Al ristorante Da Francesco il Vermentino di Gallura secondo Raffaele e Federico Gregu

Sulle nostre pagine, Tenute Gregu è ormai di casa, ne ho scritto io quattro anni fa qui dopo averli incontrati al ristorante Al Ceppo a Roma, l’anno dopo Andrea Petrini ha avuto modo di assaggiare tutti i loro vini, infine nel 2024 Fosca Tortorelli ha raccontato dei nuovi vini Pitraia e Grehòs.
Questa volta, precisamente il 24 giugno scorso, ci siamo rivisti presso il ristorante Osteria al Centro Da Francesco in Piazza del Fico, 29 Roma.

Per l’occasione era presente anche la moglie di Raffaele, Marianna, che ha raccontato ai numerosi giornalisti presenti la storia della cantina che si trova nel cuore della Gallura, in un triangolo formato dai comuni di Monti, Telti e Calangianus, a un’altitudine che va dai 490 ai 500 metri s.l.m. su suoli di origine granitica, ai piedi del Monte Limbara e con lo sguardo rivolto all’Isola Tavolara.

Intorno ci sono tre piccoli laghi e numerosi corsi d’acqua, un contesto microclimatico del tutto particolare che consente ottime escursioni termiche tra giorno e notte, oltre alla presenza costante della brezza marina, che mitiga fortemente l’umidità e il rischio di virosi per le viti.

In questo ecosistema ideale nasce il loro Vermentino di Gallura Superiore Selenu, di cui ho avuto modo di degustare quattro annate comprese in un decennio, la prima prodotta risale infatti al 2014 e l’ultima al 2024.
Dieci anni di vendemmie sono serviti a comprendere meglio le caratteristiche del territorio e quali fossero le migliori condizioni di lavorazione e vinificazione per ottenere un Vermentino longevo e di carattere.
Di seguito le mie impressioni:

2024 – etichetta nuova (Selenu X per evidenziare che si tratta della decima vendemmia) e bottiglia un po’ più scura che garantisce una maggiore protezione dalla luce esterna per un migliore invecchiamento del vino. Proviene da due vigneti con diverse caratteristiche di altitudine e microclima, quello meno in quota è circondato da boschi e laghetti e, a dispetto della minore altitudine porta le uve a maturazione più lentamente rispetto a quello più elevato, proprio per l’intensa presenza di boschi che garantiscono una notevole escursione termica. Il suolo è composto da disfacimento granitico, ma nel vigneto più elevato è più sciolto, sabbioso.
La vinificazione e la maturazione sono state svolte esclusivamente in acciaio, con una permanenza che, con questa vendemmia, è passata da 12 a 14 mesi.
Ne emerge un vino dai tratti ancora giovani ma già ben delineati, dove il frutto e la macchia mediterranea sono ben presenti, con un particolare slancio verso tonalità agrumate. Una freschezza piena e una spiccata vena sapida restituiscono un sorso vivo e stimolante, di buona intensità e lunghezza, non privo di richiami iodati e marini.
Un vino con ottime prospettive evolutive, che testimonia l’esperienza acquisita dai fratelli Gregu vendemmia dopo vendemmia.

2023 – in fase iniziale appare molto diverso, più salmastro e con una maturità di frutto più spiccata, ma con il passare dei minuti recupera un migliore equilibrio e una maggiore freschezza. Anche al palato si rivela differente, apparentemente più ricco e maturo con un’eleganza meno spiccata.

2019 – qui entriamo in un ambito ancora diverso, del resto è stata un’annata con caratteristiche proprie, infatti emerge chiara la presenza botritica nei cenni di zafferano e uva passita, cui si affiancano influssi di pesca gialla, miele di acacia, leggero boisé (qui è stato effettuato un breve passaggio in legno). Bocca che ha mantenuto la freschezza, un frutto maturo ma senza spingere sulla confettura o sulla dolcezza. C’è equilibrio e profondità in un contesto ancora una volta salmastro, marino.

2014 – per quanto mi riguarda è stata la vera sorpresa della giornata. Mi ha stupito come, nonostante fosse la prima annata prodotta, abbia tenuto in maniera perfetta 11 anni di bottiglia. Anche qui si percepisce una leggera presenza di botrite, affiancata da erbe aromatiche, lentisco, salvia, ma soprattutto un sorso di grande impatto, intenso e voluttuoso, ancora freschissimo, salino, lungo, dalla beva irresistibile.
Complimenti davvero per questo Selenu in grande spolvero!
Roberto Giuliani



