Statistiche web
Assaggi dall'Italia e dall'Estero

Le città del vino: Terracina

Etichetta Moscato di Terracina Il Vino di UlisseNon solo bollicine per accompagnare i dolci delle feste. Il moscato, il più festoso ed al tempo stesso il più mediterraneo dei vitigni, ha trovato lungo le coste meridionali del Lazio uno dei luoghi di massima elezione, e le varie tipologie di vino che vi si ricavano, dallo spumante, al bianco secco, amabile o dolce passito, possono gradevolmente accompagnare i nostri simposi festivi dall’aperitivo al dolce. Ci riferiamo al Moscato di Terracina, uno dei più rappresentativi vini ad Indicazione Geografica Tipica (I.G.T.) della regione Lazio; un vino che puntualmente ottiene i più importanti riconoscimenti in occasione di concorsi vinicoli nazionali ed internazionali, e che altrettanto puntualmente aggiunge ai riconoscimenti ottenuti nelle manifestazioni ufficiali, il più intimo ma non meno importante, caloroso plauso dei commensali. Interessante e sorprendente il Moscato secco in aperitivo e con gli antipasti, ottima la versione amabile con i classici dolci a pasta lievitata quali pizza ternana, panettone, pandoro, colomba o brioche che sia, insuperabile la versione dolce da uve passite per accompagnare biscotteria secca quali i tipici “tozzetti”, pasticceria alla mandorla o prodotti più complessi a base di frutta secca e candita come il classico “pangiallo” romano.

Etichetta Moscato di Terracina TemplumLontane nello spazio e nel tempo le origini del vitigno dal quale il Moscato di Terracina è ottenuto. Originario del Medio Oriente come un po’ tutte le uve da vino, il moscato è probabilmente giunto sulle coste del Mediterraneo attraverso l’Asia Minore. Vettore della sua diffusione lungo le coste del Mediterraneo occidentale furono i coloni greci di Samos e delle località costiere dell’antica Jonia, i quali non volendo separarsi dal loro vitigno preferito, ottima uva da tavola ed insieme base ampelografica per la produzione dell’inebriante nettare, ne portavano con loro i semi o i tralci per poterlo riprodurre nelle vigne delle colonie che andavano a fondare. Ed è per questo che oggi troviamo l’uva moscato a Trani in Puglia, a Noto in Sicilia, a Sorso, Sennori ed un po’ in tutta la Sardegna, a Frontignan e Rivesaltes in Francia, ed appunto a Terracina nel Lazio.  Tesi storiche ed archeologiche che trovano ulteriore conforto nella mitologia e nella leggenda: Omero e Virgilio cantarono le coste meridionali del Lazio quali luoghi dei leggendari sbarchi di Ulisse e di Enea, e secondo Omero la Maga Circe si servì dell’inebriante profumo e dell’incantevole bouquet di questo vino, creato con le solari e pregiate uve moscato di Terracina, per ammaliare e legare a sé Ulisse ed i suoi marinai.

Etichetta Promessa PassitoPoche aziende ma tutte votate alla massima qualità coltivano il moscato di Terracina lungo la riviera di Ulisse, il tratto di costa laziale in provincia di Latina, e tutte ricavano da quest’uva interessanti prodotti.
La più importante per ampiezza della proposta e per prestigio è la Cantina Sant’Andrea, dove si producono diverse tipologie di moscato: a partire dallo spumante nelle versioni secco ed amabile, alle versioni ferme quali il secco Oppidum, l’amabile Templum, ed il dolce, ottimo Capitolium: vino di un caldo colore oro antico con riflessi ambrati, consistente e nobile nel calice, intenso e nello stesso tempo elegante all’olfatto: profumato di moscato, di albicocca e di fichi in confettura, aromatico di finocchio selvatico e timo, arabesco di cardamomo. Dolce al palato e nello stesso tempo leggero e vivace grazie alla lieve vena acida, interessante e lungo al retrolfatto, di frutta secca e di macchia mediterranea.
Anche una piccola cantina cooperativa di Spigno Saturnia, Terra delle Ginestre, vinifica le locali uve moscato ottenendone poche, preziose bottiglie.

Etichetta Moscato di Terracina Villa GiannaI vini prodotti sono l’Invito, vino secco di colore giallo paglierino con riflessi dorati, fresco ed equilibrato, dall’inconfondibile profumo di uva moscato accompagnato da note di fiori bianchi e di erbe aromatiche; ed ancora meglio il Promessa, vino dolce da uve passite elevato in piccole botti di rovere: rotondo, ovviamente aromatico, avvolgente, con profumi complessi di frutta matura, sorbe e spezie orientali.
La Cantina Villa Gianna, a Sabaudia, produce anch’essa una versione amabile di Moscato di Terracina: di colore paglierino tenue, dai profumi delicati e fragranti tipici della tipologia, morbido sotto al palato, che ben si adatta ad essere servito fresco con dolci alla frutta oltre che con i classici dolci a pasta lievitata. E sempre Villa Gianna propone un altro vino dolce da uve passite: l’Elogio Mediterraneo, vino di punta aziendale ottenuto interamente da uve malvasia, vitigno questo originario dell’isola di Creta, che la tradizione popolare vuole portato sui lidi laziali ai tempi delle Crociate, da un marinaio della flotta pontificia al ritorno dalla vittoriosa battaglia di Lepanto… un altro vitigno, un altro vino, un’altra storia.

Le aziende:
Azienda Agricola Sant’Andrea
Via Renibbio, 1720
04010 Borgo Vodice (LT)
Tel. +39 0773 755028
Fax +39 0773 756147
URL: www.cantinasantandrea.it
e-mail: info@cantinasantandrea.it

Terra delle Ginestre
Via Fornello, 94
04020 Spigno Saturnia (LT)
Tel. +39 0771 700297
giuliomarrone@tiscali.it

Cantina Villa Gianna
Strada Maremmana – Borgo San Donato
04010 Sabaudia (LT)
Tel. +39 0773 50757
Fax +39 0773 50759
URL: www.villagianna.it
e-mail: info@villagianna.it

Maurizio Taglioni

Sociologo e giornalista enogastronomico, è direttore responsabile di laVINIum - rivista di vino e cultura online e collabora con diverse testate del settore. Ha curato la redazione dell’autobiografia Vitae di un vignarolo di Antonio Cugini (2007), ha scritto il saggio “Dall’uva al vino: la cultura enologica ai Castelli Romani” in Una borgata che è tutta un’osteria a cura di Simona Soprano (2012), e ha pubblicato la ricerca socio-economica «Portaci un altro litro» - Perché Roma non beve il vino dei Castelli (2013). Collaboratore scientifico del Museo diffuso del Vino di Monte Porzio Catone, porta avanti dal 2009 la ricerca qualitativa volta alla raccolta e documentazione delle storie di vita degli anziani vignaioli dei Castelli Romani, confluita nell’allestimento museale multimediale Travaso di cultura e nell’installazione artistica itinerante Vite a Rendere, per la riscoperta e il recupero delle tradizioni vitivinicole dei Castelli Romani.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio