Statistiche web

Monferrato Nebbiolo Iollarum 2023

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione:
@@@@
Data degustazione:
06/2026


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: CASCINA CASTLET
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 15 a 20 euro


Mariuccia Borio, alias Cascina Castlèt, non ama stare con le mani in mano. Potrebbe farlo, all’alba della sua cinquantacinquesima vendemmia e considerando che la sua cantina è tra le aziende di riferimento delle colline astigiane, ma non sarebbe diventata l’icona che è. La nostra protagonista ama studiare il territorio ed approfondire ogni ettaro vitato della sua proprietà situata a Costigliole d’Asti; è così che è nato il Monferrato Nebbiolo Iollarum 2023. Parlando con Mariuccia apprendo che veniva chiamata così, nel 1428, la zona del borgo sopracitato che oggi ospita i vigneti di nebbiolo dell’azienda. Un antico toponimo riemerso grazie al recupero di uno stradario storico, restaurato con il contributo di Cascina Castlèt e oggi custodito in Comune. Un gesto che è insieme culturale e identitario: riportare alla luce un frammento di storia e restituirlo alla comunità. Ma questa terra racconta una storia ancora più profonda: già nell’Ottocento il marchese Asinari aveva scelto questi suoli per piantare nebbiolo accanto allo chardonnay, intuendo una vocazione straordinaria e una visione agricola capace di dialogare tra tradizione e apertura. – Iollarum nasce da un atto di responsabilità verso la nostra terra – racconta Mariuccia Borio – Non è solo un vino, ma un gesto di restituzione: recuperare un nome, una storia e rimetterli in circolo perché possano parlare alle nuove generazioni. Credo che il vino abbia questo compito straordinario: custodire la memoria e allo stesso tempo renderla viva, accessibile, condivisa. In questo modo il vino diventa un atto di memoria attiva – conclude la titolare di Cascina Castlèt – Abbiamo cercato un equilibrio preciso tra identità varietale e interpretazione contemporanea – spiega Giorgio Gozzelino, enologo – Il nebbiolo qui esprime una finezza naturale che abbiamo voluto preservare, lavorando su una doppia anima: la ceramica per mantenere integrità e freschezza, il legno per costruire struttura e profondità. Il risultato è un vino che non forza, ma accompagna, lasciando emergere con chiarezza il carattere del territorio –.
La prima annata prodotta è la 2023, da una vigna di 1,5 ettari piantata nel 2020, in un momento storico complesso ma simbolicamente potente. La produzione iniziale è di circa 6.000 bottiglie, con una potenzialità che potrà raggiungere le 12.000. Affina un anno suddiviso tra botti in ceramica (50%) e barrique di rovere francese (50%). L’identità di Iollarum prende forma anche attraverso la sua etichetta, concepita come un vero e proprio racconto visivo. Ispirata al documento storico del 1428, si presenta come un vortice di parole in latino che richiama mappe, percorsi e stratificazioni. È stata ideata dal creativo Marcello Pilone dello studio grafico Gruppo Leader di Canelli.
Veniamo al vino, che al mio cospetto si presenta in veste rubino/granata, dotato di media trasparenza ed estratto. Il suo respiro è piuttosto sobrio e dal timbro dolce, tra ricordi di vaniglia bourbon e frutti rossi di bosco maturi. Vi si aggiunge una bella speziatura, che fa eco a una parte floreale che emerge con la lenta ossigenazione. In bocca si distingue per un tannino dolce e una freschezza controbilanciata da una vena sapida; quest’ultima mostra il carattere dei vigneti. Avverto ancora l’irruenza del sorso, che convince appieno per doti di bevibilità e pienezza gustativa. Quattro chiocciole belle pienotte. Agnolotti al sugo d’arrosto.

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio