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Un Chinato in Toscana

Enzo Nocentini
Enzo Nocentini

Da uve canaiolo, Enzo Nocentini ha realizzato il suo sogno. Correva l’anno 1831, quando l’Azienda Agricola Tiberio, iniziò l’attività sui Colli Aretini, in località Gropina, frazione Penna nel Comune di Terranova Bracciolini (Ar). Merita una visita la bellissima ed elegante Pieve di San Pietro sorta su un’area molto antica. Lungo l’antica Setteponti, ai confini del territorio comunale, una stretta deviazione sterrata ti conduce tra alcune delle vigne e ulivi dell’azienda; nessuna illuminazione, solo la luce di un cielo stellato che sfuma nelle tonalità dei blu.
L’Azienda all’epoca, oltre a vino e olio, comprendeva anche il bestiame; mentre oggi sono 6 ettari a vigneto e la produzione di olio. Alla quinta generazione, Enzo, figlio di Tiberio Nocentini e la Signora Giuliana, è il titolare dell’azienda, con una conduzione del vigneto nel rispetto della terra e l’utilizzo di barriques piemontesi di alta qualità e resistenza. Anche il sig. Tiberio, 85 anni, è sempre attivo in vigna, ci dice ”usiamo zolfo e rame, la chimica fa male alla terra e a noi” con sguardo fiero

Tiberio Nocentini e la Signora Giuliana
Tiberio Nocentini e la Signora Giuliana

sul viso abbronzato; la signora Giuliana invece accoglie i clienti invitandoli alla degustazione e all’acquisto. Con una certa malinconia ci confida “avrei voluto studiare, mi piaceva scrivere, e lo facevo sulle pietre per raccontare la storia di Giotto…ma a quei tempi non c’era la possibilità”.
Iniziamo con una Malvasia Nera in purezza, un vino elegante e tradizionale di antica memoria familiare che sta 12 mesi in barriques di rovere; il Canaiolo in purezza potente di razza, 12 mesi in barriques imbottigliato al secondo inverno dalla vendemmia, il Sangiovese espressione del territorio, tra eleganza e carattere; il Tiberio Igp da sangiovese, malvasia nera e canaiolo, vinoso, di temperamento, interpreta i valori di una antica tradizione; un Vin Santo da trebbiano toscano, malvasia del Chianti e San Colombano, un nettare di belle qualità e struttura, non manca la grappa da vinacce, ricca di profumi. Tutti i vini sono di coltivazione propria in area di produzione del Chianti Docg. E infine, l’originale e insolito Canaiolo Chinato, frutto di una filosofia sperimentale. Vitis vinifera etrusca, dies canicolares, i giorni dell’invaiatura, definita “bellissima uva da serbare”. Ottenuto Canaiolo Chinato e Tiberiodalle migliori uve, lieviti indigeni e senza enzimi; al termine del periodo di invecchiamento viene aromatizzato con infusione di erbe stomatiche-digestive e con aggiunta di spezie, i cui principi attivi vengono estratti mediante lenta macerazione a temperatura ambiente; al naso l’impatto è decisamente elettrizzante, dalla livrea granata, il gusto avvolgente dolce amaro è perfetto con cioccolato fondente, oppure da aperitivo. Un sogno che si è avverato anche grazie all’amicizia con alcuni vignaioli piemontesi. Inesistente in Toscana, con l’idea di colmare una lacuna, il Tiberio chinato ha ottenuto vari riconoscimenti; presente anche alla Biennale del Cinema a Venezia.

Gabriella Grassullo

Gabriella Grassullo

Sommelier da circa 20 anni, master sul servizio vino e relazione col commensale, ha tenuto alcuni corsi in area territoriale del Pavese di approccio/divulgazione della cultura del vino e il suo abbinamento, alcune giornate didattiche presso Cantine, partecipa a degustazioni con AIS/ONAV/FISAR/ONAF. Collabora con Ais Lombardia. Dal 2015 contribuisce a Lavinium con articoli interviste insieme a Ezio Gallesi. Ha un interesse particolare per i vini naturali e ne studia l’evoluzione.

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