustorico 2014, offerto ad un gruppo di giornalisti e autori di enogastronomia invitati ad hoc per l’evento, tra cui il sottoscritto, nella splendida cornice del dehors esterno di un noto albergo ristorante di Monte Isola, La Foresta, dove tra l’altro abbiam pranzato divinamente. Alex prende parola e racconta le caratteristiche tecniche del prodotto: “Le uve provengono dal vigneto di collina CruStorico, posto in località Ruk intorno ai 450 mt. s.l.m.; in talune annate da vigna in località Culture intorno ai 300 mt. s.l.m.. Entrambi siti nel comune di Cividate Camuno, anticamente Civitas Camunnorum fondata dai Romani nel 16 A.C., prima culla della viticoltura in terra camuna. Quale forma d’allevamento ho scelto la spalliera alta, potatura lunga a Sylvoz modificato, 3000 piante ha a prato totalmente inerbito. Sabbie drenanti superficiali alternate in profondità a limo e argilla in parti eguali. Concimazione organica parte derivata animale, bovina-equina; parte vegetale tramite sovesci seminativi alternati. Riguardo l’affinamento vi è pressatura soffice a grappolo intero, fermentazione del solo mosto fiore (circa 50% peso uva) a temperatura controllata in acciaio. Successivamente 6 mesi sulle “fecce nobili” con batonnage settimanali, senza svolgere malolattica. In bottiglia 65 mesi di cui 48 a 40 metri nelle profondità del lago d’Iseo antistanti Monte Isola. Temperatura e pressione costanti, buio totale. Il Millesimo 2014 è stato prodotto in 4080 Bottiglie, 100 Magnum e 30 Jèroboam. La cuvée e composta da 10 vitigni a bacca rossa, molti da biotipi o varietà locali praticamente dimenticate, quali ad esempio ciass négher, baldamina, valcamonec, gratù, solo per citare i più storicamente connessi alle colline della Valle Camonica”.

Alex Belingheri stappa il Nautilus
Alex Belingheri stappa il Nautilus

Irradia letteralmente il calice grazie ad una tinta paglierino vivace resa ancor più luminosa dal perlage, minuto, continuo e regolare. Avvicinando il vino al naso vengo letteralmente invaso da un tripudio di frutti croccanti che vanno dall’ananas al kiwi, bergamotto su un piacevole quanto complesso ritorno salmastro che non centra nulla col lago, semmai, come spiega Alex, con la matrice del terreno ricca di sabbie drenanti superficiali alternate in profondità a limo e argilla in parti eguali. Non è finita: con opportuna ossigenazione e lieve aumento di temperatura (10-12°), pennellate floreali di ginestra su miele d’acacia, pepe bianco e leggero smalto; la complessità non manca e il vino evolve magistralmente anche a temperatura ormai da rosso. L’ho sempre sostenuto, dopo aver degustato un Metodo Classico o uno Champagne alla giusta temperatura, la prova del nove è sempre annusarlo e berlo a temperatura da rosso, pochi vini mostrano stoffa e potenziale in tale circostanza, al contrario il Nautilus CruStorico 2014 fa una stupenda figura. In bocca le sensazioni di verticalità e slancio non son poi tanto lontane da quanto percepito al naso.

Nautilus CruStorico 2014

La bollicina risulta estremamente cremosa, l’unico grande pregio dell’affinamento sui fondali lacustri riguarda proprio questo aspetto per via della temperatura (5/6 gradi) e pressione costanti; tuttavia la stessa stuzzica il palato, vivacizzato ulteriormente da un ritorno agrumato spiazzante che mostra grande freschezza e acidità; coerenti soprattutto bergamotto e kiwi. Lunga scia salina a chiudere e una struttura per nulla banale, s’avverte una certa densità gustativa, il cosiddetto “centro bocca” dato da un estratto notevole che si incolla al palato per oltre un minuto lasciandolo pulito, fresco e pronto a ricevere il secondo, terzo sorso, se non l’intera bottiglia. Degustato in abbinamento ad un piatto di canapè di polenta piastrata con sardine di lago, lasciate essiccare al sole, poi messe sott’olio o sotto sale (specialità tipica montisolana), è un gran bel modo di onorare l’abbinamento territoriale. L’obiettivo ora è andare a trovare Alex in cantina, per toccare con mano quanto mi ha raccontato: visitare i vigneti e descrivere in maniera ancor più dettagliata il suo instancabile lavoro attraverso il racconto dell’intera gamma dei vini prodotti.

Andrea Li Calzi

Andrea Li Calzi

È nato a Novara, sin da giovanissimo è stato preso da mille passioni, ma la cucina è quella che lo ha man mano coinvolto maggiormente, fino a quando ha sentito che il vino non poteva essere escluso o marginale. Così ha prima frequentato i corsi AIS, diplomandosi, poi un master sullo Champagne e, finalmente, nel giugno del 2014 ha dato vita con la sua compagna Danila al blog "Fresco e Sapido". Da giugno 2017 è entrato a far parte del team di Lavinium.

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