Statistiche web
Assaggi dall'Italia e dall'EsteroIl vino nel bicchiereItalia

A Cori sfila il Nero Buono

la fanfara degli sbandieratori di Cori

Tannico, corposo, longevo, il vino a base di Nero Buono è così. Perché ostinarsi a domarlo in barrique, arrotondarlo, per farne sciroppo ad uso di chi nel vino non cerca un franco e leale accompagnamento del cibo?

A Cori lo hanno capito, e i vini proposti nell’ultima sessione di degustazione verticale tenutasi il 28 ottobre 2017 in occasione della edizione di “Cori, vini nei cuori“, sono apparsi in gran forma, tonici e vivaci anche a diversi anni di distanza dalla vendemmia… ma andiamo per gradi.

Le tre cantine dell’area – Cincinnato, Pietra Pinta, Marco Carpineti – insieme con l’amministrazione hanno programmato una serie di attività specifiche che si sono affiancate all’offerta per il pubblico, ovvero tre punti di degustazione con prodotti del territorio sparsi nel centro cittadino gestiti grazie alla collaborazione con Sky Wine, visite guidate al complesso museale e alla chiesa di Sant’Oliva, mostre, spettacoli folkloristici e un panorama mozzafiato sulla pianura pontina.

Cori: il tramonto da Sant'Oliva

All’interno del complesso museale adiacente la chiesa di Sant’Oliva, si è svolta la degustazione tecnica dei vini delle tre cantine coresi prodotti con Nero Buono. Una verticale con i vini di punta di Pietra Pinta, Cincinnato e Marco Carpineti delle annate 2014, 2013 e 2012 per operatori e giornalisti di settore. Tutti hanno potuto innanzitutto valutare l’evoluzione che questo grande vitigno, difficile ma capace di dare ottimi rossi, riesce a esprimere con un affinamento più lungo. Questo grazie a un sempre più sapiente e “dosato” uso dei recipienti di affinamento in legno.

Nero Buono, degustazione verticale
Verticale di Nero Buono. Sullo sfondo, da sinistra: Marco Carpineti, Fabio Ciarla (moderatore), Nazzareno Milita e Bruno Ferretti.

A introdurre l’atmosfera “vivace” che avrebbe accompagnato l’intera degustazione sono state le originali bollicine da Nero Buono proposte a mo’ di aperitivo da Marco Carpineti col suo:

Kius rosé

Kius 2013 – Marco Carpineti – 13°

Spumante extra brut millesimato ottenuto con metodo classico da uve Nero Buono. Ha spuma generosa, colore tra il rosa e il ramato effetto buccia di cipolla. Profuma di frutti di bosco, ribes rosso in particolare, accompagnato da una frizzante nota agrumata di pompelmo rosa, e in bocca sublima gradevolmente rivelandosi leggero, fresco e sapido.

Valutazione: @@@@

 

Quindi si è passati ai rossi, proposti in ordine cronologico invertito, tra i quali ne abbiamo selezionati alcuni che descriviamo di seguito.

Colle Amato 2014 - Pietra Pinta

Colle Amato 2014 – Pietra Pinta – 13,5°

Proveniente da un unico vigneto, con produttività media di circa 60 qli/ha, il Colle Amato matura parte in barrique e parte in tonneau.
Si presenta limpido,  edi un bel rosso rubino ben vivace a tre anni dalla vendemmia. Profuma di sottobosco, si colgono piccoli frutti scuri quali mora e ribes nero, la visciola passita e sottili note di rabarbaro. E’ pieno di estratto, quasi masticabile, con morbidezza non eccessivamente pronunciata e un tannino appena smussato. Finale di rabarbaro in un contesto fresco e mentoso.

Valutazione: @@@@

Ercole 2014 - Cincinnato

Ercole 2014 – Cincinnato – 13,5°

Compie settant’anni la Cooperativa Cincinnato di Cori, e non li dimostra, anzi, accelera il ritmo delle sue continue innovazioni. L’Ercole 2014 è limpido, rosso rubino con riflessi nero-violacei e regala un bell’impatto olfattivo di violetta, di prugna e di ribes nero. Concentrato e setoso tra lingua e palato, ha trama tannica fine e spalla acida tale da rendere la beva vivace. Finale fruttato e balsamico con cenni di rabarbaro e radice di liquirizia.
Valutazione: @@@@

Apolide 2012 - Marco Carpineti

Apolide 2012 – Marco Carpineti – 15°

… che tannino ragazzi! L’Apolide proviene da un unico vigneto situato a Pezze di Ninfa, e affina per due anni in tonneau e botti grandi. E’ concentrato, amaranto con riflessi scuri e ha tanto estratto in sospensione. Profumi di viola passa, di prugna e ribes confitti, di tabacco scuro. Caldo ma non morbido, tannino vellutato in bella evidenza, equilibrato e leggermente sapido. Gran finale masticabile, e dal retronaso balsamico di tabacco scuro, liquirizia e grafite.

Valutazione: @@@@@

Grandi Nero buono, portatori di nuovi stimoli per una viticoltura, e un territorio intero, che iniziano ad essere coscienti delle proprie potenzialità!

Maurizio Taglioni

Maurizio Taglioni

Sociologo e giornalista enogastronomico, è direttore responsabile di laVINIum - rivista di vino e cultura online e collabora con diverse testate del settore. Ha curato la redazione dell’autobiografia Vitae di un vignarolo di Antonio Cugini (2007), ha scritto il saggio “Dall’uva al vino: la cultura enologica ai Castelli Romani” in Una borgata che è tutta un’osteria a cura di Simona Soprano (2012), e ha pubblicato la ricerca socio-economica «Portaci un altro litro» - Perché Roma non beve il vino dei Castelli (2013). Collaboratore scientifico del Museo diffuso del Vino di Monte Porzio Catone, porta avanti dal 2009 la ricerca qualitativa volta alla raccolta e documentazione delle storie di vita degli anziani vignaioli dei Castelli Romani, confluita nell’allestimento museale multimediale Travaso di cultura e nell’installazione artistica itinerante Vite a Rendere, per la riscoperta e il recupero delle tradizioni vitivinicole dei Castelli Romani.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio