Statistiche web
Assaggi dall'Italia e dall'EsteroIl vino nel bicchiereItalia

Siena: quattro giorni di Sangiovese Purosangue, i migliori assaggi

I Magazzini del sale e la Torre del Mangia a Piazza del Campo (SI)
I Magazzini del Sale e la Torre del Mangia a Piazza del Campo (SI)

Siena, splendida città medievale, nel cuore della Toscana, è espressione di arte, bellezza, storia, cultura e di tradizioni che sono la chiave di lettura di un incredibile territorio, quasi bucolico, fatto di campagne, vigneti, piccoli villaggi di pietra e strade silenziose, immerse nel verde, punteggiate di cantine, dove impera il sangiovese, vitigno a bacca rossa principe in terra di Toscana.
Ben noto agli Etruschi, cui si deve il merito di aver “traghettato” la vite dalle aree dell’Egeo (Turchia e Creta), in Italia e, poi, in tutta Europa, il Sangiovese ha nome dall’origine alquanto incerta: per taluni da Sanguis Jovis, ovvero sangue di Giove, per talaltri, invece, da arcaici lemmi o forme dialettali del termine “San Giovanni”, “SanGiovéto”, come si legge anche in molte antiche etichette. Dalle sue uve nascono vini famosi, ricchi di storia e tradizione, come Chianti, Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano o Morellino di Scansano.
Diffuso soprattutto in Toscana, ben espresso anche in Romagna, il Sangiovese ha elegante colore degradante dal rosso rubino intenso fino al granato, profumi di frutta rossa, tra cui amarena, fragola, lampone, nonché floreali, come violetta e rosa, che, con l’invecchiamento, diventano appassiti. La maturazione in botti e barriques, conferisce, poi, a seconda della tipologia di legno, note speziate, vaniglia e liquirizia, nonché tostate, caffè e cioccolato.

Gianni Pignattai e Davide Bonucci
Gianni Pignattai e Davide Bonucci

Sangiovese Purosangue
I suggestivi ambienti a volta degli antichi Magazzini del Sale, all’interno del Palazzo Comunale, in Piazza del Campo, hanno ospitato la quarta edizione di Sangiovese Purosangue, evento ideato da Davide Bonucci, presidente dell’associazione Enoclub Siena, col Comune di Siena e il patrocinio dell’Accademia dei Georgofili, svoltasi dal 2 al 5 novembre.
Sviluppato in 4 giorni di approfondimenti tecnici che, a tratti, ha assunto connotazioni di laboratorio monografico, l’evento è stato partecipato da 70 aziende, con loro etichette di Sangiovese in purezza e più di 300 vini in assaggio, per celebrare con vignaioli, operatori, giornalisti, ma anche tanti appassionati, le diverse espressioni territoriali e le mille sfaccettature di questo vino superbo, tra degustazioni tecniche, verticali, conferenze, seminari e banchi d’assaggio.

Le etichette di Brunello in degustazione
Le etichette di Brunello in degustazione

Le Verticali
Il ricco programma di quest’ultima edizione di Sangiovese Purosangue ha previsto tre interessanti verticali di Brunello di Montalcino: Azienda Pietroso, Poggio ai Chiari della tenuta Colle Santa Mustiola e Riserva Poggio al Vento di Col d’Orcia.
La prima verticale Brunello Pietroso, assemblaggio delle uve di tre diverse vigne, due coltivate sotto l’antico borgo e l’altra in località Castelnuovo dell’Abate, è stata introdotta da Gianni Pignattai, titolare dell’azienda Pietroso, con sei annate: 2005, 2007, 2008, 2009, 2011 e 2013. Nata a Montalcino negli anni ’70 con Domenico Berni, viticoltore, con l’obiettivo di produrre in quantità limitate vini pregiati, quali Brunello e Rosso di Montalcino, l’azienda agricola Pietroso, le cui vigne sono tutte terrazzate (1 ettaro, 10 terrazzamenti!), deve il suo nome al luogo, con terreni ricchi di roccia e di sabbia, condizioni che conferiscono una grande finezza ai vini.

I Brunello di Montalcino dell'azienda Pietroso
I Brunello di Montalcino dell’azienda Pietroso

L’azienda ha prodotto la prima etichetta nel 1978. Oggi è il nipote Gianni Pignattai a continuare il lavoro del nonno, con la consulenza dell’enologo Alex Dondi e dell’agronomo Federico Becarelli.
Tra le annate in degustazione, il 2008 è quella che maggiormente mi ha intrigato, per il suo profilo elegante, il colore rosso intenso, tendente quasi al granato vivace, l’inebriante naso agrumato, arancia rossa, mandarino candito e floreale, ma di rosa essiccata; ingresso in bocca fresco, verticale, equilibrato, con finale coerente, deliziato da lievi note di cardamomo e liquirizia, tannini eleganti, persistente.
Tra i vari millesimi (2013-2011-2009-2007) quello del 2007 ha conquistato maggiormente, per il suo colore rosso amaranto, naso fruttato, maturo, di confettura di amarene e floreale, viola passa, il sorso armonioso e di bella ricchezza aromatica, delicatamente speziata, chiodi di garofano, con tannini maturi e un finale piacevolmente fresco, persistente.

Carmen Guerriero
Carmen Guerriero

La seconda verticale è stata una degustazione di ben dieci annate del Sangiovese Poggio ai Chiari, a cura di Fabio Cenni, della tenuta di Chiusi Colle Santa Mustiola: 1997, 2001, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010. Tanto fresco e balsamico il 2007 quanto incredibilmente longevo il 1997, fine, armonico ed equilibrato!

La verticale di Brunello di Montalcino con Francesco Marone Cinzano
La verticale di Brunello di Montalcino con Francesco Marone Cinzano

Terza e ultima Verticale di sei annate dal 2010 al 1990, quella di Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento – Col d’Orcia, con Francesco Marone Cinzano. A metà strada della collina che si affaccia sul fiume Orcia, il vigneto di Poggio al Vento, nome che letteralmente significa “collina esposta al vento”, produce il Brunello di Montalcino Riserva Poggio al Vento che gode di terreni sabbiosi di origine marina, che donano ai vini una particolare finezza. Le varie annate in degustazione hanno rivelato caratteristiche sorprendenti: più stavano nel calice, più sprigionavano profumi complessi che stravolgevano gli appunti di degustazione precedenti, tant’è che è occorso più di un ripasso (operazione più che piacevole…) per carpirne le estensioni aromatiche e le tensioni tanniche.

Brunello di Montalcino Poggio al Vento Col d'Orcia
Brunello di Montalcino Poggio al Vento Col d’Orcia

Tra tutte, alla fine, quello del 1995 rimarrà sicuramente tra i migliori assaggi di questa edizione di Sangiovese Purosangue: da vendemmia posticipata rispetto agli anni precedenti, con uve perfettamente mature e condizioni climatiche eccellenti, questo Brunello ha stupito per lo splendido colore rosso granato, vivace, un ricco bouquet di aromi complessi, note di fragola, rosa, ribes, ciliegia ed erbe aromatiche della macchia mediterranea, lievi sfumature di spezie, anice stellato soprattutto. Sorso pieno, fresco, armonico, grande eleganza di tannini e sontuosa persistenza.

Carmen Guerriero

Carmen Guerriero

Laureata in giurisprudenza, giurista di formazione, è giornalista dal 1995, settore turismo enogastronomico, responsabile agroalimentare PMI - piccole e medie Imprese - International, fa parte dell'Associazione Nazionale Donne del Vino - Campania; Sommelier AIS, degustatrice ONAV, Accademia Nazionale della Cucina - Napoli, partecipa, anche come chair, a convegni (Vkusnissimo 2018), rassegne e manifestazioni (Judge of exellence Bellavita 2017/2018) dedicate al settore.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio