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Ciliegia di Lari IGP

Toscana

Ortofrutta e cereali: CILIEGIA DI LARI IGP

Logo Ciliegia di Lari IGP• Area di produzione •
La zona di produzione della Indicazione geografica protetta «Ciliegia di Lari» comprende il territorio amministrativo dei seguenti comuni: Casciana Terme – Lari, Terricciola e Crespina-Lorenzana.


• Descrizione del prodotto •
L’Indicazione geografica protetta «Ciliegia di Lari», designa il frutto del ciliegio dolce, Prunus avium L., famiglia delle Rosaceae, di una ampia gamma varietale, con polpa da poco consistente fino ad una polpa consistente e croccante, con buccia lucente di colore dal giallo al rosso scuro fino al nero, e presenza di diverse varietà locali (Roselli G., Mariotti P., Il germoplasma del ciliegio – 1.
Provincia di Pisa, ARSIA e CNR Istituto sulla propagazione delle specie legnose, Firenze, 1999) che arricchiscono l’offerta e la caratterizzano ulteriormente, di seguito indicate: Adriana, Big star, Bigarreau Moreau, Bigarreau Burlat, Bigarreau Napoleon, Black star, celeste, Durone di Vignola, Early bigi, Early Korvik, Early star, Folfer, Ferrovia, Giorgia, Grace star, Isabella, Kordia, Kossara, Lala star, Lapins, Lory strong, New star, Prime Giant, Regina, Rita, Rocket, Sabrina, Samba, Sandra, Sylvia, SMS 280, Stella, Summer charm, Sunburst, Sweet Early, Sweet Heart, Van, Vera, Frisco, Royal Helen, Red Pacific, Nimba, Marysa, Durone giallo, Bella di Pistoia,
Durone nero I, Sweet Stephany, Arianna, Broox, Kassandra, Royal Tyoga.
Cultivar autoctone e tradizionali: Crognolo, Cuore, Del Paretaio, Di Giardino, Di Nello, Di Guglielmo, Gambolungo, Marchiana, Morella, Papalina, Orlando, Precoce di Cevoli, Siso, Usigliano.
• Caratteristiche qualitative
♦ Sapore naturalmente dolce e fruttato;
♦ Frutti provvisti di peduncolo;
♦ Gradi brix non inferiori a 14°.
Calibro
I frutti destinati al consumo fresco devono avere un calibro minimo di 20 mm, fatti salvi i frutti appartenenti alle varietà autoctone e tradizionali per i quali è ammessa una pezzatura minima di 13 mm.
• Caratteristiche sanitarie ed estetiche dei frutti
♦ integri, senza danni;
♦ puliti, privi di sostanze estranee visibili;
♦ sani, esenti da marciumi e da residui visibili di prodotti fitosanitari;
♦ esenti da parassiti.
A tali caratteristiche è ammessa una tolleranza del 5% in peso dei frutti.
I frutti destinati esclusivamente alla trasformazione possono essere privi del peduncolo, parzialmente integri e senza limiti di pezzatura fermi restando gli altri requisiti richiesti dal disciplinare di produzione. Tali frutti possono fregiarsi della I.G.P. «Ciliegia di Lari» ma non possono essere destinati tal quali al consumatore finale.


• Metodo di ottenimento •
Impianto e forme di allevamento
Sono ammesse tutte le forme di allevamento sia in volume che in parete, per l’allevamento in volume è ammessa una densità d’impianto massima fino a 625 piante ad ettaro, con una resa massima di 120 quintali ad ettaro; per l’allevamento a parete è ammessa una densità d’impianto massima fino a 1500 piante ad ettaro, con una resa massima di 150 quintali ad ettaro.
Sono ammessi gli impianti caratterizzati da piante collocate in ordine sparso negli appezzamenti di terreno, talvolta in consociazione con altre piante, con una resa massima a pianta di 150 kg.
Concimazione
Per il raggiungimento ed il mantenimento di un sufficiente livello di fertilità dei suoli è consentito l’utilizzo sia di concimi organici che di concimi minerali. È ammesso l’utilizzo della tecnica di fertirrigazione. La gestione del suolo prevede la lavorazione periodica dell’interfilare o se del caso l’inerbimento totale o parziale.
Irrigazione
La pratica dell’irrigazione è ammessa sia come pratica ordinaria che come intervento di soccorso.
Potatura
La potatura viene effettuata durante tutto l’arco dell’anno, seguendo le necessità fisiologiche delle piante in relazione al tipo di forma di allevamento prescelto.
Difesa fitosanitaria
La difesa dei ceraseti viene condotta secondo le norme vigenti.
Raccolta
Il periodo di raccolta della «Ciliegia di Lari» è compreso tra il mese di maggio e quello di luglio. La raccolta delle ciliegie deve essere eseguita a mano.
Conservazione
È ammesso l’utilizzo di celle frigorifere per la frigo-conservazione.


• Elementi che comprovano il legame con l’ambiente •
La richiesta di riconoscimento della «Ciliegia di Lari» si basa sulla sua storica reputazione costruita sulla qualità del prodotto, una qualità dovuta a fattori specifici della zona geografica che favoriscono la coltivazione del ciliegio: fattori pedologici e climatici, agronomici, sociali, culturali ed economici. Tali fattori agiscono in connessione tra loro ed hanno determinato la notorietà del prodotto rispetto al luogo, tanto da identificarlo con il nome di Lari. La lunga storia produttiva della «Ciliegia di Lari» ha portato alla costruzione di solidi rapporti con i consumatori, che ne apprezzano la sua particolare qualità distintiva (naturale dolcezza) e, in sede di acquisto, ne riconoscono il maggiore prezzo rispetto a ciliegie di altra provenienza.
L’area geografica delimitata ha da sempre rappresentato un territorio di concentrazione della produzione delle ciliegie, come dimostrato da studi e censimenti storici e recenti (Basso M., Natali S.,1959; Funghi A., 2004; AA.VV., a cura di Massai R., 2013).
Il territorio di produzione della «Ciliegia di Lari» è contraddistinto dalla presenza di terreni e condizioni climatiche particolarmente idonee per la coltivazione del ciliegio, le quali influenzano direttamente la qualità dei frutti, riconducibile alla naturale dolcezza (gradi brix).
La tessitura dei terreni, assieme al regime termo-pluviometrico, sono i due parametri che caratterizzano la zona di produzione della «Ciliegia di Lari» e che sono in grado di influenzare la qualità dei frutti (dolcezza espressa in gradi brix).
Le caratteristiche fisiche (composizione in sabbia, limo, argilla) dei suoli agrari dell’area, grazie alla riserva di acqua che solitamente sono in grado d’immagazzinare, danno ai coltivatori la possibilità di avere piante con un equilibrato sviluppo durante tutte e tre le fasi fenologiche, fioritura, allegagione e maturazione, cruciali per l’ottenimento di frutti con un ottima concentrazione zuccherina (gradi brix).
Il regime termo-pluviomentrico della zona di produzione si caratterizza per la presenza di molti fattori positivi per l’ottenimento di ciliegie naturalmente dolci e l’assenza di fattori limitanti: la zona non è particolarmente interessata da gelate tardive che possano compromettere la fioritura; le miti temperature primaverili e una contemporanea moderata piovosità, assicurano un’ottima fioritura e allegagione così come le non frequenti piogge durante la fase finale di maturazione del frutto limitano le problematiche di spaccatura delle ciliegie.
La lunga esperienza accumulata dagli agricoltori nella coltivazione del ciliegio, ha permesso di valorizzare al meglio il rapporto vocazione territoriale/potenzialità delle diverse varietà, connubio fondamentale per l’ottenimento di frutti di qualità.
L’assortimento varietale della «Ciliegia di Lari» è ampio e deriva dalla sintesi equilibrata operata dai produttori fra la capacità di adattamento all’ambiente ed il gradimento suscitato nel consumatore, ovvero la consolidata e riuscita combinazione fra questa ciliegia, l’ambiente e le risorse umane esistenti.
La gamma varietale, con polpa da poco consistente fino ad una polpa consistente e croccante, con buccia lucente di colore dal giallo al rosso scuro fino al nero, è inoltre caratterizzata dalla presenza di diverse varietà locali (Roselli G., Mariotti P., Il germoplasma del ciliegio – 1. Provincia di Pisa, ARSIA e CNR Istituto sulla Propagazione delle Specie Legnose, Firenze, 1999) che arricchiscono l’offerta e la caratterizzano ulteriormente.
La «Ciliegia di Lari» nei media. Tra le pubblicazioni dove viene citata la «Ciliegia di Lari», L’Italia del biologico, 2002, pag. 86, Guida Touring Club italiano; Elena Tedeschi, Toscana inconsueta.
Appunti ed itinerari per viaggiare oltre, 2017, Ed. goWare; Frutta e Ortaggi in Italia, 2005, Guida Touring Club italiano.
Notorietà nel passato e nel presente. Il breve cinegiornale di rilevanza nazionale, «La settimana INCOM 01925 – Italia, Lari (Pisa): quarta Sagra delle Ciliegie (26 maggio 1960), realizzato dalla società cinematografica INCOM rilevata poi dall’Istituto Luce, dimostra come la denominazione «Ciliegia di Lari» è sin da allora presente nel linguaggio comune e commerciale.
Tutt’oggi la produzione cerasicola dell’area delimitata è sinonimo di bontà e dolcezza e ciò rende riconoscibile il frutto ai consumatori anche nei punti vendita della grande distribuzione organizzata dove il prodotto viene venduto utilizzando la denominazione «Ciliegia di Lari».
L’insieme di tutti questi fattori ha fatto sì che i consumatori abbiano identificato e tutt’oggi identifichino la produzione dell’area indicata nel precedente art. 3 come «Ciliegia di Lari».
• Riferimenti storici
Come riportato da diversi autori, la coltivazione della «Ciliegia di Lari» affonda antiche radici nel territorio delle colline Pisane e l’esperienza degli agricoltori del luogo, acquisita di generazione in generazione, con continua ricerca e messa in atto di specifiche tecniche colturali, ha determinato le condizioni affinché la coltivazione della «Ciliegia di Lari» si consolidasse con successo nel tempo, fino a costituire anche un patrimonio storico-tradizionale e culturale di un territorio che trova in Lari il polo principale di conservazione e sviluppo.
Storicamente vari documenti scritti evidenziano la secolare cultura e tradizione della coltivazione della ciliegia nei territori delimitati: sin dal XVIII secolo nel mercato sotto le Logge di Lari (uno dei più grandi e prestigiosi della Provincia di Pisa fino agli anni ’50 del XX secolo) primeggiava la ciliegia la quale era fortemente apprezzata dai grossisti e dai consumatori sia per la sua bontà, sia per la precocità, fatti che contribuirono a dare una ulteriore spinta alla produzione anche perché il collocamento avveniva a prezzi remunerativi (Tremolanti E., Profilo storico delle cultivar di ciliegio con particolare riguardo al territorio larigiano, in Spunti di Natura economica: cenni di storia di cerealicoltura, panificazione, viticoltura e cultivar di ciliegio, CLD Libri, Calcinaia (Pi), 2010).
Vista l’importanza economica e culturale che la ciliegia aveva assunto per l’economica larigiana, grazie all’iniziativa di alcuni paesani, nel 1957 si tenne così a Lari la prima «Sagra della Ciliegia» senza dubbio una delle più vecchie, delle più conosciute e delle più frequentate da centinaia e centinaia di visitatori. Dal 1957, ben 66 «Festa della Ciliegia di Lari» si sono tenute senza soluzione di continuità sino ad oggi, a testimonianza, insieme alla presenza su diverse pubblicazioni, dell’importanza economica e culturale della «Ciliegia di Lari» per il territorio che storicamente la produce.
L’apprezzamento nei trasformati è testimoniato da ricette dolciarie presenti sul web, come riportato nei siti popcuisine.it e gazzettadelgusto.it, ed anche da ricette pubblicate in libri di cucina (Il gelato a modo mio, di Simone Bonini Ed. Giunti 2016).

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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