A un anno dall’infarto torna Zarrillo in un concerto emozionante

Chi l’avrebbe mai detto che su una rivista esclusivamente dedicata all’enogastronomia sarebbe apparso un editoriale dedicato ad un artista musicale.
Ebbene non ho potuto fare a meno di scrivere un pensiero su Michele Zarrillo, che ho avuto la fortuna di poter apprezzare ieri sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Come mai, vi chiederete. Chi mi conosce sa bene che le mie passioni musicali viaggiano prevalentemente tra jazz e musica classica, in realtà io amo la musica in tutte le sue manifestazioni, purché sia di qualità.
E il concerto di ieri non solo grondava qualità, ma vera e propria emozione! Un Zarrillo ritrovato, ad un anno da quel 5 giugno 2013 in cui fu ricoverato d’urgenza al Sant’Andrea di Roma per infarto.
L’artista si è più volte commosso durante la performance, il suo concerto è stato perfetto, accompagnato fra l’altro in alcuni brani da due grandi jazzisti italiani quali Danilo Rea (pianoforte) e Stefano Di Battista (sax soprano). “Con Danilo e Stefano ci conosciamo da anni e ogni volta che ci siamo incontrati in precedenza ci siamo detti che avremmo dovuto fare qualcosa insieme, non appena si fosse presentata l’occasione. Ed ora è arrivata: già dalle prove abbiamo capito quanto le mie canzoni potessero vestirsi di nuovi arrangiamenti grazie al loro determinante contributo, senza esserne stravolte. Come sanno fare solo i migliori musicisti!“.
Ed è stato proprio così. Zarrillo si è offerto anima e corpo in un concerto generosissimo, durato ben oltre le 2 ore, durante il quale ho anche scoperto che c’è una categoria di fans del gentil sesso che possiamo chiamare “zarrille“, davvero scatenate, una in particolare, che ha lanciato più volte proclami d’amore per l’artista e si è meritata da parte di una signora del pubblico un deciso “abbattetela!”, ovviamente in tono scherzoso.
La serata ha rivelato un uomo dal cuore immenso, un animale da palcoscenico, in grado di giocare alla chitarra con il rock più sfrenato o al pianoforte con melodie ricche di poesia.
Il repertorio prevedeva gran parte dei suoi successi ma anche canzoni meno note eppure di grande bellezza, dove il suo canto rauco ma dall’estensione e dalla modularità invidiabile, testimonia senza dubbio che si tratta di un musicista di alto livello, che vive per la musica, lui stesso lo ha detto nella prima parte della serata: “Ci hanno provato in tutti i modi a farmi smettere, ci erano quasi riusciti, i maligni, ma io ho lottato e ho vinto, nessuno può strapparmi al mio amore per la musica per il contatto con la gente”. Era emozionatissimo, si vedeva chiaramente, tanto da aver detto per rassicurare il pubblico “per fortuna ci sono alcuni miei amici cardiologi in sala”. Sarà stato questo a rassicurarlo, sta di fatto che non ha mai preso fiato, ha cantato, suonato e ballato senza sosta e senza mai calare di intensità.
Un concerto che mi rimarrà impresso a lungo e che sono stato ben felice di ascoltare, perché Zarrillo va ben oltre le sue partecipazioni canore a Sanremo o a Castrocaro, fa parte di quella sparuta schiera di artisti di livello che fanno onore alla musica italiana e che meriterebbe ancora un maggiore apprezzamento da parte di tutti. Bentornato Michele!
Roberto Giuliani




