Regina Ribelle 2026: la Vernaccia si racconta tra degustazioni e immersioni nel territorio

Quarta edizione della nuova veste in cui la Vernaccia di San Gimignano si presenta al di fuori delle anteprime toscane. Le ragioni sono molteplici, frutto di confronti e dibattiti che hanno portato, non senza qualche timore, a scegliere un percorso autonomo privilegiando anche una condizione migliore dei vini. Perché la Vernaccia, si sa, non si rivela appena imbottigliata, per sua natura ha bisogno di tempo, si compone man mano che passano i mesi, era necessario spostare l’evento da febbraio a maggio per avere di fronte un vino più chiaro, comprensibile e apprezzabile.
Per chi è al di fuori della questione, può sembrare una cosa indolore, in realtà è tutt’altro che semplice allungare i tempi di presentazione quando hai di fronte un mercato che non sente ragioni, vuole tutto e subito, perché l’importante è fare girare la ruota ininterrottamente.
L’avventura continua, quindi, guidata dal presidente del Consorzio Manrico Biagini e dalla vicepresidente Lisanna Boschini.

Quest’anno Regina Ribelle si è svolta giovedì 28 e venerdì 29 maggio; il programma prevedeva, oltre alla consueta degustazione delle nuove annate di Vernaccia di San Gimignano (con l’aggiunta di qualche rosso DOC San Gimignano), una giornata dedicata alle visite presso alcune aziende partecipanti (di cui racconterò in seguito).
La quarta edizione acquista ancora maggiore risalto perché festeggia i 750 anni di storia, infatti nel XII secolo il vitigno è stato introdotto nel territorio di San Gimignano da Vieri d’ Bardi e nel 1276, gli “Ordinamenti delle Gabelle del Comune” obbligavano al pagamento di una tassa di tre soldi per ogni soma di Vernaccia in ingresso o in uscita.
Per festeggiare questi 750 anni di storia, venerdì sera è stata organizzata la cena di gala con la stampa invitata, nella piazza del Duomo, con la cucina dello chef stellato Nicola Gronchi del Ristorante Romano di Viareggio.
Entrando nel merito dell’anteprima, quest’anno erano proposte in degustazione le annate 2025 (31 campioni) e 2024 (7), Riserva 2024 (8), più Riserva 2023 (6), 2022 (1) e 2021 (1). A questi 54 campioni sono stati aggiunti 4 San Gimignano DOC Rossi di tre diverse annate.
Sulla DOC San Gimignano ci sarebbe molto da dire, ad esempio che offre spesso vini molto piacevoli e ben fatti a prezzi decisamente invitanti, ma non sono molti i produttori a crederci e la ragione è molto semplice: La Toscana è conosciuta principalmente come terra di vini rossi, diffusi in tutto il territorio, molti di questi sono conosciuti in tutto il mondo come Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Chianti e sottozone, Morellino di Scansano, Carmignano. San Gimignano rientra anche nella produzione del Chianti Colli Senesi DOCG, pertanto il San Gimignano DOC difficilmente potrà salire alla ribalta. Molto più corretto puntare sulla Vernaccia di San Gimignano, che, di fatto, è l’unica DOCG bianca toscana, con una storia che ha pochi eguali.

IL CALO DELLE AZIENDE PARTECIPANTI
L’edizione 2026 ha visto il coinvolgimento di 25 aziende con 54 campioni di Vernaccia presentati. Questo dato pone una riflessione, salta all’occhio l’assenza di un sempre più cospicuo numero di produttori e il conseguente calo dei vini presentati.
Basta fare un confronto con la non lontana edizione del 2019 e troviamo 84 campioni di 40 aziende. Sono spariti Montenidoli, Panizzi, Melini, Fontaleoni, Fattoria di Pancole, Macinatico, Collina dei Venti, Castello Montàuto della famiglia Cecchi, Cantine Guidi, Borgo Tollena, Il Lebbio, Il Palagione, Massimo Daldin, Podere Canneta, Poderi del Paradiso, San Quirico, Tenuta Montagnani-Terre di Sovernaja e forse qualcun altro che mi sfugge.
Ma senza andare troppo indietro, all’edizione 2024 le aziende erano 37 con 88 campioni in degustazione. Quali siano le cause di così tante defezioni in pochi anni non sta a me giudicarlo, ma certamente l’evento ne risente, essendo la vetrina fondamentale di questo vino (ricordo che gli associati al Consorzio sono 81). Probabilmente da una parte c’è una crisi generale del settore che pone di fronte a rinunce per questioni economiche e a scelte più mirate e meno impegnative, dall’altra ci possono essere aziende che non ritengono più adatto alle loro esigenze un evento come questo (succede anche con il Vinitaly). Forse il Consorzio potrebbe valutare un modo per recuperare almeno una parte degli assenti nelle edizioni future, magari puntando a un evento più sobrio che consenta di gravare meno sui costi dei partecipanti. Restano comunque mie congetture, non avendo avuto tempo di approfondire l’argomento sentendo le motivazioni delle aziende che hanno scelto di rinunciare. Il mio auspicio è che si riesca per le prossime edizioni a riavere in lista almeno una parte degli assenti.

ANDAMENTO CLIMATICO DELL’ANNATA 2025
L’annata 2025, nonostante alcune fasi critiche, si può considerare più che buona: si è aperta con un germogliamento anticipato di circa una settimana rispetto all’anno precedente. Nonostante le temperature primaverili non siamo mai state estreme, le viti hanno attraversato una fase critica, con 2-3 foglie aperte per almeno due settimane, con rischio di gelate prolungato che ha richiesto l’attenzione dei produttori. Dall’ultima decade di giugno le temperature sono salite in modo significativo, sia di giorno che di notte, con punte di quasi 40 °C; l’acqua accumulata in precedenza ha consentito alle viti di reggere lo stress senza particolari conseguenze.
Nella prima decade di luglio, l’arrivo repentino di aria fredda atlantica ha innescato violentissimi temporali: le zone più colpite hanno subito danni quantitativi rilevanti mentre, dove è soltanto piovuto, i circa 90 mm caduti hanno costituito una riserva preziosa che ha permesso alle viti di affrontare i successivi episodi di calore di fine luglio e della settimana centrale di agosto.
A partire da fine agosto le precipitazioni sono tornate a farsi sentire in modo importante, prolungandosi fino ai primi giorni di settembre; questo fenomeno ha reso complicata la gestione del periodo vendemmiale, che è stato effettuato in varie fasi.
Durante tutto il ciclo vegetativo, non ci sono stati attacchi di patogeni di rilievo in tutta l’area di San Gimignano, in alcune zone più esposte qualche problema di botrite a fine vendemmia dovuta alle piogge ripetute nel periodo.

LA DEGUSTAZIONE
Le impressioni generali sui 31 campioni 2025 assaggiati sono state positive, ho riscontrato un’effettiva freschezza nella maggior parte dei campioni, buona espressione nei profumi e un corpo di buona struttura; al netto di contributi da parte di altre uve (il disciplinare lo consente fino al 15, tranne per sauvignon e riesling dove il valore massimo è 10% del totale), i vini hanno una buona personalità, in alcuni casi raggiungono livelli alti e rassicuranti e sembrano destinati a una buona evoluzione.
VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO 2025
Abbazia Monte Oliveto: pesca bianca, pera, susina, agrumi; coerente al palato, agrumato, pulito, buona lunghezza, essenziale.
87
Cappellasantandrea – Clara Stella: susina, pera, mandarino giallo, leggero erbaceo e floreale di gelsomino; bocca fine, agrumata, gradevole, ben fatto e suggestivo.
➒➊
Casa alle Vacche: agrumi maturi, pera, mela golden, tiglio, melone; al palato è piacevole, fresco, agrumato, non complesso ma coerente.
90
Casa alle Vacche – I Macchioni: ginestra, timo, pesca bianca, mela golden, susina, nespola; bocca gradevole, con agrumi e frutta gialla che si fondono, leggera vena sapida, minerale.
➒➋
Casa Lucii: agrume piacevole, bergamotto, frutta gialla, anche floreale, cenni di tarassaco; all’assaggio è corrispondente, piacevole, lineare, buona risposta fruttata, finale che tiene molto bene.
89
Cesani: si libera poco alla volta rivelando una trama improntata sulla frutta gialla e la mandorla che, al palato, affiora in modo più evidente; non manca di freschezza ma con acidità ben integrata e venature pepate.
87
Collemucioli – Madre Terra: erbe aromatiche spiccate (salvia, basilico, foglia di pomodoro), fieno, pompelmo, mela; bocca corrispondente, fresca e con una buona dinamica espressiva.
86
Fattoria di Fugnano – Da Fugnano: fieno fresco, fiori d’acacia, pompelmo rosa, mela golden, pesca gialla; al palato ha freschezza, agrumato, fine, buona lunghezza e progressione.
➒➋
Fattoria La Torre – Acquaiole: agrumato, frutta gialla, gradevole, arancia gialla, mandarino; buona risposta al palato, giovane e agrumato, con finale leggermente ammandorlato.
87
Fattoria Poggio Alloro: frutta gialla, pesca, susina, gelso bianco, leggero floreale; al gusto è fresco, con buona spinta, essenziale.
86

Fattoria Poggio Alloro – Il Nicchiaio: si fa notare per il colore più intenso, quasi con riflessi aurei, frutta gialla, susina, mela golden, pera; bocca corrispondente, buona freschezza, leggera sfumatura di erbe aromatiche, si sente una maggiore profondità, frutto probabilmente di contatto con le fecce fini.
89
Fornacelle: buona maturità di frutto, mela golden, pesca gialla, pera Williams, anche floreale di margherita; al palato emerge l’agrume, c’è buona freschezza e una delicata vena sapida, ben fatto.
89
Geografico – Borgo alla Terra: ginestra, erbe aromatiche, salvia, foglia di pomodoro; in bocca il timbro è lo stesso, spiccano le note di erbe aromatiche su un sottofondo fruttato.
85
Il Colombaio di Santa Chiara – Selvabianca: bel frutto fresco e rifinito, pesca, mela golden, agrumi maturi, cedro, erbe di campo; palato coerente, piacevole, fresco, fragrante, godibile, netto, molto ben fatto e di grande scioltezza, perfetto per la buona tavola.
➒➋
La Lastra: agrumi maturi, susina, uva spina, ginestra, rosmarino, pesca; palato fresco, buona dinamica e spinta, agrume evidente, pulito, piacevole, sapido.
90
La Roccaia: bouquet che viaggia tra frutta gialla e leggero agrume, confetto e spezie orientali; bocca corrispondente, dal linguaggio onesto, tipico, diretto, di puro istinto, sicuramente crescerà nel tempo.
90

Mormoraia: frutta a polpa bianca, susina, leggero agrume, menta, manca un po’ di definizione; al palato l’agrume esce più netto, sembra però ancora alla ricerca di una messa a punto.
87
Pietraserena: leggero pompelmo, erbe aromatiche, fiori bianchi; l’assaggio conferma l’impressione di una vernaccia non in solitudine, un’interpretazione legittima che trova una sua dimensione espressiva.
86
Pietraserena – Vigne del Sole: molto vegetale, bosso, foglia di pomodoro, sembra evidente il contributo del sauvignon; anche al palato ha le stesse caratteristiche, indubbiamente acquista in aromaticità ma perde qualcosa in tipicità.
87
Podere Le Volute: naso non pulitissimo, odori primari, banana, fieno umido; al palato conferma la stessa condizione, giovane, ha bisogno di bottiglia.
85
Poderi Arcangelo – Dama Bianca: naso gentile, delicato, piccoli frutti, leggere erbe aromatiche, confetto; al palato ha buona freschezza, corrispondente, piacevole, non complesso ma lineare.
86
Poderi Arcangelo – Madama Dorè: frutto dolce, miele di acacia, agrumi maturi, salvia; meno spinta al palato, asciutto, manca un po’ di lunghezza, buona risposta fruttata.
89
Signano: tiglio, susina, cedro, mango; palato fresco, luminoso, agrume rifinito, buona materia, sapido, convincente.
90
Signano – Poggiarelli: piccoli frutti appena maturi, non spinge sull’agrume ma rivela un buon equilibrio tra frutta, erbe aromatiche e fiori; al palato ha energia, freschezza, dinamica, sapidità, minerale e progressivo, bella materia.
➒➌

Tenuta Guardastelle – Consesta: meno agrumato, buona espressione di frutto, pesca, susina, melone invernale, leggero erbaceo; al palato è fresco, non acidulo, buona spinta fruttata, diritto, lineare, piacevole.
87-88
Tenuta La Vigna: un po’ chiuso, piccoli frutti agrumati, floreale, fieno fresco, palato coerente, agrumato, pulito, piacevole, non acidulo, buon sviluppo.
87
Tenuta La Vigna (etichetta verde): vegetale, salvia, frutta gialla, leggera albicocca, freschezza al palato, scorrevole, buona espressione fruttata, pulito, interessante.
88
Tenuta Le Calcinaie: molto floreale, fine, fiori bianchi e gialli, pesca bianca, susina, minerale, leggermente mentolato; palato succoso, fresco ma di bella ampiezza e dinamica, energia, giovanissimo ma già di carattere, in progressione, sapido.
➒➌
Tenuta Sovestro: cedro, pompelmo, leggero vegetale, bocca fresca, giovanissima, in fase iniziale, molto agrumato.
87
Teruzzi – Isola Bianca: verde, vegetale, erbe aromatiche, origano, menta, pesca bianca, leggera banana; bocca corrispondente, sapido, molto varietale, giovane, in salita.
88
Vagnoni: camomilla, gelsomino, agrumi, leggere erbe aromatiche, bocca fresca, lineare, agrumata, briosa, sapida, buona precisione espressiva.
90
VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO 2024
Cappellasantandrea – Prima Luce: oro chiaro, frutta secca e matura, uva sultanina, leggera ginestra, melone, orzo, sfumature torbate; al palato è particolare, asciutto, agrumato, ma anche tornito da note speziate e ritorni di torba, grano, interessante e progressivo.
➒➌
Cesani – Clamys: paglierino intenso con riflessi dorati; naso con un frutto maturo, sia agrume che albicocca, susina, glicine, sfumature di pietra focaia; al palato c’è freschezza, progressione, dinamica, si fa apprezzare già ora.
90
Fattoria di Fugnano – Donna Gina: erbe aromatiche, fiori, timo, ginepro, pesca bianca, leggero pompelmo; al palato è coerente, buona intensità, sapido, fine, lungo.
➒➊
Fattoria La Torre – Carrobacco: è in una fase in cui si percepisce ancora il legno, il frutto è un po’ nascosto, a tratti affiorano note selvatiche; al palato va meglio, buona espressione fruttata, deve ancora liberarsi del sottofondo vanigliato.
87
Il Colombaio di Santa Chiara – Campo della Pieve: erbe aromatiche, ginestra, biancospino, frutta gialla, incedere elegante; al palato l’agrume emerge più netto, si sente la giovinezza ma anche una materia fine e promettente, con finale sapido e minerale, finissimo.
➒➍
Mormoraia – Ostrea: naso ancora non del tutto rifinito, frutta gialla, susina, speziato; al palato ha freschezza, si sente l’apporto del legno, una leggera pungenza, finale che chiude serrato, deve fare bottiglia.
87-88
Tenuta Sovestro – Donna Lucia: foglia di pomodoro e salvia, pompelmo, susina; trama coerente al palato, dove le note vegetali almeno per il momento sono determinanti.
87
VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO RISERVA 2024
Cappellasantandrea – Rialto: naso particolare e stimolante, frutta gialla rifinita, ribes bianco, legno che carezza senza coprire; l’assaggio rivela un vino tornito, succoso, ricco, fresco e in progressione, salino, sarei curioso di riassaggiarlo tra almeno 5 anni.
➒➌
Fattoria Poggio Alloro – Le Mandorle: oro pieno, tra sfumature boisé e frutta matura, frutta esotica (mango), spezie dolci, il legno al momento spinge in una direzione più accomodante; bocca che conferma una presenza del legno evidente, ha certamente bisogno di tempo, la materia sembra buona e la freschezza è chiara come la sapidità, ora è presto per una valutazione definitiva. Da riprovare tra un paio d’anni.
87
Fornacelle – Fiora: oro chiaro, naso maturo, dolce, fiori macerati, frutta gialla, pesca, albicocca; al palato ha sapidità, buona risposta, legno non coprente, lunghezza, interessante.
90

La Lastra: paglierino intenso, floreale, fiori di campo, pesca e susina, bergamotto, leggero boisé; bocca corrispondente, buona profondità, progressivo, sapido, promettente.
➒➊
La Roccaia – Faeta: pur avendo ancora una traccia di legno nei profumi, rivela carattere e un fruttato molto fine; trama corrispondente all’assaggio, fatta bene, molto equilibrata, notevole per essere la prima annata uscita di questa riserva.
➒➋
Pietraserena – Cretula: paglierino intenso, buona espressività di frutto, agrume maturo; al palato il legno si fa sentire senza esagerare, speziatura dolce leggera, frutto che ritorna, finale sapido.
88
Poderi Arcangelo – Per Bruno: naso con un buon frutto, susina, albicocca, miele di acacia; bocca coerente, piacevole, buona freschezza, finale pulito anche se non molto ampio.
89
Signano – La Ginestra: frutto maturo e piacevole, esotico, legno non invadente, spezia delicata, al palato mostra una giusta corrispondenza, sapido, di quei vini che danno il meglio negli anni.
➒➊
VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO RISERVA 2023
Casa alle Vacche – Crocus: pesca gialla, susina, leggero floreale di camomilla e ginestra, bocca fresca, asciutta, ancora un po’ tirata, non manca di sapidità, evolverà bene.
➒➊

Cesani – Sanice: oro pieno, boisé, vaniglia, spezie dolci, zafferano;
al palato conferma la necessità di attendere, lo stile caratterizza questo vino in modo chiaro, è concepito per durare nel tempo e manifestare una profondità superiore, basta avere la pazienza di attendere qualche anno.
➒➊
Il Colombaio di Santa Chiara – L’Albereta: erbe aromatiche e fiori, pesca, cedro maturo, articolato, non coperto dal legno, pieno di charme; al palato conferma un’ottima tessitura, ben fatto, convincente, salino, molto fine e lunghissimo.
➒➍
Mormoraia – Antalis: fiori gialli, ginestra, carrube, un po’ vegetale, sfumature di senape; bocca asciutta, appena frenata e bisognosa di distendersi.
90
Tenuta Le Calcinaie – Vigna ai Sassi: naso di bella dinamica, non manca nulla, floreale, fruttato, resina, macchia mediterranea, molto fine, pulitissimo; anche al palato mostra un tessuto di grande eleganza, profondo, lungo, salino, minerale, molto bello.
➒➍
Vagnoni – I Mocali: boisé, il frutto è ben espresso, albicocca, agrumi maturi e in parte canditi, arancia, sfumature di erbe aromatiche; in bocca ha materia, buona risposta fruttata, qui la tessitura del legno sembra già in buona fusione con la polpa, sapido e proiettato verso il futuro.
➒➌
VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO RISERVA 2022
Teruzzi – Sant’Elena: salvia, frutta gialla, susina, leggero legno; al palato si sente la tecnica, fresco ma asciugante, un po’ lavorato ma di ottime prospettive future.
88
VERNACCIA DI SAN GIMIGNANO RISERVA 2021
Casa Lucii – Mareterra: un uso del legno ben studiato, presente ma indirizzato all’invecchiamento del vino, c’è un frutto rotondo e maturo, buona profondità al palato, fresco, intenso, lungo, con un profilo agrumato che testimonia una materia ancora giovane ma di ottima qualità.
➒➊
Roberto Giuliani




