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Elena Fucci: un viaggio verso il futuro… dalle radici solide

Elena Fucci

Una storia di “integralità”, qualità e territorialità è custodita tra i vigneti di Barile, un piccolo comune italiano situato ai piedi del Monte Vulture. È la storia dell’Azienda Agricola Elena Fucci. Nel 2000, la famiglia proprietaria di questi suggestivi vigneti si trovò di fronte a una scelta difficile: vendere o preservare questa preziosa eredità.
Gli ettari di vigna erano stati acquisiti negli anni ’60 dal nonno di Elena Fucci, Generoso, che si era limitato a venderne le uve e a produrre per autoconsumo insieme al bisnonno. 40 anni dopo quell’acquisto, sembrava giunto il momento di cedere: i genitori di Elena erano entrambi insegnanti e lei e il fratello immaginavano il futuro lontano da Barile per proseguire gli studi universitari. Tuttavia, l’amore per la terra e la consapevolezza del valore di quei vigneti fecero cambiare rotta alla protagonista di questa storia, Elena.

Elena Fucci vigneto

Non potendo sopportare l’idea di vedere quegli ettari nelle mani di estranei, decise di investire sul territorio e sulla risorsa che aveva permesso alla sua famiglia di crescere e vivere nel Vulture. Questa scelta coraggiosa diede vita alla cantina e, contestualmente, avvio ai suoi studi universitari di viticoltura ed enologia.
Sin dall’inizio, il focus venne posto sull’etichetta “TITOLO”, un vino di serie A che, per riconoscibilità, rappresentasse al meglio la specificità dell’Aglianico e la territorialità del Vulture. Il terroir unico, con un microclima ideale e un suolo vulcanico, conferiva a questi vigneti una delle migliori espressioni possibili.

Elena Fucci eterno azienda

È stata così offerta la possibilità ai visitatori della cantina di immergersi nei vigneti del Sud Italia, in una zona montana posta a 600 metri di altezza, circondata dalla maestosità del Monte Vulture. Il terreno vulcanico, di colore scuro e minerale, racconta la storia e la vita del vulcano attraverso il vino. La famiglia lavora con rispetto per la natura, considerando il loro lavoro in vigna come un’opera di giardinaggio. Nessun prodotto chimico viene utilizzato, nemmeno per legare le viti, preferendo invece la ginestra essiccata durante l’estate.

Elena Fucci vigneti

Nonostante le dimensioni ridotte dell’azienda, la passione, la dedizione e l’attenzione al territorio hanno permesso ad una piccola realtà di trasformarsi in un’azienda conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Attraverso l’immagine del territorio e del vino, l’azienda ha contribuito a far conoscere la regione a livello internazionale.
A partire dai 7,5 ettari vitati di proprietà, l’azienda produce la linea “Titolo” per una produzione totale di 34.000 bottiglie circa, l’anno. Da 1,5 ettari in affitto nasce, invece, la linea “Sceg” per una produzione di circa 7000 bottiglie.

Elena Fucci azienda e vigneti

La priorità è il mantenimento della qualità, ripetibilità e costanza, anno dopo anno, nella produzione. I numerosi riconoscimenti ricevuti ne sono una testimonianza tangibile, “ma la vera conferma arriva quando le persone stappano le nostre bottiglie e ne apprezzano il contenuto”, spiega Elena.
Elena sta lavorando anche a progetti collaterali, come quello di “Verha”, un daily wine che sia però sempre espressione di una qualità intrinseca del prodotto indiscutibile e a prodotti alternativi al vino, come il Vermut di Titolo.

Elena Fucci aglianico

Aglianico del Vulture Titolo Elena FucciAglianico del Vulture Titolo 2020
Il Titolo, 100% Aglianico, senza ombra di dubbio, è il cavallo di battaglia della filosofia di Elena Fucci. Basti pensare che per quasi 18 anni dei 23 di storia è stato l’unico prodotto dell’azienda. “L’idea era quella di concentrare qualità, innovazione, e personalità in un’unica etichetta, un simbolo di riconoscibilità a tutti i livelli – afferma Elena – e per quanto folle è stata una scelta vincente”.
Affinamento di 12 mesi in barrique da 200 litri + 12 mesi in bottiglia. Questo vino, dalla magnetica personalità, si presenta con un intenso colore rubino. Al naso è ampio e complesso, impreziosito da una nota minerale e fruttata, con accenni speziati. Ciliegia, confettura di frutta, rosmarino al palato. Secco e dalla notevole persistenza aromatica.

Stefania Tessari

Stefania Tessari

Economista di formazione, si avvicina al giornalismo durante gli anni universitari, con una collaborazione con il quotidiano L'Arena. Da allora coltiva questo interesse, ampliando le sue collaborazioni. Scopre di voler conoscere sempre di più il mondo del vino, dopo essersene appassionata nel corso di diverse rassegne di Vinitaly. Iscritta all'Ordine dei Giornalisti del Veneto da febbraio 2023. È consulente aziendale in ambito strategico di sostenibilità.

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