Enotria Wine Workshop: l’Abruzzo si presenta
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Per ragioni di tempo sono stato presente solo nella giornata di sabato 3 dicembre, giorno dell’inaugurazione, e posso dire che l’atmosfera che si respirava era straordinariamente pacata e professionale. Massima disponibilità da parte delle aziende presenti, presentazione dei vini in condizioni quasi perfette (i bianchi erano un po’ freddi a causa dei normali frigoriferi utilizzati), possibilità di dialogare con tranquillità con i produttori o con i loro rappresentanti. Non ho dati sull’esito della manifestazione, ma posso dire che sabato è stata una giornata tranquilla, con un numero di visitatori contenuto ma più che soddisfacente, tenendo conto che è stato il primo evento del genere nella regione. Le aziende che hanno partecipato proponendo i loro prodotti, sono state: Provincia di Chieti: Provincia di Pescara: Provincia di L’Aquila: Provincia di Teramo: Desidero segnalare alcune aziende che ho trovato davvero interessanti: Cantine Mucci Questa azienda produce numerosi vini di ottima qualità a prezzi davvero contenuti; in particolare voglio segnalare il Cabernet Sauvignon Cantico 2001, maturato in barrique per circa 13 mesi, dal colore rubino intenso con riflessi granati all’unghia, profumi vegetali di erba tagliata e peperone maturo, ciliegia e prugna, tabacco biondo; bocca densa e concentrata, ricca di frutto e spezie, sul finale ripropone le note vegetali ma anche cenni di cacao. Non meno interessante il Montepulciano d’Abruzzo Cantico 2003, sempre maturato in barrique per circa un anno (sebbene non sia un amante della barrique, riconosco che questo vitigno si presta in particolar modo all’uso del piccolo legno, purché ben dosato, come in questo caso), che offre al naso belle note di ciliegia matura, amarena e lampone, per poi aprirsi a spezie miste, mentre al gusto testimonia la sua giovinezza nel tannino potente, anche se già supportato da una buona componente morbida e fruttata. Infine voglio menzionare il Proibito Falanghina 2003, una vendemmia tardiva (l’appassimento dei grappoli migliori lasciati sulla pianta dura circa 10 giorni), che alla sua seconda uscita mostra già doti notevoli e ottimo equilibrio: ha colore oro-verde intenso e luminoso, bouquet dai toni spiccatamente floreali e di frutta esotica e candita, per poi offrirsi a profumi di erbe marine; al palato esprime una dolcezza contenuta e acidità sufficiente ad evitare qualsiasi stucchevolezza. Scialletti La cantina Scialletti è una delle più antiche dell’Abruzzo ed ha uno stile molto particolare e oggi sempre più raro. I vini, infatti, subiscono un invecchiamento superiore alla media, a tutto vantaggio di una maturità e complessità impensabili al momento della messa in commercio. Fra i vini degustati voglio segnalare il Sammarco 1995, a base di montepulciano, cabernet sauvignon, malbech e altri vitigni, maturato in botte grande e lungamente affinato in bottiglia; questo eccellente vino mostra ovviamente un colore granato con unghia piuttosto evoluta, ma questo non deve assolutamente disorientare: è sufficiente portarlo al naso per scoprirne l’incredibile vitalità ed eleganza. I profumi si aprono e si muovono ad ogni olfazione, passando dai fiori secchi, a prugna e ciliegia in confettura, da note fumé e di goudron ad un bellissimo sottofondo minerale; in bocca non delude, mostrando tannini finissimi e una trama gustativa densa e avvolgente, ancora ricca di freschezza e dal finale lunghissimo. Cantina Frentana Questa cantina sociale dispone di oltre 400 soci conferitori, le uve vengono selezionate con cura e i sistemi di vinificazione sonofra i più moderni ed efficaci. L’ottimo rapporto qualità/prezzo è il fiore all’occhiello della Cantina Frentana: il Montepulciano d’Abruzzo Panarda 2001 è un chiaro esempio: il vino dimora oltre un anno in barriques di 1° e 2° passaggio e, dopo un giosto periodo di affinamento in botiglia, si offre alla vista di un bel colore rosso rubino intenso e concentrato. I profumi varietali sono perfettamente mantenuti e il legno è già in gran parte assorbito; si coglie la ciliegia matura, la mora e l’amarena, note di tabacco e liquirizia; al palato ha buona struttura ed eleganza, tannino pulito e di giusta astringenza, un prodotto che può dare soddisfazione a chi lo acquista. Molto ben fatto e di grande serbevolezza il Montepulciano d’Abruzzo Terre Valse 2003, maturato esclusivamente in acciaio, dai sentori ampiamente fruttati e croccanti di ciliegia e lampone, mentra al palato è fresco, corrispondente e leggermente sapido. Infine il Montepulciano d’Abruzzo Rubesto 2002, maturato in botti miste, rappresenta una giusta via di mezzo fra le due precedenti tipologie, dai profumi varietali incrementati da note speziate di tabacco e vaniglia, capace di un buon invecchiamento. Farnese E’ a mio parere una delle più interessanti realtà abruzzesi, capace di grandi numeri (circa 10 milioni di bottiglie prodotte) mantenendo una qualità davvero elevata. Il vino indubbiamente più stupefacente è l’Edizione Cinque Autoctoni 2003, un rosso da tavola a base montepulciano, sangiovese, primitivo, negroamaro e malvasia nera: ha colore rubino-granato fitto e concentrato, il ventaglio odoroso è estremamente variegato e spazia da note di amarena, mora e ribes maturi a tabacco, liquirizia, cuoio e cioccolato; al gusto è potente e morbido, il tannino possente eppure già vellutato consente alla trama fruttata e speziata di avvolgere i sensi, lasciando nel lungo finale sensazioni che ricordano il goudron e i fiori secchi. Altro grande vino, degno sicuramente di nota, è il Montepulciano d’Abruzzo Opis Riserva 2001, proveniente dalla sottozona Colline Teramane, divenuta Docg con la vendemmia 2003: si tratta di un rosso eccellente, capace di assorbire senza difficoltà i 2 anni passati in barrique; il colore è rubino intenso e concentrato, i profumi partono subito con un bel fruttato di mora e amarena in confettura su uno sfondo di rose appassite, per poi cedere in verità poco ai caratteristici sentori del legno, vaniglia e cioccolato fondente. Note perfettamente ritrovate al gusto, che mostra tannini forti ma fini e una bella polpa che si mantiene nel lungo finale. |
Dal 3 al 5 dicembre 2005, nelle splendide sale del Museo La Civitella di Chieti, oltre 30 aziende vitivinicole abruzzesi si sono presentate a giornalisti ed operatori del settore. L’evento, alla sua prima esperienza, è nato dallo sforzo congiunto di Anci Abruzzo, Associazione Città del Vino, Provincia di Chieti, Regione Abruzzo (attraverso l’ARSSA, Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo), Camera di Commercio di Chieti e delle principali associazioni degli imprenditori agricoli e della cooperazione. La scelta del Museo La Civitella si è dimostrata vincente, sia per gli ampi spazi di cui dispone, sia per il forte legame storico che lega la cultura al territorio e al vino abruzzese.



