TENUTA LA FIAMMENGA
Indirizzo: Via Cantoglio, 28 – 14030 Cioccaro di Penango (AT)
Tel.: +39 0173 731136
Sito: lafiammenga.com
Email: info@lafiammenga.com
laVINIum – 02/2025
La famiglia Sartirano possiede una lunga esperienza nell’imprenditoria del vino piemontese. Oltrepassando i confini della Langa, dove da generazioni è portavoce del territorio mediante due note cantine: Sansilvestro e l’azienda agricola Costa di Bussia Tenuta Arnulfo, oggi Tenuta La Fiammenga rappresenta per i cugini Paolo e Guido una nuova avvincente sfida.

Quest’ultima si traduce in un semplice concetto: portare un soffio d’innovazione pur rimanendo fedeli alla ricca eredità culturale e vinicola del luogo. Ci troviamo a Cioccaro di Penango: trenta ettari nel Monferrato Astigiano che già guarda il Casalese. I nostri protagonisti rappresentano la quarta generazione – È stato amore a prima vista – queste le parole di Paolo e Guido riferite ai 25 ettari di vigneti della Tenuta, tutti coltivati in biologico. “La nostra ambizione” – spiegano – “è rivolta tanto al recupero e valorizzazione dei vigneti quanto alla ristrutturazione della cascina per potenziare l’accoglienza“. D’altronde Il 22 giugno 2014, il Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha iscritto il sito “I paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità; dunque, l’affluenza di turisti provenienti da ogni parte del monto è aumentata esponenzialmente. Le strutture ricettive, soprattutto quelle gestite con passione e determinazione, rappresentano un elemento importantissimo per lo sviluppo del territorio.

Ripercorriamo brevemente la storia di Tenuta la Fiammenga, che risale al lontano 1596, perché è molto affascinante. Il nome deriva da Pietro Jescot, commerciante di tele originario delle Fiandre. Tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600 fu il proprietario della tenuta di Cioccaro di Penango, sulle colline del Monferrato Astigiano. Importante fu il suo legame con gli artisti locali dell’epoca, quali Guglielmo Caccia detto il Moncalvo e i fratelli De Wespin, autori della Cappella del Paradiso del Santuario di Serralunga di Crea. La profonda connessione con gli artisti fiamminghi ha definito l’identità culturale fin dal 1596, quando la figlia di Caccia, Theodora, fu battezzata con Jescot come padrino, segnando così l’inizio di una storia intrisa di arte e commercio. La Tenuta è divenuta un luogo dove la passione per l’arte e la viticultura si fondono in un unico, armonioso panorama. La storia di Jescot e Caccia, testimoniata da documenti e racconti, racchiude in sé il valore di una tradizione che vede l’arte non solo come ispirazione ma come pilastro fondamentale dell’identità territoriale.

Tornando al contributo offerto dalla famiglia Sartirano è interessante analizzare alcuni tra gli obbiettivi prefissati, come ad esempio il recupero di antichi metodi di vinificazione al fine di rafforzare ulteriormente il legame con la terra. È stato fatto un grande lavoro di reimpianto dei vigneti, dando priorità a cultivar autoctone che nel corso del tempo hanno mostrato le potenzialità delle colline del Monferrato. Alludo a trenta ettari coltivati in biologico nel cuore della regione vitivinicola sopracitata, venticinque dei quali vitati e produttivi o in fase di reimpianto. Le uve tradizionali sono: barbera, grignolino e freisa, accanto ad altri vitigni internazionali quali cabernet, merlot, sauvignon, chardonnay e pinot nero.
La famiglia Sartirano ha affidato la consulenza enologica a Marco Martino e Paolo Sartirano, all’agronomo Carlo Arnulfo, invece, lo studio dei terreni relativi ai vigneti della Tenuta. Riassumendo quanto emerso, è possibile asserire che Tenuta la Fiammenga si trova al centro di un complesso di suoli antichi che prendono origine a cavallo delle epoche Zancheliano (5,3-3,6 milioni di anni fa) e Piacenziano (3,6-2,6 milioni di anni fa). La presenza di marna, argille azzurre e sabbie d’Asti, sempre riferite alle stesse epoche geologiche, ha contribuito a creare un sistema collinare dove coesistono queste tre tipologie di suolo. La matrice di cui possiamo disporre è formata da successione di strati marnosi e marnosi sabbiosi, e questa combinazione la rende vocata alla vite.

La Tenuta è situata su un crinale dove le tipologie di suolo a volte si alternano e altre si sovrappongono. Quest’ultimo garantisce esposizioni che vanno da sud-est (più fresche) a sud-ovest (gradatamente più calde) attraversando il più esposto sud. L’altitudine è compresa tra i 230-270 metri sul livello del mare, le colline risultano sufficientemente ventilate e godono di una un’escursione termica utile a garantire la freschezza dei vini e un ventaglio di profumi intensi e variegati. Lo vedremo più avanti.
Ci ha colpito inoltre la cosiddetta “vinificazione materica” ideata da Paolo Sartirano, quest’ultima rappresenta un elemento chiave nella produzione dei vini della Tenuta. Questo metodo prevede l’uso di tonnaux da 500 litri per una fermentazione lenta e macerazioni prolungate con il mosto in contatto con le bucce; mira ad amplificare l’estrazione di colore, sentori, aromi e tannini. Ciò conferisce ai vini struttura e sensazioni tattili distintive. Paolo si ispira alla vinificazione a cappello sommerso, pratica storica del Monferrato, per estrarre caratteristiche organolettiche intense. Secondo l’azienda una sorta di tributo alla tradizione artistica e culturale del territorio, dove ogni sorso di vino è un viaggio attraverso la storia, l’arte e il paesaggio della regione.

Tenuta la Fiammenga produce ogni anno circa 40.000 bottiglie con un potenziale futuro pari a 200.000. Nelle prossime pubblicazioni offriremo il nostro punto di vista su ben sei vini degustati: Centoventimesi Piemonte Pinot Nero Brut Metodo Classico, Piemonte Monor 2022, Freisa d’Asti Emersa 2022, Barbera d’Asti Superiore Pajon 2022, Piemonte Grignolino Jescot 2022 e Monferrato Montecenere 2022.
Andrea Li Calzi
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Piemonte Pinot Nero Brut Metodo Classico Centoventimesi | s.a. | da 21 a 24 euro | @@@@ |
| Piemonte Monor | 2022 | da 18 a 22 euro | @@@@ |
| Piemonte Grignolino Jescot | 2022 | da 13 a 16 euro | @@@@ |
| Freisa d'Asti Emersa | 2022 | da 13 a 16 euro | @@@@ |
| Barbera d’Asti Superiore Pajon | 2022 | da 14 a 18 euro | @@@@@ |
| Monferrato Montecenere | 2022 | da 14 a 18 euro | @@@@ |