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Assaggi dall'Italia e dall'Estero

Villa Mattarana, Villa Favorita & Critical Wine: i migliori assaggi da FabioCimmino


 

Fabio CimminoHo assaggiato durante lo svolgimento delle tre manifestazioni, che, ricordo, si sono svolte contemporaneamente al Vinitaly, un gran numero di vini ed ho deciso pertanto di segnalarvi solo un vino, quello che più mi è piaciuto (non per forza il vino di punta offerto in degustazione dal produttore), tra quelli proposti da ciascun azienda.

VILLA MATTARANA (Giovedì 6 Aprile dalle 12.00 alle 18.00):

Vino: Langhe Nebbiolo Doc 2001
Azienda………Teobaldo Cappellano
Uvaggio: Nebbiolo
Valutazione…..S.V.
Una precisa e piacevolissima interpretazione. Il clima un po’ confusionario presso l’affolatissimo banco d’assaggio di Cappellano non mi ha permesso di trovare la giusta concentrazione per affrontare con calma la degustazione dei suoi Barolo (Piè Franco-Michet 2000 e Piè Rupestris 2000 e 2001, senza dimenticare il suo mitico ed “originale” Barolo Chinato). I vini “base” di Teobaldo sono sempre un gran bel bere: Nebbiolo, Barbera e Dolcetto si fanno apprezzare per le loro doti di riconoscibilità varietale e piacevolezza della beva. Questo nebbiolo è una sorta di piccolo Barolo: al naso spicca il profumo di rosa mentre al palato non passa inosservata la presenza di tannini dolci e setosi. L’assenza di una valutazione è motivata dal rispetto per la ben nota volontà-richesta del produttore (sottoscritta in prima persona nelle sue controetichette) di non ridurre il giudizio sui suoi vini ad un puro risultato numerico.

Vino: Terralba 2002
Azienda………Castello di Lispida
Uvaggio: Tocai
Valutazione…..@@@ 81/100
Classica (almeno per buona parte dei produttori naturali) maturazione prolungata sulle bucce che carica il vino di colore ed intensità aromatica. E’ ancora giovanissimo: prevalgono, in questo momento, al naso, sentori dolci di frutta candita. Al palato entra da un lato morbido di alcol e dall’altro astringente di tannino più che fresco. La sensazione bucciosa ed uvosa converge in un finale leggermente diluito. Vino ancora in pieno divenire.

Vino: Poggio ai Venti 1999
Azienda………Massa Vecchia
Uvaggio: Sangiovese ed Alicante
Valutazione…..@@@ 81/100
Un vino che punta dritto sulla mineralità. Il naso non è particolarmente espressivo e rimane chiuso su una nota floreale e di vegetale secco derivata probabilmente dall’utilizzo delle grandi botti di castagno. Al palato mostra uno sviluppo di apprezzabile coerenza esecutiva.

Vino: Chardonnay 2001
Azienda………Mlecknick Walter
Uvaggio: Chardonnay
Valutazione…..@@@ 83/100
Questo bianco dimostra due cose. Innanzitutto che i bianchi vinificati con lunghe macerazioni sulle bucce hanno bisogno di tempo per potersi esprimere al meglio, secondo che lo chardonnay può regalare prestazioni assolutamente non banali e scontate come quelle cui ci hanno abituato, ormai, molti prodotti e produttori osannati da una certa critica di settore. In questo caso è la mineralità gessosa ad imprimere freschezza, carattere e personalità al vino.

Vino: Kurni 2004
Azienda………Oasi degli Angeli
Uvaggio: Montepulciano
Valutazione…..@@@ 85/100
Nonostante non rappresenti il mio ideale di riferimento per un vino rosso, rimane sicuramente un fuoriclasse della sua categoria. Qui c’è tanta ciccia (come direbbe qualcuno): un frutto opulento e dolce che, però, schiaccia la mineralità di fondo. Al palato ritorna una sensazione di masticabile polposità.

Vino: Le Trame 2001 Chianti Classico Docg
Azienda………Podere Le Bonce
Uvaggio: Sangiovese & co.
Valutazione…..@@@@ 89/100
Il naso, inizialmente dolce di frutto e segnato da una leggerissima tostatura, si apre lentamente su un caleidoscopico ventaglio di sensazioni: terrose, floreali e balsamiche. Un naso intenso ed allo stesso tempo persistente seguito da un palato in cui il tannino è ancora vivo e pulsante. A bicchiere vuoto si continua a precepire un’incredibile ampiezza di sensazioni olfattive.

Vino: Trebez 2002
Azienda………Princic Dario
Uvaggio: Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio
Valutazione…..@@@ 84/100
I bianchi di Princic escono sul mercato solitamente alcuni anni dopo la vendemmia. Hanno, in questo modo, tutto il tempo per poter smaltire il corredo primario di frutto e lieviti (rigorosamente autoctoni) che li caratterizzano nella loro immediata gioventù. Di questo uvaggio mi è piaciuto l’equilibrio delle parti ciascuna mutuata dal vitigno di riferimento: la dolcezza del frutto dello chardonnay, la freschezza vegetale del sauvignon e l’eleganza minerale e sussurrata del pinot grigio. Al palato è ancora presente una certa astringenza derivata dal prolungato contatto con le bucce.

Vino: Vitovska 2002
Azienda………Vodovipec
Uvaggio: Vitovska
Valutazione…..@@@ 83/100
Al banco d’assaggio di questo produttore è stata data la possibilità di provare due diverse annate dello stesso vino la 2003 ed, appunto, la 2002. La prima mi è parsa piuttosto monocorde dal punto di vista olfattivo, forse, ancora impegnata ad assorbire l’esuberanza del frutto di un’annata calda e siccitosa. La seconda, invece, l’ho trovata decisamente più aperta ed intensa nella sua espressione aromatica. Un’uva che conosco poco e di cui mi piacerebbe poter approfondire meglio la conoscenza.

Vino: Barolo Brunate-Le Coste Docg 2001
Azienda………Rinaldi Beppe
Uvaggio: Nebbiolo
Valutazione…..@@@@ 88/100
Un vino decisamente buono e di facile approccio nonostante il blasone della denominazione e la peculiarità del produttore. Al naso è un pout-pourrì di fiori e spezie orientali. Lascia intravedere un promettente futuro. Nonostante sia un vino decisamente fresco mi pare, dagli ultimi assaggi, che i vini di Beppe Rinaldi abbiano perso un po’ di quella viperina acidità e sana cattiveria tannica che li aveva eletti, per il passato, a paladini imprescindibili di riferimento della tradizione.

Vino: Prulke 2004
Azienda………Zidarich
Uvaggio: Vitovska, Malvasia e Sauvignon
Valutazione…..@@@ 81/100
Bianchi appena imbottigliati che mostrano ancora qualche segnale di scompostezza quelli di Zidarich. Anche in questo caso come per Princic ho apprezzato l’equilibrio dell’uvaggio in grado di combinare al meglio le caratteristiche dei singoli vitigni coltivati su quello che può considerarsi un vero e proprio cru. Si stacca decisamente dal resto del gruppo di etichette presentate dal produttore per mineralità e freschezza.

Vino: Montepulciano d’Abruzzo Doc Ris. 2001
Azienda………Praesidium
Uvaggio: Montepulciano
Valutazione…..@@@@ 86/100
Una sorpresa molto interessante l’incontro con questo giovanissimo produttore che, oltre a questa riserva di Montepulciano, presentava le ultime due annate di Cerasuolo ed una piccola produzione artigianale di Ratafià (liquore a base di visciole, alcol ed, ovviamente, vino rosso montepulciano). La Riserva 2001 è un vino di invidiabile struttura per concentrazione cromatica e per la indiscutibile bontà della materia prima. Un frutto scuro e maturo che, a tratti, stenta a convincere per il suo incedere un po’ monolitico e monocorde. Un peccato di gioventù come dimostra la prova a bicchiere vuoto in cui emerge più chiaramente tutto il suo patrimonio di fiori, spezie e mineralità.

Vino: Pinot Grigio 1997
Azienda………Batic
Uvaggio: Pinot Grigio
Valutazione…..@@@ 85/100
C’era davvero da perdersi al banco d’assaggio del giovane Batic per il gran numero di etichette portate in degustazione. Tutte molto interessanti. Sono stato fino all’ultimo indeciso su quale vino sottoporre alla vostra attenzione. L’uvaggio ’97, probabilmente, aveva una marcia in più ma ho deciso in favore del pinot grigio, vitigno, da sempre, particolarmente trascurato e maltrattato. Un’uva in grado di esprimere, a dieci anni quasi dalla vendemmia, una complessità difficile da immaginare e tradurre in parole, ancora intrisa di una straordinaria verve minerale.

Vino: Bianco riserva 2002
Azienda………Parachos
Uvaggio: Sauvignon, Chardonnay, Pinot Bianco, Ribolla, Picolit, Verduzzo
Valutazione…..@@@ 83/100
Viene quasi il mal di testa a leggere l’articolato blend attraverso il quale si ottiene questo bianco friulano. Eppure di fronte ad un vino così decisamente buono si smette subito di ragionare sulla complicata composizione dell’uvaggio e ci si dedica esclusivamente al contenuto del bicchiere. Un bianco che, attraverso un filo conduttore minerale, riesce a superare le contraddizioni individualistiche delle singole varietà impiegate. Al palato si lascia apprezzare per la freschezza e l’equilibrio d’insieme.

Vino: Grauburgunder
Azienda…….. Weingut Eyman
Uvaggio: Pinot Grigio
Valutazione…..@@@ 82/100
Ancora un pinot grigio ed ancora un bianco di grande carattere. Un personalità del tutto inaspettata per un pinot grigio che per essere valorizzato al massimo ha bisogno di esprimersi in microclimi particolari e terroir di natura spiccatamente minerale. In questo caso c’è forse solo un filino di alcol in eccesso. Eyman produce, fra l’altro, oltre a questo pinot grigio ed ai classici riesling del Palatinato, anche un interessante pinot nero.

Vino: Igiea
Azienda………Grillo
Uvaggio: Barbera
Valutazione…..@@@ 83/100
Una barbera di impostazione classica ed allo stesso tempo originale: classica per il pieno rispetto del varietale ed originale per la sua impronta dichiaratamente minerale. Frutta, fiori, una nota tra il rustico ed il terroso, compongono il profilo olfattivo di questo rosso del Monferrato. Al palato c’è ancor un tannino vivace che si andrà pian piano ammorbidendo. Molto interessante tutta la gamma prodotta da questo giovane di origini partenopee che prevede etichette dalla grafica tanto accattivante quanto dai nomi stravaganti: un cortese 100% denominato Baccabianca, un dolcetto 100% denominato Pratoasciutto ed un blend di barbera, dolcetto, freisa e merlot denominato Pecoranera.

Vino: Terra delle Sirene 2004
Azienda………Zenner Do
Uvaggio: Nero d’Avola
Valutazione…..@@@@ 88/100
Il personaggio merita di essere incontrato e conosciuto indipendentemente dal discorso vino. Siamo a Pachino, in contrada Bufaleffi, in una delle zone d’eccellenza, tra le maggiormente vocate al vitigno nero d’Avola. Questo vino ne è sicuramente una delle migliori interpretazioni. Un rosso delicato ed elegante che alterna, al naso, aromi intensi di frutta dolce ad una sottile speziatura minerale. Al palato è già perfettamente godibile e non potrà che migliorare ulteriormente con l’invecchiamento.

Vino: Piaggione 2001 Brunello di Montalcino Docg
Azienda………Salicutti
Uvaggio: Sangiovese
Valutazione…..@@@@ 86/100
Frutto scuro primario e sfumature complesse per quello che è ormai divenuto un classico di Montalcino. Il palato segue coerente con le sensazioni annunciate al naso. Esescuzione impeccabile che manca, forse, solo un po’ di quella carica emozionale che spesso fa o può fare la differenza.

Vino: Prosecco di Valdobbiadene Sur Lie 2004
Azienda………Casa Costepiane
Uvaggio: Prosecco
Valutazione…..@@@@ 86/100
Dare lo stesso punteggio riservato ad un Brunello potrà apparire a qualcuno una forzatura o grottesco. In realtà se i vini vanno giudicati tenendo presente la tipologia, la denominazione e l’età, non c’è assolutamente alcunchè di cui meravigliarsi. Questo prosecco sur lie è uno dei migliori che mi sia mai capitato di assaggiare e mi sono addirittura dovuto trattennere dal non essere ancor più generoso nel giudizio. Se vi capita l’occasione non perdetela e provatelo.

Vino: Anjou 2004
Azienda………Domaine St. Bernardeau
Uvaggio: Chenin
Valutazione…..@@@ 85/100
Per chi ama la mineralità rocciosa ed inconfondibile di alcuni chamapagne non potrà rimanere indifferente di fronte a questo bianco della Loira di cui non conoscevo l’esistenza né del produttore. Naso complesso e freschezza al palato tratteggiano un quadro d’insieme di assoluto e indiscusso valore.

Vino: Traminer 2002
Azienda………Domaine Tissot
Uvaggio: Traminer (non aromatico della stessa famiglia del Savagnin)
Valutazione…..@@@ 82/100
Ho scelto di scrivere di questo vino per la curiosità dell’uvaggio che riporta in etichetta. La Jura è la patria del Savagnin vinificato in stile ossidativo secondo la consuetudine locale. Non tutti, però, forse, sanno che questo vitigno fa parte della stessa famiglia del traminer con la differenza di appartenere al ramo della famiglia non aromatico (quindi tutt’altra cosa rispetto al Gewurztraminer). Un bianco, dunque, dall’aromaticità contenuta che ha la sua arma vincente nella vorticosa sapida salinità del palato. Ottimo anche l’Arbois Les Brujeres, pari annata, leggermente più morbido al palato ma in grado di offrire al naso mineralità a go-go.

Vino: Puro
Azienda………Movia
Uvaggio: Ribolla, Pinot Nero e Chardonnay
Valutazione….. @@@@ 87/100
Un’altra rarità enologica. Come è nato lo champagne? Per un errore…un vino bianco rifermentato per caso. Non esisteva certo la liqueur de tirage, nè liqueur d’expedition. Movia ha deciso di riprovarci partendo da un vino base del 2000 al quale ha semplicemente aggiunto in bottiglia un po’ di mosto del vino d’annata. E’ nato così Puro, anche in versione rosata, un metodo “classico” sui generis che colpisce per il contrasto tra le sensazioni complesse e mature dell’olfatto e la freschezza del palato. Da provare.

Vino: Sauvignon 2002
Azienda………Cotar Uvaggio: Sauvignon
Valutazione…..@@@@ 88/100
Io che amo solo certi tipi di sauvignon mi ero ormai rassegnato ad emigrare a Chavignol oppure Sancerre nella Loira dei Vatan e Cotat. Questo produttore sloveno mi ha fatto ricredere. Sono assenti quelle note pungenti di molti sauvignon, spesso italiani ed alcuni francesi, che denotano vendemmie anticipate e la non completà maturità del frutto. Qui c’è invece una materia prima notevolissima che riesce a coniugare calore e freschezza minerale in un elegante e sinuoso abbraccio.

Vino: Blanc 1991
Azienda………Chateu Musar
Uvaggio: Obeide (chardonnay) e Merwan (semillon)
Valutazione…..@@@@ 87/100
C’era tanta buona robetta sul banchetto di Chateu Musar. Un rouge del ’77 ancora in splendida forma, un bianco del ’95 e questo bianco del ’91 insieme, ovviamente, ad annate più recenti. Eh, già!. Qui si inizia a ragionare in termini di secoli più che di annate. Vini di stile leggermente ossidativo di chiara ispirazione francese. Non facilissimi nell’approccio ma molto interessanti per poter comprendere le potenzialità del terroir libanese da un lato e potersi schiarire le idee sul significato di bianco da invecchiamento(ed invecchiato) dall’altro.

Vino: Montepulciano 1979
Azienda………Emidio Pepe
Uvaggio: Montepulciano
Valutazione…..@@@@@ 90/100
Ci pensa Pepe a tenere alto il tricolore dimostrando, a sua volta, la longevità di taluni rossi italiani. Questo ’79 rivela un naso ricco e complesso giocato tra lo speziato, il minerale e delicate sfumature animali(tipiche del vitigno). Fa da contraltare un sorprendente nerbo ancora teso e vivo al palato che rende tremendamente fresca e stimolante la beva.

Vino: Massara Barolo Docg 1996
Azienda………Castello di Verduno
Uvaggio: Nebbiolo
Valutazione…..@@@@@ 91/100
E’ stato difficile scegliere tra il Monvigliero ’99 e questo grandissimo Massara ’96. Quest’ultimo ha una struttura che lascia presagire ad un luminoso e lungo futuro. Nonostante i dieci anni si tratta di un bambino ancora in fasce. Lo sviluppo è ancora in questo momento decisamente verticale con sensazioni che ricordano il frutto ed una fulgida mineralità fatta di ferro e ruggine. La progressione è serrata anche al palato dove il vino è contratto, ricco di tannino, freschezza e sapidità.

Vino: Frappato 2004
Azienda………Arianna Occhipinti
Uvaggio: Frappato
Valutazione…..@@@ 85/100
Un 2005 che si preannuncia ancora più buono ed un 2004 che mi ha fatto conoscere un’altra interessantissima realtà siciliana. Un naso che ricorda piccoli frutti a bacca rossa e che dispensa personalità e profondità minerale. Al palato domina la freschezza e solo una piccola sbavatura in un finale leggermente diluito mi ha frenato da un punteggio ancor più alto. Ottimo anche il Nero d’Avola 2004.

CRITICAL WINE (Sabato 8 Arile dalle 14.30 alle 18.00):

Vino: Ciliegiolo 2004
Azienda………Le Tre Stelle
Uvaggio: Ciliegiolo in purezza
Valutazione…..@@@ 84/100
Si sente pronunciare la parola ciliegiolo e si pensa subito alle ciliegie. Facile, dunque, suggestionarsi. In questo vino, però, il profumo di ciliegia, in particolare di marasca, è realmente evidente e solo lievemente offuscato dalla tostatura del rovere sotto il quale la fisionomia varietale rischia per qualche momento di rimanere schiacciata.

Vino: Ruchè di Castagnole 2004
Azienda………Tavijn
Uvaggio: Ruchè
Valutazione…..@@@ 82/100
Solo acciaio per un vino profumatissimo. Fiori freschi e spezie orientali inebriano un olfatto fascinoso ed elegante. Il vino si presenta coerente nell’espressione al palato dove mostra grande equilibrio e bevibilità.

Vino: Morellino di Scansano Riserva
Azienda………Vigna I Botri
Uvaggio: Sangiovese
Valutazione…..@@@@@ 90/100
E’stato il miglior vino assaggiato al Critical Wine e probabilmente una delle più interessanti scoperte della mia trasferta veronese. Non pensavo che un morellino potesse essere così elegante delicato e complesso. Mi ero ormai rassegnato a versioni ipertrofiche e muscolari, concentrato di frutto e rovere. Questa riserva 1997 ha classe da vendere. Un naso complesso ed austero in cui i ricordi di frutta matura e fiori secchi si arricchiscono di sfumature terziarie, di cuoio, tabacco e mineralità terrosa. Al palato c’è ancora tanta freschezza che lascia pensare ad un possibile ulteriore fase di longevità. Finalmente il “mio” Morellino.

Vino: Podernovo 2004
Azienda………Cerreto Libri
Uvaggio:Sangiovese 60% Canaiolo 40%
Valutazione…..@@@ 81/100
C’è chi il cemento non l’ha mai abbandonato ed i risultati gli hanno sempre dato e continuano a dargli ragione. Ho preferito il Chianti Classico Rufina 2003, proposto anche in versione riserva, dal punto di vista squisitamente valutativo ma ho deciso per la scheda da presentare scrivere di questo rosso più immediato e beverino. Frutto rosso maturo ed un accenno di speziatura riassumono le caratteristiche di un rosso pensato per la quotidianità.

Vino: San Vito 2004
Azienda………Coop.Agr.Valli Unite
Uvaggio: Timorasso 100%
Valutazione…..@@@ 82/100
Un tocco di rusticità contraddistingue i vini di questa interessante cantina dei Colli Tortonesi. Questo Timorasso in purezza offre sentori di melacotogna e frutta matura. Si distingue per una mineralità calda, intrigante e gessosa.

Vino: Amarone della Valpolicella
Azienda………Le Bignole
Uvaggio: Crovina, Molinara, Rondinella.
Valutazione…..@@@ 84/100
Se quando pensate all’Amarone vi vengono in mente marmellate di frutta e residui zuccherini da capogiro allora dovete provare questa versione artigianale proposta da Le Bignole. Uno stile austero che farà felice chi pensa ancora all’Amarone come ad un vino da pasto, da poter accompagnare con il cibo. Un rosso terragno dalla discreta complessità olfattiva ed una contenuta dolcezza al palato.

Vino: Dolcetto 2004
Azienda………Cascina Besciolo
Uvaggio: Dolcetto
Valutazione…..@@@ 81/100
Da una vigna di 20 anni un dolcetto di grande freschezza e dall’impatto immediato. Il naso sembra più orientato ai fiori che al frutto. Al palato il tannino è di quelli tosti, non di certo per palati troppo delicati.

Vino: Terre Eteree
Azienda………La Busattina
Uvaggio: Sangiovese & Ciliegiolo
Valutazione…..@@@ 83/100
Sentire dire da un produttore che ha dovuto rinunciare ad etichettare il suo bianco sotto la doc Pitigliano perchè il nuovo disciplinare prevedeva vitigni foresti che non ha in vigna e non ha intenzione di piantare ti fa sinceramente “incazzare”. In ogni caso è ciò che è successo a questo giovane produttore. La Busattina continua comunque a produrre il suo ottimo bianco da uve trebbiano e malvasia: il San Martino. Questo rosso, invece, frutto di un affinamento in legni di vario passaggio, dopo aver superato inziali problemi di riduzione, imputabili al sangiovese, rivela una buona profondità espressiva ed una beva coinvolgente.

Vino: Brunello di Montalcino Docg 2001
Azienda………Cupano
Uvaggio: Sangiovese
Valutazione…..@@@@@ 90/100
Non ho ancora assaggiato molti Brunello 2001 ma questo di Cupano si è rivelato una delle scoperte più piacevoli degli ultimi tempi. Il dosaggio del rovere appare magistrale. Un vino senza eccessi che punta sulla complessità, l’eleganza e la finezza degli aromi. Si avvertono sensazioni di frutta rossa matura, sfumature floreali e terziarie di cuoio, tabacco, terra. Il felice quadro d’insieme è coronato da una fragrante balsamicità. Al palato è, invece, il tannino esuberante a ricordarci della giovanissima età di un vino destinato a durare nel tempo.

Vino: Mazzon 2003
Azienda………Brunnerhof
Uvaggio: Pinot Nero
Valutazione…..@@@ 84/100
L’Alto Adige si conferma la patria adottiva del Pinot Nero in Italia. I migliori esemplari provengono tutti da questa zona. Fragola, lampone, ribes insieme a note tra lo speziato ed il minerale compongono una naso ricco ed invitante. Al palato più che l’acidità è la vena sapida a serrare le fila ed impreziosire la beva.

Vino: Costa dell’Argentario bianco 2004
Azienda………Il Cerchio
Uvaggio: ND
Valutazione…..@@@ 81/100
Affianco ad un 2003 decisamente più ricco, maturo, grasso ed opulento, ho preferito questo 2004 che mostra una maggiore freschezza e verve minerale. Uno stile a tratti lievemente ossidativo per un bianco dalla personalità decisa e senza compromessi.

Vino: Daino
Azienda………Fattoria Castellina
Uvaggio: Merlot 80%, sangiovese ed altri
Valutazione…..@@@ 82/100
Un merlot che riesce a superare l’icona modaiola, banale e scontata, di un vino ruffiano dalle morbide rotondità. In questo caso la dolcezza del frutto è sfumata su note floreali ed è ben supportata dal carattere minerale. Parte del merito va sicuramente al pur piccolo apporto di sangiovese.

VILLA FAVORITA (Domenica 9 Aprile 2006 dalle 10.00 alle 18.00)

Vino: Classico 2004
Azienda………Filippi
Uvaggio: Graganega 100%
Valutazione…..@@@ 81/100
Questo bianco da uve garganega in purezza è il vino “base” di Filippi che imbottiglia altre selezioni più importanti, tra cui una vendemmia tardiva ed un passito, ed un rosso, un Amarone. Questo bianco nasce su terreni vulcanici da vigne di 15-20 anni d’età. Non svolge malolattica. Il naso è impostato sul felice binomio frutto e mineralità. Al palato si rivede, meglio ritorna, un registro semplice ma non scontato in cui domina quella stessa freschezza minerale.
Vino: VinumDei 1997
Azienda………L’Ancestra
Uvaggio: Chardonnay
Valutazione…..@@@ 84/100
Siamo nel Macon nella parte meridionale est della Borgogna. L’Ancestra è in realtà un negociant, anche se molto sui generis, di vini dal momento che non possiede una propria struttura per la vinificazione che avviene presso la casa stessa dei contadini conferitori. Difficile scegliere quale vino recensire visto il nutrito e qualitativo numero di etichette presentato al banco d’assaggio. Il naso di questo vino dallo stile volutamente ossidativo offre gli stessi ricordi di uno champagne invecchiato lungamente sui lieviti. Sensazioni di calcare sbriciolato che lascia pensare ad un continuo batonnage in fase di affinamento. Mineralità calda che regala un finale di buona freschezza.

Vino: Cote de Broully Aoc 2005
Azienda………Cristophe Pacalet
Uvaggio: Gamay
Valutazione…..@@@ 88/100
Se ancora pensate che Beaujolais sia solo la patria del novello vi sbagliate di grosso. Ci sono fior fior di produttori che producono vini complessi, profondi tutt’altro che semplici o banali. Nel caso di questo Cote de Broully c’è sì la fragranza del frutto(fragola e lamponi) ma c’è anche una serietà d’impostazione che esalta le sfumature complesse e minerali del terroir. Da bere smoderatamente.

Vino: Arbois Trosseu de Covees
Azienda………Pascal Clairet
Uvaggio: Trosseu
Valutazione…..@@@ 85/100
Da un vitigno in via d’estinzione un vino di grande originalità e carattere. La freschezza del frutto e la personalità minerale regalano un quadro di assoluto valore e piacevolezza.

Vino: En Billot
Azienda………Domaine Labet
Uvaggio: Chardonnay
Valutazione…..@@@@@ 90/100
Quando Franco Ziliani mi ha letteralmente intimato di non perdermi i vini di Labet ha usato l’espressione “ti sembrerà di ciucciare i sassi” per indicare la purezza minerale di questi Chardonnay. A fine giornata ho visto più di qualche amico andarsene con un cartoncino dei vini di questo Doamine commentando “.. e quando mi ricapita più l’occasione!”. In effetti l’unicità di questi vini è tutta nel terroir, in queste vigne ultracentenarie da cui nascono vini che farebbero impallidire (sempre parole del Franco Tiratore) molti blasonati Borgogna. Ho trovato tutte le etichette di questo produttore dello Jura buone ed interessanti anche se non sempre facilissime nell’approccio. Questa la mia preferita.

Vino: Le Charme 2004
Azienda………Amiotte-Serville
Uvaggio: Pinot Nero
Valutazione…..@@@@@ 92/100
Un’altra imbeccata di Ziliani anche se questa volta conoscendo già produttore e vini, per questo motivo, avevo deciso di soprassedere. Male avrei fatto perchè mi sarei perso questo fantastico rosso quintaessenza del Pino Noir. Un frutto suadente e croccante impreziosito da una leggerissima affumicatura. Offre prova di complessità e potenza ma allo stesso tempo finezza ed eleganza. Un profilo olfattivo nel quale vorresti ogni volta tornare a perderti. Al gusto tannino ed acidità promettono lunghissima vita!

Vino: Trebbiano d’Abruzzo 2003
Azienda………Valentini
Uvaggio: Trebbiano
Valutazione…..@@@@ 86/100
Che dire, non un’annata memorabile. Lo stile Valentini è sempre fedele a se stesso anche se in questo 2003 si avverte una mineralità più calda e matura. Da un lato le solite note caratterizzanti di lieviti selvaggi dall’altro quelle di zafferano e frutta gialla. Un vino meno verticale del solito e già più aperto e disponibile. Il Maestro avrebbe potuto fare un’eccezione ed esserci anche lui a presenziare dal vivo.

Vino: Grand Vallon 2004
Azienda………Francois Villard
Uvaggio: Viogner
Valutazione…..@@@@ 87/100
Molte etichette da degustare sul banco di Francois Villard con le mie preferenza che sono andate a questo bianco anche se i rossi mi hanno di più impressionato nella prova d’insieme. Sui bianchi ho potuto osservare un uso disinvolto ed allo stesso tempo magistrale del rovere. Consiglierei a molti produttori italiani di andare a scuola da Villard prima di cimentarsi con bianchi elevati in barriques. In questo bianco del rodano il rovere è un mezzo non il fine. Viene salvaguardata in ogni fase sia olfattiva che gustativa la materia fruttata e la freschezza minerale.

Vino: Lambrusco 2000
Azienda………Donati
Uvaggio: Lambrusco Maestri
Valutazione…..@@@ 81/100
Si avete letto proprio bene un Lambrusco del 2000 servito da una bottiglia di grande capacità. Un rosso in grado di regalare complessità minerale al naso conservando freschezza ed immediatezza nella beva. Quando alcuni amici mi hanno suggerito di andarlo ad assaggiare pensavo ad una presa in giro, mi sono dovuto subito ricredere.

Vino: Letief du Breil 2004 Muscadet de Servere et Maine Aoc
Azienda………Domaine de La Louvrette Jo Landron
Uvaggio: Melone de Bourgogne
Valutazione…..@@@ 85/100
Chi conosce Jo Landron non scoprirà nulla di nuovo. Chi, invece, pensa al Muscadet come un vino semplice e beverino con il quale poter innaffiare spensieratamente le ostriche si accorgerà come alcune bottiglie di produttori di riferimento come Jo Landon e Marc Ollivier (Domaine de la Pepiere) possono riservare piacevoli ed inaspettate sorprese. Questo cru ottenuto da una selezione di una vigna di 50 anni regala mineralità iodata e marina. Il naso è ancora un po’ chiuso e rivela una apprezzabile profondità mentre al palato la tensione è assicurata da un nerbo deciso e contratto.

Vino: Beaumes de Venis 2004
Azienda………La Fermè St.Martin
Uvaggio: Syrah, Grenache & co.
Valutazione…..@@@@ 86/100
Rossi solidi e strutturati quelli di quest’altro giovane produttore del Rodano. Questo è il vino di punta della sua gamma. Apre su un frutto scuro e carnoso per ripiegare pian piano su eleganti note minerali. Il palato segue con coerente forza espressiva.

Vino: Chateneuf du Pape 2003
Azienda………Vieux Telegraph
Uvaggio: Syrah, Grenache & co.
Valutazione…..@@@@ 86/100
Al vecchio telegrafo i vini lì sanno fare. Anche dalla calda vendemmia 2003 sono riusciti ad ottenere risultati di straordinaria freschezza e mineralità. Il frutto è, infatti, sempre ben accompagnato da una carica blasamica con sentori di china e rabarbaro che regalano complessità al naso ed una vibrante dinamicità al palato dove il vino sembra avere una marcia in più.

Vino: Bianco 2005
Azienda………Frank Cornelissen
Uvaggio: Carricante, Grecanico e Coda di Volpe
Valutazione…..@@@ 82/100
Se vi aspettavate che vi parlassi di Magma chiedo scusa per avervi deluso. In realtà Magma non è un solo vino bensì “uno e trino” (se mi consentite la licenza religioso-poetica) essendo state presentate contemporaneamente tre diverse versioni ottenute dalla vinificazione separata di tre differenti cru. Di più facile lettura questo bianco di grande intensità ed impatto olfattivo. Ancora giovanissimo ed in divenire lascia solo intravedere tutto il suo potenziale aromatico e di mineralità.

Vino: Bandol Collection 1992
Azienda………Chateu St.Anne
Uvaggio: Mourvedre
Valutazione…..@@@@@ 91/100
Un altro luogo comune da sfatare. La Provenza non è solo indiscussa regina dei vini rosati ma anche terra di vini rossi austeri e longevi. La testimonianza liquida in questo bicchiere del Collection’92 che letteralmente baroleggia. Naso complesso, evoluto e terziario. Ha ancora tante cose da dire e potrà farlo ancora negli anni a venire grazie ad un corredo di tannini ed acidità di cotanto rispetto e valore. Un’altra bellissima scoperta.

Vino: Pinot Nero
Azienda………Dalzocchio
Uvaggio: Pinot Nero
Valutazione…..@@@@ 86/100
Una delle migliori interpretazioni italiane mai provate del pinot nero. C’è una tostatura piuttosto evidente mutuata dal legno sotto la quale, però, si riesce a catturare la vera essenza del vitigno borgognone, fatta di particolari e sfumature più o meno accennate. Il frutto è ricco, fragrante e la speziatura dolce è netta, caratterizzante. Il tutto è attraversato da sottili venature minerali che ne fanno un esemplare da annotare e tener a mente.

Vino: Skisto
Azienda………Pane e Vino
Uvaggio: Cannonau
Valutazione…..@@@@ 86/100
Si possono fare anche Cannonau eleganti, minerali e non per forza pesanti ed iperalcolici. Pane e vino ci ricorda la basicità di elementi come, appunto, il pane ed il vino, alimenti per il corpo e per la mente. Una quotidianità vissuta e trasfigurata nel bicchiere. Un vino fatto per essere non solo degustato, dunque, ma soprattutto bevuto. Un frutto dolce maturo senza essere eccessivo sfumato su tonalità minerali. Un bocca corposa, piena senza essere greve nè ingombrante.

Vino: Volnay 2004
Azienda………Marechal
Uvaggio: Pinot Nero
Valutazione…..@@@@ 88/100
Un mito della Borgogna. Questo Volnay è sicuramente uno dei suoi pezzi migliori anche se forse più facile e meno celebrale nell’approccio di altre sue etichette. Al naso lo sviluppo è orizzontale, procede con dolcezza ed elganza, il palato ricambia con i suoi tannini vellutati ed una rinfrancante freschezza acida.

Vino: Pinot Blanc 2004
Azienda………Schueller
Uvaggio: Pinot Bianco
Valutazione…..@@@@ 86/100
Un altro vitigno spesso trascurato e banalizzato si prende la sua rivincita grazie alla splendida interpretazione di questo produttore alsaziano. Ho definito Schueller il Kholer Ruprecht dell’Alsazia per il suo stile austero e tradizionale. In questo Pinot Bianco c’è una mineralità terrosa che penetra le narici ed una sapidità tangibile in grado di risvegliare le papille gustative anche dopo i numerosi assaggi della giornata. Un produttore di primissimo piano.

Vino: Pinot Grigio 2002
Azienda………Terpin
Uvaggio: Ribolla Gialla
Valutazione…..@@@ 81/100
Non vi stupite quando uno di questi produttori friulani vi verserà nel bicchiere il suo pinot grigio. Se vi aspettavate un bianco rimarrete spiazzati, perchè l’interpretazione di questi produttori propone dei veri e propri rosati frutto di macerazioni prolungate sulle bucce. Quello di Terpin si lascia apprezzare per la mineralità protagonista indiscussa al naso ed al palato.

Vino: Selection Particular 2004
Azienda………Kientzler
Uvaggio: Gewurztraminer
Valutazione…..@@@@ 86/100
Un signor traminer la Selezione Particolare di quest’altro produttore alsaziano. Un bianco aromatico adatto anche a chi, come me, non sia un fanatico della tipologia-vitigno. Qui c’è infatti grandissimo equilibrio tra le note aromatiche e minerali. Uno stile per certi aspetti più dismesso che rifugge gli eccessi barocchi cui le uve aromatiche divengono spesso complici e vittime.

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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