USIGLIAN DEL VESCOVO
Indirizzo: Località Usigliano – 56036 Palaia (PI)
Tel.: +39 0587 468000
Sito: www.usigliandelvescovo.it
Email: info@usigliandelvescovo.it
laVINIum 07/2024
Per raccontare la storia di Usiglian del Vescovo dobbiamo raggiungere la Valdera, dunque il comune di Palaia, piccolo borgo ubicato nel cuore della Doc Terre di Pisa. Il mare dista appena 35 km e l’ambiente circostante senza dubbio risulta vocato in tema vitivinicolo. D’altronde è la storia, in questo caso millenaria, a confermare la mia tesi ancor più di mille parole. Più avanti lo vedremo.

L’azienda conta 160 ettari, 23 dei quali destinati alla viticultura e 15 ettari di oliveti; quest’ultima è un’altra risorsa agricola importantissima per l’economia della regione. Le uve maggiormente impiegate sono: sangiovese, merlot, cabernet sauvignon, syrah, petit verdot, chardonnay e viognier. In queste colline ampiamente ventilate, grazie a differenti brezze che soffiano dalla vicina costa toscana, troviamo un clima ideale per la maturazione della vite. Uve asciutte, sane e opportunamente mature, divengono tali grazie ad estati calde mitigate dalle escursioni termiche notte-giorno.

Il suolo d’origine pliocenica deriva da un antico fondale marino. La sabbia, presente in percentuali elevate, contiene fossili marini piuttosto evidenti; è assai facile trovarne. La struttura di questo particolare terreno favorisce indubbiamente il drenaggio, inoltre la porosità dei fossili trattiene l’acqua garantendo, salvo annate straordinarie, il giusto apporto idrico anche durante le fasi più siccitose dell’anno. Durante questi periodi, infatti, la vite compie uno sforzo non indifferente che il più delle volte di traduce in una spiccata aromaticità delle uve e un’impronta minerale caratterizzante.

Attraversare le strade che percorrono questo lembo di terra toscana è una gioia per gli occhi e per il cuore. Volgendo lo sguardo all’orizzonte è possibile scorgere un mosaico di colori in grado di costituire la bellezza del paesaggio. Quest’ultimo è punteggiato da boschi, ginestre e oliveti. Non solo: dune di sabbia e cespugli colorati di giallo dal profumatissimo elicriso.
La cantina di Palaia (PI) sceglie, tra i filari, la conduzione biologica certificata con l’annata 2020, così facendo il terreno risulta estremamente vitale e ricco di presenza organica, elementi in grado di favorire nel tempo la salute stessa del vigneto. Il corpo principale è disposto lungo un costone situato a circa 250 metri s.l.m., differenti le esposizioni che determinano un’eterogeneità nel comportamento della vite. L’uva viene quindi raccolta in diverse fasi, assecondando e rispettando i tempi di ciascun vigneto. La vendemmia e tutte le lavorazioni vengono svolte esclusivamente a mano, anche la vinificazione avviene separatamente.

Usiglian del Vescovo, prima dell’avvento del cristianesimo, era considerato un luogo sacro dedicato al Dio Giano. Una divinità agreste con due facce ritratte in unica immagine: simbolo di morte e rinascita, la rappresentazione dei cicli naturali in cui convivono inizio e fine. Al centro della Tenuta si colloca la villa di Usigliano, una sorta d’icona per l’azienda che rappresenta – all’atto pratico – la residenza padronale alla quale, un tempo, faceva riferimento l’insieme dei poderi e dei castelli disseminati nella proprietà. I vigneti ancor oggi portano i loro nomi: “Mia”, “Valle del Citto” e “La Cipressa”.

La storia dell’azienda ripercorre il lungo corso dei secoli. Nel 1078 Matilde di Canossa donò ai Vescovi di Lucca la tenuta di Usiglian di Palaia, successivamente denominata Usiglian del Vescovo. Nel 1083 si ebbe la prima vendemmia grazie al Vescovo di Lucca, quest’ultimo volle piantare i primi vigneti al fine di produrre vino per officiare la messa. Ancor oggi queste due importanti date vengono commemorate mediante due etichette della gamma aziendale: Milleesettantotto Costa Toscana Bianco e Milleeottantatré Costa Toscana Rosso. La proprietà nel tempo venne contesa tra la Repubblica Pisana e quella di Firenze, e fu proprio sotto il dominio di quest’ultima che dal 1509, Usiglian del Vescovo poté godere di tre secoli di pace. Occorre fare un salto in avanti e giungere al 2001, anno in cui entra in gioco la nuova proprietà. Il Direttore di produzione oggi è Francesco Lomi, coadiuvato dall’impegno costante dell’Enologo consulente Federico Ricci. Ogni anno vengono prodotte in media 100.000 bottiglie.

I mercati di riferimento sono: USA, Canada, Cina, Belgio e Danimarca. Vedremo nel dettaglio tre etichette della gamma: Milleesettantotto Costa Toscana Bianco 2022, Milleeottantatré Costa Toscana Rosso Petit Verdot 2017 e Terre di Pisa Rosso Il Barbiglione 2020.
Andrea Li Calzi
09/2019
Questa storica cantina si trova nella provincia di Pisa, in territorio decisamente diverso da quello dove sorge la città della Torre pendente: siamo a 45 km di distanza, in località Usigliano nei pressi del comune di Palaia (e sì, la finale in “aia” aleggia sempre in Toscana), ma non così lontano da non sentire l’influenza del mar Tirreno. La zona è collinare, la proprietà si estende su 160 ettari di cui 25 a vigneto e 15 a oliveto; si fa vino dal lontano 1083, anche se allora, per volontà del Vescovo di Lucca, le viti erano state piantate con lo scopo di produrre solo per officiare messa.
Dal 2001 l’azienda ha subito un processo di rinnovamento della villa padronale e delle antiche cantine, con l’intento di dare vita a vini di assoluta qualità, perseguendo un’agricoltura sostenibile nel rispetto di un suolo che conserva nelle sue trame il contributo della presenza del mare milioni di anni fa: limoso-sabbioso e a medio impasto con forte presenza di fossili del pliocene.
Il sistema di allevamento adottato è il classico cordone speronato, con una densità di 5.000 piante per ettaro e un’esposizione che va da sud a sud-ovest. Le varietà allevate sono sangiovese, merlot, cabernet sauvignon, syrah, petit verdot, chardonnay e viognier.
Nel vigneto viene praticato il sovescio e gli sfalci selettivi, elementi necessari per apportare concimazione organica e fertilità vitale a un terreno prevalentemente sabbioso. Nell’ottica di un uso intelligente e rispettoso delle risorse disponibili, nei periodi invernali l’azienda recupera l’acqua dai tetti e la riutilizza per tutti i processi agricoli che la richiedono, in questo modo si evita di usare l’acqua potabile destinata al fabbisogno umano.
La nuova cantina su due livelli realizzata nel 2004, consente il carico e lo scarico dei tini di fermentazione per gravità; per la conservazione dei vini vengono utilizzati diversi tipi di contenitori: in cemento, acciaio, legno e cocciopesto.
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| MilleEsettantotto | 2017 | da 25 a 50 euro | @@@@@ |
| Chianti Superiore | 2016 | da 15 a 25 euro | @@@@ |
| Il Grullaio Rosso | 2016 | da 10 a 15 euro | @@@ |
| Terre di Pisa Rosso Il Barbiglione | 2015 | da 25 a 50 euro | @@@@ |
| Il Bruvé Rosé Brut Metodo Classico | 2018 | da 15 a 25 euro | @@@@ |
| MilleEottantatre | 2015 | oltre 50 euro | @@@@@ |
| Il Barbiglione | 2013 | da 15 a 25 euro | @@@@ |
| MilleEsettantotto | 2022 | da 48 a 54 euro | @@@@ |
| Terre di Pisa Rosso Il Barbiglione | 2020 | da 36 a 40 euro | @@@@ |
| MilleEottantatré | 2017 | da 90 a 100 euro | @@@@@ |