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Il Barbaresco si degusta e apprezza…a tavola!

Il Comune di BarbarescoDopo cinque edizioni di alterne fortune, la manifestazione autunnale “Piacere, Barbaresco“, con il suo tradizionale banco di degustazione, che ha visto spesso con la presenza dei produttori, e i didattici e spettacolari “Tour dei cru“, spensierate passeggiate tra i migliori vigneti dei comuni di Treiso, Barbaresco, Neive e della piccola frazione albese San Rocco Seno d’Elvio in compagnia degli stessi vignaioli, autentici e loquaci “padroni” del territorio, prova a voltare pagina.
L’Enoteca Regionale ripropone infatti per il 21 settembre la primaverile formula del “Barbaresco a Tavola“, occasione veramente ghiotta per tutti, giornalisti, enotecari, semplici appassionati per verificare potenzialità, abbinabilità, pregi e difetti dei Barbaresco 2009, che alcuni avranno già avuto modo di degustare a maggio nell’omonima manifestazione o nel corso dell’anteprima di Nebbiolo Prima.
In questo caso l’interesse verso l’evento aumenta non poco, poiché permetterà di constatare se alcuni mesi in più di affinamento in bottiglia ma soprattutto il periodo estivo, noto per la sua potenzialità di regalare rotondità e maturazione al vino, abbiano giovato a questa annata, che fin dai primi assaggi ha evidenziato le sue potenzialità, ricchezza e complessità.

Il Comune di TreisoProprio a Nebbiolo Prima personalmente ho rilevato maggior omogeneità di interpretazione nei vini prodotti a Treiso e Barbaresco, un po’ meno equilibrio nei pochi campioni assaggiati provenienti da San Rocco Seno d’Elvio, parecchia discordanza nei vini di Neive, dove vigneto, terreno, esposizione e, a mio avviso parecchio, la mano del produttore aumentano le difformità.
In particolare a Barbaresco ho riscontrato nei cru più rinomati uno stile di prodotto alquanto affine, come ad esempio nell’Asili delle aziende Ca’ del Baio e Michele Chiarlo, nei Rabajà di Giuseppe Cortese, Castello di Verduno, di Cà du Rabajà e di Luisin oppure nei Roncaglie di Poderi Colla, Olek Bondonio e Socrè, improntato correttamente sull’austerità e complessità rispetto all’immediatezza e semplicità, sullo stile dell’impareggiabile eleganza e longevità del Martinenga, cru “monopolio” della Tenuta Marchesi di Gresy.
L’elegante e inimitabile impronta del territorio a Treiso l’ho quindi percepita nel Vallegrande di Cà del Baio, nel Pajoré di Rizzi e nel Montersino di Michele Taliano e Vigin.
Neive si caratterizza per notevoli divergenze di gusto e personalità, a cominciare dal cru Basarin, complesso e strutturato nei vini di Moccagatta e Luisin, fruttato e gentile in quello di Adriano Marco e Vittorio. A maggio avevo apprezzato anche il Gallina di Ugo Lequio, il S. Stefanetto di Piero Busso, il Bric Micca di Dante Rivetti e il Palazzina di Montaribaldi.

Il Comune di NeiveConfidando nella presenza dei produttori, nel corso di un conviviale “Barbaresco a Tavola” si potrebbe anche provare a fare un primo esame della vendemmia 2012, che sicuramente sarà condizionata dal lungo periodo di caldo e siccità, a iniziare da un calo di prodotto stimato attorno al 15%, interrotto soltanto un paio di settimane fa da un weekend dal sapore tipicamente autunnale, con pioggia fitta ma non violenta e temperature in picchiata: dai quasi 40 gradi addirittura a meno di 20!
In Langa e nel Roero le uve bianche hanno minimamente beneficiato (e nello stesso tempo non sono state danneggiate) di questa improvvisa abbondanza d’acqua, giunta, ahimè, troppo tardi e a ridosso o addirittura in piena raccolta. Al contrario la vendemmia delle uve di Barbera e Nebbiolo, caratterizzate da acini avvizziti a causa del perdurare delle alte temperature e della scarsità di precipitazioni, ha rischiato di venire seriamente compromessa. Fortunatamente finora le basse temperature notturne e qualche giorno ben ventilato hanno scongiurato fenomeni di “acini crepati” con conseguente marciume, permettendo anzi di portare avanti la maturazione fenolica.
Salvo improvvisi capovolgimenti di clima (uno dei dilemmi che dalla germogliazione alla raccolta priva del sonno i vignaioli), la vendemmia 2012 di Nebbiolo da Barbaresco inizierà a fine settembre (almeno una decina di giorni dopo rispetto al 2011), gradatamente a partire dai vigneti posti a minori altitudini; generalmente a inizio ottobre si inizierà a staccare le uve da Barolo.

Le Rocche con i calanchiLe previsioni sulla qualità dell’annata sono positive ma ancora ovviamente molto caute (“occorre aspettare di avere almeno qualche vasca piena prima di parlare” mi dicono sempre i produttori).
Al momento le uve si presentano quasi ovunque sane, purtroppo alcune zone sono state “falcidiate” dalla grandine (pressoché indenne la zona del Barbaresco, meno fortunati i comuni del Barolo, come ad esempio Monforte d’Alba con lo storico cru Bussia, una piccola parte del celebre Cannubi a Barolo, Novello, i vigneti a ridosso dell’abitato di La Morra); la gradazione si preannuncia simile al 2011 ma con una freschezza maggiore, grazie all’accurato ed accorto lavoro in vigna: facendo tesoro delle precedenti “torride” annate (la celebre 2003 ma anche la stessa 2011), si è limitato il diradamento delle uve e soprattutto la defogliazione, per evitare un’eccessiva esposizione ai raggi solari del frutto ed il rischio di “bruciarne” profumi e aromi.

I cru di BarbarescoAppuntamento quindi oggi 21 settembre presso uno degli undici ristoranti che hanno aderito all’iniziativa, dove ogni commensale potrà assaggiare o, meglio ancora, abbinare ai tipici piatti langaroli circa una ventina di Barbaresco 2009, certamente una minima rappresentanza della produzione complessiva, anche se gli organizzatori hanno garantito che saranno rappresentati la maggior parte dei “cru”, ovvero dei vigneti più vocati alla produzione di questo vino a base unicamente di Nebbiolo.
L’omonimo paese di Barbaresco fa la parte del leone, poiché si potrà cenare presso i ristoranti Antica Torre, Rabayà, Antinè, Vecchio Tre Stelle, Casa Nicolini e l’Osteria Arsivoli. A Treiso invece i ritrovi sono presso il Profumo Divino, l’Osteria dell’Unione e la Trattoria Risorgimento. Infine ad Alba, presso la storica Osteria Italia di San Rocco Seno d’Elvio oppure nel moderno Ristorante Enoclub.
La settimana successiva “Barbaresco a Tavola” uscirà dai confini langaroli, approdando il 27 settembre nel Roero, a Magliano Alfieri, presso il Ristorante Alla Corte degli Alfieri, dove si potrà apprezzare l’estro e la creatività del giovane chef Stefano Paganini.

Luciano Pavesio

Luciano Pavesio

Esordi giornalistici nel lontano 1984 nel mondo sportivo sul giornale locale Corriere di Chieri. La passione per l’enogastronomia prende forma agli inizi degli anni ’90 seguendo la filosofia e le attività di SlowFood. Ha frequentato corsi di degustazione e partecipa a numerosi eventi legati al mondo del vino. Le sue esperienze enoiche sono legate principalmente a Piemonte, Valle d'Aosta, Alto Adige e Friuli. Scrive e collabora a numerose riviste online del settore; è docente di corsi di degustazione vino ed organizzatore di eventi.

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