Ribera del Duero Reserva 2014 Pago de los Capellanes

Pedrosa de Duero (Burgos) è situata nel cuore della D.O. Ribera del Duero a ben 800 metri di altezza sul livello del mare. Sono terreni poveri di montagna, argilla e calcare, ben drenati, con poche piogge (500 mm l’anno) e un clima dalle escursioni termiche davvero notevoli, che costringono le viti a cercare ristoro in profondità e a diventare molto estrattive. La tenuta è situata in una zona che definirei bucolica, appena fuori da un piccolo borgo antico, di cui il terreno più antico risultava appartenuto fin dal XIII secolo ai monaci che lo avevano ricevuto con altri piccoli appezzamenti di terreno dalla popolazione locale in cambio di funzioni religiose e preghiere. Nel 1855, come tutti i beni ecclesiastici, questi erano stati confiscati nel 1855 dal liberale Juan Alvarez Mendizabal per poter finanziare la guerra contro i Carlisti e poi erano andati all’asta e sono passati di proprietà ai privati.
Il piccolo vigneto dei cappellani con i ceppi dell’autoctono tempranillo è stato rilevato nel 1980 da Doroteo Rodero, originario di Pedrosa de Duero che aveva cominciato a occuparsene insieme con suo figlio Paco. La coppia formata da Paco Rodero e Conchita Villa ha poi recuperato questo e altri vigneti della zona, per fornire l’uva alle prime cantine di Ribera del Duero e oggi la proprietà si estende su circa 125 ettari. Dopo una prima, lunga carriera solo nella viticoltura, hanno deciso di creare anche una propria cantina, Pago de los Capellanes, per produrre per la prima volta il proprio vino, nel 1996. E su questa nuova strada non si sono più fermati, tanto che oltre ai rossi di questa zona hanno poi deciso di creare anche dei vini bianchi, tra cui l’ottimo Godello, nella D.O. Valdeorras in Galizia, con la bodega O Luar do Sil.
Il Ribera del Duero Reserva 2014 deriva da uve tinto fino (il nome locale del tempranillo) al 100% che provengono dalle vigne più vecchie (circa 80 anni) coltivate su terreni argilloso-calcarei e ghiaiosi. Le uve sono state vendemmiate e vinificate in vasche di 200 ettolitri. Le rese sono molto basse, 50 quintali per ettaro. Dopo una prefermentazione per 6 giorni a 14 °C, la fermentazione alcolica si è sviluppata a temperatura controllata, con l’aggiunta di lieviti autoctoni selezionati dai migliori vigneti di proprietà, per 20 giorni con rimontaggi giornalieri. La fermentazione malolattica si è svolta molto lentamente, senza l’aggiunta di batteri, per 28 giorni in locali a temperatura controllata di 20 °C. Il vino è poi maturato per 14 mesi in botti di rovere francese a grana fine da 300 litri ed è stato assemblato e imbottigliato nel giugno 2016, senza filtrarlo né chiarirlo, in 50.000 bottiglie.
È un vino di colore rubino intenso con riflessi granati. All’attacco c’è un potente aroma di amarena che introduce un bouquet di ribes nero, mirtilli e altri piccoli frutti di bosco maturi accompagnati da piacevoli sfumature speziate e di liquirizia che ne mostrano la gran classe. Il suo passaggio in bocca presenta un grande equilibrio dovuto alla maturità dei suoi tannini. Una vaniglia appena accennata mostra un oculato uso delle barriques. Non ho sbagliato a lasciarlo affinare ancora un po’ in cantinetta (ma avrei potuto lasciarcelo ancora per parecchio) perché riscaldandosi nel calice a temperatura ambiente è magnifico nel liberare i suoi profumi in piena calma e in sequenza. Il finale è molto lungo e aromatico. Ha un potenziale di ulteriore affinamento in bottiglia di almeno altri 10 o 15. Non sono un patito della selvaggina, ma se vi capita è più che perfetto con quella di piuma, dalle pernici al fagiano, in salse nobili. Con le caldarroste fa volentieri l’amore. Consiglierei di servirlo dopo averlo arieggiato in caraffa a 18 °C.
Mario Crosta
Tipologia: D.O. Ribera del Duero
Vitigni: 100% tempranillo
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: PAGO DE LOS CAPELLANES
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 35 a 45 euro




