La Renaissance secondo Fontanafredda

Fontanafredda ha una lunga storia di 167 anni, ma da quando è entrata nelle mani di Oscar Farinetti ha avuto immediatamente l’ambizione di diventare non solo un polo culturale per il territorio, ma anche un laboratorio di sperimentazione su larga scala di tecniche agronomiche ed enologiche.
Renaissance è uno dei tanti progetti dell’azienda langarola che attraverso il suo vino più iconico – Barolo del Comune di Serralunga – cerca di risvegliare lo spirito critico di chi lo beve, analizzando in ben 10 anni i rispettivi 10 sentimenti che nella storia della civiltà hanno dato origine alle rinascite collettive. E Fontanafredda lo fa in una maniera piuttosto insolita e stimolante, raccontandoli attraverso tre forme d’arte: l’arte di fare il vino stesso, l’arte di scrivere e quella di raffigurare.
Ogni anno, infatti, grandi scrittori italiani contemporanei interpretano il valore dando vita a una monografia, un’analisi e una riflessione sull’importanza di quel sentimento, poi raffigurato dall’abilità di rinomati illustratori. Si è iniziato con la “Speranza”, si è proseguito con la “Fiducia”, poi la volta del “Coraggio”, per arrivare all’ “Ottimismo”, ovvero il Barolo 2021, raccontato (quest’anno) nello splendido scenario del Circolo dei Lettori di Torino, dalla scrittrice Chiara Gamberale ed illustrata da Riccardo Guasco.
La successiva degustazione si è svolta subito nell’altrettanto fascinosa sala Risorgimento dopo del ristorante al Cambio di Torino, Il ristorante storico per eccellenza, fiore all’occhiello del Piemonte, di origini settecentesche, dove quasi tutto risale inalterato all’Ottocento, se non esaltato da un meticoloso restauro e dove soprattutto Cavour aveva il suo tavolo per guardare dalle finestre palazzo Carignano, il primo parlamento della nazione unificata.
L’annata corrente 2021 del Barolo di Serralunga è stata accompagnata dalle precedenti 2020, 2019 e 2018, insieme al rinnovato Alta Langa 120 mesi Vigna Gatinera e al Moscato d’Asti Moncucco 2023: il tutto, racchiuso in raffinate portate dello chef Matteo Baronetto, alla sua ultima apparizione nel celebre ristorante torinese.
LA DEGUSTAZIONE

Barolo del Comune di Serralunga 2021:profumi di grande sottigliezza e finezza, ottima dolcezza al palato, delicato, puro, infiltrante e profondo nel finale.
Barolo del Comune di Serralunga 2020: profumi fruttati e una buona tessitura espressiva ed energica, che si condensa alla fine in un finale succoso e abbastanza delicato.
Barolo del Comune di Serralunga 2019: interpretazione ottimale del terroir di Serralunga, note dolci di viola, tannino fino ed elegante con incursioni agrumate e fresche al palato. Un sorso completo e con una chiusura molto lunga e salina.
Barolo del Comune di Serralunga 2018: compatto, di buon carattere, possiede una bella presa tannica e uno sviluppo piacevole, mentolato con qualche cenno tostato, per un finale dinamico e rinfrescante.
Alta Langa Riserva 120 mesi Vigna Gatinera: una piacevole sorpresa al contempo per cremosità e sapidità, con un finale alquanto fine che gioca su rimandi di pietra focaia, pesca e mandorla.
Moscato d’Asti Moncucco 2023: note di mela matura e salvia donano un sapore sfizioso, fragrante e delicato.
Lele Gobbi




