Statistiche web
Cibo e Cultura

Frutta e verdura: dalla tavola ai banchi di scuola

Bimbo davanti a preparazioni vegetaliFar mangiare frutta e verdura ai bambini richiede da parte dei genitori un dispendio energetico non indifferente: nel momento dei pasti la casa si trasforma in un campo di guerra, dove i grandi tentano i più svariati attacchi bellici che, quasi sempre, si rivelano inoffensivi.
E’ infatti inutile, oltre che controproducente, adottare tattiche psicologiche, come incutere nei bambini sensi di colpa nei confronti dei coetanei meno fortunati che muoiono di fame, o ricattarli con premi o giocattoli nuovi, perché percepirebbero l’assunzione del cibo come una forzatura psicologica, e oltretutto non riuscirebbero mai a capire l’importanza nutritiva della frutta e della verdura.
Se utilizzando la forza si obbligasse loro a mangiarla, risulterebbe quasi impossibile far capire quanto essa risulti importante per la crescita e la salute: in loro si innescherebbe infatti un atteggiamento passivo verso il cibo, quando invece hanno bisogno di riconoscere gli stimoli e imparare a scegliere.

Bimba mangia fetta di anguriaE’ vero che i vegetali spesso non hanno un odore e un aspetto invitante, e certa frutta risulta aspra al loro palato. Non solo: a causa dell’influenza che i mass media esercitano sui più piccoli, diventa quanto mai arduo convincere un bambino a mangiare qualcosa che è sprovvisto di un packaging allettante, e senza una marca particolare. Proprio per questo la frutta e la verdura che, anche se molti bimbi ancora non lo sanno, tipicamente non crescono sottoforma di brik o tra gli scaffali del supermercato, sono diventate le protagoniste delle battaglie quotidiane tra genitori e figli.
Secondo la maggior parte dei nutrizionisti consumare questi prodotti almeno cinque volte al giorno aiuta a vivere più sani e più a lungo. In primo luogo perché sono una fonte di vitamine, fibre e sali minerali; inoltre perché abbasserebbero il rischio di obesità e preverrebbero l’insorgenza di alcuni tipi di tumore. E’ opportuno, quindi, abituare i più piccoli a introdurre questi preziosi alleati nella loro dieta alimentare: i genitori dovrebbero proporli spesso, e senza scoraggiarsi.

Mappets con frutta e verduraInnanzitutto, per convincere i bambini a mangiare con gusto e volentieri frutta e verdura, bisognerebbe spiegare loro di che cosa si tratta: un’idea potrebbe essere quella di renderla riconoscibile ed evitare di presentarla con i semi o la buccia (si sa, i bambini non amano fare fatica). Oppure trovare modi alternativi e gustosi per presentare questi alimenti. Si potrebbero infatti creare piatti fantasiosi e allegri cucinando in padella verdure molto colorate e tagliate in diverse forme; quanto alla frutta, esistono moltissimi modi per renderla gradita al loro palato, e prima ancora alla loro vista, provando con i frullati o le macedonie. Per i piccoli particolarmente diffidenti, una soluzione un po’ estrema ma utile per familiarizzare con la frutta è quella di combinarla con qualcosa che già apprezzano e mangiano comunemente. Ad esempio aggiungendo qualche pallina di gelato alla macedonia. Di certo non bisognerebbe mai prendere l’abitudine di addolcire la frutta con zucchero o miele, anche se le papille gustative dei più piccoli, troppo stimolate dalle merendine preconfezionate e industriali, percepiscono difficilmente la dolcezza della frutta. E’ molto importante poi, quando sono insieme ai genitori, che mangino gli stessi tipi di frutta e verdura: per loro infatti avere lo stesso cibo dei “grandi” è un richiamo molto attraente.

Logo "Frutta nelle scuole"Talvolta può accedere che a causa dei ritmi frenetici e stressanti dei nostri giorni, i genitori abbiano sempre meno tempo e voglia di stimolare i più piccoli al consumo di frutta e ortaggi, preferendo dare loro la soddisfazione di una merendina in più, ed evitare di porsi in conflitto con loro alleviando nel contempo gli inevitabili sensi di colpa che affliggono papà e mamme in carriera.
Proprio per invogliare ed educare i più piccoli al corretto consumo di cibi vegetali è nato un interessante progetto, promosso e finanziato a livello nazionale e comunitario, chiamato “Frutta nelle Scuole“. Esso è stato pensato partendo da un’indagine sul consumo di frutta e verdura nei paesi dell’Unione Europea, da cui è emerso che gli europei, soprattutto i più piccoli, fanno poco uso di questi alimenti. Proprio i bambini, è stato stimato, risultano essere sempre più in sovrappeso, e sicuramente il mangiare poca frutta e verdura influisce su questa e altre patologie connesse al loro corretto sviluppo. In un’ottica di miglioramento della loro salute, si è pensato di introdurre questi alimenti già tra i banchi di scuola dove i piccoli possono facilmente abituarsi ad assumerli, perché condividono l’esperienza con altri coetanei, e non percepiscono la forzatura dei genitori.br>
Mele della Valtellina per "Frutta nelle scuole"In particolare, a cadenza settimanale, i bambini che frequentano la scuola primaria tra i sei e gli undici anni vengono sensibilizzati al loro consumo invogliandoli all’assaggio attraverso preparazioni “alternative”: proprio perché i più piccoli sono incuriositi da tutto ciò che è nuovo e soprattutto facile da mangiare, si preparano loro spremute di arancia e centrifughe di mela, o si distribuisce loro una sorta di “bag meal“, un kit biodegradabile di frutta e verdura di stagione, già in pezzi e chiusa in busta, pronta per essere mangiata.
L’obiettivo è offrire loro più occasioni per conoscere da vicino dei prodotti naturali diversi in varietà e tipologia: la possibilità di familiarizzare con frutta e verdura, che dovrebbe continuare anche a casa, incoraggia a un loro maggior consumo nei periodi successivi della loro vita, e sviluppa in loro una capacità di scelta consapevole.
Il progetto è inoltre improntato allo sostenibilità ambientale, perché puntando a distribuire prodotti ortofrutticoli prevalentemente locali, e preferibilmente biologici, Dop o Igp, si evita di creare problemi relativi all’inquinamento determinati dai lunghi spostamenti, privilegiando al contempo la tradizione alimentare. In Lombardia, ad esempio, vengono utilizzate le mele della Valtellina Igp e le pere Mantovane Igp. Contemporaneamente alla distribuzione della frutta sono state messe in atto una serie di altre iniziative, come la visita a fattorie didattiche, la creazione di orti scolastici, e giornate a tema con esperienze dirette e laboratori sensoriali.
In conclusione, trovo che l’iniziativa sia molto interessante e positiva, e posso confermare dal punto di vista di chi questo progetto lo sta svolgendo con entusiasmo, che non è difficile far imparare ai bambini le buone abitudini alimentari. Far entrare la frutta e la verdura, prima ancora che nella loro dieta, nella classifica dei cibi che preferiscono, è un obiettivo che bisogna prefiggersi di raggiungere, attraverso piccoli passi e avveduti stratagemmi. E’ più facile infatti apprendere le buone abitudini da piccoli, che doverlo fare da adulti. E di questo, possiamo stare certi che un giorno ci ringrazieranno.

Francesca Valassi

Originaria dell'Oltrepò Pavese ma per metà spagnola. L'interesse per il mondo del cibo e del vino nasce in famiglia, grazie a papà salumiere e formaggiaio, e mamma cuoca provetta, e dal territorio in cui è nata, dove colline e vigneti si perdono a vista d'occhio. Pratica corsa, bici e nuoto e sta scoprendo come la buona cucina possa sposarsi con scelte consapevoli a tavola. Dal 2009 collabora con il blog Soul&Food e con Lavinium. Dal 2015 è assaggiatrice ONAV e membro del consiglio provinciale di Milano. Ama scrivere e scattare foto per ricordare i luoghi e i sapori che ha vissuto e le piace scoprire nuovi locali nella città dove vive, Milano, dove gira sempre in bicicletta, per non lasciarsi intrappolare dalla frenesia dei suoi ritmi. Se volete fare breccia nel suo cuore, regalatele un dolce al cioccolato, il più fondente possibile.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio