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Tenuta Roveglia, tra storia secolare e sguardo sostenibile sul futuro: il Filo di Arianna 2020

Lugana Filo di Arianna 2020 Tenuta Roveglia

Nel turbinio di strade e viste mozzafiato che ti propongono le colline moreniche della zona meridionale del Lago di Garda, nel cuore della Lugana, sorge Tenuta Roveglia, un’azienda vitivinicola che intreccia sapientemente passato e presente. Le sue origini risalgono al XV secolo, quando era la tenuta di una nobile famiglia veneziana. Una storia affascinante che ha attraversato i secoli fino ai primi decenni del Novecento, quando venne acquistata da un industriale tessile svizzero. Oggi, sono le sue pronipoti a detenere la proprietà, affidando però la gestione quotidiana a Paolo, un enologo di grande talento, che guida l’azienda con visione, tecnica, sensibilità e profondo rispetto per il territorio.
L’azienda si estende su oltre 100 ettari vitati, un patrimonio agricolo notevole che riflette la vocazione produttiva esclusivamente vitivinicola. Accanto al vitigno simbolo della zona, la Turbiana, trova spazio anche una varietà più inusuale: il Tocai Friulano, introdotto nel territorio da esuli della Grande Guerra. Un’eredità storica che oggi dà origine a un vino unico, radicato nel passato e sorprendente nel bicchiere.
La sede aziendale riflette lo stesso equilibrio tra tradizione e innovazione. Accanto alla parte più recente, moderna, luminosa e dal design architettonico curato, resiste una parte storica della cascina lombarda originale, con il suo muro di cinta ancora intatto a ricordare la lunga memoria del luogo.
A questa attenzione per la storia si affianca un forte impegno verso la sostenibilità ambientale. L’azienda ha infatti investito nella produzione di energia pulita, ricoprendo il tetto della nuova struttura con un vasto impianto di pannelli solari che copre buona parte del fabbisogno energetico: una scelta concreta verso un futuro più responsabile.
La bella ed esaustiva visita che ha condotto Leonardo, termina con un momento di degustazione dettagliato e molto conviviale di alcune etichette. Siamo partiti dal San Martino della Battaglia Vitis Alba, composto da sole uve di Tocai, l’attuale Friulano, un bellissimo bianco che raccoglie le essenze del territorio con rimandi di fiori bianchi, erbe aromatiche con il sorso fresco e sapido. Poi, tra tutti gli assaggi con degustazione tecnica, chiacchiere e sensazioni, mi sorprende un vino particolare ed unico: il Filo di Arianna 2020, un Lugana vendemmia tardiva, con raccolta oltre la metà di novembre, da piante con oltre 55 anni d’età. Non si tratta di un vino dolce, ma piuttosto di una declinazione complessa e strutturata della Turbiana, ottenuta da uve lasciate più a lungo sulla pianta per concentrare aromi, materia e intensità.
Con una resa di 60/70 quintali per ettaro, una volta raccolta fermenta e matura 24 mesi in botti grandi di rovere per poi riposarsi altri 6 mesi in bottiglia.
Alla vista si presenta con un colore giallo dorato luminoso, al naso si esprime con note intense di frutta matura a polpa gialla, albicocca disidratata, miele d’acacia, cenni di erbe aromatiche e una sottile sensazione balsamica. Con l’ossigenazione emergono eleganti sfumature minerali e fini tostature, segno di una vinificazione attenta e paziente.
In bocca sorprende per equilibrio e profondità, l’ingresso è morbido ma ben sostenuto da una bella vena acida che dona slancio e freschezza. Il sorso è ampio, avvolgente, e si chiude con una persistenza lunga e sapida, che invita a un nuovo assaggio.
Questo equilibrato ed elegante vino si accosta brillantemente con piatti di pesce, non solo di mare, la mineralità che lo arricchisce lo rende adatto a piatti di pesce del luogo, risotto con la tinca, tortellini di Valeggio su un letto di Grana Padano giovane. Del resto la morbidezza lo rende adatto anche a formaggi stagionati e a… biscotteria secca.
Siamo al confine con un vino da meditazione, dove serate in riva al Lago di Garda potranno essere impreziosite da un calice, o forse due, di questo eccellente vino.
Un vino che racconta la pazienza, la sapienza e il desiderio di esplorare nuove espressioni di un grande vitigno del territorio.
Notevole anche il Lugana Vigne di Catullo Riserva che fa 24 mesi in acciaio e un altro anno in bottiglia, non risente degli eleganti terziari del Filo di Arianna ma frutti tropicali ed erbe aromatiche mediterranee ne compongono il ricco bouquet.
Tenuta Roveglia racchiude un angolo di storia e sicuramente merita successive visite, un vero filo conduttore tra memoria e futuro.

Alessio Atti

Alessio Atti

Bolognese dentro, grafico di giorno e rapito dal mondo enologico la sera. Per un periodo la sera l'ha condivisa con un'altra passione viscerale, quella del football americano dove ha allenato per diversi anni. Da piccolo non sopportava l’odore dei bicchieri vuoti nei quali qualcuno aveva bevuto vino. Bianco o rosso che fosse. Ora ne cerca i dettagli anche perché comprende con l'età che accompagnare un tortellino in brodo con della sola acqua è svilente. Poi un pomeriggio a Bertinoro, in una cantina gli parlano di tannini, sapidità, colore e corpo e si inebria più del vino che aveva nel calice. Corsi, assaggi, degustazioni, visite in cantina, workshop, approfondimenti, voglia di sapere sono le sue priorità. Maestro Enogastronomo di AIES ha aperto un blog "discorsidivini" per condividere conoscenze e curiosità del mondo enogastronomico con tutti.

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