Statistiche web
Assaggi dall'Italia e dall'EsteroFranciaIl vino nel bicchiere

Les Jardins du Mesnil, l’eleganza e lo stile dello Champagne Andrè Robert

Les Jardins du MesnilChampagne, questa parola, nella mente dei grandi appassionati di bollicine di tutto il mondo, incute da sempre un senso di assoluto rispetto, passione e stima. Troppe volte, anche la stampa specializzata, dedica in maniera confusa interi articoli incentrati sul confronto a tutti costi con questo storico territorio francese.
In Europa diverse zone vitivinicole hanno fatto passi da gigante, relativamente alla qualità dei vini prodotti con il Metodo Classico, o Champenoise come viene chiamato in Francia. Grazie al cielo, oggi giorno, possiamo degustare bollicine italiane o spagnole a prezzi sicuramente interessanti, l’elemento di equilibrio, freschezza gustativa e soprattutto bevibilità, risultano notevoli.
Negli ultimi anni, questa tipologia di vino, ha conquistato una fetta impressionante di mercato, sempre più persone preferiscono un buon calice di bollicine, soprattutto all’ora dell’aperitivo.
Non me ne vogliano i campanilisti italiani o spagnoli, ma dunque cosa rende irraggiungibile lo Champagne ancor oggi? Tenterò di spiegarlo con i fatti, più che con statistiche, o dati relativi ad analisi chimiche del terreno o dell’uva.
“Con i fatti” significa una cosa sola per me, andare al sodo, in poche parole aprire una bottiglia.
Il vino di cui parlerò è lo Champagne “Les Jardins du Mesnil” della maison André Robert, con sede a Mesnil sur Oger, un villaggio classificato Grand Cru, vera e propria culla dei migliori Blanc de Blancs dell’intera regione.

L’area di questa azienda, si sviluppa su 14 ettari per lo più classificati Grand Cru e Premier Cru, essenzialmente: Mesnil sur Oger, Oger, Vertus, e Cuis, grazie ad un mosaico di piccoli appezzamenti dove lo Chardonnay, l’uva più importante coltivata nella Côte des Blancs, raggiunge primati qualitativi, ancor oggi punto di riferimento per i grandi appassionati.

Il parallelo in cui è situata quest’area vitivinicola è particolarmente favorevole alla coltivazione della vite, soprattutto in virtù della produzione del Metodo Champenoise. Il microclima è fondamentale per produrre questa tipologia di vino, l’acidità dell’uva deve mantenere sempre un valore mai al di sopra della media, questo aspetto è fondamentale.
craieIl terreno della Côte des Blancs, inoltre, è caratterizzato da un’incredibile matrice gessosa, in francese “craie”, ricca di belemniti ovvero fossili marini che risalgono addirittura al Triassico. Ciò che possiamo ammirare oggi non è nient’altro che il ritiro dell’acqua marina avvenuto circa settanta milioni d’anni fa. Una serie di terremoti, successivamente, ha spaccato questa grande matrice gessosa rendendo questo territorio tra i più particolari al mondo, soprattutto a livello geologico. Di conseguenza i vini prodotti in questo comune, posseggono a livello olfattivo un’eleganza ed una finezza davvero stupefacenti. Per via della mineralità, invece, il timbro gustativo risulta sapido e persistente, la freschezza data dalla grande acidità è sempre l’elemento che ti invoglia a bere il secondo, terzo, quarto bicchiere.

Ma parliamo dunque della maison André Robert situata proprio in questo comune. L’azienda appartiene alla stessa famiglia da cinque generazioni. Henri, il fondatore, ha iniziato a lavorare la vite subito dopo la prima guerra mondiale. A seguito della seconda guerra mondiale, André Robert con lo stesso impegno e la stessa dedizione ha lavorato la sua vigna quasi fosse un giardino, da qui l’intuizione per dare al vino il giusto nome: “Les Jardins du Mesnil”. Metodi semplici se vogliamo, interventi mai estremi ed attenta lavorazione del terreno, con rendimenti ragionevoli dati sempre da una grande selezione in vigna, in più, una cura estrema nel trasporto delle uve in cantina, per preservare al massimo la qualità del prodotto.
Oggi il timone è affidato alle mani esperte di Jean Baptiste e Claire Denizart, che con la stesso impegno continuano la tradizione seguendo la stessa filosofia.

L’azienda possiede delle meravigliose grotte di gesso che risalgono al diciannovesimo secolo, in questo luogo naturale riposano le bottiglie, vinifica il 50% dei vini in piccole botti da 228 litri che hanno un’età media di dodici anni. La malolattica non viene svolta, in questo modo rimane inalterata la purezza e l’integrità del prodotto e dunque del terroir stesso.
È giunto il momento di descrivere il vino che ho scelto, a mio avviso il più rappresentativo dell’azienda, quello che esprime maggiormente le grandi peculiarità di Mesnil sur Oger.

Champagne Extra Brut S.A. Blanc des Blancs Grand Cru “Les Jardins du Mesnil” André Robert
100% di uve Chardonnay raccolte in vigneti classificati Grand Cru, nel comune di Mesnil Sur Oger. La cuvée è composta dal 20% di vini che fermentano e affinano in barriques per sette mesi, con frequenti bâtonnage.
Il vino riposa per ben cinque anni sui propri lieviti, all’interno delle grotte di gesso sopra descritte.
Il dosaggio è contenuto, 3,5 grammi litro. La sboccatura riportata in etichetta, cosa più unica che rara in Champagne, indica aprile 2017, dunque un annetto ulteriore di affinamento in cantina, minimo sindacale per una maggior distensione olfattiva e soprattutto gustativa.
Il vino si presenta nel bicchiere color giallo paglierino, attraversato da lampi oro antico. E’ brillante e vivace, le bollicine, fini e numerose, amplificano molto questa luminosità.

Il naso è inizialmente fruttato, impatto di notevole intensità. Le note fresche di lime e susina gialla matura, lasciano ben presto spazio ad un floreale leggermente acre che ricorda la mimosa ed i fiori di mandorlo.
Con lenta ossigenazione, arriva la vera protagonista, la mineralità, un incessante nota di gesso si alterna a sensazioni iodate, oltre ad un leggerissimo smalto che non disturba affatto, anzi. Il lungo affinamento si sente, ed infatti ritornano le note dolci, pesca sciroppata, pan brioche e yogurt. Chiude su tocchi fumé che ricordano l’incenso, naso davvero cangiante che evolve nel bicchiere.
Il palato è teso, verticale, la bollicina risulta incisiva ma al contempo distesa, carezzevole, coerenza di note agrumate e freschezza ai massimi livelli.
In un secondo momento dimostra la sua potenza gustativa, grazie a una certa vinosità che impegna il palato e ne amplifica le persistenza. La lunga scia sapida chiude un sorso davvero appagante.
91/100 (@@@@@)

Prosciutto, mortadella e parmigiano

Un vino adatto alla sperimentazione culinaria più estroversa, da non sottovalutare l’abbinamento con certe ricette anche a base di carne, cucinate ovviamente con logica e coerenza, ovvero senza eccesso di pomodoro.
Per non sbagliare e non deludere i grandi campanilisti italiani, ho deciso di abbinare il vino al più classico dei taglieri di casa nostra. Tre, i veri protagonisti: Prosciutto Crudo di Parma DOP 30 mesi, Mortadella Bologna IGP, Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi, davvero un grande sodalizio, in grado di esaltare le caratteristiche gustative di quest’ottimo Champagne.

Andrea Li Calzi

Champagne André Robert
15 rue de L’Orme – 51190 Le Mesnil Sur Oger
champagne-andre-robert.com

Andrea Li Calzi

È nato a Novara, sin da giovanissimo è stato preso da mille passioni, ma la cucina è quella che lo ha man mano coinvolto maggiormente, fino a quando ha sentito che il vino non poteva essere escluso o marginale. Così ha prima frequentato i corsi AIS, diplomandosi, poi un master sullo Champagne e, finalmente, nel giugno del 2014 ha dato vita con la sua compagna Danila al blog "Fresco e Sapido". Da giugno 2017 è entrato a far parte del team di Lavinium.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio