Il “Figo Moro” sulle colline di Caneva. Storia, tutela e valorizzazione

“Il Figo Moro da Caneva è stato sempre conosciuto in questa zona sin dai tempi della Serenissima. Veniva di solito usato come mezzo di scambio o come “salva marinaio”, come si usa dire dalle nostre parti, perché il fico veniva essiccato, imbarcato sulle navi e quando finivano la carne e le verdure, dato che i viaggi duravano mesi, ad ogni marinaio davano un fico secco e un’aringa”.

A parlare è Alessia Carli, Presidente del Consorzio del Figo Moro, al momento composto da oltre 50 soci. Un Consorzio nato con lo scopo di salvaguardare questa particolare varietà, promuovendone la raccolta e la valorizzazione come patrimonio della comunità agricola locale. Una lunga storia quella del figo moro, originario della Caria nell’Asia Minore, ma diffuso nella zona della Pedemontana di Caneva, nel Pordenonese, sin dai tempi più remoti. Ai tempi della “Serenissima Repubblica Veneta” se ne faceva un largo uso, servendolo di frequente alle tavole più prestigiose dell’élite nobiliare del tempo.

“La particolarità di questo fico è che ha la buccia sottile, non serve spellarlo per mangiarlo e così anche nelle varie lavorazioni. Dolcissimo ma anche sapido perché il terreno sulle colline di Caneva è ricco di carbonato di calcio. Una sapidità che lo rende assai duttile e appetibile in cucina, dall’antipasto al dolce.”
Una zona di produzione circoscritta e delimitata, al punto che le piante esistenti, alcune molto vecchie, sono censite col sistema GPS.

La pianta è un albero dal tronco corto e ramoso che può raggiungere anche altezze di 4-5 metri con una produzione che dopo sei anni dall’impianto può produrre anche dai 30 ai 60 kg. Il frutto è ricco di zuccheri, con un colore che va dal verde al nero-violaceo, mentre la buccia da verde passa al marrone violaceo, blu e quindi nero con l’aumentare della maturazione, diventando sempre più sottile e morbida. Una maturazione che avviene in due momenti diversi. Quella di giugno – luglio che è il Fiorone, pochi frutti ma buonissimi, e quella che va da metà agosto a fine settembre, con il fico finalmente maturo che diventa più piccolo, più abbondante, con una buccia più scura e, soprattutto, più gustoso.

Interessanti le caratteristiche organolettiche. Grande la concentrazione di antociani, sostanze pectiche e zuccheri puri, con un contenuto del 3% di fibra. Ovviamente poi potassio, fosforo e calcio che forniscono anch’essi un prezioso contributo alla salubrità di questo prodotto, disponibile anche in confetture e preparazioni varie per l’impiego in cucina. L’ultima domenica di agosto ogni anno “In Campagna con il Figo Moro” celebra con un evento speciale questa autentica prelibatezza.
Le colline di Caneva brillano anche per la presenza di vigneti e oliveti e per il bellissimo panorama sulla pianura della Pedemontana. Alessia Carli, insieme al marito Lino e alle tre splendide figlie, è anche produttrice di vino, tra cui un ottimo Verdiso in purezza. Ma questa è già un’altra storia…
Dario Risi
Consorzio del FigoMoro da Caneva
Via Meschio 11 – 33070 Caneva (PN)
tel. 331 5452326 – 333 2399111
info@figomoro.it
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