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Cibo e Cultura

La polenta dei ricordi

granoturcoParliamo di granoturco macinato a pietra, questo tipo di macinazione spinta dalla forza dell’acqua conferisce alla farina di granoturco una qualità particolare; intanto il germe del chicco con questa lavorazione rimane intatto, permettendo in tale modo che l’olio del germe non sia disperso, il risultato si può vedere e sentire: rimane più rustico.
Meno giri fa la macinazione e più rustico sarà il grano, il granello sarà più grosso e al palato si potrà sentire non solo il sapore del granoturco ma la sua consistenza. Ci sono tantissime tipologie di polenta, ogni regione ha il suo granoturco e le ricette sono tantissime.
Il mio ricordo non può che risalire all’infanzia, mio padre era un appassionato di polenta, la classica ricetta fatta con il ragù di spuntature e salsicce che mia madre preparava con tanta devozione.
La sua cottura di 45 minuti o più non era assolutamente un problema, mio padre si poneva in cucina con il cucchiaio di legno e girava mentre cantava i suoi pezzi preferiti di musica lirica; ogni tanto chiedeva un bicchiere di vino perché lui dalla cucina non si muoveva per nessun motivo.

Polenta e salsicceAlla fine la polenta veniva stesa su un tavolo di legno (studiato apposta da un falegname), mio padre con le sue possenti braccia versava il sugo centrando spuntature e salsicce e poi spolverizzava con pecorino.
Una vera festa, tutti insieme tracciavamo vari sentieri per arrivare alla carne. Mio padre non conosceva la polenta precotta e anche io posso dire di non avere mai avuto l’idea di acquistarla, ci sono piatti che richiedono tempo, la vera magia è proprio quella di dedicare ad essi tutta la nostra attenzione, ma vorrei aggiungere che hanno anche il potere di riunire tutta la famiglia, la polenta ha bisogno di collaborazione e questo fatto diventa unione.
Un alimento che si presta a tante ricette, la polenta quando avanza non si butta, un po’ come il pane, voglio condividere questa ricetta molto sfiziosa da presentare come aperitivo oppure una cena a buffet.
Quando vi avanza la polenta, ovviamente in bianco, bagnatevi le mani e formate delle polpette, al centro con il pollice fate una piccola fossa. La mozzarella di bufala, frullata con un po’ di panna deve essere spumosa, quindi fate a occhio. Mettete all’interno della polpetta la mousse di mozzarella con un pochino di pepe e infornate giusto il tempo che la mousse si scioglie.
Una variante può essere preparare le polpettine con il sugo e spolverare di pecorino, oppure con il pesto genovese una vera bontà e di grande effetto.
Ancora una volta i ricordi d’infanzia mi riportano ad un piatto, ma soprattutto mi ricordano il mio caro padre, il 16 Febbraio compirà un anno dalla sua scomparsa, grazie a lui che mi ha insegnato la gioia di stare in tavola; la sua frase che più mi è rimasta nella mente era “se non hai tempo per cucinare lascia stare a comprare prodotti già pronti, fatti due spaghetti veloci che è meglio“.

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