Dominus Gran Selección Viñedos Viejos 2005 Yllera

Anche in Spagna certe denominazioni d’origine cominciano ad andare troppo strette ai vini di altissima qualità che rappresentano il vanto delle migliori aziende, i cosiddetti vini d’autore. Capita così che una delle aziende più importanti della vitivinicoltura iberica debba scegliere l’indicazione geografica tipica anziché la denominazione d’origine per il suo miglior vino. Parlo del gruppo Yllera, un gigante con oltre 700 ettari di vigne nelle D.O. Rueda, Ribera del Duero, Rioja e Toro), che ha scelto l’IGT Castilla y León per imbottigliare il vino fatto con le uve straordinarie delle sue vigne più vecchie, alcune delle quali, però, sono fuori dalle mappe catastali delle D.O., anche se producono uve meravigliose, perciò secondo i disciplinari potrebbero fare ormai soltanto un modesto… V.T, cioè un vino de la tierra.
Il grande fiume Duero rende il clima davvero favoloso in questa fortunata regione vinicola, assicurando una giusta dose di nebbie e di umidità ai suoli caldi e particolarmente prediletti dalla vite. Gli inverni qui sono molto rigidi e le estati sono veramente torride, un ambiente dove si trovano a proprio agio sia il rosso Tempranillo (Tinta fina, Tinta del pais, Tinta de Toro) sia il bianco Verdejo. In zona è avvenuta un’autentica rivoluzione qualitativa. Prima si pensava che per fare il vino bastasse pigiare le uve, lasciar macerare i mosti e ficcare tutto in botte finché se ne aveva voglia, con il risultato di ottenere dei vini stanchi e concentrati, a volte dal gusto bordoleggiante, facilmente maderizzabili con il passare del tempo. Invece il Tempranillo aveva bisogno di una maturazione più calibrata, di botti di qualità migliore e di un affinamento in bottiglia più lungo e a temperature più fresche, in modo da distinguersi da quel noioso stereotipo precedente e acquisire una benvenuta personalità fruttata, letteralmente esplosa in pochi anni fra l’ammirazione degli intenditori.
Yllera, giunta ormai alla sesta generazione con Jesús Yllera e Ramón Martínez Palacios, è nella pattuglia delle aziende che sono state protagoniste di questa svolta. Date le dimensioni, possiede cantine molto diverse fra loro, tra cui l’antica Mudéjar a Rueda (del XIV secolo, di origine moresca) che si trova a 18 metri di profondità e ha una temperatura costante di 12°C, oggi utilizzata soltanto per lo spumante Cantosán e per l’affinamento delle riserve più importanti, tra cui appunto l’eccellente rosso Dominus. A Cracovia l’avevo degustato per la prima volta grazie all’intraprendenza di Sandrine Castets. Era quello dell’annata 1998 che aveva una maturazione di 671 giorni in barriques nuove di rovere di Allier (tonnelleries Radoux, Demptos, Magrenan ecc.).
Un vino Gran Selección di nome e di fatto, di quelli che sanno maturare per molti anni e perciò mi ha incuriosito fino al punto da confrontarlo con quello più recente. Anche quello dell’annata 2005 deriva da una rigorosa selezione manuale, prima in vigneto e poi in cantina, di uve Tempranillo delle migliori vigne tra quelle più vecchie di tutta la zona della valle del Duero (principalmente nelle D.O. Ribera del Duero e Toro), di età comprese tra i 50 e gli 80 anni, con le rese più basse (non superano il chilo e mezzo per ceppo di grappoli adagiati con cura in piccole cassette). Dopo la diraspatura e la fermentazione alcoolica a contatto con le bucce per tre settimane in tini a temperatura controllata di 28 °C, è passato nelle barriques dove ha completato la malolattica e la maturazione per 22 mesi fino alla chiarificazione, quindi è stato imbottigliato e affinato in bottiglia per 24 mesi.
Il Dominus è una vera perla dell’enologia castigliana, viene prodotto soltanto nelle annate più favorevoli e il suo corredo organolettico è straordinario. Il colore è bello, limpido e brillante, rubino scuro con tonalità amaranto e porpora. Stoffa molto fine. Aperto con qualche ora di anticipo (cosa che preferirei in questo caso alla decantazione), libera un bouquet complesso di frutta matura, mora, mirtillo, prugna, confettura di prugne, ciclamino, chiodi di garofano, cacao, liquirizia, eucalipto. Molto ampio in bocca, rotondo, soave, vellutato, mostra gran corpo e buona acidità, tannini sapidi e una glicerina potente, tutti elementi molto ben equilibrati in una suadente armonia. Il finale è molto lungo, il retrogusto è saporito e ampio, senza asperità, ben amalgamato, avvolgente.
Servito in calici molto grandi a partire da 17-18 °C, in gioventù va d’amore e d’accordo con salumi morbidi e succulente carni rosse arrostite, ma è perfetto dopo un lungo affinamento con gli stufati e la cacciagione in salse nobili, oltre che con i grandi formaggi molto stagionati. Lo suggerirei anche, per la sua estrema sensualità, come vino da condividere nell’intimità con la persona più cara, perché sa strizzare l’occhiolino anche ai migliori cioccolatini fondenti.
Mario Crosta
Yllera
Autovia A6 (Madrid – Coruña) Km. 173,5 – 47490 Rueda, Valladolid, Spagna
Tel. +34.983.868097, +34.983.868177
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grupoyllera@grupoyllera.com



