Le DOC della Lombardia: Capriano del Colle

❂ Capriano del Colle D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 8/7/1980 – G.U. n.315 del 17/11/1980; ultima modifica D.M. 7/3/2014, pubblicato sul Sito ufficiale del Mipaaf, Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)
► zona di produzione
● in provincia di Brescia: comprende l’area collinare idonea alla coltura della vite dei comuni di Capriano del Colle e Poncarale;
► base ampelografica
● bianco (anche frizzante), bianco superiore: trebbiano di Soave o trebbiano di Lugana e/o trebbiano toscano min. 60%, possono concorrere, da sole o congiuntamente, anche le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, max. 40%;
● con menzione del vitigno bianco (anche frizzante): Trebbiano (trebbiano di Soave o trebbiano di Lugana e/o trebbiano toscano) min. 85%, possono concorrere, da sole o congiuntamente, anche le uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia, max. 15%;
● rosso, Novello, rosso riserva: marzemino (loc. berzemino) min. 40%, merlot min. 20%, sangiovese min. 10%, possono concorrere, da sole o congiuntamente, anche le uve a bacca rossa provenienti da vigneti idonei alla coltivazione nella Regione Lombardia max. 10% del totale;
● con menzione del vitigno rosso: Marzemino;
► norme per la viticoltura
● per i nuovi impianti e reimpianti la densità dei ceppi per ettaro non può essere inferiore a 4.500;
● è consentita l’irrigazione di soccorso, effettuata non oltre il periodo dell’invaiatura per un massimo di due interventi all’anno;
● la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale devono essere di:
– 12,50 t/Ha e 10,00% per il Bianco
– 12,50 t/Ha e 10,50% vol. per il Trebbiano e il Rosso
– 11 t/Ha e 11,00% vol. per il Superiore
– 10 t/Ha e 11,00% vol. per il Marzemino
– 10 t/Ha e 11,50% vol. per la versione Riserva;
► norme per la vinificazione
● le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nell’ambito dell’intero territorio amministrativo dei Comuni di Capriano del Colle, Poncarale e Flero, in provincia di Brescia;
● il vino a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” può essere designato con la qualificazione “Novello” a condizione che la vinificazione venga fatta mediante macerazione carbonica ad acini interi per una percentuale non inferiore al 60% e che nella produzione e commercializzazione siano rispettate le altre disposizioni previste dalla normativa vigente per questa tipologia di vino;
● il vino a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” con la menzione Superiore, deve essere sottoposto a un periodo d’invecchiamento obbligatorio di almeno dodici mesi, anche in botti di legno. Detto periodo decorre dal 1° ottobre dell’anno di produzione delle uve;
● il vino a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” con la menzione Riserva, deve essere sottoposto a un periodo d’invecchiamento obbligatorio di almeno 24 mesi, possibile anche in botti di legno. Detto periodo decorre dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve;
► norme per l’etichettatura e il confezionamento
● nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell’apposito elenco regionale, ai sensi dell’art. 6 comma 8, del decreto legislativo n. 61/2010;
● sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle”, è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve;
● per i vini a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” è vietato l’uso del tappo a corona;
● il vino a denominazione di origine controllata “Capriano del Colle” superiore e riserva deve essere immesso al consumo solo in recipienti di vetro con tappo di sughero, di capacità compresa tra 0.375 e 3.0 litri;
● le bottiglie con capacità inferiore a 0.375 litri, per specifiche esigenze commerciali, possono avere la chiusura a vite;
► legame con l’ambiente geografico
● A) Informazione sulla zona geografica
◉ Fattori naturali rilevanti per il legame
La zona di produzione del Capriano del Colle DOC comprende il territorio dei Comuni di Capriano del Colle, di Poncarale e di Flero; l’area sorge nel mezzo della pianura Padana, su un altopiano formato dalla sovrapposizione di detriti e strati argillosi trasportati a valle dai ghiacciai. La provincia di Brescia, nella sua estensione da nord verso sud, si divide nettamente in due parti: la parte nord con le Prealpi Lombarde e la parte sud con la Pianura Padana. La linea di demarcazione può essere più o meno identificata nella strada ferrata Milano Venezia al di sopra della quale vi è la tipica agricoltura di collina e di montagna e al di sotto, con la zona dei fontanili lombardi, una fiorente agricoltura cerealitico-zootecnica. Fa eccezione a ciò, immediatamente a sud della città di Brescia, il Monte Netto che è un promontorio che si eleva nettamente dalla pianura e che fa capo amministrativamente ai comuni di Capriano del Colle e Poncarale. Questo Monte, ovviamente senza acqua di irrigazione, presenta un terreno prevalentemente argilloso e l’agricoltura è quella tipica della collina. La coltivazione più importante è la vite.
◉ Fattori umani rilevanti per il legame
I due comuni Capriano del Colle e Poncarale hanno radici latine ed in origine venivano denominati “Capreanus” il primo e “Ponscaralis” il secondo. In tempi antichi la zona che circondava il Monte Netto era paludosa per le acque affioranti per cui il Monte costituiva un salubre luogo di insediamento per quelle popolazioni. In seguito anche la zona limitrofa al Monte, per l’abbassarsi della falda acquifera dovuto alla bonifica del territorio, finì per risanarsi completamente. In questo lasso di tempo però la vite veniva coltivata quasi come pianta medicinale in quanto il vino costituiva un valido aiuto nella battaglia contro la pellagra che costituiva una grave piaga della zona a tal punto che si tendeva a estendere la vite anche in terreni non del tutto idonei. Alcuni documenti (L’economia Bresciana – C.C.I.A.A. di Brescia – 1927) accertano infatti che “la coltivazione di questi vini anche in terreni irrigui, fu provvidenziale nella lotta sostenuta contro la pellagra. Un’analisi fatta in molti comuni e convalidata da una relazione ufficiale della Giunta di Carpenedolo, mostra quanta efficacia avesse il vino nel combattere questa malattia. Nella battaglia per la rivincita del vino che oggi si combatte contro i puritani intransigenti, è utile accennare a questa sua benemerenza. Anche questa zona non sfuggì al flagello della fillossera e subì la degradazione del patrimonio viticolo originale con l’avvento degli ibridi, soprattutto il “Clinton” che in questa zona, per le favorevoli condizioni pedologiche e ambientali, dava gradazioni altissime rispetto a produzioni di altre zone. Comunque la passione per la viticoltura riuscì ad avere ragione di questi vitigni e non appena la tecnica mise a disposizione dei viticoltori strumenti idonei alla ricostituzione di una viticoltura di pregio, ritornò fiorente la produzione di questi vini che seppero subito conquistarsi il favore dei consumatori.
● B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
I vini di cui al presente disciplinare di produzione presentano, dal punto di vista analitico e organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari, che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
All’esame olfattivo il Capriano del Colle Bianco si presenta delicato e gradevole, discretamente intenso, delicatamente floreale e fruttato, con sentore di mela matura; il sapore è secco, leggermente asprigno nel vino giovane, equilibrato. Il Capriano del Colle trebbiano ha un profumo delicato, gradevole, un gusto fresco, armonico, con eventuale percezione di legno. Il Capriano del Colle con la menzione superiore deve essere sottoposto un periodo d’invecchiamento obbligatorio di almeno dodici mesi, anche in botti di legno e all’esame organolettico presenta un odore delicato, gradevole, caratteristico e un sapore sapido, armonico, corposo con eventuale percezione di legno. Il Capriano del Colle marzemino presenta un profumo delicato, gradevole, caratteristico e un sapore secco, fresco, armonico, con eventuale percezione di legno.
Il Capriano del Colle Rosso ha un profumo ampio, vinoso, caratteristico, un sapore fresco, sapido, asciutto e armonico, equilibrato, morbido e di media struttura. Il Capriano del Colle Riserva ha un profumo complesso, un gusto ampio, avvolgente e strutturato, giustamente tannico e di elegante struttura. Il Capriano del Colle Novello ha un profumo fresco e floreale, che sprigiona delicati profumi di frutti di bosco; il gusto risulta morbido e piacevole.
● C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Le pendici del Monte Netto non molto scoscese e il falso piano della sommità fanno ben sperare nella continuità di questa viticoltura che potrà senza difficoltà essere meccanizzata sempre di più permettendo lo sfruttamento di questi terreni che non hanno altra vocazione. I terreni, generalmente argillosi e privi di calcare, eccezion fatta per parte della zona del Comune di Poncarale, godono di un’ottima esposizione e risultano particolarmente adatti alla coltivazione della vite.
Il riconoscimento della vocazionalità viticola dell’intera zona di produzione, porta all’ammissione unanime da parte dei Tecnici del settore che nell’area DOC Capriano del Colle si possono produrre tipologie diverse di vini di qualità. In questo quadro si intendono valorizzare le elevate potenzialità espresse dalle varietà autoctone di tradizionale coltura Marzemino (localmente denominato Berzemino) e Trebbiano di Soave o Trebbiano di Lugana e/o Trebbiano Toscano. Il Trebbiano, di origine italica, già conosciuto dagli antichi Romani e distribuito in tutta la penisola; in questa zona è coltivato nelle versioni Trebbiano di Soave o Trebbiano di Lugana e/o Trebbiano Toscano. Il grande pregio di questo vitigno è dato dall’estrema capacità di adattarsi a diversi tipi di terreno e di clima; i vini che ne derivano risultano generalmente gradevoli e caratteristici. Anche la coltivazione della varietà Marzemino (localmente denominata Berzemino) profonde radici. La prima descrizione del vitigno, nel compendio: “Le dieci giornate della vera agricoltura e piaceri della villa”, è dovuta all’agronomo Agostino Gallo (1499 – 1570), residente nel Borgo di Poncarale dal 1548. Anche non considerando le suggestioni storiche, la presenza del Marzemino e comunque ben documentata.
Infatti i dati del Catasto Vitivinicolo del 1970 (Istituto Centrale di Statistica, Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, Catasto Vitivinicolo; “Rilevazione al 25 ottobre 1970; anno 1972, Volume 1, Tomo 1, pag. 354, 355) indicano che su una superficie totale nazionale a Marzemino in coltura principale di circa 1500 ettari, più della metà (760) era concentrata nella provincia di Brescia e più di un terzo dei ceppi era composto da viti di età superiore ai sette anni. Inoltre nella provincia di Brescia vi era una superficie in coltura pura pari a 207 ettari, la maggiore a livello nazionale (dato nazionale 740 ettari). Questi dati sono tuttora attestati nella zona del Capriano del Colle dalla presenza di viti centenarie che non appartengono alle selezioni clonali degli ultimi decenni. Le valutazioni positive da sempre espresse verso le caratteristiche qualitative delle uve e dei vini di questa tipologia sono state confermate dai recenti studi citati. Inoltre da 1995 è presente la IGT “Montenetto” per la quale è prevista la tipologia “Marzemino”, seppur con una base ampelografica più ampia. Restringendo i possibili uvaggi solo al Marzemino, si pongono le basi per la produzione di un altro rosso di qualità con un forte legame storico con il territorio e una inconfondibile caratterizzazione varietale, grazie alla presenza del 100% di Marzemino. Per questi motivi e per le esigenze del mercato, che sempre richiede alle Aziende di presentare i vini di maggior pregio come vini a Denominazione di Origine, si richiede la presente integrazione del Disciplinare. La creazione delle tipologie “Capriano del Colle Trebbiano” e “Capriano del Colle Marzemino” tende a valorizzare e dare rilievo all’alta vocazionalità della zona per i due vitigni.

