Fosso Cancelli 2024, il Trebbiano di Chiara Ciavolich che racconta la forza silenziosa della terra

Ci sono annate che si lasciano interpretare e altre che impongono rispetto. La 2024 appartiene senza dubbio alla seconda categoria. In Abruzzo, tra inverni sempre più asciutti ed estati segnate da lunghi periodi di siccità, la vite è stata chiamata a confrontarsi con una nuova normalità climatica. Eppure, proprio nelle stagioni più difficili, emerge con maggiore chiarezza il carattere dei grandi vigneti e di chi li custodisce.
È il caso del Trebbiano d’Abruzzo DOC Fosso Cancelli 2024, una delle etichette simbolo di Chiara Ciavolich, che in questa vendemmia assume il valore di una testimonianza autentica: quella di un territorio che resiste, si adatta e continua a esprimere la propria identità senza compromessi.
A Loreto Aprutino, nei vigneti di Contrada Salmacina Cancelli, la scarsità d’acqua ha ridotto naturalmente la produzione, concentrando energia e sostanza nei grappoli. A sostenere le viti sono stati soprattutto i suoli argillosi, intrecciati a sabbia e calcare, capaci di trattenere l’umidità nei momenti più critici, e le storiche pergole di Trebbiano Abruzzese piantate nel 1974 da Giuseppe Ciavolich. Vigne che affondano le radici in profondità e che sembrano custodire una memoria agricola capace di attraversare il tempo.
«Il cambiamento climatico non è più una teoria ma un’esperienza quotidiana», osserva Chiara Ciavolich. Una consapevolezza che nel suo lavoro si traduce in ascolto, osservazione e rispetto dei ritmi della natura. Da sempre, infatti, i vini della linea Fosso Cancelli non inseguono uno stile prestabilito, ma cercano di restituire il volto più sincero di ogni annata.
Il 2024 conferma questa filosofia con particolare evidenza. La raccolta, effettuata in due momenti distinti per preservare da un lato tensione e freschezza, dall’altro maturità e profondità, ha dato origine a un vino che oggi appare già sorprendentemente compiuto pur lasciando intuire un importante potenziale evolutivo.
Nel bicchiere il colore è quello di un giallo paglierino luminoso, attraversato da riflessi appena verdolini. Il naso si apre con eleganza e gradualità, evitando qualsiasi esuberanza. Emergono profumi di fiori di campo, biancospino e camomilla, seguiti da note di cedro, scorza di limone e pesca bianca. Con il tempo affiorano sfumature più profonde che richiamano la pietra bagnata, le erbe aromatiche della macchia mediterranea e una sottile traccia iodato-salina che racconta il paesaggio abruzzese con discrezione e precisione.
Al palato il vino rivela la sua vera natura. Il sorso è teso, vibrante, attraversato da una freschezza nitida che sostiene una materia ampia e ben articolata. La trama gustativa procede compatta e armoniosa, sviluppando una progressione che alterna energia e profondità. La componente sapida, autentico tratto distintivo del vino, accompagna la degustazione fino a un finale lungo e raffinato, in cui ritornano gli agrumi, le sensazioni minerali e una piacevole impronta salmastra.
Non è un Trebbiano costruito sulla ricerca dell’immediatezza. Al contrario, possiede quella compostezza che appartiene ai vini destinati a raccontarsi lentamente. Un bianco che preferisce la profondità all’esibizione, la precisione alla potenza, e che trova il proprio equilibrio nella capacità di coniugare freschezza, struttura e autenticità territoriale.
Con il Fosso Cancelli 2024, Chiara Ciavolich firma una delle interpretazioni più significative della denominazione, dando voce a un’annata complessa e trasformandola in un racconto di resilienza, memoria e identità. Un vino che non cerca di nascondere le difficoltà della stagione, ma le accoglie e le trasforma in carattere, confermando ancora una volta come le sfide più dure possano diventare occasione di espressione e bellezza.
Emanuele Gobbi




