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I vini della Pomerania: Winnica Turnau

Winnica Turnau

Mi stanno convincendo sempre di più gli ottimi ice-wines bianchi dolci polacchi, che sono un’ottima carta da visita delle aziende vitivinicole per invitare gli appassionati di vino a prestare maggiore attenzione anche al resto delle loro produzioni. Questo tipo di vino non è proprio della tradizione mediterranea, ma neanche delle nostre Alpi. Al massimo ho notato che in Valtellina, durante le vendemmie autunnali del nebbiolo localmente chiamato chiavennasca, alcuni produttori lasciano qualche grappolo sui tralci anche fino a Natale per poi raccoglierli e stenderli sui graticci in appositi locali asciutti e ben ventilati ad appassire prima di pigiarli e fare il rosso Sfursat, di cui parla già Ortensio Lando nel ”Commentario de le più notabili e mostruose cose d’Italia” stampato a Venezia nel 1548. Ma non è un ”vino di ghiaccio”, anche se molte volte lassù nevica in dicembre, perché nessuno lascia congelare apposta tutte le uve sui tralci, come invece qualche azienda vitivinicola sta provando a fare in Val d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Winnica Turnau

L’ice-wine (documentato nel 1794 a Würzburg e nel 1829 a Dromersheim), secondo la tecnica migliorata e perfezionata tra il 1955 e la fine degli anni ’60 da Hans Georg Ambrosi, è ottenuto invece dalla fermentazione dei grappoli congelati e vendemmiati all’inizio della stagione invernale, dopo che le ripetute gelate hanno favorito la concentrazione degli zuccheri, dell’acidità e delle sostanze aromatiche e solo dopo che la temperatura sia scesa sicuramente sotto i -7 °C, così che l’acqua all’interno degli acini si congeli stabilmente in cristalli di ghiaccio. È indispensabile evitare lo scongelamento sia durante la vendemmia (che deve svolgersi nel più breve tempo possibile, normalmente di notte o all’aurora) sia in cantina prima della pigiatura, così l’acqua congelata dentro la polpa non viene estratta, il poco mosto che se ne ricava è piuttosto concentrato e la fermentazione è molto lenta.
L’azienda, però, si assume così un rischio enorme. Se la serie delle gelate non arriva nel periodo giusto, il ritardo eccessivo può innescare muffe nelle uve e si perderebbe tutto, ma proprio tutto il raccolto. Se il gelo è troppo rigido, gli acini dell’uva possono indurirsi così tanto da non permettere l’estrazione del mosto. Ecco perché la Polonia si è rivelata come uno dei luoghi più adatti, insieme con il Canada e le valli più alte delle montagne europee. A Winnica Turnau, che si trova a circa 50 chilometri a sud di Stettino presso la superstrada E65, dove la mancanza di sole è proverbiale, con grande sorpresa i vini degli ibridi prodotti già nella prima annata ”ufficiale”, quella del 2014, mostravano dei contenuti di zuccheri naturali residui piuttosto elevati e un carattere delicato e molto fresco, accompagnato da una piacevole acidità e da una morbida struttura. Avevano perciò conquistato subito il palato dei Polacchi, ma soprattutto avevano anche dimostrato il potenziale incredibile della nuova generazione delle viti ibride resistenti alle malattie fungine (dette PIWI dal tedesco Pilzwiderstandsfähig) per produrre uve particolarmente indicate nella produzione dei dolci ice-wines bianchi, specialmente quelle del vitigno johanniter.

<img class="aligncenter size-full wp-image-59846" src="https://www.lavinium.it/wp-content/uploads/2020/09/Turnau-2.jpg" alt="Winnica Turnau" width="600" height="400" />

Il successo era stato immediato e aveva sferzato il mercato polacco come una tempesta perché Winnica Turnau, con i suoi 34 ettari di vigne in due grandi appezzamenti, è sul podio delle più estese aziende vitivinicole della Polonia che al momento di scrivere si aggira intorno a 650 ettari vitati suddivisi tra 509 produttori. Tutto è cominciato dal desiderio dei cugini Turnau (Zbigniew, proprietario di una grande fattoria fin dal 1995, e Grzegorz, compositore e cantante) di tornare alle tradizioni famigliari iniziate con il vino dal bisnonno Jerzy a Leopoli e forse anche con il trisavolo Jan Nepomucen in Boemia. Un ritorno alle origini ceche della famiglia nella zona tra le città di Liberec e Turnov (che ai tempi dell’impero austro-ungarico era chiamata Turnau), avvalendosi delle capacità in progetti e gestioni economiche di Jacek, figlio di Zbigniew, e della collaborazione del frutticoltore ed enologo Tomasz Kasicki.
Così nel 2009 ha preso corpo il progetto di Winnica Baniewice sp. z o.o. per resuscitare la vitivinicoltura professionale tra frutteti e campi di colza e di orzo con la creazione nel 2011 di Winnica Turnau, il completamento nel 2014 della piantumazione dei primi 17 ettari di vigneto e il rinnovamento del fabbricato agricolo del 1881 in una moderna cantina. I primi 12.000 litri di vino sono comparsi sul mercato nel maggio 2015. Dopo i primi tentativi con specialisti polacchi e francesi, il consulente enologo lo fa il tedesco Frank Faust che ha un’azienda vitivinicola di famiglia in Renania ed è in stretta amicizia e relazioni professionali con l’esperto importatore polacco di vino Marek Kondrat, genero di Grzegorz.

Winnica Turnau

In questa zona c’erano sicuramente dei vigneti già nei primi anni ’30 del secolo scorso, come hanno confermato le ricerche dell’avvocato Gernot Preuss. Non si trattava di grandi vigne, ma di alcuni filari a uso domestico dei vari frutticoltori di mele, però il territorio e il clima erano già riconosciuti come naturalmente favorevoli alla coltivazione della vite e le abitudini della natura non sono cambiate, semmai c’è stato un leggero aumento delle temperature medie annuali e quindi c’è un futuro assicurato per le uve da vino.
Infatti la gamma dei vini di Winnica Turnau è già piuttosto vasta, eppure sono in realizzazione altre novità, come l’orange-wine e un sekt, dato che l’impianto di vinificazione e il laboratorio sono molto ben attrezzati e permettono un controllo preciso di tutti i parametri del vino in ogni fase della produzione per mantenere la qualità e quello stile ormai caratteristico e ben distinto dei loro vini che sono gli elementi fondamentali della strategia aziendale.
L’impegno finanziario è stato gigantesco (quasi un milione di euro, tra cui poco più di un terzo dai fondi pubblici regionali cofinanziati dall’Unione Europea), perciò non è ancora possibile quell’altro, anche se auspicabile, grande progetto di agriturismo con ristorazione e pernottamento. Comunque qui non mancano numerose possibilità di alloggio in zona e funziona bene l’enoturismo specializzato anche per gruppi numerosi. Si organizzano infatti i trasporti tra diversi hotel e il vigneto con gli autobus, dato che la sala di degustazione e l’enoteca sono aperte tutti i giorni salvo la domenica in inverno e il breve periodo delle ferie.

Hibernal 2018 Winnica Turnau

Hibernal 2018
Il suo nome non è casuale e si riferisce appunto all’ibernazione, infatti questa varietà di vite va in letargo lungo tutto l’inverno e non solo, anche in parte della primavera, per proteggersi in modo estremamente efficace dalle gelate. Ha anche la rara capacità e la forza di preservare gli aromi che si formano nel frutto della vigna, che fa sì che il vino abbia un tono unico e ricco di erbe e di frutta. È un ibrido creato nel 1944 a Geisenheim da un incrocio chancellor (seibel 7053) x riesling (Gm 239) che è definito dal sinonimo Gm 322-58. Il vino di quest’annata ha un tenore alcolico dell’11%, un residuo zuccherino naturale di 22 g/l e un’acidità totale di 6,1 g/l. Di colore dorato con riflessi verdolini, è un vino abboccato leggero che all’attacco sprigiona una fragranza di foglie di ribes bianco.Ha un bel bouquet di maracuja, uva spina ed erba appena tagliata. In bocca ha un sapore fruttato di delicata dolcezza in armonia con una piacevole acidità, è un vino pieno e fresco, con un finale persistente.

Seyval Blanc 2019 Winnica Turnau

Seyval Blanc 2019
Molto diffuso in USA, Canada e in Inghilterra, dov’è indicato anche per spumanti, è un ibrido creato nel 1919 a Saint-Vallier che deriva da un incrocio di seibel 4995 x rayon d’or (seibel 4986), è definito dal sinonimo seyve villard 5276 e si è ambientato a meraviglia in Polonia. Il vino di quest’annata ha un tenore alcolico dell’11,5%, un residuo zuccherino naturale di 7,0 g/l e un’acidità totale di 7,2 g/l. Di colore giallo con riflessi verdi, all’attacco i profumi di caramelle al limone e mele sciroppate che introducono un bouquet di aromi di ribes bianco e uva spina matura. In bocca si aggiungono sapori di pere succose, susina mirabella, mandarino e nettarina su uno sfondo sapido ed è un vino morbido e fresco con una piacevole acidità di lime e un finale leggermente erbaceo e delicato di pompelmo.

Solaris 2019 Winnica Turnau

Solaris 2019
Il nome di questo vitigno bianco deriva dal sole, perché sviluppa tutti i suoi tralci proprio alla ricerca dei raggi del sole. È un ibrido creato nel 1975 a Friburgo da un incrocio merzling (seyval blanc x riesling x pinot gris) x Gm 6493 (zarya severa x muscat ottonel) che è definito dal sinonimo Fr 240-75. Il vino di quest’annata ha un tenore alcolico del 13%, un residuo zuccherino naturale di 8,5 g/l e un’acidità totale di 7,4 g/l. Di colore paglierino con riflessi verdolini, all’attacco sviluppa una gamma di profumi intensi di pesca bianca e pera abate che aprono un bouquet di mele mature e pompelmo tra sfumature di miele d’acacia. In bocca è cremoso, di buona struttura, il fruttato è maturo, gustoso, su fondo sapido con un finale leggermente speziato e persistente.

Riesling 2018 Winnica Turnau

Riesling 2018
Come altri riesling diffusi in Polonia, questo vino bianco proviene dal clone Gm 198-44 ed è caratteristico per il fruttato molto gustoso e molto verde. Il vino di quest’annata ha un tenore alcolico del 13%, un residuo zuccherino naturale di 7,8 g/l e un’acidità totale di 6,3 g/l. Di colore giallo paglierino con riflessi verdolini, all’attacco i profumi di mela verde aprono un bouquet agrumato di lime tra sfumature di melone e gelsomino. In bocca riflette la vitalità del vitigno, è fragrante e succoso di mela e di pompelmo, rinfrescante per la piacevole acidità con un corpo pieno e ha un potenziale di lungo affinamento in bottiglia.

Rosé 2019 Winnica Turnau

Rosé 2019
Questo rosato è un vino abboccato leggero ottenuto da un taglio di tre varietà: rondo (st. laurent x zarya severa), sinonimo Gm 6494-5, che gli conferisce la rotondità e la succosità dei lamponi maturi, regent (diana x chambourcin), sinonimo Gf 67-198-3, che gli dona l’espressività del gusto del ribes rosso, infine pinot noir che aggiunge una nobile delicatezza e il profumo delle fragole fresche. Tenore alcolico dell’11%, residuo zuccherino naturale di 12,3 g/l, acidità totale di 6,2 g/l. All’attacco un profumo di crostata di rabarbaro introduce un bouquet fruttato maturo di lamponi, ribes rosso e fragole. In bocca è levigato, accessibile, le note fruttate sono morbide e ricordano le caramelle alla frutta con una delicata spinta acida. Il finale è rinfrescante con una piacevole acidità e lascia un retrogusto di melograno.

Cabernet 2018  Winnica Turnau

Cabernet 2018
Deriva da un taglio di tre cloni di cabernet incrociato con ibridi: cabernet cantor, cabernet dorsa e cabernet cortis. La vendemmia è stata effettuata il 5 ottobre 2018, le uve sono state diraspate immediatamente, pigiate delicatamente e versate in vasca per la fermentazione con macerazione. Il vino è maturato per 10 mesi in botticelle da 225 litri di rovere di Slavonia prodotte in Croazia. Tenore alcolico del 14,5%, residuo zuccherino naturale di 4,5 g/l e acidità totale di 4,5 g/l. Il vino ha un colore rosso rubino scuro trasparente con riflessi viola. All’attacco un profumo fruttato e vegetale introduce un bouquet di aromi di ciliegia, mora, ribes nero e prugnolo con sfumature vegetali di sedano, prezzemolo, alloro, pimento, dragoncello e salvia. In bocca acquista anche un accento terroso, si avvertono note di castagne arrostite, tabacco e pacciame. Andrebbe decantato e ossigenato perché i tannini sono austeri. Nel finale un tocco di cacao in polvere e di fieno secco precedono un bel mandorlato dolce. L’acidità succosa e i tannini ancora giovani rivelano il suo potenziale per un ulteriore affinamento in bottiglia. L’ultimo calice è comunque più buono del primo.

Ice Wine 2017 Winnica Turnau

Ice Wine 2017
Deriva dal vitigno bianco Johanniter (Fr 177-68), una varietà creata nel 1968 dall’incrocio riesling x [seyve villard 12-481 x (ruländer x gutedel)] apposta per resistere in modo particolare alle malattie fungine della vite e che è coltivata principalmente in piccole aree della Germania e della Svizzera. Come già accennato, fin dal primo raccolto a Baniewice si è capito che si poteva rischiare di produrre un raffinato ice-wine, perché si poteva anche ritardare sempre di più le vendemmie senza la comparsa di muffe, lasciando tutti i grappoli sui tralci e proteggendone l’integrità con delle reti fini.
Per creare questo vino dolce, concentrato e di grande finezza, i Turnau hanno dovuto aspettare la fine delle feste di gennaio del 2018 (anche se è considerato un vintage 2017), quando le numerose nevicate avevano già coperto abbondantemente il terreno e le temperature della vigna erano stabilmente scese sotto i necessari -7 °C. Alle 4 del mattino, venti persone hanno raccolto in due ore circa 30 quintali di uve congelate. La pigiatura ha permesso di ottenere una piccola quantità di mosto molto dolce ed essenziale che è fermentato molto lentamente. Il risultato di questo complicato processo è un vino dolce con un’acidità meravigliosa e succosa. Tenore alcolico del 7,5%, residuo zuccherino naturale di 155,3 g/l, acidità totale di 9,8 g/l. È un vino ambrato chiaro che all’attacco sprigiona un profumo di fieno e di miele che introduce un bouquet di aromi di torta di mele, mele cotte, uva passa e polpa di prugne secche tra delicate sfumature di noce moscata e cannella. In bocca è cremoso, generoso, succoso, sa di mele mature ed è lungo e piacevole al palato. Questo vino è stato messo in bottigliette di capacità 0,375 l.

Mario Crosta

Winnica Turnau
Baniewice 115, 74-110 Banie, POLONIA
coord. GPS: lat. 53.077513 N, long. 14.602793 E
tel. +48.91.3079131, cell. +48.608.618868 Jacek
sito www.winnicaturnau.pl
e-mail z.turnau@wp.pl
j.turnau@winnicaturnau.pl
kontakt@winnicaturnau.pl

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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