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Cantine I Favati verso la West Coast

Il viaggio che porta l’Irpinia nei migliori ristoranti di San Francisco

Ingresso I Favati

Il consumo ed il wine business in USA incrocia ancora una situazione complessa e di stabilizzazione, ma l’attenzione internazionale torna fortemente ai territori autentici del vino italiano: ebbene, occorre puntare su leve risolutive.
Cantine I FAVATI si prepara a una missione “de facto” strategica: un viaggio sulla US West Coast, con una serie di cene e degustazioni nei ristoranti più autorevoli di San Francisco, pensate per presentare l’intera line-up dei loro vini a un pubblico di professionisti, sommelier e appassionati americani.

Carla Giusy
Carla Giusy

Un progetto costruito con cura da Carla Giusy Favati, sostenuto dal lavoro e dalla sensibilità di Shelley Lindgren, figura cardine della ristorazione californiana, Wine Director dei ristoranti A16 e promotrice instancabile delle varietà e dei territori del Sud Italia.
La Lindgren, da anni, porta avanti con coerenza la missione di far conoscere i vitigni autoctoni campani, come il Fiano di Avellino, del quale ha scoperto le molteplici qualità, durante le sue esplorazioni enologiche nel Meridione e, con convinzione, ha voluto riportarle negli Stati Uniti.
Una collaborazione, dunque, tra una delle voci più autorevoli della cultura del vino Campano negli USA e una cantina Irpina che lo rappresenta con forza identità, tradizione e modernità.

I Favati vigneti

A partire da Sabato 21 Febbraio 2026, si svolgeranno diverse “wine dinner” con la collaborazione dello Chef Marco Contrada, che proporrà, di volta in volta, un menu irpino studiato ad hoc; s’inizierà dal ristorante A16 Napa Valley di Shelley Lindgren e si proseguirà con più date nella vibrante San Francisco.
Il contatto con il produttore è sempre molto apprezzato: la sua presenza in ristoranti con identità gastronomica forte, ne moltiplica la reputazione; il vino, in tal modo, non viene presentato solo come una bevanda, ma diventa parte dell’esperienza narrativa.

I Favati bottaia

Le cene, nei ristoranti più prestigiosi di San Francisco, offriranno un palcoscenico ideale per far conoscere:

  • l’eleganza dei bianchi irpini;
  • la profondità dell’Aglianico;
  • la coerenza stilistica della cantina I Favati;
  • il racconto umano, caratterizzante il lavoro dell’azienda.
Rosanna Petrozziello con la figlia Carla Giusy
Rosanna Petrozziello con la figlia Carla Giusy

La storia della famiglia Favati è pronta a diventare un racconto internazionale. L’attività produttiva de I Favati nasce ufficialmente alla fine degli anni ’90, quando Rosanna Petrozziello, insieme al marito Giancarlo Favati e al cognato Piersabino, decide di raccogliere l’eredità vitivinicola della famiglia. Tutti e tre abbandonano carriere affermate per dare continuità a una tradizione che risale ai primi del Novecento.
Una scelta controcorrente, guidata dall’idea che il vino potesse essere molto più di un prodotto: un ponte con il territorio, o meglio, un modo di raccontare l’Irpinia al mondo.

I Favati vigneti

Lo stile produttivo de I Favati è molto chiaro e profondamente coerente: “il vino si fa in vigna”, intervenendo il meno possibile, concentrando gli sforzi sulla qualità delle uve e sulla coltivazione esclusiva dei vitigni autoctoni – Fiano, Greco e Aglianico – coltivati su suoli ricchi di argilla, tufo e calcare delle colline di Cesinali e delle zone DOCG irpine.
Ogni vendemmia è una sfida.  L’Irpinia non è una terra facile, ma se la si ascolta, ripaga con vini di una verticalità rara, di una freschezza sorprendente, di una complessità indimenticabile.
Vini che diventano capitoli della storia di famiglia, non semplici etichette.

I Favati vini

Il Fiano Pietramara, uno dei bianchi più amati dai critici e lodato per la sua profonda vena minerale, nasce da vigne allevate su suoli miscelati tra argille gialle, calcare e tufo: il cuore geologico dell’Irpinia.
Il Greco di Tufo Terrantica racconta vigne alte e ventose, fino a 550 m.
Il Taurasi narra l’Aglianico nella sua forma più autorevole, frutto di un’Azienda che negli ultimi anni ha ampliato proprio in queste zone la propria superficie vitata.
E poi c’è il Campi Taurasini, vino che concede compromessi: è diretto, sincero, immediato.
Come afferma uno slogan aziendale: “Tradizione in ogni sorso, passione in ogni bottiglia”.

I Favati vigneti

Nuovi progetti e nuove direzioni sono all’orizzonte, e c’è da dire che la cantina non é rimasta mai ferma: negli ultimi anni ha investito in:

  • ampliamento dei vigneti in areali prestigiosi (come il territorio del Taurasi);
  • miglioramento costante delle tecniche di vinificazione;
  • crescita dell’ospitalità grazie a Villa Carolina I Favati, struttura che accoglie viaggiatori da tutto il mondo immergendoli nell’autenticità del territorio irpino.

Una visione moderna, che non tradisce mai le origini.
Il viaggio sulla West Coast non sarà una parentesi, ma un nuovo percorso, permeato dal dinamismo americano, che consoliderà, oltremodo, la costante crescita produttiva, proprio come le vigne radicate sulle colline irpine.

Rachele Bernardo

Rachele Bernardo

Mi presento, sono Rachele Bernardo, annata 1968, ribelle quanto ME. La passione per la scrittura risale agli spensierati anni giovanili, tuttavia sono stati le esperienze di vita all'estero e gli approfondimenti della cultura enogastronomica ad accrescerne l'importanza e il ruolo nella mia vita. Sono nata in Italia, nella città di Napoli e il mio carattere "vesuviano" ha sempre nutrito le mie emozioni forti e vulcaniche. Lasciando che la curiosità si trasformasse in specifica attenzione per tutto ciò che concerne il wine & food, sono diventata Sommelier e Degustatrice AIS. Collaboro con riviste enogastronomiche del web, blog e con AIS Campania. Da molti anni abito tra due continenti: Europa e America, mischio lingue e culture: le bellezze dei luoghi, che amo catturare in foto, diventano musicali sottofondi su cui scrivo melodiosamente "Emozioni in parole", titolo del mio primo libro.

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