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Medalla Real Gold Medal Cabernet Sauvignon 2017 Viña Santa Rita

Viña Santa Rita vigneto

Per gli amanti del vino, siano essi intenditori o principianti, a soli 40 km dal centro di Santiago verso sud c’è uno dei migliori 50 vigneti al mondo per l’enoturismo, secondo la classifica generale stilata nel giugno 2019 dall’accademia “World’s Best Vineyards”, creata da William Reed, l’organizzatore dell’International Wine Challenge: Viña Santa Rita. Giudicata come la migliore tenuta vitivinicola da visitare nella Valle del Maipo, Santa Rita ha raggiunto il 26° posto e si è posizionata sopra alcuni fra nomi più illustri del mondo, tra cui i francesi Château Mouton Rothschild, Veuve Cliquot, E. Guigal e il sudafricano Vergelegen Estate, con oltre 150.000 servizi turistici differenziati che ha effettuato nel 2018.
Qui si può partecipare a tutta una serie di tour (in spagnolo, portoghese, inglese e in orari diversi, dal martedì alla domenica) per godere l’affascinante mondo della vite e del vino, entrare in contatto con le sue radici, conoscere i processi di coltivazione e vinificazione, assaggiare i migliori vini e godere di tutto il patrimonio culturale della vitivinicoltura nell’Alto Jahuel che ha più di 1.500 anni di storia.

 

Viña Santa Rita

Dichiarato monumento storico nel 1972, il complesso include la Casona Doña Paula, un edificio di 200 anni che è stato teatro di importanti eventi durante i combattimenti per l’indipendenza del Cile, il famoso ristorante Doña Paula che è selezionato come uno dei migliori ristoranti vinicoli del paese, le originali cantine storiche di fine ‘800, l’Hotel Casa Real che era dimora signorile e residenza estiva del fondatore dell’azienda ed è circondata da un parco di 40 ettari, il Museo andino che mostra la collezione etnografica della Fondazione Claro Vial, con oltre 3.000 oggetti di archeologia e culture andine.

Viña Santa Rita

Viña Santa Rita è stata fondata nel 1880 da Don Domingo Fernández Concha (della stessa famiglia Concha y Toro già citata qui), che aveva introdotto viti francesi a piede franco nella Valle del Maipo e aveva assunto viticoltori francesi specializzati per produrre vini con tecniche e risultati molto superiori a quelli tradizionalmente ottenuti in Cile, cambiando il modo di produrre i vini con l’impianto di macchinari specializzati.
Passata di proprietà alla famiglia di suo genero Vicente García Huidobro, che aveva ereditato anche gli ideali del fondatore, fino alla metà degli anni ’70 del secolo scorso l’azienda si è sviluppata sotto la proprietà di questa famiglia che, nel 1980, ha ceduto parte del patrimonio di Viña Santa Rita al Gruppo Claro e alla società Owens Illinois (il principale produttore mondiale di contenitori in vetro). L’arrivo del Gruppo Claro ha rappresentato un forte impulso per l’azienda, con significativi progressi tecnologici e tecnici sono stati fatti nell’area produttiva, con nuovi vini proposti al mercato nel 1982 (la linea 120) e all’esportazione nel 1985, anche con l’acquisizione di marchi prestigiosi sul mercato, come Carmen, nel 1987.

Viña Santa Rita

Nel 1988 il Gruppo Claro ha assunto la piena proprietà di Santa Rita che ha dato origine a un periodo di grande espansione dei vigneti ed è diventata società per azioni nel 1990. La sua crescita si basava sul forte impulso alle esportazioni e sull’eccellente reputazione dei suoi vini, grazie a investimenti significativi in tutti i processi, con attrezzature moderne, serbatoi in acciaio inossidabile e botti di rovere francese e americano. Nell’area agricola, l’acquisizione e la messa a dimora di oltre 1.000 ettari è stata consolidata nelle valli più importanti della viticoltura cilena: Maipo, Colchagua e Casablanca. L’espansione ha comportato la crescita della tenuta di Santa Rita che ha raggiunto 2.860 ettari. A ciò si è aggiunta nel 1992 anche la Carmen Vineyard, orientata alla produzione di vini pregiati per il mercato internazionale.

 

Viña Santa Rita

Nel 1997 Viña Santa Rita si è installata anche in Argentina, dove ha creato Doña Paula Estate per esportare i vini di due tenute situate a Ugarteche e Tupungato, nella provincia di Mendoza, in altura, e dal 2005 anche di ulteriori a Pumanque, fino alla creazione della Sur Andino Argentina S.A. nel 2007 per integrare l’offerta vinicola di Viña Doña Paula, raggiungendo una superficie coltivata di oltre 3.500 ettari in Argentina.
Nel 2009 a Santiago del Cile è stata fondata Nativa Eco Wines S.A. per lo sviluppo esclusivo di vini biologici e nel 2015, la rivista britannica Drinks Business ha nominato Santa Rita l’azienda etica dell’anno nei suoi Green Awards. Attualmente Viña Santa Rita in Cile è diretta dal presidente Baltazar Sánchez Guzmán e dal vicepresidente Arturo Claro Fernández con il CEO Andrés Lavados Germain, ed è una realtà di oltre 90 milioni di litri di vino. I vigneti che possiede in Cile si trovano nelle zone migliori e si estendono per almeno 3.054 ettari piantati nelle valli prestigiose di Limarí (131 ettari), Casablanca (314 ettari), Leyda (90 ettari), Colchagua (1.071 ettari), Curicó (458 ettari), Maule ( 131 ettari) oltre che in quella del Maipo (990 ettari), dov’è stata la prima tenuta della valle, considerata da molti quella dove c’è il terroir ideale per produrre uno dei migliori Cabernet Sauvignon al mondo.

Sebastián Labbé e il suo Medalla Real Gold Medal Cabernet Sauvignon
Sebastián Labbé e il suo Medalla Real Gold Medal Cabernet Sauvignon

La valle del Maipo ha un clima mediterraneo semi-arido, gli inverni sono freddi e con piogge moderate, le estati sono calde e secche. L’escursione termica tra giorno e notte può superare i 20° C con temperature medie annue di 13,9 ° C. La piovosità media varia tra 300 e 450 mm l’anno. I terreni sono alluvionali e colluviali, i suoli sono pietrosi e consentono un buon drenaggio.
Nel 1987, prima ancora che la valle del Maipo ottenesse i riconoscimenti dai più famosi enologi del mondo, una bottiglia del Santa Rita Medalla Real Gran Reserva dell’annata 1984 proveniente dalla valle del Maipo ha cambiato la storia del vino cileno. Medalla Real è diventato il primo vino cileno a vincere le Olimpiadi del vino di Parigi organizzato dalla rivista enogastronomica francese Gault-Millau, guadagnandosi la medaglia d’oro davanti a oltre 35 partecipanti, compresi i vini di Francia, Spagna e California. Proprio per commemorare questa pietra miliare la Santa Rita ha deciso di lanciare l’attuale Medalla Real Gold Medal Cabernet Sauvignon, un ottimo vino dell’enologo Sebastián Labbé.
Sebastián ha studiato viticoltura ed enologia alla Lincoln University in Nuova Zelanda, quindi ha lavorato come assistente enologo presso Margrain Vineyard in Nuova Zelanda e Tyrrell’s Wines in Australia e poi a Viña Carmen nel 2005, dove è stato capo enologo delle linee Wave, Carmen DO e IIII Lustros fino all’inizio del 2017, quando è stato nominato enologo per i vini ultrapremium di Viña Santa Rita.

Medalla Real Gold Medal Cabernet Sauvignon 2017
Questo vino proviene da uve di cabernet sauvignon (92%) e cabernet franc (8%) di viti di età compresa tra 15 e 20 anni e allevate utilizzando un sistema di posizionamento verticale dei tralci in una singola vigna, come specifica la scritta single vineyard in etichetta. All’inizio della primavera si sono ridotti i germogli e dopo la fioritura si sono diradate le foglie per ottenere una buona maturazione del tannino al momento della raccolta. L’enologo preferisce esprimere il lato più maturo dei cabernet della valle del Maipo, con una gestione differenziata dei vigneti per ottenere un vino più untuoso, con fruttato nero e uno stile più piacevole, raggiungendo sapori eccellenti e una morbida consistenza. Il cabernet franc è stato raccolto nella seconda settimana di aprile. Il cabernet sauvignon è stato raccolto subito dopo, nella seconda metà di aprile, quando aveva un gran bell’equilibrio e una maturazione ottimale.

Viña Santa Rita cantina

 

Le uve sono state diraspate e pigiate delicatamente, lasciando intatte alcune bacche intere durante la fermentazione. Prima della fermentazione è stata effettuata una macerazione a freddo. La temperatura è stata portata a 15 ° C prima dell’inoculazione di lieviti selezionati. Alcuni lotti però sono fermentati con lieviti autoctoni. La fermentazione è stata condotta a 25-28 ° C con rimontaggi giornalieri durante i primi giorni della fermentazione e due volte al giorno durante l’intero processo di vinificazione per migliorare l’estrazione. Una volta completata la fermentazione, in alcuni serbatoi selezionati i mosti sono rimasti a contatto con le bucce per 8 giorni per raggiungere una maggiore consistenza e morbidezza del tannino. Il vino è stato pressato, usando presse verticali e pneumatiche, quindi è stato maturato per 14 mesi in vecchie botti di secondo e terzo passaggio. Tenore alcolico 13,6%, acidità totale 4,7 g/l, pH 3,73 e residuo zuccherino naturale 6,2 g/l. Il prezzo in Europa è compreso tra i 13 e i 15 € a seconda dei paesi, tanti, in cui viene esportato. Anche gli altri vini di quest’azienda hanno un buon rapporto qualità/prezzo.
Ha un colore rosso cremisi scuro, profondo, dai riflessi viola. All’attacco si sente il tabacco bagnato e il cedro che aprono un bouquet è ricco di aromi di frutta scura come amarene, mirtilli, more di rovo, ribes nero, prugne secche e sfumature di spezie morbide e di terra pulita. In bocca il fruttato è potente, mostra tannini ben maturi e domati che gli danno una bella cremosità. Il finale conferma la frutta scura con note di pepe. Una bella versione a portata di tasca dei cabernet del Nuovo Mondo.

Mario Crosta

Viña Santa Rita
Camino Padre Hurtado nº 695, Buin, CILE
coordinate GPS: -33.724689 S, -70.675044 O
sede: avenida Apoquindo 3669, piso 6, Las Condes, Santiago de Chile
tel. +562.23622000 (centralino), fax +562.23622842
sito www.santarita.com
e-mail info@santarita.cl

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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