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Morro d’Alba: da Marotti Campi più che una Lacrima è… un Sorriso!

Marotti Campi

In piena estate vi suggerisco di fare le vacanze anche in uno dei due agriturismi della famiglia Marotti Campi, produttori di vino sulle dolci alture incorniciate dai monti e dal mare della località Sant’Amico di Morro d’Alba nel meraviglioso paesaggio collinare delle Marche fin dalla metà dell’800. Lassù, dove l’aria frizza per le brezze marine e rinfresca per qualche soffio di tramontana, c’è un ambiente immerso nella quiete dei vigneti coltivati a basso impatto ambientale ben curato con grande amore per la terra che offre ai visitatori la possibilità di godere appieno di questa campagna ancora intatta. Morro d’Alba, distante solo 5 chilometri, vanta una posizione strategica ancora incontaminata dai flussi turistici, ma ben rifornita di negozi per ogni necessità.
I due agriturismi sono davvero delle ottime basi di ristoro e riposo per fare il turista nelle Marche dedicandosi a tutte le attrattive più interessanti che sono sparse per questo territorio fra arte, storia, mare, monti, shopping e specialità enogastronomiche.
Il primo, Vigna Sant’Amico Country House, fra le vigne a due tiri di schioppo dalla cantina, nasce da un’antica casa colonica rinnovata nel 2006 mantenendo il carattere rustico ma affascinante dei suoi ambienti (travi a vista, mobili antichi marchigiani e colori vivaci) con ognuno dei 9 appartamenti che può godere di una pergola o di un gazebo privato dove trascorrere ore piacevoli, quando non si vuole approfittare della piscina in giardino per prendere il sole e rinfrescarsi, oppure del campo da tennis. Il secondo, La Torre, presso la cantina, un tempo era un antico serbatoio che forniva acqua al territorio circostante, adesso è stata trasformata in un’originale e confortevole abitazione disposta su 4 piani con scala a chiocciola all’interno della tenuta padronale e offre agli ospiti la possibilità di godere di una vista mozzafiato e di una comoda pergola all’esterno con tavoli, sedie e barbecue.

Marotti Campi

Nelle strutture non mancano wi-fi, riscaldamento e aria condizionata. Stanno a una quindicina di chilometri dall’aeroporto di Ancona e anche dalla stazione ferroviaria di Jesi e di Senigallia, ma sono a soli 10 minuti di auto dal mare e si può goderne non soltanto con il grande caldo estivo, anzi per gli enoamatori quest’oasi di qualità della vita offre numerose sagre e fiere dove si può conoscere, degustare e bere un vino rosso da bere fresco che si chiama Lacrima di Morro d’Alba: la Festa del Vino Lacrima di Morro d’Alba a Morro d’Alba in maggio, la Festa “Lacrima e Tartufo di Acqualagna” a Morro d’Alba in ottobre, la sagra del Castagnolo a Monte San Vito in marzo e la Festa d’Autunno a Monte San Vito in Novembre.
Non fatevi ingannare dal nome: tutti i vini Lacrima della famiglia Marotti Campi che ho potuto degustare in realtà strappano volentieri un sorriso. Sono, infatti, vini rossi delicati e gentili, con profumi floreali che introducono un bouquet di piccoli frutti rossi e neri e che in bocca si rivelano armoniosi ed equilibrati, con tannini piuttosto leggeri e una piacevole freschezza. Provengono da un vitigno antico che era diffuso nel territorio marchigiano, in Romagna, Toscana, Umbria, Campania e sul versante adriatico fino in Puglia, ma che solo grazie al rispetto per la tradizione e all’orgoglio di poche cantine del territorio non è stato interamente espiantato a favore di altri più facilmente produttivi.
La leggenda narra che già nel 1167 era stato particolarmente apprezzato da uno tra i più grandi imperatori medievali del Sacro Romano Impero,

Marotti Campi

Federico 1° Hohenstaufen detto “il Barbarossa”, quando aveva scelto proprio Morro d’Alba come sua dimora durante l’assedio di Ancona. A quel tempo era spesso coltivato secondo l’antica usanza della vite arrampicata sugli alberi e fin d’allora è stato coltivato da generazioni di contadini del luogo fra difficoltà sempre maggiori perché si tratta di un vitigno esigente, difficile da allevare, delicato e sensibile ai parassiti, perciò è stato progressivamente abbandonato fino a rischiare addirittura l’estinzione. Quando gli è stata riconosciuta la DOC nel 1985 ne erano rimasti appena 7 ettari!
Oggi la denominazione comprende quasi 300 ettari nei comuni di Morro d’Alba, Belvedere Ostrense, Monte San Vito, Ostra, San Marcello e Senigallia (in quest’ultimo con l’eccezione dei fondi valle e dei versanti esposti verso il mare), tutti in Provincia di Ancona. Queste zone collinari sono, distanti appena una ventina di chilometri dalla costa nel punto più lontano, godono ampiamente della benefica influenza del mare Adriatico e hanno caratteristiche uniche sia per quanto riguarda il suolo (costituito da una matrice di rocce pelitico-calcaree o pelitico-argillose) sia per orografia, ambiente e posizione del territorio.

Marotti Campi

Si tratta dell’uva lacrima a bacca nera, dai grappoli di media grandezza con gli acini di colore blu scuro, che è rimasta indissolubilmente legata a questo territorio di lunga e antica tradizione enologica. Prende il nome da una particolare debolezza della buccia che, nonostante sia spessa a sufficienza, quando raggiunge la maturazione tende a rompersi facendo uscire delle piccole gocce viola di succo e provocando un vero e proprio gocciolamento visibile fra i filari, come se il vigneto stesse lacrimando.
Questi ceppi prediligono esposizioni collinari e ben ventilate con suoli di natura argillosa, ricchi di minerali. Si suppone una parentela con l’aleatico e una probabile discendenza da questo vitigno, ma ancora oggi, non essendo stato oggetto di particolari selezioni clonali, è un’uva difficile da gestire sia in vigna che in cantina. Per ottenere il meglio da questo vitigno occorre la massima cura in tutte le fasi produttive, non si usa l’acqua per l’irrigazione di soccorso, si limitano i trattamenti allo stretto necessario per garantire un equilibrio tra la pianta e il terreno e si usano solo prodotti a basso dosaggio e a basso impatto ambientale.
Tutti i processi produttivi, dallo stoccaggio dell’uva all’immissione in commercio finale, devono essere svolti all’interno dei comuni della denominazione o al massimo in provincia di Ancona secondo una delibera della giunta regionale. Il Lacrima di Morro d’Alba viene commercializzato prevalentemente nelle tre versioni riconosciute dal disciplinare di produzione: “base”, ”superiore” e ”passito”.

Marotti Campi

La moderna cantina della famiglia Marotti Campi è stata costruita nel 1999 con un lay-out funzionale a tutte le operazioni di vinificazione delle uve (tutte esclusivamente di proprietà) nonché di affinamento dei vini e per la massima igiene degli ambienti. La capienza è di circa 8.000 ettolitri suddivisi in vasche d’acciaio da 100, 75, 50 e 25 ettolitri, tutte termocondizionate per l’ottimale gestione delle temperature in fase di fermentazione e per poter vinificare separatamente le uve provenienti dalle diverse particelle e con diverse caratteristiche. Si utilizzano presse pneumatiche per una pressatura soffice al fine di ostacolare i danni alle parti dure degli acini ed evitare il rilascio di sostanze vegetali non desiderate. Sotto la cantina, scavata in profondità nel suolo per favorire temperature costanti, ci sono le barriques di rovere francese nelle quali matura una piccola parte dei vini. In un piano superiore, sempre a temperature controllate, vengono stoccate le bottiglie in maniera ottimale, sempre al riparo dagli sbalzi di temperatura. Nel 2010 sono stati installati sul tetto dei pannelli solari a copertura totale del fabbisogno energetico.
Tutti i vini che ho potuto degustare provengono in purezza da uve di lacrima a bacca nera, anche se il disciplinare consentirebbe l’aggiunta limitata fino a un massimo del 15% del totale di altre uve nere non aromatiche della regione Marche (in genere montepulciano e sangiovese). La zona di produzione è a Morro d’Alba su suoli di terreno misto tendente all’argilloso situati a circa 180 metri di altitudine con esposizione da sud a sud-est. Le viti sono state piantate a una densità d’impianto di 3.450 ceppi per ettaro e sono allevate con potatura Guyot. La vendemmia è rigorosamente manuale e le uve sono raccolte in piccole cassette. Nei vini da uve lacrima a bacca nera l’acidità totale è intorno a 5 g/l, il Ph è intorno a 3,30 e il residuo zuccherino naturale è intorno a 2 g/l. Lorenzo Marotti Campi mi ha assicurato che la scheda tecnica di fondo di questi vini, anche se si riferisce ad annate diverse, presenta valori molto costanti e differenze che posso definire millimetriche.

Lacrima di Morro d'Alba ”Rubico” 2020

Lacrima di Morro d’Alba ”Rubico” 2020
Questa è la versione base, fatta con le prime uve raccolte, normalmente a metà settembre. La vinificazione avviene in acciaio inossidabile a temperatura controllata. Il 10% dei grappoli viene lasciato intero a fermentare con macerazione carbonica, mentre il 90% fa la fermentazione classica sulle bucce. L’affinamento dopo la svinatura avviene per 3 mesi in vasche di acciaio e per altri 3 mesi in bottiglia. Il tenore alcolico di quest’annata è del 13,5%. Va consumato giovane per apprezzarlo meglio e vi consiglierei di servirlo e mantenerlo a temperatura da 16 a 18°C. Di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, attacca con un caratteristico profumo vinoso fresco e delicato di uve in fermentazione (come si suol dire, ”sa di cantina”) che introduce un bouquet di aromi di rosa rossa, violetta, sambuco nero. In bocca è fresco e fruttato di more di rovo e fragole molto mature, con un tannino vellutato. È un vino di medio corpo che andrebbe sempre bevuto a tavola con le pietanze della cucina casalinga di carne, il salame spalmabile ciauscolo (anche con i frascarelli), i sanguinacci, gli arrosti di vitello. Provatelo anche con il pesce grigliato in giardino e non lasciatevelo sfuggire con il brodetto di pesce, molluschi e crostacei alla fanese.

Lacrima di Morro d'Alba Superiore "Orgiolo"

Lacrima di Morro d’Alba Superiore “Orgiolo”
A differenza della versione base, le uve sono raccolte a fine settembre, più mature, e dopo la pressatura soffice il mosto macera a contatto con le bucce per 10-14 giorni fermentando in vasche d’acciaio alla temperatura controllata di 18°C. Dopo la svinatura il vino matura per 12 mesi in piccole botti usate di rovere francese che lo nobilitano senza farsi nemmeno sentire in gioventù e si affina per altri 6 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Annata 2019
Il più giovane e fresco di questi vini ha un tenore alcolico del 14%, ma si presenta con una freschezza e soprattutto con una delicatezza sorprendenti. Nota bene: bevuto una sera di fine giugno con temperature esterne di 36°C ha reso piacevoli carni bianche di pollame, agnello e maiale arrostite in forno senza far sudare nessuno all’ombra e al fresco in casa per seguire le partite dei campionati Europei. Farebbe l’amore con agnello oppure oca in agrodolce. È gradevole, morbido, fragrante, delicatamente tannico e accarezza il palato. Di colore porpora scuro e luminoso con tenui riflessi viola, attacca con profumi di rosa rossa e viola mammola che introducono un bouquet di aromi di piccoli frutti rossi e neri maturi come ciliegia, prugna, mora di rovo. In bocca è carnoso, con sfumature di spezie dolci, molto vellutato, succulento. Il finale è ricco di fruttato maturo con una bella nota ematica che profuma la bocca a lungo. Si preannuncia un grande vino con una potenzialità di ulteriore miglioramento nella sua sfida contro il tempo. Per goderlo meglio consiglierei di servirlo e mantenerlo da 16 a 18 °C, non oltre, in calici ampi.

Lacrima di Morro d'Alba Superiore Orgiolo 2017 Marotti Campi

Annata 2017
Rispetto al precedente è già diverso, evoluto e profondo, con un tenore alcolico del 13,5% (che è già una bella notizia se si pensa all’annata, dovunque torrida), come un piccolo miracolo dovuto alla costante, saggia, caparbia, cura delle maturazioni in campo e alla scelta del momento giusto. La lacrima che sgocciola da qualche acino nel momento della maturazione ideale aiuta molto, appunto, nell’organizzare la vendemmia. Di colore rubino intenso con i tipici, tenui, riflessi viola, attacca con profumi di rosa nera e violetta che introducono un bouquet di aromi fragranti di piccoli frutti maturi come amarena, corniola, sambuco nero. In bocca il sapore è molto sexy, sa di buona pelle, macis, tartufo per non dire monte di Venere, con un fondo di prugna succosa tra sfumature di pepe rosa e bacche di ginepro. Sempre equilibrato e armonioso anche nel finale in cui si avvertono il manto equino e la marasca. Un bel vino che mostra una giusta ed equilibrata combinazione tra aroma e sapore, dove non prevale l’uno sull’altro. Per goderlo meglio consiglierei di stapparlo qualche ora prima di berlo e di servirlo da 16 a 18 °C in calici ampi. Si abbina bene con il salame tipo “Fabriano”, i ciarimboli dalle membrane delle interiora, le carni bianche e rosse arrostite o grigliate in barbecue, è sicuramente un gran vino primi piatti elaborati con intingoli sopraffini, tipo primi piatti al ragù marchigiano o di selvaggina, tagliere di caciotte, ma è anche un vino da… alcova!

Lacrima di Morro d'Alba Superiore Orgiolo 2006 Marotti Campi

Annata 2006
Anche se prediligo personalmente le due versioni più giovani perché danno il meglio di sé in gioventù grazie a una carica aromatica generosissima, se non travolgente (e con una bella corona all’annata 2019), questo vino dal tenore alcolico del 13% dimostra che può reggere la sfida con il tempo con risultati interessanti, ma più in bocca che al naso. Gli anni, 15, sono tanti, perciò ringrazio il tappo perfetto e la brocca in cui s’è decantato per qualche ora, riprendendosi dal lungo riposo in atmosfera riduttiva. Il vino adesso è di un colore più cupo, il suo rubino si è fatto granato e all’attacco manda note balsamiche molto intense, dimostrando un temperamento però più freddo e austero dei precedenti. Il floreale di rose si è appassito e il fruttato di fragole, mirtilli e prugne si avverte in confettura tra gli aromi di erica, ginestra, corbezzolo, ginepro e spezie orientali. Il tannino è ancora dolce, morbidissimo e il finale è pulito e persistente. La struttura è abbastanza corposa, il gusto è più asciutto e più sapido con l’età. Per goderlo meglio consiglierei di scaraffarlo e di servirlo a 18°C. Suggerirei di non invecchiare ulteriormente una bottiglia del genere, ma di approfittarne in abbinamento con salamelle e salsicce di fegato, petto d’anatra o faraona al vino rosso, coniglio in porchetta, spezzatino di montone con funghi, beccacce al tartufo d’Acqualagna e lepre al ginepro.

Mario Crosta

Marotti Campi
località Sant’Amico 14, 60030 Morro d’Alba (AN)
coord. GPS cantina: lat. 43.618154 N, long. 13.228753 E
coord. GPS La Torre: lat. 43.619111 N, long. 13.229696 E
coord. GPS Vigna Sant’Amico: lat. 43.628541 N, long. 13.214786 E
tel. 0731.618027, fax 0731.618846
sito www.marotticampi.it, e-mail wine@marotticampi.net

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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